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Action Chitarra acustica
di Antonio | 08 agosto 2003 @ 13:50

Antonio scrive "Sono circa otto anni che suono la chitarra (esclusivamente quella acustica) ma solo ultimamente ho finalmente capito che una chitarra va settata secondo i nostri personali bisogni. La mia prima acustica è stata una yamaha e per anni l'ho suonata cosi' come l'ho comprata, senza effettuare nessuna modifica. Da un anno a questa parte ho cominciato a modificare truss rod e altezza del ponte alla ricerca del giusto settaggio: personalmente preferisco che l'action sia la piu' bassa possibile (1,5 mm al 12° tasto) e se al limite talvolta le corde friggono non mi da fastidio. Mi piacerebbe pero' sapere quali sono le preferenze di altri chitarristi, e i motivi di tali scelte. Una domanda per chitarristi più esperti di me: il fatto che una chitarra sia più o meno suonabile, se non si considera l'action, da cosa puo' dipendere? Nel momento in cui si vuole acquistare una chitarra nuova, l'action generalmente è sempre esagerata; come posso capire se quella chitarra sarà "facilmente suonabile" e sapere a priori quanto potro' intervenire sull'action dopo averla acquistata? Grazie, Antonio"
chitarre acustiche manutenzione
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Commenti
qwerty
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 09/08/2003 @ 00:0
il fatto che una chitarra sia più o meno suonabile, se non si considera l'action, da cosa puo' dipendere? (action penso sia sininimo di "suonabilita'" con tutto quello che comporta questo concetto)   Nel momento in cui si vuole acquistare una chitarra nuova, l'action generalmente è sempre esagerata; come posso capire se quella chitarra sarà "facilmente suonabile" e sapere a priori quanto potro' intervenire sull'action dopo averla acquistata? (la cosa piu' bieca e' rassicurarsi sulla marca... difficilmente una yamaha, gibson, martin, taylor, guild nuove avranno guai irrisolvibili da una visitina dal liutaiopoi si puo' controllare la curvatura del manico avendo soprattutto paura di un eventuale torsione del manico "torsione" e se c'e' una bella gobba piuttosto netta vicino alla palettase la chitarra e' costruttivamente a posto, se uno non ha l'occhio esperto di un liutaio, semplicemente, portata la bestia a casa va avanti a manovrare il truss rod a piccoli tentativi e poi qualche ora di riposo)(a mio modesto parere... col consiglio di passare qualche volta anche da un liutaio vero)
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La friggitura
di max993 - user #2083 dal 04/07/2003 | 09/08/2003 @ 23:2
Possiedo una YAMAHA acustica e amo l'action alta. Appena comprata, friggeva che era un piacere, ma è bastato intervenire con la chiavetta a brugola sulla vite che si trova appena dentro il buco, per alzare l'action. Dovevo lavorare un pò di più, ma venivo ripagato da un suono più squillante. Adesso non posso più suonarla, perchè è troppo grande, però mio figlio ( 9 anni ) riesce a fare il re+ e il mi+. Dicono, che il frutto, non cade mai lontano dall'albero. Speriamo.Ciao, max
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Malato di G.A.S.
di Smalljumbo - user #1002 dal 10/12/2002 | 14/08/2003 @ 16:2
Sono un malato terminale di Guitar Acquisition Syndrome e quindi il mio commento và preso con le dovuto cautele ;-) io non sono molto per le modifiche alle chitarre soprattutto acustiche: compro una chitarra perchè mi piace cosi com'è, il suono, il manico, le rifiniture etc. I liutai a cui mi sono rivolto per la costruzione delle chitarre mi hanno sempre chiesto come desideravo l'action e che cosa suonavo, infatti nell'unica chitarra (per l'esattezza la mia seconda chitarra che è una Darco dread costruita su licenza Martin in Giappone acquistata nel 1980) ho cominciato a pistolare con il truss rod e ho fatto un casino... i due liutai a cui l'ho portata hanno rimediato ma non sono soddisfatto per niente; Jim Olson mi spiegava che una volta decisa l'action c'è poco da fare, nel senso che andare a modificare il settaggio iniziale è come cominciare a sostituire dei pezzi in un motore: lavorano un pò tutti male e prima o poi verranno fuori altri problemi (manico stonato, note sorde etc.); l'action della Olson è puro burro e deve essere suonata in una certa maniera (proprio alla James Taylor), la Darco ha un manico inbananato ma un suono e un volume della madonna e la uso per ballate (alla Neil Young per intenderci) o per il bottle neck, la McAlister che sto aspettando l'ho chiesta con la action un pò più alta dello standard di Roy perchè ho intenzione di usarla con accordature aperte; il truss rod dev'essere proprio la soluzione estrema; comunque oggi le chitarre hanno raggiunto un livello qualitativo notevole (Taylor p.e.) e sono già settate al meglio; le vecchie Yamaha, se non ricordo male avevano un bel suono ma il manico era veramente molto scomodo (troppo bombato per i miei gusti).
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Azione
di ziojazz - user #892 dal 18/11/2002 | 16/08/2003 @ 00:5
il mio modesto parere è che quando si acquista una chitarra, generalmente si tiene grandemente conto di quanto ci piaccia suonarla, quindi oltre a come suona, a come ci sentiamo a nostro agio colla tastiera. quanto poi ad essere così esperti da capire se una chitarra è sana, temo che sia necessario quantomeno un consiglio da un vero esperto; in mancanza, io mi sono sempre fidato di me stesso, e di alcune semplici regole (tastiera diritta, leggera curvatura, ecc.) all'inizio della mia carriera preferivo azione bassissima e corde sottili, ma adesso che ho 47 anni preferisco cordoni e azione altina (3 e 2, per capirci) trovo che più le corde sono libere di vibrare, più se ne può controllare la dinamica con le corde molto basse non c'è possibilità di dinamica, una bella trequarti di suono della chitarra se ne va, in compenso l'allievo troverà meno faticoso studiare, salvo poi ricredersi, non appena scoprirà di avere nella mano troppa forza per quelle cordine, e che nessun suono ne esce per la potenza della plettrata
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precisazioni
di Robyz - user #66 dal 11/02/2002 | 18/08/2003 @ 10:0
Faccio un po' di chiarezza perchè ho letto qualche cosa confusa (non me ne vogliano gli esperti che troveranno tutto questo detto e ridetto):Per action si intende esattamente l'altezza delle corde dai tasti, si misura in genere al 12° tasto e per una buona vibrazione e un'accettabile morbidezza nel suonare si aggira fra i 3 ed i 5mm, sotto le corde possono friggere ma anche se non lo fanno in modo evidente limitano la libera vibrazione della corda assottigliando ed impoverendo il suono (cosa palesemente fondamentale in un'acustica), è importante tener presente che la buona fattura dei tasti (perfettamente allineati) consente un suono più limpido a parità di action. L'action si regola intevenendo sul ponticello e sul capotasto (su quest'ultimo è meglio però fare molta attenzione perchè influisce drasticamente sull'intonazione che purtroppo sull'acustica non è regolabile) dopo aver regolato il truss rod (che va poi corretto ancora una volta abbassata l'action). Il truss rod NON va usato MAI per alzare o abbassare l'action ma con lo scopo di rendere il manico rettilineo bilanciando la trazione delle corde (e va regolato ogni volta che si cambia scalatura o tipo di corde), una volta regolato il manico si ottiene l'action ottimale che si può modificare (come fa correttamente l'autore di questo articolo) agendo sul ponte. Un manico non rettilineo (per essere precisi il manico dev'essere leggermente concavo e presentare una distanza fra 8° tasto e corda di circa mezzo mm o poco più) fa suonare male la chitarra in certe posizioni, quello convesso sui primi tasti, quello concavo sugli ultimi, arrivando addirittura a stoppare la corda o a farla suonare sui tsti superiori (es: suoni un mi al dodicesimo tasto e ti suona un la). Queste regolazioni sono abbastanza semplici e salvo stupidità avanzata (tipo tirare il truss rod fino a spaccare la tastiera o la filettatura) è sempre reversibile e a mio parere dovrebbe far parte del bagaglio di competenze di un chitarrista al pari dell'accordare, cambiare corde ecc. In ogni caso esistono i liutai, e chi non se la sente o non ha ben chiaro il concetto e su cosa sta per intervenire fa sicuramente bene ad affidarsi ad uno di questi. Saluti Robyz
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Action e paranoie...
di aleph - user #165 dal 14/03/2002 | 26/08/2003 @ 16:0
Ogni volta che vedo il mio compagno di suono che, dopo quasi trent'anni di chitarra alle spalle, si ferma a guardare la sua Martin e dice: "Ha l'action un po' troppo alta, devo sistemarla", lo mando regolarmente a quel paese (n.d.r: eufemismo n.1). Sono d'accordo sul fatto che una chitarra deve essere comoda da suonare, non sono invece d'accordo sul fatto di voler suonare una chitarra (soprattutto acustica) con le corde il più spiaccicate possibile alla tastiera. Cosi' facendo la si imbavaglia. Vero e' che piu' l'action e' bassa e meno la mano sinistra si affatica, ma, pofferbacco (n.d.r.: eufemismo n.2), si suona la chitarra. Se giocassimo a pallone si affaticherebbero le gambe...e li' l'action non si puo' abbassare. La mia idea e' che un po' sangue, sudore e lacrime vadano versati sulle nostre amate. Un action "media" (e qui sta alla sensibilita' di ognuno di noi) e' quella che consente alla chitarra acustica di esprimere tutte le sue frequenze nel modo piu' naturale e semplice. Inoltre non e' l'action che fa la suonabilita' di una chitarra. Una chitarra con una grande suonabilita' e' quella che ti sta in braccio come un bambino sta in braccio alla madre, in modo naturale. Quella che ti sta sulla gamba destra (o sinistra, dipende) e dopo un ora non ti affatica la spalla, il braccio, la gamba. E' quella che ti da' la scossa al ventre ogni volta che le chiedi di far sentire la sua voce. Quella che, ogni volta che la prendi in mano, non vorresti mai rimetterla nella custodia.
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Suonabilità
di Jo Palco - user #179 dal 28/04/2002 | 21/10/2003 @ 19:1
Anche io come tanti, quando una chitarra mi affaticava, commettevo l'enciclopedia degli errori imperdonabili al gran completo partendo dalla cazzata più grossa che si possa fare, ovvero pensare che agire sul trussrod sia un metodo accettabile per affaticare di meno la mano sinistra.In realtà esistono una serie di leggi e di misure da rispettare e da interpretare con l'occhio e con l'orecchio per settare una chitarra con un margine di discrezionalità a secondo dell'uso dello strumento e della musica che ci piace suonare.Uno strumento settato per bene (tasti, capotasto, ponticello, trussrod, corde giuste) non può e non deve "far soffrire". Non è scritto da nessuna parte che una chitarra per suonare al suo meglio deve avere un'action da minatore. E questo l'ho scoperto portando prima una e poi tutte le mie chitarre dal liutaio per la regolazione ottimale. Il liutaio in questione è Roberto Fontanot, sicuramente un pò caro, ma bravissimo. Dopo che ti ha settato la chitarra è come se ti avesse restituito uno strumento migliore in tutto e per tutto, suono e suonabilità.Il consiglio è, se non lo sappiamo fare (bene) noi, è di investire una piccola somma da un liutaio e poi, qualsiasi sia la nostra chitarra, godercela nel suo massimo splendore.
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Re:Suonabilità della 12 corde
di grain of sand - user #4977 dal 08/07/2004 | 22/07/2004 @ 16:1
A prposito di SUONABILITA':possiedo una un'acustica 12corde della YAMAHA,la FGX412C-12BL,molto dura da suonare così ho cambiato la scalatura delle corde(0.10 0.10 0.13 0.13 0.17 0.10 0.26 0.13 0.36 0.17 0.46 0.28).Preciso che sono corde al NICKEL per chitarra elettrica.Vengo al punto:quale è la migliore scalatura visto che ora l'accordo in RE?Forse dovrei cambiare le tre 0.10 con delle 0.11?Usare queste corde può creare problemi alla chitarra? AIUTATEMI,NON SO A CHI RIVOLGERMI!
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dipende da cosa si suona
di micantino - user #23697 dal 01/04/2010 | 02/05/2010 @ 03:2
L'action troppo bassa fa friggere le corde. Vero. Un' action troppo alta ti affatica. Ora penso che ognuno di noi possa con un po' di attenzione apportare lievissime modifiche sul ponticello e con attenzione maggiore sul capotasto , mezzo millimetro di meno o di più, limando il ponte alla base con carta vetrata sottilissima o aggiungendo un strato infinitesimale di fiammifero sotto il capotasto. In genere una buona parte degli acustici suona open chords e tende a suonare sulla prima parte del manico, tipico per folk - cantautori. In questo caso un'action alta è digeribile. Se però si suona del blues o Jazz o Latin Jazz - con risultati molto interessanti con l'acustica - con accordi complessi e scale a fondo manico, beh... allora l'action deve essere "giusta". Più bassa possibile senza far friggere le corde, lasciandole vibrare quel tanto che gli consenta un bel volume di suono ( dipende anche dal tipo di corde ). Difficile? un po'. Ma con calma e pazienza si otterrà una chitarra che suona a tutto campo, con bel suono abbinato ad una grande pulizia e velocità di esecuzione.
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