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Le corde per l’acustica 2 - Il tiraggio
di - user #10 dal 11/02/2002 |

Che scalatura di corde conviene mettere su una chitarra acustica? E' sufficiente affidarsi alle indicazioni date dalle case costruttrici riguardo marche e spessori, o è più utile far lavorare la propria testa, e procedere come abbiamo già indicato, ovvero per prove ed errori? E ancora, come fare a capire se un set di corde "tira troppo" quando è montato su una specifica chitarra? Domande difficili, con risposte da definire - ma non indefinibili. Tutto ciò fa della scelta delle corde una appassionante caccia al tesoro.

Piccola premessa: è giusto dire che nella scelta delle corde per una specifica chitarra acustica, i consigli dati dalle case costruttrici vanno presi solo come delle indicazioni di massima, mediamente perfettibili. È infatti logico che la Martin indichi di montare corde Martin sulle proprie chitarre, visto che produce sia le une che le altre; è invece improbabile – o sicuramente inverificabile – che prima di dare questo consiglio, la Martin provi sulle sue chitarre corde di altre marche, allo scopo di indicare quelle più adatte.

Inoltre, i consigli sulle corde dati invece da marche che producono esclusivamente chitarre, non nascono solo da aspetti performativi, ma anche da accordi commerciali. Se ad esempio la Cort consiglia le D’Addario, non è solo per motivi qualitativi. Sia chiaro, le scelte e le indicazioni delle case costruttrici sono più che legittime, anche se di carattere prevalentemente commerciale. Tuttavia, dal nostro punto di vista – quello di sperimentatori e ricercatori della “corda perfetta” – è necessario andare oltre i consigli che ci vengono dati, perché le chitarre sono degli strumenti altamente personalizzabili, e non tutte - soprattutto quelle di pregio e di alta liuteria -  sono costruite in modo da avere caratteristiche identiche a parità di modelli. Questo perché i "pezzi di legno" sono sempre diversi da loro, e quando sono di ottima qualità, ben stagionati e assemblati a dovere, dànno risposte non predicibili e condizionate soprattutto dal tipo e dalla qualità di sollecitazioni che ricevono.

Un primo elemento da valutare nella scelta delle corde è il loro "tiraggio", ovvero la forza che producono quando sono accordate. Si tratta di un elemento importante, in primo luogo perché non tutte le corde tirano alla stessa maniera (sia per i materiali usati nella costruzione che per la loro qualità, oltre che per la loro scalatura); in secondo luogo, perché non tutte le chitarre reggono allo stesso modo tiraggi diversi (questo a causa di vari fattori, fra cui citiamo gli spessori dei legni e del risuonatore, la lunghezza del diapason, la strutturazione delle catene interne nonché lo spessore delle catene stesse, e così via).

Può quindi succedere che, su una data chitarra, delle corde tirino troppo, o troppo poco. Nel primo caso, la chitarra si irrigidisce, alza l'action e diventa insuonabile dall'ottavo tasto in poi. Nel secondo, invece, la chitarra diventa "moscia" e apatica, ed in alcuni casi può persino friggere sui tasti più centrali.

Capire quando le corde tirano troppo poco è abbastanza semplice: se ne accorge il nostro udito, e se ne accorgono le nostre mani. Più complesso invece è capire quando le corde tirano troppo, o anche quando sono troppo spesse per una data chitarra, a causa di specifici aspetti strutturali della chitarra stessa. In genere, l'action alta al dodicesimo tasto è un indizio fondamentale, ma ci sono altri punti della chitarra che possono essere controllati per verificare definitivamente se le corde che abbiamo montato tirano troppo.

I principali punti deboli da controllare su un chitarra li trovate indicati in una foto nelle risorse dell'articolo - la chitarra della foto, ad esempio, regge con eccellenti risultati il tiraggio delle D'Orazio Phosphor Bronze 013-056, pari ad 84 kg . Nello specifico, ve verificato che i punti da 1 a 4 non si pieghino troppo verso l'interno, mentre il punto 5 deve risultare sì bombato, ma non eccessivamente. Quando tutti questi punti cedono a causa del tiraggio eccessivo, di fatto la chitarra si curva su se stessa, e l'action diventa troppo alta. In casi simili, abbassare il ponticello per regolare l'action non dà risultati accettabili. L'unica alternativa è perciò cambiare la scalatura delle corde.

In alcuni casi, ciò comporta tuttavia una perdita di sonorità complessiva nella chitarra, in termini di presenza, sustain e volume. Perciò, la scelta delle corde con un tiraggio adatto va fatta su basi scientifiche. E' possibile? Certo che sì ;-). Esistono infatti alcuni software freeware che calcolano il tiraggio specifico di una singola corda in base al suo spessore, al materiale con cui è assemblata, alla lunghezza del diapason della chitarra su cui verrà montata ed infine alla nota in cui verrà accordata, in base all'ottava di riferimento del mi cantino. Trovate questi software - ma tante altre cose - sul sito del Musical Instrument Makers Forum e della Guild of American Luthiers, indicati sempre tra le risorse dell'articolo. Con il supporto di questi software, vi sarà perciò possibile calcolare in modo piuttosto preciso il tiraggio di una scalatura custom, e perciò prevenire eccessivi piegamenti dei legni della vostra chitarrà. Ciò darà allo strumento un vita maggiore, ed assicurerà prestazioni sonore di maggior qualità.

Bene, siamo giunti alla fine della nostra seconda puntata. Ci si rilegge perciò alla prossima ;-). Dubbi e commenti sono più che benvenuti.

M

chitarre acustiche corde
Link utili
Le corde per l'acustica - 1
Le corde per l'acustica - 2
Le corde per l'acustica - 3
Le corde per l'acustica - 4
Le corde per l'acustica - 5
I punti deboli di una chitarra
Musical Instrument Makers Forum
Guild of American Luthiers

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Commenti
Articolo perfetto
di RicoBlues - user #148 dal 06/03/2002 | 14/07/2008 @ 10:4
Ciao Mario, ovviamente concordo in pieno su quanto scrivi. Normalmente con uno strumento nuovo, inizio a provare corde della stesa scalatura di marche diverse in modo che le differenze non siano eccessive. Trovate quelle con il suono che mi soddisfa passo alla fase successiva di valutazione, ma di questo ne parleremo al prossimo articolo :) Ciao, Rico.
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Re: Articolo perfetto
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 14/07/2008 @ 13:4
Ciao Rico, grazie per i complimenti. Nella scelta delle corde, il tuo approccio è ottimo. Il fatto poi che sia simile al mio e che lo trattiamo insieme per la prima volta conferma che come metodo empirico è il migliore, perché il più semplice e il più condiviso. Un unico problema che riscontro in questo metodo è il seguente: una volta individuate le corde giuste, sembra quasi impossibile fare altri esperimenti, ad esempio con marchi nuovi o scalature diverse. Perché si diventa un po' :-) conservatori, magari anche a ragione. E' un rischio, ma a pensarci bene :-) è un rischio che vale la pena di correr. Abbracci
Rispondi
truss rod
di slowfingers - utente non più registrato | 14/07/2008 @ 11:3
Ottimo articolo, posso aggiungere che una buona regolazione del truss rod può eventualmente bilanciare la forza esercitata da una scalatura maggiore, ovviamente entro certi limiti.
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Re: truss rod
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 14/07/2008 @ 13:5
Ciao e grazie per i complimenti. Hai ragione, il truss rod può incidere positivamente sulla forza delle corde, entro certi limiti. In realtà, anche il truss rod in sé implica dei punti di debolezza della chitarra che possono influire negativamente sul tiraggio e sull'action, ed è proprio in questo caso che il truss rod gioca un ruolo importantissimo. La Martin, ad esempio, ha introdotto l'uso del "diamante" - quella protuberanza posta nella parte posteriore del manico, sotto la paletta - per dare la possibilità al truss rod di avere un gioco maggiore senza indebolire eccessivamente la struttura del manico. Il tiraggio sulla paletta è infatti un elemento cruciale, da valutare per bene, soprattutto per il Re ed il Sol, che sono le corde più "lunghe". L'uso del "diamante" oggi è ancora più valido, considerando che a causa dei costi delle materie prime, le palette sono realizzate meno inclinate rispetto ai manici. Infatti, oggi per le palette si usa un'inclinazione di 30-35 gradi, mentre in passato si usavano inclinazioni più elevate. Con quelle più basse, oggi da uno stesso pezzo di legno si ricavano infatti più manici, ma la paletta rischia di essere più debole proprio perché è quasi in linea con il manico. Perciò, se il "diamante" era utile con la vecchia inclinazione, lo è ancor di più quella di oggi. Grazie davvero per aver letto, apprezzato e commentato l'articolo.
Rispondi
Domande
di Chamade - user #12922 dal 04/07/2007 | 14/07/2008 @ 11:3
Ciao Mario, bellissimo e interessante questo articolo, complimentoni! Vorrei chiederti: ma quando parliamo di tiraggio parliamo quindi del peso che occorrerebbe esercitare all'estremità di una singola corda per farla stare "accordata" (premesso che l'altra estremità sia bloccata)? Inoltre mi è capitato di notare che su varie cordiere è indicato un valore di peso (in Kg) relativo ad ogni corda...è la stessa cosa? Infine..io monto tipicamente delle 0.011 0.052, potrebbero verificarsi problemi come quelli da te descritti anche su questi tipi di scalature "leggeri"? Ciao Chamade
Rispondi
Re: Domande
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 14/07/2008 @ 14:0
Ciao Chamade, e grazie a te per i complimenti. E' proprio come tu scrivi: il tiraggio complessivo è di fatto il peso che le corde esercitano quando sono accordate in base a note specifiche, ed a specifiche lunghezze di diapason. Una chitarra accordata in accordatura standard, con una scalatura 013-056, sarebbe perciò in grado di "tirare" un corpo con un peso di 84 chili circa. Niente male, vero? La cosa sorprendete è che guardando un'acustica, non ti sembra possibile che un oggetto cavo, e così leggero, sia in grado di sopportare una tale tensione. Invece... ;-). E' proprio questo il bello della liuteria acustica: la capacità di impostare e gestire le forze e le tensioni del legno e delle corde. ? anche come dici tu in relazione alle singole corde: ogni corda ha un suo tiraggio specifico, sempre in base alle stesse caratteristiche (diapason e nota di accordatura). Per quanto invece riguarda le scalature leggere, posso dirti di non aver mai trovato fino ad oggi una chitarra che soffra le 011-052. Ne ho trovate alcune che soffrivano le 012, ma molto di rado. In genere, le acustiche sono tutte costruite per reggere le 012, ed in alcuni casi (come per le Metelli), soprattutto le 013. Credo tuttavia che una chitarra acustica che soffra molto le 012 abbia qualche problema di carattere strutturale. In casi simili, va verificata la qualità dell'incastro a coda di rondine del manico sulla cassa; oppure, nel caso di manici avitati e/o con incastri a pressione, va verificato che tutta la struttura sia in ordine e senza punti di rottura potenziali.
Rispondi
Tiraggio diverso per marche diverse...
di Van_Dalen - user #7454 dal 06/05/2005 | 14/07/2008 @ 15:3
... a parità di scalatura? è quanto ho sperimentato direttamente, a seguito di un problema, di cui parlerò, non prima di aver fatto i complimenti all'autore per la splendida serie di articoli! Dunque, possiedo da circa 3 anni una Lakewood MM CP1, su cui ho sempre montato le corde consigliate dalla casa, ovvero Elixir 12. Nessun problema per anni, tensione giusta per le mie dita, suono OK - forse le Elixir suonano leggermente + impersonali di altre, ma in compenso la durata è effettivamente più lunga - senonchè, da circa un mese e mezzo, in corrispondenza di una serie di serate, ho avuto problemi di rottura di corde. La sequenza è stata questa: montaggio nuova muta: prima serata, OK, seconda serata: rompo il sol vicino al ponticello (a circa 1 cm e mezzo dall'osso). Sostituisco la muta: prima serata, OK, seconda serata: rompo il sol in corrispondenza del 3° tasto. Montaggio nuova muta: prima serata, OK, seconda serata: rompo ancora il sol vicino al ponticello (a circa 1 cm e mezzo dall'osso). A questo punto sono insospettito, perchè le rotture sono iniziate quando ho montato dei set di Elixir 12" Phosphor Bronze che ho comprato via internet dagli USA: partita difettata? Ad ogni modo porto la chitarra da un noto liutaio di Milano, specializzato in acustiche e classiche, che me la controlla e mi conferma che la chitarra è OK, consigliandomi di cambiare marca per provare, e mi conferma di aver sentito di questa problematica da altri utilizzatori di Elixir. Compro e monto, perciò, delle John Pearce, sempre Phosphor bronze, sempre 12". Qui torno in-topic, perchè percepisco una maggior tensione pur a parità di scalatura e mi chiedo quindi se è possibile azzardare una classificazione per marche del "tiraggio" delle corde. Concludendo l'off-topic, che magari può fornire materiale per un prossimo articolo su manutenzione e durata delle corde, ancora una volta, nonostante il cambio muta, dopo una serata OK alla successiva ho avuto la solita rottura del sol vicino al ponticello. Ho poi portato la chiatarra nel negozio dove l'avevo acquistata, ma anche il liutaio residente mi ha confermato che è tutto OK, dicendomi che a volte capitano delle rotture sistematiche,ancorchè inspiegabili ?!? A questo punto non so bene che pesci pigliare e non riesco ad individuare la problematica. Ho pensato che ultimamante le serate acustiche che faccio sono un po' piùtirate, perchè abbiamo anche un batterista, quindi pesto un po' di più, ma non poi ho questa mano da fabbro medievale, ed inoltre suono con l'accordatura 1/2 tono sotto per cui boh? Suggerimenti? Grazie ed ancora complimenti Van
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di RicoBlues - user #148 dal 06/03/2002 | 14/07/2008 @ 17:1
Ciao, in attesa di una risposta di Mario, posso già confermarti che la tensione delle corde varia da marca a marca. Nella mia modesta esperienza parlando in generale le D'Addario e le Martin le ho riscontrate più "dure" delle Elixir, così come le Ghs. Per quanto concerne la corda di "sol" è possibile che si tratti di una partita non buona. Sono anche dell'idea che la corda incriminata sia la più delicata del set e che sia maggiormente a rischio. A volte capita che cambiando anche di poco il modo di suonare, il pletto s introducano delle variabile che possano portare più velocemente allo stress della corda. Ad esempio sulle elettriche dall'inizio estate, mi ritrovo il sol sempre più "sporco / ossidato" del mi e del si. Spero di esserti stato utile. Ciao, Rico.
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di Van_Dalen - user #7454 dal 06/05/2005 | 14/07/2008 @ 18:1
Ciao, grazie della risposta. Ero convinto della partita difettosa, sin quando mi si è rotta la Pearse.. cmq ho notato che, quando suono in gruppo invece che in duo, tendo a plettrare un po' più vicino al ponte, probabilmente la faccio d'istinto per cercare di uscire meglio nel mix.. magari è quellla la ragione.. Grazie ancora e ciao
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di RicoBlues - user #148 dal 06/03/2002 | 14/07/2008 @ 18:2
Ciao, credo che sia fisiologico cambiare modo di plettrare quando si è in condizioni diverse. E' una cosa che capita anche a me, io tendo proprio a "pestare" di più. Buona musica. Ciao, Rico
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di spider27 - user #14836 dal 18/05/2008 | 14/07/2008 @ 22:5
Effettivamente la corda sol è famosa per essere la più debole. Per quanto riguarda il tiraggio, fra le corde che ho provato (sempre con scalatura 012) le più morbide mi sono sembrate le GHS e le Newtone. Per queste ultime credo sia perchè le corde avvolte hanno l'anima rotonda (non esagonale come la maggiorparte). Questo fa in modo che ci sia più scivolamento tra le due sezioni. L'unico accorgimento, suggerito peraltro dal costruttore ed indicato sulle confezioni, è quello di non tagliare le corde prima di aver accordato lo strumento. Maurizio
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 14/07/2008 @ 23:0
Ciao. Credo che tu e RicoBlues abbiate ragione: a parità di scalatura corde di marche diverse possono avere tiraggi diversi, anche se le variazioni non saranno mai molto corpose. Il tiraggio diverso dipende da due fattori concomitanti, a mio parere: uno è la qualità dei materiali usati (la loro elasticità), l'altro è la quantità. A riguardo, tuttora conservo gelosamente un segreto costruttivo che mi confidò Donato D'Orazio e che, di fatto, rendeva e rende le corde D'Orazio così altamente qualitative. Ovviamente, :-) non lo svelerò, per rispetto dell'amico che non c'è più e di chi oggi continua la sua attività. Per quello che riguarda il problema che tu segnali, anch'io credo che non dipenda dalla tua Lakewood. Probabilmente, si tratta di cedimenti dovuti al fatto che le corde da te usate, da un punto di vista della strutturazione, non si adattano alla tua chitarra; in pratica :-) non hai ancora trovato le corde giuste. Tra l'altro, se il Sol si rompe in continuazione, vuol dire che anche le altre corde, pur non rompendosi, sono sotto stress eccessivo, considerando che tutte avranno canoni costruttivi identici. Questo credo ti penalizzi, da un punto di vista sonoro e tecnico. Io non posso che consigliarti di provare le D'Orazio PB 012 (o 013). Sono convinto che ti troverai bene ;-).
Rispondi
Re: Tiraggio diverso per marche diverse...
di Van_Dalen - user #7454 dal 06/05/2005 | 15/07/2008 @ 16:2
Grazie, senza dubbio appena capito in un negozio provvisto, le proverò. Grazie per i consigli tuoi e degli altri.
Rispondi
Attenti all"X bracing"
di franklinus - user #15063 dal 06/06/2008 | 14/07/2008 @ 23:5
L'x bracing è la tipica incatenatura delle chitarre acustiche,ideata da Martin Guitars forse un secolo fa e tuttora utilizzata da tutti i costruttori con "empiriche",piccole variazioni;nel corso degli anni, sempre Martin,"alleggerì",su alcuni modelli,l'x bracing scavando un pò le catene principali e le secondarie:nacque così lo "scalloped bracing",più leggero,più vibrante,più...debole.Questa"dotta" premessa per ricordare un pò a tutti che è importante conoscere la natura dell'X della nostra chitarra e poi tuffarci nel limpido" mare magnum" di Mario Monteleone
Rispondi
Giusto
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 15/07/2008 @ 00:5
Ciao e grazie per il bel complimento. E' giusto quello che scrivi. L'X-bracing e la seguente versione assottigliata (o scalloped) sono invenzioni Martin ormai adottate in tutto il mondo, a parte alcune eccezioni come ad esempio le Tacoma. Lo scalloped X-bracing dà alla tavola di una acustica la possibilità di risuonare maggiormente nei punti cruciali ma anche di restare salda in punti strutturalmente deboli, consentendole di resistere al tiraggio delle corde, e dando in genere alla chitarra una vita più lunga. Un'errata strutturazione del bracing può provocare cattiva sonorità o anche seri problemi di tenuta strutturale.
Rispondi
Rigrazie
di franklinus - user #15063 dal 06/06/2008 | 15/07/2008 @ 15:1
Rigrazie a te per tutti gli "articoloni" che hai scritto e che scriverai.
Rispondi
Re: Rigrazie
di Mario Monteleone - user #10 dal 11/02/2002 | 15/07/2008 @ 23:0
;-).
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