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Analogico e digitale: quali differenze?
di - user #9523 dal 28/01/2006 |

Considerando l'indiscussa valenza dei mezzi di riproduzione di cui oggi ogni strumentista può avvalersi l'articolo si prefigge lo scopo di descrivere in modo sintetico e quanto più intellegibile vantaggi e pecche dei due unici modi di generazione del suono operando un'analisi alla fonte e servendosi di termini di paragone che possono esulare dalla vera essenza della materia trattata in quanto implicano il coinvolgimento di altre discipline.

Immediatamente un esempio semplice e banale per introdurre una discussione basata su questi due MODI di servirsi dell'elettronica per le più svariate applicazioni.
Sottolineo MODI perchè non è un circuito o un apparecchio ad essere analogico o digitale ma solo la natura del segnale applicato in ingresso e prelevato in uscita, e questa neanche è una regola.

L'esempio:

Un orologio tradizionale a lancette rappresenta un sistema analogico in quanto la posizione di una di esse definisce, in un dato momento, uno degli infiniti punti che descrivono la circonferenza nell'ambito della quale si muove ed il numero di questi punti non è quantificabile essendo essi infiniti.

Di contro un orologio a cristalli di quarzo è un sistema digitale e quello che in un determinato momento leggiamo sul display non specifica uno degli infiniti punti ma solo uno dei circa 85mila secondi che determinano la durata di un giorno. Qualora la precisione dell'orologio fosse al decimo di secondo leggeremmo uno dei circa 850mila istanti mentre se fosse al centesimo di secondo gli istanti sarebbero circa 8milioni500mila ma per quanti possano essere saranno sempre numerabili e mai una quantità infinita.

Possiamo dedurre che il concetto di analogico è associabile ad una condizione di continuità, cioè in un probabile percorso qualcosa si muove mutando la sua collocazione attraverso infinite posizioni e definendole infinite escludiamo la possibilità di poterle numerare.
Con il digitale invece lo stesso percorso verrebbe diviso in tappe (step) ed anche se piccolissime e numerosissime sarebbe sempre possibile determinarne la quantità.

L'analisi di queste differenze contribuirebbe a spiegare l'assoluta superiorità di una riproduzione effettuata con mezzi analogici rispetto a quelli digitali sia essa audio o video: vinile e nastro contro cd, nastro e pellicola contro dvd.

La digitalizzazione genericamente limita un insieme di punti che nasce infinito per quello che si è detto in precedenza.
Il segnale di una chitarra viene generato dai pickup in modo analogico, quindi usufruisce di un tempo continuo e di un'ampiezza continua e si presenta al mezzo di amplificazione come una grandezza variabile a cui è associata una informazione. Nella fattispecie è una tensione alternata di piccola intensità che si legge come un'onda sinusoidale e che trasporta contenuti in frequenza.

In definitiva se il termine analogico può essere riferito come un aggettivo qualificativo ad una grandezza variabile in un insieme infinito di stati il termine digitale può essere usato solo come attributo aggiunto ad un'altra grandezza variabile anch'essa ma nell'ambito di un insieme finito di stati e questa situazione potrebbe costituire un limite della qualità finale.

Un paragone più comprensibile lo si può fare prendendo come esempio una fotografia: essa è composta da un numero infinito di punti che racchiudono tutti i colori dello spettro e nel momento in cui andiamo a digitalizzarla con il metodo rgb otterremo 256 variazioni di rosso, 256 di blu e 256 di verde.
Naturalmente sono tantissime le combinazioni generate ma sempre meno di una condizione infinita.

Di seguito le rappresentazioni grafiche di un segnale analogico e di uno digitale dove è possibile notare l'andamento continuo del primo con sinuosità tondeggianti e mai spigolose contro la classica divisione in segmenti del secondo che viene usato molto in bassa frequenza e per i nostri amati amplificatori fornendo ottime informazioni sul funzionamento del circuito dei toni.
Infatti le due linee verticali evidenziano il comportamento dei bassi e degli acuti mentre quello centrale quello dei medi oltre a fornire dati su intensità, distorsione e ripple.

Tutto quanto detto in questo contorto scritto ha una valenza relativa rispetto alla effettiva resa finale dei due modi:
un segnale digitale può risultare spesso di qualità più elevata rispetto ad uno analogico anche se analizzandone la costituzione risulta più corrotto o comunque meno puro.
La digitalizzazione potrebbe far scadere la qualità di una riproduzione ma risultare più valida rispetto ad un vinile che risente inesorabilmente dell'usura dovuta alla testina completamente a contatto con i solchi.
Se un segnale audio viene registrato direttamente con il digitale e non convertito la qualità può essere migliore perchè ci si avvarrebbe di più sistemi di controllo e senz'altro più facilmente gestibili.

Per finire si può affermare che analogico e digitale non sono due modi in competizione ma soltanto delle scelte progettuali che spesso convivono nello stesso sistema (un valvolare vecchio stampo interamente analogico ed un modernissimo effetto digitale inserito nel mezzo) e che un segnale digitale si può tranquillamente iniettare in un sistema analogico ma non viceversa.

Per pura informazione il termine ANALOGICO affonda le sue radici nell'unione di due parole greche e letteralmente è traducibile in "discorso simile" o "parola uguale" a seconda del contesto in cui è inserito.
DIGITALE invece deriva dal termine anglosassone "digit" che significa "cifra" e non "numero" come talvolta si dice erroneamente.

Grande importanza riveste invece il termine "continuo" di derivazione latina "continuum" che esprimeva il perpetuarsi di un'azione ricorrente, ripetitiva, al limite del monotono come poteva essere un viaggio sui carri 2000 anni fa, un "iter continuum" dove il tempo era scandito dai sobbalzi delle ruote a causa delle asperità del terreno.

Un saluto dal vecchio Gwynn

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Commenti
Interessante!!
di mytele - user #19958 dal 10/07/2009 | 23/02/2010 @ 09:1
Interessante!!
Rispondi
Ottimo articolo divu
di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 09:1
Ottimo articolo divulgativo, come sempre. Non ho capito questo: === un segnale digitale si può tranquillamente iniettare in un sistema analogico ma non viceversa === Esistono molti sistemi digitali (es. pedaliere Boss) che dispongono di loop nei quali e' possibile inserire dispositivi analogici (es. pedalini). Chiaro che si aggiungono altre due conversioni A/D aggiuntive. Cosa volevi intendere? Ciao, Valerio.
Rispondi
Re: Ottimo articolo divu
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 23/02/2010 @ 10:4
Quello che tu hai inteso: non è possibile senza aggiungere un mezzo di conversione. L'articolo può essere interessante ma rimane pur sempre teorico ed è sottinteso, anche se evidente ed irrinunciabile, il ricorso a mezzi di conversione per rendere possibile l'intellegibiltà di un segnale generato in maniera "discreta", e tu conosci il significato di questo termine che non ho voluto neanche citare nello scritto in quanto richiede una propedeuticità per essere compreso ed usato comunemente. Ma lo scopo è ben diverso: un eventuale commento non deve essere una analisi effettuata sulle mie parole bensì una critica costruttiva nei confronti di un argomento che mai come oggi si è trovato al centro di una realtà musicale intesa in senso universale. A livello di mercato è in atto una scelta: rendere idonei per il digitale apparecchi nati per accogliere prevalentemente segnali analogici o entrare direttamente con segnali digitali in un circuito di pre pensato e disegnato solo per questo? Quale validità vogliamo conferire ad effetti analogici o a pedaliere con tecnologia mista che a mio parere annullano qualunque amplificatore inteso come integrato chiuso ed a sè stante per l'incredibile versatilità dei settaggi e la possibilità di richiamarli con un semplice tocco? Le teorie degli andamenti dei vari segnali non interessano il chirarrista più o meno professionista che sia ma la scelta del sistema invece si, in quanto può avere effetti migliorativi sull'intera esibizione.
Rispondi
Re: Ottimo articolo divu
di Paul '82 - user #8478 dal 18/09/2005 | 23/02/2010 @ 16:2
Concorto con te sull'articolo. Posso però dare un punto a favore del digitale ora come ora... Sono un nuovo utilizzatore dell'axe fx della fractal audio ed posso dire che non ho mai sentito un digitale suonare tanto bene quanto e forse meglio di tanti ampli ed effetti analogici in conmmercio. L'orecchio umano è in grado di notare le differenze tra l'uno e l'altro ma quando la qualità è altra queste differenze diminuiscono talmente tanto da risultare nulle. Saluti!
Rispondi
Io spero che...
di gibsonmaniac - user #21617 dal 12/11/2009 | 25/02/2010 @ 01:5
...il mercato ci consenta sempre di scegliere...mi spiacerebbe svegliarmi un giorno e non poter più amplificare la mia LP con un buon ampli a valvole e registrarla con un buon microfono al cono
Rispondi
Carissimo ;)
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 09:1
sempre interessanti i tuoi articoli ! Però diciamocelo una volta per tutte ;))) in alcune applicazioni il digitale è nettamente superiore mentre in altre "mostra la corda" ;) (e comuqnue e sempre limitatamente all'apparecchio elettronico che digitalizza il segnale !!) SaluTOneS
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 09:1
Mi sembra che l'articolo esponga una grande ed indiscutibile verità... di base (teoricamente) l'analogico è sempre superiore al digitale! Dopodichè è necessario tenere conto dei limiti (o problematiche) inerenti apparecchio e supporti.
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 10:2
eheheh NO ! ;) Ripeto tutto dipende, sul digitale, dalla qualità dei convertitori A/D-D/A. Se tu provi ad asocltare, per esempio, i suoni chhe ti dà un Intellifex_TM, che tra l'altro è VECCHIO !!!, ti assicuro che i suoni sono meravigliosi !! Altri invece, che hanno freq, di campionamento minori oppure hanno convertitori senza oversampling, sono veramente "mediocri". Ci sono amplificatori valvoalri che suonano da schifo e altri che sono bellissimi e altri ancora belli ! Ci sono pedalozzi analogici che suonano molto molto bene ed altri che lasciano a desiderare. Tutto dipende dalla qualità del progetto e dalla sua corretta realizzazione SaluToneS
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 10:5
Appunto... Tutto dipende dal progetto (ovvero dal mezzo-supporto, dalla tecnologia, dai materiali,...) "Teoricamente" un sistema analogico non è eguagliabile da un sistema digitale (l'esempio più classico - e questo è empirico - il vinile e il CD) ma intervengono nella realtà una molteplicità di fattori di cui non si può non tenere conto. Il discorso non è solo relativo ad ampli, pedali, etc... pensiamo ai supporti audio (vinile, nastro-DAT, cd...) e video (nastri, memorie, optical...), la questione teorica alla base di questo articolo vale per tutti.
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di aria - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 12:1
Altri invece, che hanno freq, di campionamento minori oppure hanno convertitori senza oversampling, sono veramente "mediocri". sbagliato. alcuni dei dac migliori sono Nos cioè senza oversampling... non è così semplice...
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 12:2
grazie dell'informazione ! NON sono veramente preparatissimo sul "digitale", ho solo riportatoalcuni esempi di effetti che hanno l'oversamplig, non ho mai studiato più del "minimo necessario" ;))) SaluTOneS
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 10:2
Non e' vero in generale! Dipende dalla qualita' dei prodotti. ...e man mano che passa il tempo e cresce il livello tecnologico dei prodotti digitali, questo sara' sempre meno vero. Ciao, Valerio.
Rispondi
Re: Carissimo ;)
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 10:5
Non è vero "in generale" (quantitativamente), ma "in teoria" (qualitativamente)
Rispondi
Bene...
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 09:1
Una trattazione oggettiva... scientifica, nel senso più letterale del termine :-) Direi un giusto approccio alla questione. A partire da questo ognuno può realmente dare il proprio contenuto "empirico": qual'è per il ns orecchio (quello di ognuno di noi) la differenza tra analog & digital?
Rispondi
Re: Bene...
di m3lkor - user #11239 dal 21/10/2006 | 23/02/2010 @ 09:4
In realtà anche il discorso empirico sulla differenza è estremamente soggettivo, esistono però dei metodi per distinguere le differenze fra suoni campionati/digitalizzati. Se non vado errando esiste un teorema, mi pare di Shannon o Nyquist, che afferma che se noi campioniamo (e quindi digitalizziamo) un suono al doppio della massima frequenza della fonte, non abbiamo perdita notevole. Ma non solo, in determinati usi aumentare questa frequenza diviene praticamente inutile. Diverso discorso è se poi sul segnale audio attui una compressione, anche se esistono delle compressioni loseless, bisogna sempre decidere se preferiamo un uscita compressa "leggera" in termini di dimensione dei dati, o di qualità superiore
Rispondi
Re: Bene...
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 10:2
*** Se non vado errando esiste un teorema, mi pare di Shannon o Nyquist, che afferma che se noi campioniamo (e quindi digitalizziamo) un suono al doppio della massima frequenza della fonte, non abbiamo perdita notevole. Ma non solo, in determinati usi aumentare questa frequenza diviene praticamente inutile. *** Si è vero ! Teorema giusto, hai studiato ;)) Andare oltre ad una certa frequenza di campionamento è "teoricamente" inutile perchè l'orecchio effettivamente NON sente le "variazioni" percui è inutile 'spendere' per fare delle apparecchiature molto più sofisticate quando basta fermarsi prima ;)) Comuqnue sia .... per alcuni effettivamente è indifferente sentire/ascoltare un suono analogico o uno "digitalizzato", il loro orecchio NON ne percepisce la differenza, per altri invece questa 'sottigliezza' la sentono. E' un pò come per chi ha l'orecchio assoluto (riconosce le note al primo ascolto) oppure chi ha un udito così sviluppato che quando ascolta lo stereo tiene un volume così basso che rtu non sentiresti NIENTE, mentre lui sento perfettamente TUTTO !!! Discorso compressione a parte ;! SaluTOneS
Rispondi
Re: Bene...
di m3lkor - user #11239 dal 21/10/2006 | 23/02/2010 @ 10:5
D'accordissimo (ci mancherebbe) su tutto! Ovviamente il mio era un discorso prettamente "teorico/statistico". Bisogna tenere conto delle differenze se no non staremmo parlando di finezze incredibili che solo chi prende in mano il legno della chitarra nota ;)
Rispondi
Re: Bene...
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 11:1
Il fatto che il nostro orecchio non percepisca oltre una determina frequenza nn significa che la frequenza non esiste, e che noi non la percepiamo. Avevo letto diversi studi su questo, l'ipotesi principale era che il nostro sistema osseo ci mette in grado di percepire frequenze doppie rispetto all'orecchio che integrano le informazioni. Alla base di questo c'è la differenza sonora percepita da molti nei CD rispetto un sistema analogico: si percepisce la "troncatura" a 20 khz. La chitarra si "ferma" a 6kHz, normalmente, ma ciò non significa che non sono presenti frequenze misurabili anche a 30kHz.
Rispondi
Re: Bene...
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 11:2
Ci sono diversi studi in merito... e fai bene a citarli! Io sono un "fan" di questo approccio: anche se in teoria il nostro orecchio non percepisce alcune frequenze, la loro assenza altera l'ambiente sonoro - il che dovrebbe farci cogliere una differenza. Ben chiaro si tratta della sintesi "becera" di argomentazioni discusse da tempo ed a livelli molto più apprezzabili :-)
Rispondi
Re: Bene...
di m3lkor - user #11239 dal 21/10/2006 | 23/02/2010 @ 12:2
No no, infatti la frequenza esiste. Il teorema cerca di codificare l'informazione percepita mediamente. Almeno, questo è quello che ho compreso. Però è ovvio che ci siano dei casi in cui questa informazione non è sufficiente. Però è anche vero che questo stesso teorema permette di dire che "a grandi linee" se noi usiamo questi criteri raggiungiamo risultati accettabili dalla maggioranza delle persone.
Rispondi
Re: Bene...
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 15:3
*** se noi usiamo questi criteri raggiungiamo risultati accettabili dalla maggioranza delle persone *** Hai ragione. Ottimo spunto. Parliamo di prodotti digitali per chitarra. Un progettista si siede al tavolo e progetta secondo questi criteri. Soddisfa la maggior parte delle persone. Ma un musicista, con l'orecchio raffinato e allenato da ore e ore di suonate, avrà la stessa percezione? Può essere che non basti questo perchè i musicisti NON rientrano nella maggior parte delle persone (che potremmo tradurre in pubblico e ascoltatori)?
Rispondi
Re: Bene...
di m3lkor - user #11239 dal 21/10/2006 | 23/02/2010 @ 16:2
E' vero che l'allenamento affina la capacità percettiva, ma è anche vero che ci sono dei limiti fisici, o almeno dovrebbero esserci, oltre i quali è difficile percepire il suono. Credo che tecnologicamente si sia arrivati a strumenti digitali che possono arrivare a precisioni talmente elevate da essere buoni sostituti di sistemi analogici. Con questo è impossibile sostenere che l'informazione digitale possa essere migliore, proprio per i discorsi fatti. *** Può essere che non basti questo perchè i musicisti NON rientrano nella maggior parte delle persone (che potremmo tradurre in pubblico e ascoltatori)? *** Ecco, questo è molto interessante. Se la differenza la percepisce solo chi ha in mano la chitarra, forse non è così fondamentale la ricerca del suono analogico a tutti i costi. Ovviamente non stiamo parlando di compressione, perchè in tal caso cadrebbe completamente il discorso qualitativo (anche se sempre teoricamente finchè non tagli troppo le frequenze...).
Rispondi
Re: Bene...
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 16:4
Il teoremà è una roba esatta, non approssima nulla! Dà, però, le condizioni di validità che se non vengono rispettate portano ad un fenomeno che si chiama aliasing che è molto fastidioso perchè porta in banda audio anche le componenti a frequenza maggiore di 20KHz (anche qui oversampling ed alte frequenze di campionamento aiutano a fare filtri (anti-aliasing) di buone prestazioni
Rispondi
Re: Bene...
di madguitar78 - utente non più registrato | 25/02/2010 @ 11:0
Okkio...il teorema di shannon parla di campionamento...e dal punto di vista formale una frequenza di campionamento doppia di quella massima del segnale è perfetta per poter ricostruire la forma d'onda generale.... IN realtà nella discussione mi pare si stia trascurando la quantizzazione....che invece è quella che ti da la qualità sonora.... Se l'orecchio non si accorge se campioni a frequenza più elevate della doppia massima...si accorge però se il suono è quantizzato a pochi bit o molti bit... La quantizzazione introduce "errore" poichè un segnale campionato è sempre analogico in ampiezza....e bisogna discretizzare l'ampiezza per rendere comprensibile il segnale ai processori.... Bye...
Rispondi
Re: Bene...
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:3
se la distorci arrivi anche al limite della gamma audio... se posso aggiungere.. non ci credo che tu senta il limite di troncatura della gamma audio... specialmente se parliamo di confrontarlo col vinile che, anche se teoricamente puo' riprodurre qualsiasi frequenza andando verso l'alto, di fatto propone un suono limitato in frequenza e definizione... e soprattutto dinamica, ovvero differenza fra rumore di fondo e segnale...
Rispondi
Re: Bene...
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 15:1
Sono i coni e la cassa che filtrano. Gli amplificatori arrivano ben oltre i 20kHz. *** non ci credo che tu senti il limite di troncatura della gamma audio *** Precisiamo. Non sono io che sento la troncatura. Si tratta di studi, fatti da equipe di medici e tecnici, con criteri scientifici. Molte persone hanno dato la preferenza al suono del vinile, tanto da risultare statisticamente preferito. Ci saranno stati quelli che non hanno sentito differenze, quelli che preferivano il CD. Questa preferenza statistica, stante l'identità dei suoni tra 20 e 20k Hz, è stata attribuita alle frequenze fuori range.
Rispondi
Re: Bene...
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 12:1
Il teorema dice che se campioni al doppio della frequenza massima non hai NESSUNA perdita!! Tieni presente che, come tutti i teoremi, contano molto le ipotesi, nel caso particolare il segnale deve essere "limitato in banda" (avere una frequenza limite superiore finita) ed il filtro di ricostruzione deve essere un passa basso con pendenza infinita. Mentre sulla prima ci si può lavorare (l'orecchio sente fino a 20 KHz), per la seconda si devono trovare dei metodi per avvicinarsi alla situazione ideale (oversampling e campionamenti fino a 192KHz servono a far lavorare meglio i filtri) ...
Rispondi
buon articolo
di Runner - user #18481 dal 18/03/2009 | 23/02/2010 @ 09:4
ma temo un po' teorico. Mi spiego: risulta che l'analogico ("continuo") sia migliore del digitale e in teoria è vero, almeno a livelli macroscopici. Non si parla di frequenze (e magari anche di "profondità") di campionamento, che anche nell'analogico, alla fin fine si fanno e magari con meno precisione di quanto si farebbe con un digitale (nessuno, in un orologio analogico, si prenderebbe la briga di misurare i decimi di secondo tramite la grandezza dell'angolo della lancetta dei minuti, anzi si tende a generalizzare, cioè campionare, "quantizzare", ai 5 minuti se non addirittura ai 10 (quanti alle 12:28 non dicono "la mezza"?) Questo succede anche nella musica in cui si tende a "generalizzare", ascoltando su impianti "low-fi" o mp3 di qualità scarsa, ma accettabili per l'uso. In natura, però qui ora sto scavando in antichi ricordi di scuola per cui non potrei giurare, il continuo non esiste, perché qualunque scambio di energia avviene, a livello atomico, in "salti quantici" (da cui il "quantizzare" di prima) per cui non abbiamo mai dei passaggi continui, ma sempre a salti, esattamente come illustrato nell'articolo per il digitale, ma con frequenze di campionamento elevatissime. Spero di non aver scritto boiate!
Rispondi
Re: buon articolo
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 23/02/2010 @ 10:1
Teorico non solamente un po' ma totalmente, almeno per occhi esperti. Tutto è trattato, come tu mi confermi, a livelli macroscopici riducendo le valutazioni a criteri generici e manieristici e per questo motivo un articolo scritto circa due anni fa viene presentato solo stamattina alle 8 ed alle dieci c'è già il pentimento per averlo inviato. E' una materia complicata che si presta a fraintendimenti ed a errate interpretazioni e può essere accettato solo secondo quanto ha affermato l'altro amico: - partendo da questo ognuno può dare il suo contenuto empirico ... -.
Rispondi
Re: buon articolo
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 10:4
Credo/Spero infatti che lo scopo dell'articolo fosse proprio quello di fornire una "piattaforma" di discussione... Sviscerare l'argomento in sè e per sè mi sembra addirittura pretestuoso vista la complessità, legata anche e soprattutto al fatto che bisognerebbe analizzare separatamente ogni campo di utilizzo/performance di sistemi analogici o digitali. Dico bene?
Rispondi
Re: buon articolo
di Runner - user #18481 dal 18/03/2009 | 23/02/2010 @ 10:4
Pentimento? No, perché mai? È un buon spunto per riflettere su questo argomento a volte trattato sulle onde delle mode o dei "sentimenti"!
Rispondi
Re: buon articolo
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 10:2
eeeeehh adesso Runner ;)))))) mi vai sul subatomico .... e non ci fermiamo più !!! Dovremmo allora spingerci 'oltre' e andare a "vedere " l'effetto delle onde sonore al livello spirituale (occhio che ....... funziona !!!!!!!!!!!!!!!!) SaluTOneS
Rispondi
GRAFICO
di Giacomo_glam - user #20147 dal 24/07/2009 | 23/02/2010 @ 10:1
Dal grafico si capisce perfettamente perchè il suono digitale è piatto rispetto a quello analogico.
Rispondi
Re: GRAFICO
di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 10:2
bella battuta :) (spero che lo era)
Rispondi
Re: GRAFICO
di Giacomo_glam - user #20147 dal 24/07/2009 | 23/02/2010 @ 16:5
Diamine...
Rispondi
Re: GRAFICO
di Puma - user #5525 dal 23/09/2004 | 23/02/2010 @ 10:2
Haha..bella questa... scusami se rido, forse per chi non ha un minimo di nozioni la cosa e' poco chiara, e di sicuro chi ha fatto il lgrafico ha voluto ingigantire la differenze, forse per renderla chiara ma cosi facendo anche portando a conclusioni errate! La stessa curva del grafico "analogico" si puo' ottenere con tanti implulsi "rettangolari" digitali....piu ne usi piu l'approssimazione sara' migliore...e oltre a un certo limite praticamente indistinguibile... prova con carta e penna a casa ;)
Rispondi
Re: GRAFICO
di Giacomo_glam - user #20147 dal 24/07/2009 | 23/02/2010 @ 17:0
Penso di aver capito solo ora cosa significa quel grafico...se è come dici te allora è sbagliato...o per lo meno è sbagliata la rappresentazione....scusate ma l'elettronica mi è sempre rimasta sul gragarozzo...
Rispondi
Re: GRAFICO
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 10:3
Giacomo .... MITO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma adesso ho un pò di freddo LOL SaluTOneS
Rispondi
Re: GRAFICO
di paolinux - user #14508 dal 13/04/2008 | 23/02/2010 @ 10:3
Il grafico è una semplificazione di come il segnale digitale venga rappresentato, nulla più. Se si converte un segnale analogico a digitale con un campionamento elevato è difficile in genere per l'orecchio umano distinguere tra i due.
Rispondi
Re: GRAFICO
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 11:0
I due grafici rappresentano cose diverse. Il primo un segnale completo, il secondo i possibili stati digitali del segnale. Il secondo grafico dovrebbe essere formato da scalini, che seguono il segnale analogico. Se il grafico sopra corrispondesse ad un secondo di segnale, il grafico sotto sarebbe composto da 44mila e 100 scalini nel caso di campionamento a 44.100 khz, quello usato nei CD. Cosa vuol dire questo... supponiamo il monitor del tuo PC abbia una risoluzione di 1200x800... la figura occupa 1/3 della lunghezza, circa 400 punti... vuol dire che tu vedresti esattamente la stessa figura sopra e sotto. Ogni pixel del tuo schermo rappresenterebbe 44000/400 cioè 110 scalini. Immaginate quanto raffinate sono le elaborazioni sonore.
Rispondi
Re: GRAFICO
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 23/02/2010 @ 12:0
Figuriamoci se la vera intimità dei due grafici poteva sfuggire agli occhi da furetto dello Smilzo. Ho sperato che non mi leggesse, che fosse fuori, che avesse da fare ma invece nulla, è qui come sempre per complicare la vita a questo povero vecchio con i suoi commenti mirati e le sue verità purtroppo inconfutabili. Oh ciao Emanuele, ben ritrovato, anche tu fra di noi? hai passato un buon week-end? Ti premetto che per i grafici posso fornire un alibi: non mi andava di disegnarli ex novo (non sarebbero stati quelli) e li ho presi su internet in offerta 2x1 ma si dice dalle mie parti che spesso il risparmio genera un cattivo guadagno e la saggezza popolare ancora una volta ha trionfato.
Rispondi
Re: GRAFICO
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 15:2
Gwynn, sono un po' raffreddato. Tanto meglio, passo più tempo su Accordo! :) Ma mia puntualizzazione era per chi ha risposto "si vede la differenza". In realtà per vedere la differenza avremmo bisogno di uno schermo ALMENO 200 volte più grande, che goda della risoluzione di 88201 pixel. Oppure analizzare un millesimo di secondo di segnale. Peccato che ci siano due problemi: 1) il segnale in uscita viene "interpolato", ossia gli sbalzi vengono eliminati e al loro posto esce una linea... 2) le informazioni che estraiamo da 1 ms di musica sono insufficienti, ad un orecchio medio, per ricavare un'informazione sulla musica: timbro, frequenza, etc. Non per niente è stato deciso il limite di 44.1 kHz. Non sentiamo una sequenza di sbalzi di frequenza, ma un segnale continuo. Bell'articolo! :)
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digitale inferiore?
di Q - user #7863 dal 29/06/2005 | 23/02/2010 @ 10:4
Un sistema di elaborazione digitale (ben fatto, con frequenze di campionamento adeguate e livelli di quantizzazioni non risicati) è intrinsecamente immune al rumore, mentre un circuito analogico, per quando ben fatto no. Ecco perchè può tranquillamente essere più 'accurata' una rappresentazione digitale di una analogica. Possiamo realizzare un sistema digitale con un rapporto segnale/rumore arbitrariamente alto, diversamente da quanto accade per un sistema analogico. Basta spendere :)
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Re: digitale inferiore?
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 10:5
Attenzione che la realtà non è immune al rumore :-)
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Re: digitale inferiore?
di Q - user #7863 dal 29/06/2005 | 23/02/2010 @ 12:4
No, certamente no. Il limite del processo sta nell'acquisire il segnale in forma digitale e nel renderlo nuovamente analogico. Ma qui di nuovo stiamo parlando di limiti dell'elettronica analogica. Tutti questi discorsi sono puramente accademici, non significa nulla dire in campo chitarristico che il segnale analogico è superiore a quello digitale, dal momento in cui gli ampli per chitarra vengono progettati per distorcere, o come potrebbe dire un audiofilo vengono progettati 'male'. Decidiamo allora se ci piace il male analogico o quello digitale allora. Dire che uno è meglio dell'altro per distorcere mi lascia perplesso come discorso.
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Re: digitale inferiore?
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 11:5
concordo..
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Sono d'accordo con A
di raw - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 10:5
Sono d'accordo con Antonello, per il fatto che in musica, tutto ciò che può avere oggettività assoluta, può risultare come minimo discutibile, a causa della variabilissima e differente (da un individuo all'altro) sensibilità dell'orecchio umano. C'è chi certe cose non le nota e chi invece ha le antenne dritte per scovarle ... psicoacustica permettendo.
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Re: Sono d'accordo con A
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 11:3
;) grazie magiko !
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intelligenza
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 11:2
sono molto contento dell'intelligenza dei commenti che hanno accompagnato l'articolo.. per come la penso io, 'sta storia della superiorita' dell'analogico sul digitale, mi risulta solo noiosa... la varieta' di qualita' e gusto nelle verie apparecchiature, effetti, pre ecc. ecc. e' cosi' ampia che parlare di un sistema come complessivamente superiore e' impossibile... e poi superiore in quali termini se cio' che conta e' il gusto.. e il fatto se un suono sta male o bene dipende dal contesto? oltre a questo, parlando di questioni artistiche, va fatto notare che, se molta parte del bello di un suono di chitarra elettrica nasce da un malfunzionamento, ovvero dalla distorsione, uno non puo' sostenere la superiorita' dell'analogico sulla base della sua presunta capacita' di riprodurre meglio un suono naturale.. esiste, sia in ambito audio che video, anche la distorsione digitale, lo sgranamento cercato ed usato come forma di espressione.. e non parlo della distorsione audio analogica emulata dai vari line6 o amplitube... ma dell'essere coscienti del fatto che anche l'esasperazione della digitalizzazione puo' introdurre impennate imprevedibili come e' stato con la saturazine degi ampli a valvole.. cosa che i gloriosi costruttori capostipiti (vedi leo fender) consideravano un'anomalia negativa.. non il pregio dei loro ampli
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Re: intelligenza
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:0
"sulla base della sua presunta capacita' di riprodurre meglio un suono naturale" Direi più che altro di riprodurre più "realisticamente" il suono naturale... questo sì
Rispondi
Re: intelligenza
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:0
cosa sulla quale non concordo per niente...
Rispondi
Re: intelligenza
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:2
Puoi non concordare, ma livello teorico è inoppugnabile... e a livello pratico è dimostrabile. Ripeto, questo non presuppone un "giudizio di valore" generico su analogico o digitale.
Rispondi
Re: intelligenza
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 13:1
e io non concordo ne' su tale inoppugnabilita' che su tale dimostrabilita'... abbi pazienza
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Re: intelligenza
di guitarsword - user #20669 dal 07/09/2009 | 15/11/2011 @ 16:4
condivido...certo le distorsioni potrebbero non essere il massimo in digitale..ma per tutto il resto credo che si equiparino. ad ogni modo, come sempre,credo che il giusto sia nel mezzo. uso un ampli valvolare integrato con una (miserrima, a detta di molti) boss gt8. il risultato non lo reputo negativo, tutt'altro, se evito di usare i pre e i pedali simulatori di distorsioni e overdrive...ovvio che quelle dell'ampi sono 1 altra cosa..
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punto di vista
di simonec78 - user #13803 dal 18/12/2007 | 23/02/2010 @ 11:3
Dopo gli ovvi complimenti e meritate e sincere attestazioni di stima per l' autore, dico , non so se sono completamente d' accordo. Magari dico una gran baggianata, ma , è si vero che l' analogico si basa su un concetto di continuità e il digitale si basa su un concetto di "frequenza di campionamento". Vorrei però far notare che ormai non credo esista più una distinzione poi così netta. Innanzitutto perchè a volte la frequenza di campionamento (e la mole del singolo campionamento) sono tali da rendere di fatto il risultato indistinguibile da un segnale "continuo". Ma anche, e soprattutto, perchè il funzionamento stesso della percezione umana si basa su un concetto di campionamento. Che avviene con una ben determinata frequenza. Parlo cioè della frequenza (temporale) con cui la mente cattura lo stimolo. Oppure con quale frequenza avviene a livello nervoso la cattura dello stimolo che poi attraverso il nervo viene elaborato dalla mente. Esistono inoltre frequenze di campionamento (non sto parlando di Eq) talmente precise da risultare "fastidiose" per un essere umano. Tant'e' che poi andiamo a cercare il nastro. Credo che al livello raggiunto dalla tecnologia sia ormai tutto piuttosto relativo. Con simpatia.
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Re: punto di vista
di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 13:2
Concordo. Ti sei mai chiesto perche' quando vedi una ruota girare velocemente, ad un certo punto sembra che giri all'indietro? Proprio per quei "limiti" del corpo umano che descrivi! Ciao, Valerio.
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il mio prof di siste
di OneForTheRoad - user #21582 dal 10/11/2009 | 23/02/2010 @ 11:3
il mio prof di sistemi operativi non è stato capace di spiegare così bene la differenza tra analogico e digitale... complimenti.
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Re: il mio prof di siste
di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 20:0
Fossi in te cambierei scuola :)
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Re: il mio prof di siste
di OneForTheRoad - user #21582 dal 10/11/2009 | 23/02/2010 @ 20:1
...no, è un prof dell'università... :-/ ...comunque è talmente incapace che il suo corso non l'ho più seguito dopo la seconda lezione..
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molto interessante.
di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 11:3
molto interessante. bell'articolo. ho un approccio più istintivo e sperimentale che teorico, ma lavoro con analogico che digitale sia in ambito visivo che sonoro... e mi hai messo nero su bianco tutte le cose in cui ci si imbatte giornalmente senza riuscire a dargli spesso nome e cognome... in realtà ogni cosa ha una sua ragione d'essere, secondo me: chi enfatizza troppo sul digitale, o viceversa troppo sull'analogico, forse ha una visione troppo entusiasticamente autolimitata della faccenda. sono due cose diverse, ed ognuna ha la sua collocazione e ragion d'essere. paradossalmente l'analogico (su alcune cose) ha un vantaggio che non c'entra nulla con la resa finale: esiste a prescindere dall'input che lo rende fruibile. faccio un esempio stupido: i vostri pronipoti (spero non trogloditi, vista la tendenza) in uno scenario da dopobomba saranno in grado di vedere molte delle stampe fotografiche di vostro nonno, e alcune pellicole (...se fortuitamente ben conservate), mentre i files della macchinetta digitale, per quanto costosa, se non li stampate come si deve, non esisteranno affatto... e, per tornare al musicale, saranno in grado, con un po' d'ingegno, di trar fuori qualche flebile suono facendo girare un vinile a mano mettendo uno spillo a scorrere nei solchi (non so se avete mai avuto la fortuna di mettere le mani su un vecchissimo grammofono) mentre i vostri cd o files audio saranno completamente inutilizzabili se non scomparsi nel nulla. vabbè... non c'entrava forse nulla, però, lavorando principalmente su ricostruzioni storiche è un pensiero che m'è venuto spesso: il virtuale è stupefacente e iperfunzionale, però, appunto, è virtuale, e rischia di non lasciar tracce che invece saranno l'unica cosa cui cercheranno di aggrapparsi persone più disorientate di quanto già non stiamo diventando noi.
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Re: molto interessante.
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 11:4
ottimo... se si puo' parlare della superiorita' dell'analogico e' solo, a mio parere, in questo senso...
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:1
Mhhhhh... ti è mai capitato, dopo una registrazione in studio, di confrontare (sul medesimo impianto dello studio o della sala di mixaggio) il DAT e il master digitale?
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:2
ti diro' di piu'.. io usavo il dat da quando divento' abbordabile, comprai il casio Da-1 a un paio di milioni di lire, mi sembra.. poi ne ho avuto altri, anche modelli pro, da studio, e mi e' sembrato, da subito, un miracolo.... sicuramente registra e registrava piu' fedelmente dei registratori a bobine analogici, anche blasonati e ha regnato negli studi fino a che non e' stata disponibile la registrazione su hard disk.. si e' continuato a registrare su nastro analogico per molto tempo e si continua sporadicamente a farlo, ma per creare un effetto di saturazione e "rigonfiamento", non perche' e' considerabile un mezzo piu' fedele.. e parlo di registratori analogici da studio e di un certo costo..
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:5
Sarà... ma dopo due album in studio -lo stesso studio- uno (il primo) registrato su DAT ed uno (il secondo, più qualche piccola esperienza) su hard-disk io se registro il terzo vorrei poterlo fare su DAT... detto questo la registrazione su HDisk ha milioni di vantaggi a cui faticherei a rinunciare.
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 13:0
qui' si va sull'oggettivo e sul tecnico.. nel senso che sia il nastro del dat che l'hard disk sono supporti sui quali il suono va dopo essere stato digitalizzato.. per cui i risultati in termini di qualita' sono virtualmente identici se sono identici i convertitori.. lo svantaggio del dat e' che il nastro cosparso di ferrite introduce infinitamente piu' errori che la superficie di un hard disk e poi, trattandosi di un mezzo ormai in disuso, i dat a nostra disposizione, anche se blasonatissimi, convertono in un modo che e' raggiunto e magari superato anche dalla schedina audio piu' minimale.. dato che invece questo settore di mercato e' ancora in piano boom.. senza voler dire che la bonta' sonora dipende necessariamente o solo da questo.. i dat registrano a 44.100 o 48.000 a 16 bit... le schede audio, anche le piu' entry level, non e' raro che implementino almeno i 24 bit e i 96khz di campionamento..
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 17:0
Come viene digitalizzato il suono che entra nel DAT?
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 17:1
con un normale convertitore AD.. esattamente come in un registratore "standalone" di CD o DVD, in una telecamera digitale, in una scheda audio, in un registratore digitale su scheda ecc. ecc.
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di giobuster - user #11063 dal 23/09/2006 | 25/02/2010 @ 10:3
Errore
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di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 16:4
nnaaaaaaaaaaaaaa cosa vai dicendo !!! Io se non registro con un REVOX a bobine mi *rifiuto* di fare qualunque altro .... CD Cos'è stà mania della roBba digitale ?!?! Hard Disk !??! PC ?!?!? na na naaaaaaa ... bobine a nastro, colla e forbici per fare 'sistemare i brani - altrochè due click sul PC e fà tutto lui !!!! Scherziamo ?!!? Questa gioventù che non vuol lavorare -- LOL GUarda te ............. cosa mi tocca leggere SaluToneS
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 17:1
Con il PC mi son visto guadagnare circa 3 ore ogni dieci minuti di prodotto finale... rinuncerei difficilmente a questa comodità, lo ripeto. Però non è che col DAT ci fosse da fare chissà che salti mortali..... dipende poi da cosa si registra (ovvio)
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di riot75 - user #14040 dal 29/01/2008 | 25/02/2010 @ 12:2
Secondo me c'è un po' di confusione fra nastro inteso come DAT, che è digitale, e nastro inteso come bobina, che è analogico. Pc o Dat sempre di digitale si tratta. Poi che la scomodita del digitale su nastro sia la stessa dell'analogico su nastro siamo tutti d'accordo...
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 17:2
il revox a bobine non e' mai stato apprezzatissimo per i master .. trattasi di un apparecchio che ha avuto fortuna nel mercato amatoriale.. e non ci si sistema poi molto.. dato che ha il nastro molto stretto e un master va registrato stereo, ovvero con mezzo spessore di nastro per ogni traccia..
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di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 16:4
OT !!! scusate ;) Questo mi ricorda qualcuno che ha detto che .... una eventuale 'guerra' dopo una 'guerra atomica' verrebbe fatta con .......... le mazze ;(((((((((((((((( (mò son mogio) SaluToneS
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di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 16:5
guarda che le valvole hanno la capacità di resistere alle radiazioni ... alcuni componenti militari sono a valvole per questa ragione
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di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 16:5
ah sì? buono a sapersi... il mio ampli soravviverà... ...oddio, certo, è imutile: essendo svalvolato, non gli soravviverò io...
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di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 16:5
Emiliano ?!?! Guarda che questo lo sò pure io !;) Sarò ignorante, sì, ma non proprio del tutto 'asino' ! Ho risposto al post precedente ... SaluToneS PS .. anche se l'ampli 'sopravviverebbe' ..... CHI lo suonerebbe !?!?!? ;((
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di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 16:5
Emiliano ?!?! Guarda che questo lo sò pure io !;) Sarò ignorante, sì, ma non proprio del tutto 'asino' ! Ho risposto al post precedente ... SaluToneS PS .. anche se l'ampli 'sopravviverebbe' ..... CHI lo suonerebbe !?!?!? ;((
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di Burats - user #16167 dal 21/09/2008 | 23/02/2010 @ 11:3
Ma alla fine secondo me manca la parte fondamentale, cioè in musica cosa è analogico e cosa digitale. Cioè partendo dall'esempio dell'orologio non si comprende poi perchè in musica esista analogico e digitale. Inoltre secondo me trae un po' in inganno il discorso dell'analogico è meglio del digitale. Dipende sempre e comunque oltre che dalla qualità DALL'UTILIZZO che uno deve farne. Inoltre pensiamo ai suoni di un mellotron e quello di un moderno sintetizzatore. Quale è meglio? Bisogna guardare mille aspetti... Non penso si possa ridurre tutto a livello solo di segnale...
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di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 12:0
infatti secondo me le discussioni pro&contro derivano proprio dal fatto che ci s'impunti solo sul prodotto finale. la riprova che siano due cose diverse sta nel fatto... che tutti noi usiamo chitarre fatte quasi sempre più o meno come le facevano quando il digitale manco si sapeva cosa fosse. ...ma vi ricordate il guitar synth Roland, quello che usava pure JImmy Page, e tutte le altre sperimentazioni riguardo a chitarre+elettronica (e quella spesso ridicola resa finale di una tastiera suonata male...), il synclavier, la synthaxe... che fine hanno fatto? con ciò non voglio dire che uno sia migliore dell'altro, ma semplicemente che uno non ha sostituito l'altro, prendendo alla fine la direzione che doveva prendere... con buona pace delle varie fazioni estremiste...
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:1
la fine fatta dal guitar synth non dipende necessariamente da una sua presunta bruttezza o non validita'.. ma sicuramente c'entra la tendenza super conservatrice della maggior parte dei chitarristi... oltre a questo il guitarsynth e' sempre stato ed e' rimasto come strumento di nicchia.. e cio' di per se non vuol dire che si tratti di qualcosa di non valido.. io ho cominciato a suonare la baritona da quest'estate, bene, non capisco come ho fatto a farne a meno in quasi quarant'anni di strimpellamento .. ;-)
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di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 12:3
il guitar synth non era prettamente brutto... forse era non necessario fino in fondo, se non come spartiacque per introdurre l'elettronica, che poi infatti è confluita solo nella strumentazione accessoria. di fatto è inutile cercare di far suonare una chitarra come una tastiera se ciò ti limita proprio in quello che normalmente faresti con detta chitarra. a quel punto suoni direttamente la tastiera (o la fai suonare a qualcun'altro...). no... credo sia stata una selezione naturale da parte degli "utenti", non un problema di conservatorismo... di certo Page e Zappa non erano conservatori, direi... e c'è una differenza tra il processare il suono in uscita con gli effetti, e generare un suono proprio in maniera "fisicamente" diversa. di fatto se suoni una chitarra è perchè materialmente quasi sempre godi della meccanicità di questo splendido strumento, non credo per meri feticismi vintage o culturali, sarebbe credo un po' riduttivo... in pratica, credo un conto sia applicare lo yoga alla composizione musicale (come fa Fripp), ed un altro cercare di far yoga mentre stai suonando su un palco...
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:4
mmh.. non si tratta di far suonare una chitarra come una tastiera ma di suonare un suono con l'espressivita' della chitarra invece che con quella di una tastiera.. cosa che risulta, a molti, molto interessante... Io ho usato fino a poco tempo fa la casio tipo strato.. poi, siccome mi sono accorto che tutti i suoni che usavo erano monofonici e da tipico synth alla "moog", sono passato ai synth specifici da chitarra, tipo electroharmonix e ora faccio anche questo, quasi del tutto a forza di software (meno che nel live) suono anche le tastiere.. e non si puo' fare con la tastiera cio' che si puo' fare col guitar synth.. per cui non posso considerare un approccio il surrogato dell'altro... e mi viene l'allergia quando sento parlare in termini assoluti.. per me il gusto personale e' il re...
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di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 13:1
infatti solo gli estremisti parlano in temini assoluti, però di fatto se si crea una nicchia, come dicevi più su, è proprio forse perchè l'applicazione non è stata una rivoluzione, bensì una derivazione, probabilmente... non credo infatti che il mondo dei musicisti sia così estremamente influenzabile così come quello dei fruitori di oggetti commerciali di uso quotidiano, credo anzi che il gusto personale, come dicevi tu, la fa da padrona, e che chi sceglie una chitarra non è solo per suonare con gli amici ma soprattutto perchè gli piace la "fisicità" dello strumento. credo che poi un eventuale approccio "feticistico" allo strumento sia un discorso a parte... ma comunque, per quel che mi capita sempre di constatare, anche e soprattutto attraverso le esperienze altrui, di conservatorismo in senso negativo non c'è poi molto nel mondo della chitarra... se non a parole. ma le parole, spesso, ingannano. per cui il più delle volte più che conservatorismo lo chiemerei amore.
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 13:2
certo.. puo' essere anche come dici tu, che se uno strumento non si afferma vuol dire altro da quello che penso forse voglia dire io.. poi.. ho fatto per quasi dieci anni il commesso, per alcuni giorni la settimana, in un negozio di strumenti musicali.. Bene, non sono convinto per niente che i musicisti siano cosi' liberi da condizionamenti nel gusto come forse ritieni tu.. io ho venduto cio' che al momento intendevo vendere invece che cio' che tirava l'occhio al cliente talvolta usando trucchi banali, che hanno funzionato sempre.. anche con musicisti provetti e professionisti.. E funziona di brutto la pubblicita', l'endorsement e roba del genere... se poi parliamo dei chitarristi ho visto snobbare apparecchi che io consigliavo e che poi sono andati letteralmente a ruba quando la casa produttrice li ha fatti uscire praticamente identici ma con in piu' la scritta "guitar" sul pannello di controllo... dici bene sulla fisicita' dello strumento.... ma e' pieno di strumenti che non offrono fisicita', essendo tutti elettronici o anche no ma comunque lontani dal corpo del musicista che sono usatissimi e suonatissimi. Oltre a questo, se stai in una ensemble amplificata che voglia almeno euguagliare il volume di un batterista, suoni cosi' forte che ti risulta fisico anche un VSTi
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di gaveyn - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 13:3
ma infatti io parlavo dei Musicisti... quelli con la "m" maiuscola, che non sono quelli necessariamente bravi o famosi, ma semplicemente coloro, geni o zappe che siano, i quali si approcciano ad uno strumento per ricerca o piacere personale. forse molti di quelli che passano la maggior parte del tempo ad acquistar strumenti e accessori son malati del famoso GAS... ma è un'altra storia. poi, che siamo tutti una massa di psicolabili, o tendenti al tale, non ci piove, e la tua esperienza sul campo ce lo confermerà sicuramente... diciamo che un conto son persone con una certa età, che come me avendo sia un vecchio 4 piste a nastro che un moderno piccolo studio digitale, decidono di usare il secondo avendo metabolizzato e archiviato il primo, e un conto è il giovane che sento insistere di voler uitlizzare addirittura un revox a bobine... lì, ti assicuro, non c'era condizionamento (tanti giovani manco sanno che cacchio sia), ma piuttosto un'ansia che ti fa cercare in direzioni diverse da quello che magari senti ti viene in qualche modo imposto. cioè la tecnologia usa e getta (che non c'entra col discorso dell'articolo, ma che influenza circa l'uso che facciamo delle cose)
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di hivez - user #9272 dal 26/12/2005 | 23/02/2010 @ 16:5
Ci sono molti musicisti che usano guitar synth..anche oggi, certo non in ambito blues old school..;)
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:1
Siamo alla chiave della questione... l'articolo in fondo era solo un input, credo... Ora - oltrepassando il segnale in sè - cosa di analogico e cosa di digitale riteniamo irrinunciabile nella nostra esperienza musicale? Questo è ciò che a mio avviso può rendere interessante la questione (e scevra da inutili luoghi comuni)
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 12:3
beh.. a me intanto sembra strano concentrarsi sul fatto se un apparecchio che usiamo e' analogico o digitale... diciamo che dalla meta' degli anni 80 a questa parte io mi ritengo un suonatore di computer che utilizza anche altri strumenti (fra cui la chitarra) per buttarci dentro suoni.. per cui senza questo strumento digitalissimo non potrei esprimermi pienamente
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di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 12:4
Non è strano concentrarcisi se per noi rappresenta una espressività differente, se cioè -questo voglio dire- per noi digitale o analogico rappresentano un sound peculiare. Io preferisco continuare a ritenermi un suonatore (magari mediocre) di chitarra che (a volte) utilizza il computer (in senso ampio)... ma è questione di punti di vista :-)
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di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 13:0
a me sembra strano essere concentrati su questi distinguo perche' a mio parere non esiste piu' una differenziazione categorica udibile.. sono anni che mi capita di registrare con mezzi del tutto cibernetici, anche molto prima dell'avvento dei vari emulatori, e poi sentire intenditori che mi lodano per il bel suono vintage.. Quindi merita concentrarsi esclusivamente sul suono e decidere si ci piace o no... per il secondo punto .. tu hai chiesto se il digitale e' irrinunciabile nella nostra esperienza musicale e io ti ho risposto che considero il computer il mio vero strumento.. per questo ho fatto questo piccolo "outing" :-)
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Re: Interessante...
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 16:5
Nulla da dire sull'outing :-) ...io rimango legato al fondamento "analogico" rappresentato dalla mia chitarra
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di valeriomas - user #8328 dal 02/09/2005 | 23/02/2010 @ 13:2
Bravo, secondo me infatti oggi non ha piu' senso contrapporre analogico e digitale. Non al livello tecnologico a cui siamo arrivati oggi. Ha senso invece scegliere a ragion veduta lo strumento di cui uno ha bisogno in un dato contesto. Ciao, Valerio.
Rispondi
Re: Interessante...
di Burats - user #16167 dal 21/09/2008 | 23/02/2010 @ 13:3
Esatto! Prendi l'MXR Carbon Copy e il Boss Giga delay dd20, come si fa a dire quale sia migliore o quale peggiore?
Rispondi
Aggiungo qualche precisazione e, spero, qualche spunto
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 12:3
Parto con un paio di definizioni, perdonate ma servono ad evitare confusione: un segnale elettrico è ANALOGICO se le grandezze elettriche (tensione o corrente) variano nel tempo in modo ANALOGO a quelle che vogliono rappresentare (nel nostro caso si tenta di seguire le variazioni di pressione dell'aria). Un segnale è DIGITALE se per rappresentare le variazioni della pressione dell'aria utilizza una trasformazione in cifre (che in inglese si dice DIGIT). Come detto anche sopra, un certo Shannon si è preoccupato di capire se la rappresentazione digitale provoca perdite di informazioni ed ha trovato che, sotto opportune condizioni, il campionamento e la successva digitalizzazione non comportano alcuna perdita. Ne consegue che un sistema digitale ben fatto rappresenta con la precisione che vogliamo la grandezza che vogliamo elaborare. I circuiti analogici, pur lavorando in modo continuo (nel senso proposto da gwynnett) non sono esenti da errori di rappresentazione (hanno risposta in frequenza limitata, risposta dinamica limitata, funzioni di trasferimento non lineari, effetti dei componenti parassiti, distorsione di fase, rumore termico e così via). In entrambi i casi, quindi, si può ottenere il medesimo risultato con l'approssimazione che si vuole, non è che il problema della determinazione della superiorità di un sistema rispetto all'altro è mal posto? Che dire poi del fatto che le variazioni di pressione dell'aria, comunque elaborate, vengono poi interpretate da persone? Non è che, a parita di qualità, sistemi diversi possono essere giudicati migliori o peggiori non in base alle tecnologie ma alla capacità di dare sensazioni? E chi l'ha detto poi che quello che è tecnicamente riconosciuto come un difetto (distorsione o bassa risoluzione tanto per non fare torto a nessuno) non sia invece una cosa che per chi fa musica possa diventare un plus?
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Un aspetto a mio avv
di riot75 - user #14040 dal 29/01/2008 | 23/02/2010 @ 12:4
Un aspetto a mio avviso sottovalutato nella diatriba è che anche l'analogico è... digitale, ossia si basa su una sequenza di "cosi" che non sono bit ma sono aggregati di molecole di dimensioni comunque notevoli, la fotografia ne è un esempio clamoroso, ma anche i nastri magnetici sono riconducibili a questo modello, per cui potremmo dire che le tecnologie analogiche hanno normalmente una risoluzione/campionamento teoricamente più elevati ma una dinamica più limitata rispetto al digitale* (il vinile è l'estremizzazione di questo concetto, se dovesse avere la dinamica "giusta" sulle frequenze basse ci sarebbero tre solchi per lato); oltretutto la sensibilità al rumore di fondo di fatto limita l'effettiva dinamica riproducibile. Secondo me i confronti al top sono sensati e portano alla sostanziale parità, ricordo diatribe fra DAT e bobine, un nastro largo un pollice che gira a velocità elevata era ai tempi probabilmente poco peggio o poco meglio di un registratore digitale, ma il confronto diventa impari se confrontiamo una TDK D90 appena registrata da una piastra anche decente e un buon mp3, (se poi il confronto lo ripetessimo dopo un mese d'autoradio in estate...); allo stesso modo un confronto fra medio formato e dorso digitale messi dietro ottiche di classe ci può stare, ma la media delle macchine compatte ha un potere risolvente che vanifica il confronto sensore pellicola, con un vantaggio enorme del primo sulla seconda in comodità e inalterabilità nel tempo del supporto (il digitale si duplica all'infinito senza perdita di informazioni, l'analogico no) *errata corrige: vale per l'audio, in fotografia la dinamica è un limite del digitale...
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uao!! davvero intere
di iBeatles - user #18601 dal 27/03/2009 | 23/02/2010 @ 12:5
uao!! davvero interessante!! mi hai chiarito un dubbio che avevo da un pò di tempo, sentendo parlare di effetti digitali ecc... grazie!
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Integrazione
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 23/02/2010 @ 12:5
Ritorno al discorso sulla validità dello scritto inteso solo come idea e come pretesto per una discussione che non tocchi aspetti tecnici e di forma considerando che la stesura dell'articolo non rende per nulla giustizia all'importanza della materia trattata che dovrebbe beneficiare di ben altre forme che vadano al di là di esempi banali o di facili almanacchi. Siete un popolo di musicisti e non di tecnici pur distinguendo qualche eccezione e vi invito a considerare che il mercato sta scegliendo e già si notano le prime inversioni rispetto ad un passato molto prossimo. Dopo circa due anni ho deciso di pubblicare questo scritto in occasione della sostituzione di un semplice fusibile all'interno di un piccolo amplificatore da 120 euro dotato di un pre a modelli fisici e di un pietoso finale ad integrati. E' bastato uscire dal pre tramite l'fx-loop ed entrare in uno dei mie finali completamente valvolari per udire quello che raramente ho avuto occasione di udire anche in considerazione dei costi. Nulla togliendo ad una configurazione interamente di tipo analogico che per alcune performances rimane insostituibile ho compreso solo in quel momento le incredibili possibilità del digitale e non voglio sentire che è piatto, asettico, metallico ed altre aggettivazioni denigrative perchè assolutamente non le condivido. Ma non mi sono fermato qui e mi pregio di raccontarvi brevemente il seguito. Tramite un solo doppio triodo (12ax7/12ay7) il segnale dal pickup è stato iniettato con uguale ampiezza in due amplificatori identici come modello ma settati diversamente e, sempre usando i loop, indirizzati a due finali valvolari per una risposta che penso sia difficile ottenere con i sistemi di normale uso. Attualmente dispongo di dodici ampli valvolari e di tipo totalmente analogico, quindi ho un validissimo termine di paragone e per questo motivo lascio a voi valutare la credibilità della mia affermazione.
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Re: Integrazione
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 23/02/2010 @ 22:3
Qui però esci dal confronto analogico digitale come impostato nell'articolo! :D Un amplificatore per chitarra è composta da tanti stadi. Un pre digitale è formato da alcuni stadi analogici, almeno uno di conversione AD, il processamento, la conversione DA, e gli stadi analogici di uscita. La qualità del segnale dipende dalla qualità dello stadio peggiore: basta progettare o realizzarne uno male, che si butta a mare tutto il resto. La parte digitale può suonare peggio, uguale o meglio dell'analogica: dipende dall'algoritmo, e da cosi noi musicisti vogliamo.
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E il vinile?
di Cukoo - user #17731 dal 26/01/2009 | 23/02/2010 @ 13:1
Va ricordato, ma solo a titolo di esempio, che un disco in vinile restituisce il segnale limitato in banda a 15-16 kHz, e in dinamica a 60 dB. Un CD arriva a 20 kHz e ha una dinamica di circa 90 dB. Ovvio che un orecchio molto allenato sente qualche differenza, ma dovrebbe essere a favore del CD.
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Interessante l'artic
di Brighton - user #9612 dal 06/02/2006 | 23/02/2010 @ 13:1
Interessante l'articolo..Unica imprecisione...Digitale prima di derivare dall'anglosassone deriva dal latino digitus:)...Ciaoo
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Re: Interessante l'artic
di Cukoo - user #17731 dal 26/01/2009 | 23/02/2010 @ 18:2
Amo queste precisazioni (pollice in su)
Rispondi
Re: Interessante l'artic
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 24/02/2010 @ 09:5
Lo so, ma il primo significato in latino è "dito", poi, aggettivandolo, può prendere l'accezione di numerico ma sempre in relazione al contesto. Svetonio annoverava il "digitus" come saluto che veniva eseguito accostando appunto il dito alla fronte e fu ripreso alla fine del '600 dalla marina britannica e poi fino a noi aprendo il palmo della mano e poggiando il pollice alla fronte, ma solo se si porta il berretto altrimenti si saluta battendo i tacchi e mettendosi sull'attenti.
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Musicalità
di melody - user #1994 dal 13/06/2003 | 23/02/2010 @ 14:1
Un aspetto che non mi sembra sia stato discusso è quello della "musicalità". Uno dei punti forti dell'analogico è sempre stato quello della estrema musicalità del prodotto finale, pur con tutte le imperfezioni del caso. Nel senso che per ragioni che non è qui il caso di richiamare, la impercettibile distorsione della registrazione/riproduzione fatta con uno strumento analogico (sto parlando di un BUON strumento analogico, ovviamente) è accolta con favore dal nostro cervello ed elaborata come una qualità aggiunta. Non a caso per descrivere il fenomeno si ricorre a parole come "calore", "avvolgente" ecc. che hanno una indubbia accezione positiva. Per questo l'ascolto di un LP su un buon impianto non è disturbato dal fruscio di fondo. Purtroppo il digitale si è costruto una reputazione sulla "precisione" e sulla "pulizia" del suono, che non sono necessariamente qualità in campo audio. Lo stesso vale anche nella fotografia. Nel mercato meno sofisticato contano i mitici "pixel", salvo poi dover constatare che con una digitale da 12 milioni di pixel le foto possono venire peggio che con una usa e getta degli anni 80! Oggi anche il digitale ha fatto passi enormi verso la musicalità del risultato. Gli impianti di registrazione e riproduzione non solo incamerano e restituiscono una gran quantità di informazioni ma iniziano a farlo anche "bene". Attaccati all'amplificatore dello stereo di casa ho sia un pessimo DVD player economico della Pioneer, sia un recente buon (non esoterico) cd player della Naim. Il confronto A-B con lo stesso disco è impietoso a sfavore del Pioneer. Interessante il confronto A-B fra CD e LP. Le mie non raffinatissime orecchie, finalmente colgono il CD come qualcosa di ascoltabile, direi anche emozionante. E' il segno del livello raggiunto da questa tecnologia. Tuttavia rimangono risultati estremamente diversi. Secondo me è importante avere la consapevolezza di questa differenza, in modo da poter usare una e l'altra tecnologia alla luce del risultato finale che si vuole ottenere. C
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Re: Musicalità
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 23/02/2010 @ 16:5
MI trovi molto vicino in termini di gusto ed esperienza... temo però che si possa contestare la soggettività dell'affermazione... ...ma credo che sia volutamente soggettiva!
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Re: Musicalità
di melody - user #1994 dal 13/06/2003 | 23/02/2010 @ 17:0
Ach ... Ho fatto affermazioni soggettive? C
Rispondi
Re: Musicalità
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 17:3
==Per questo l'ascolto di un LP su un buon impianto non è disturbato dal fruscio di fondo== mmh.. questa non la capisco molto.. ovvero, prima di tutto non e' detto che un programma musicale presente su disco o nastro sia udibilmente distorto.. secondariamente non si tratta necessariamente di una distorsione come quella valvolare che crea armoniche pari, ma, al 99%, della tanto vituperata distorsione del transistor... poi non e' che questa presunta piacevole distorsione mascheri il fruscio... se c'e' fruscio, il fruscio si sentira'.... cio' che puo' mascherare il fruscio e' l'uso di strumenti situati nelle alte frequenze, come hat e piatti. Infatti un disco rock/pop senza piatti con un risultato sonoro comunque superbo lo si e' sentito solo negli anni 80 da peter gabriel.. il resto.. e' gusto... io, per esempio, ho sentito il cd come un progresso da subito...
Rispondi
Re: Musicalità
di melody - user #1994 dal 13/06/2003 | 23/02/2010 @ 18:3
[==Per questo l'ascolto di un LP su un buon impianto non è disturbato dal fruscio di fondo== mmh.. questa non la capisco molto.. ovvero, prima di tutto non e' detto che un programma musicale presente su disco o nastro sia udibilmente distorto.. secondariamente non si tratta necessariamente di una distorsione come quella valvolare che crea armoniche pari, ma, al 99%, della tanto vituperata distorsione del transistor... ] Forse non sono stato chiaro. Intendevo semplicemente dire quando ascolto un vinile (un esempio di tecnologia identificata come analogica) non ho una perfetta rappresentazione della realtà (posto che ciò voglia dire qualcosa - le onde sonore sono silenziose, la musica è solo nel nostro cervello) ma nonostante questo e nonostante le altre imperfezioni, l'esperienza è gradevole. [poi non e' che questa presunta piacevole distorsione mascheri il fruscio... se c'e' fruscio, il fruscio si sentira'....] Non è la distorsione che maschera il fruscio. Ovviamente le onde sonore che escono dalle casse dello stereo contengono anche il fruscio, ma questo segnale sollecita il cervello in maniera tale da far prevalere il contenuto musicale sul rumore. In questo senso il segnale è "musicale". [il resto.. e' gusto... io, per esempio, ho sentito il cd come un progresso da subito...] Come si dice, chi si accontenta gode! Ricordo bene l'avvento del CD, la gran eccitazione, l'acquisto del primo player (un Sony) e dei primi CD (Born in the USA di Springsteen e Brothers in Arms, Dire Straits) e la delusione quando, superato il primo momento di entusiasmo ed iniziato il confronto fra quello che usciva dal giradischi e quello che usciva dal CD player, mi resi conto che il CD non era proprio tutta questa gran cosa. Anni più tardi, con l'acquisto del primo player della Linn iniziai a sentire un deciso miglioramento della tecnologia. Di pari passo iniziò a svilupparsi il mercato delle mitiche "digital remastered reissues" che altro non erano che correzione delle porcherie uscite in precedenza. Gli ottoni nel jazz iniziavano a sentirsi come si deve. Gli strumenti acustici iniziavano ad avere profondità. Saltavano fuori nuovi particolari. Bello, se non che gli ottoni suonanvano meravigliosamente bene, come gli strumenti acusticie ecc. anche 10 anni prima su vinile! C
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Re: Musicalità
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 18:4
==Non è la distorsione che maschera il fruscio. Ovviamente le onde sonore che escono dalle casse dello stereo contengono anche il fruscio, ma questo segnale sollecita il cervello in maniera tale da far prevalere il contenuto musicale sul rumore.==== beh.. si chiama mascheramento... Ma non e' detto che il fruscio non sia tale da stare comunque in eccessiva evidenza e dare fastidio.. non e' che siccome siamo in analogico, il fruscio viene amalgamato e abbellito dal sistema ... ==Come si dice, chi si accontenta gode! == forse e' piu' corretto "i gusti sono gusti.." :-)
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digitale si digitale no
di Plettratore_Mannaro - user #16218 dal 26/09/2008 | 23/02/2010 @ 15:2
Secondo me il motivo principale che attira noi musicisti, chitarristi in special modo, verso le cose analogiche in digitale è che ogni volta che accendi un ampli a valvole e ci suoni qualche note hai sempre qualche sorpresa, qualche sfumatura sonora che il giorno prima magari non avevi sentito e che il giorno dopo gia non sentirai più. Invece quando fai la stessa cosa su un ampli a transistor sai già cosa ne verrà fuori e difficilemente il suono ti sorprenderà.. Con questo volevo dire che il bello dell'analogico sta proprio nel fatto che la catena sonora è spuria, il segnale nel suo lungo percorso viene influenzato dalle forze della natura, insomma accadono tutte quegli effetti magici noti con nomi quali capacità parassite, distorsioni di varia natura, effetti di non linearità evidenti causati da componenti di 40 anni fa e chi ne ha più ne metta, che degradono il segnale da un punto di vista elettrico e non vengono corrette più di tanto nel corso della catena. Dall'altra faccia della medaglia però, quella dell'orecchio, questi effetti rendono il suono interessante e qui sta la grande differenza. Un segnale non "approssimato" digitalmente spesso risulta più interessante all'orecchio di un musicista proprio perchè meno scontato e presenta componenti sonore aggiuntive rispetto ad un segnale musicale proveniente da una sorgente creata per la maggior parte digitalmente, le famose "armoniche" di cui si parla tanto non sono altro che cose aggiuntive al nostro suono che lo rendono interessante o meno, detto in soldoni, praticamente rappresentano l'informazione che il nostro orecchio riceve quando sente un suono di chitarra per esempio, e come quando si ascolta una notizia al telegiornale, l'informazione può catturare l'attenzione o meno. C'è da dire che al giorno d'oggi che i moderni amplificatori per chitarra, vst che simulano ampli per chitarra, e tutto cio che simula suoni analogici con strumenti digitali, suonano in maniera molto convincente proprio perchè sono basati su costrutti matematici che modellizzano i comportamenti delle controparti analogiche, quindi siamo in una situazione dove sempre più il prodotto di un sistema digitale si andrà ad avvicinare a quello di un sistema analogico con lo scopo ultimo di ottenere lo stesso risultato però con mezzi diversi. Io spero che ciò si avveri in breve tempo ma mi ritengo gia molto soddisfatto delle attuali tecnologie. Ovviamente tutto ciò che ho detto si rifersice al mondo della musica suonata ed alla domanda fatidica è meglio l'analogico o il digitale rispondo che se è il digitale che vuole copiare l'analogico un motivo c'è, però poi quando la copia è quasi 1 ad 1 allora preferisco il digitale, parlando sempre in ambito chitarristico
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Re: digitale si digitale no
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 16:4
quoto quasi integralmente, quello che serve è l'eufonia ... indipendentemente da come la si trova
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Si però l'orologio
di TheRocker91 - user #19520 dal 02/06/2009 | 23/02/2010 @ 15:2
Si però l'orologio analogico tradizionale deve avere la lancetta dei secondi che non si ferma mai, ma che compone a velocità costante la circonferenza . Sennò sarebbe digitale anch'esso !! :)
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Indeterminazione
di 220368 - user #16976 dal 28/11/2008 | 23/02/2010 @ 15:4
Per il principio di indeterminazione, analogico e digitale, come quanti e onde, sono due modi della stessa realtà. Nella realtà non esiste il cerchio perfetto! Importante è liberare la mente dai preconcetti e giudicare "ad orecchio", secondo me. Un saluto a Paolo "gwynnett", sempre proteso nella ricerca... eppure potrebbe produrre su larga scala amplificatori di qualità eccelsa, vista la competenza! Quando? :-) Giancarlo.
Rispondi
My two cents...
di strato78 - user #17091 dal 07/12/2008 | 23/02/2010 @ 15:5
...secondo me il futuro, nel campo dell'amplificazione per chitarra, é: preamplificatori a stato solido in digitale+effettistica secondo esigeneze+finale valvolare (dunqeu analogico) con speaker a risposta il più possibile flat. Mi sbaglierò? Può darsi...
Rispondi
Re: My two cents...
di Kata_ts - user #2290 dal 13/08/2003 | 23/02/2010 @ 16:5
e come lo 'saturo' poi in ingresso il pre !!??! senza che l'ampli emetta "stridulii" ?!?! Niente più booster, overdrive !?!?? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa E dovrei rinunciare ad imballare il finale ?!?!? Le mie EL84 alavorare in 'flat' nun cìè le vedo mica Naaaaaaaaaaa 2 SaluToneS
Rispondi
Re: My two cents...
di strato78 - user #17091 dal 07/12/2008 | 23/02/2010 @ 19:2
No Antonello, niente affatto... anche per allora si potrà suonare nel modo a noi più caro, ci mancherebbe.. non parlo di avvicendamento, ma di affiancamento. Io per primo sono un amante di un certo modo di suonare (monocanale, pedalini e chiattarrona per intenderci..) ma devo riconoscere che la tecnologia fa passi da gigante e che questa è da accogliere con interesse e curiosità piuttosto che con pregiudizio. Il mio discorso è rivolto a chi cerca una flessibilità estrema che poco del mondo analogico consente: l'analogico richiede spesso scelte drastiche e precise, il digitale è una larga frontiera ancora da esplorare a fondo. Forse in futuro i modelli fisici si guadagneranno pezzi di mercato enormi, ma sicuramente non sarà questo ad impedirci di suonare in nostri amati ampli di vecchia concezione o le nostre chitarre forse non proprio perfette ma con un certo carattere oltre al fascino.
Rispondi
Re: My two cents...
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 17:0
secondo me ci saranno molti futuri, molti morti e rinascite (il vinile insegna) e molte cose nuove, fino a qualche tempo fa il palettone anni 70 delle Fender era sintomo di scarsa qualità, oggi è vintage ...
Rispondi
Re: My two cents...
di strato78 - user #17091 dal 07/12/2008 | 23/02/2010 @ 19:2
Concordo in pieno. La giusta strada non è precludere prossibilità all'una o all'altra frontiera, ma vedere cosa ci offrono e poi scegliere secondo necessità e gusti.
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ANO LOGICO????
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 23/02/2010 @ 16:2
(vedi titolo)
Rispondi
Riflessione personale
di vxcrig - user #2505 dal 21/09/2003 | 23/02/2010 @ 16:4
Scusate in anticipo se posto cose già scritte: sono al lavoro e non ho avuto modo di leggere tutto. Nell'articolo si parla di analogico come qualcosa di continuo e caratterizzato da un infinità di stati, mentre il digitale è un insieme finito di informazioni. Vero, nulla da dire. L'analogico dell'articolo è "l'originale", mentre il digitale va considerato solamente come la sua imitazione. L'analogico di cui si parla mi sembra anche, però, il fenomeno fisico reale: una chitarra che suona, un rutto dopo pranzo. Paragonarlo alla sua imitazione, alla sua copia digitale ha senso SE, e sottolineo SE, si prende in considerazione ANCHE un sistema analogico che cattura il medesimo fenomeno reale. Sento sempre dire cose del tipo: "L'analogico è sempre superiore al digitale, è più caldo, è più reale etc etc..." Io dico che sono i sistemi per "catturare" il fenomeno reale che andrebbero confrontati. Quello che ci assomiglia di più vince. Confrontare CD e vinile non ha tutto sto senso che gli diamo, secondo me, perchè nessuno sa come era il suono vero in sala di incisione. Di sicuro possiamo scegliere quello che ci piace maggiormente.
Rispondi
Re: Riflessione personale
di Emiliano Girolami - user #13 dal 11/02/2002 | 23/02/2010 @ 17:0
yes!! entrambi sono rappresentazioni o, quantomeno, nascono come tali, poi si sono sviluppate (si stanno sviluppando) come cosa in se, la distorsione è stata riconosciuta (e lo è in quanto allontanamento dalla rappresentazione)come difetto fino al riff di I can't get no satisfaction poi è diventata una cosa di per se
Rispondi
Che casotto...
di riot75 - user #14040 dal 29/01/2008 | 23/02/2010 @ 17:4
Mi sembra che quando si parla di alcuni argomenti si apra un vaso di pandora... Tanto per chiarire: una amplificatore a transistor è analogico tanto quanto un valvolare, e se proprio vogliamo vedere anche i finali classe D sono analogici, e se proprio vogliamo chiamarli digitali perchè lavorano con onde quadre allora anche un moog è digitale... secondo me paradossalmente associare sinusoide-analogico e onda quadra-digitale permette di spiegare facilmente molte cose ma allo stesso modo confonde molto le idee.
Rispondi
Emozioni
di Cukoo - user #17731 dal 26/01/2009 | 23/02/2010 @ 18:4
L'aspetto emozionale è importante, ed è questo il motivo per cui ci scaldiamo. Se è bello sentire l'amore di gwynnett per le cose che progetta e costruisce, altrettanto bella ed emozionante è la storia delle comunicazioni digitali e della teoria dei segnali. Tutti i nostri discorsi su digitale e analogico nascono da qui, più o meno all'epoca delle prime chitarre elettriche. Qualcuno ha nominato Shannon, grande padre delle comunicazioni. Non può mancare sul desktop "A Mathematical Theory of Communication", scritto nel 1948 e decisamente 'emozionante'.
Rispondi
Nuova integrazione
di gwynnett - user #9523 dal 28/01/2006 | 23/02/2010 @ 19:3
Sono passate dodici ore dalla pubblicazione dell'articolo e da dodici ore vi state sfidando a singolar tenzone con affermazioni, a mio parere, del tutto vere e coerenti che qualificano in qualche modo il livello dei frequentatori del sito. La baruffa scaturisce dalla pesatura di piccoli particolari, da sfumature leggere ed impalpabili che potrebbero essere considerate quasi "licenze poetiche" e che comunque non alterano il risultato. Tutti abbiamo piena consapevolezza degli aspetti e dei risvolti delle due tipologie, qualcuno perora l'empirismo, qualcun altro, più categoricamente opera nette distinzioni ma noto con piacere che lo spirito della discussione rimane coerente. Se qualcuno dice qualcosa in più evidentemente ne ha facoltà perchè magari lavora con i suoni tipo l'amico Yaso ma non mi sembra un dibattimento con nette contrapposizioni ideologiche nè un combattimento sleale senza esclusione di colpi e sono veramente contento che sia così. Quello che invece mi rattrista un poco è il fatto che la mia prima "integrazione" sia stata completamente ignorata come quando alla fine del film corrono i titoli di coda che solo qualcuno osserva distrattamente. La chiave è in quel trafiletto ed in quella piccola esperienza che ho vissuto per caso, pensate, per un fusibile. Gli strumentisti siete voi ed essendo più di qualcuno molto giovane e la maggior parte un po' più grandi vi si prospettano molti anni di musica durante i quali dovrete combattere un nemico forte e determinato che cercherà con ogni mezzo di condurvi sul sentiero da lui tracciato magari codificando come "di tendenza" una scelta affatto ottimale. Se l'analogico ha le sue valenze le stesse possiamo trovarle nel digitale, si tratta solo di stornare quello che è inutile e di considerare la possibilità di una tranquilla e costruttiva sinbiosi.
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Re: Nuova integrazione
di elgaldil - user #22921 dal 09/02/2010 | 24/02/2010 @ 08:2
Amen :-) Non trovo più nulla da aggiungere...
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Tutto è relativo ???
di BananOne - utente non più registrato | 23/02/2010 @ 19:5
Nel senso che se il digitale è un mondo finito (calcolabile...) mentre l'analogico no, vorrei sollevare una domanda riguardo la mia affermazione. L'orecchio umano è finito o infinito ?? ossia è possibile stabilire il limite fisico dell'orecchio ??? Se si... allora il digitale può rientrare benissimo nel "range" fisico dell'orecchio.. sbaglio a dire questo ?
Rispondi
Re: Tutto è relativo ???
di smilzo - user #428 dal 28/06/2002 | 24/02/2010 @ 10:3
*** allora il digitale può rientrare benissimo nel "range" fisico dell'orecchio.. sbaglio a dire questo ? *** Credo di no. Tieni conto che il range fisico dell'orecchio è soggettivo, quindi bisogna fissare un limite che non tenga conto della media...
Rispondi
...
di guitarsword - user #20669 dal 07/09/2009 | 05/12/2010 @ 02:3
ma aldilà di tutto..ma non vi pare che a quel prezzo (anzi, a meno se considero l'ottimo mercato dell'usato!) posso prendere un ottimo ampli valvolare e tutti i suoi effetti? se costasser 6-700€ potrei capire: comodità, qualità e tutto...ma in qsti casi può andar bene solo per una sala prove...
Rispondi
curiosità a/d
di nene85 - user #28501 dal 14/03/2011 | 14/03/2011 @ 18:1
Ciao.. Complimenti per l'interessante articolo.. Ho una domanda da farti? Come mai, se il segnale analogico conservando tutte le informazioni è superiore a quello digitale, un film guardato in DVD risulta avere una qualità superiore rispetto ad uno guardato in videocassetta?? Il problema riguarda per caso il supporto "videocassetta" che non riesce a memorizzare correttamente il segnale?? grazie
Rispondi
Re: curiosità a/d
di DemianBand - user #18111 dal 20/02/2009 | 16/11/2011 @ 17:5
Direi di si, era così anche per le audio cassette, ma se pensiamo alla qualità del vinile... rispetto al cd, fai la prova e vedrai che la differenza è imbarazzante, Ovviamente parlo di un vinile integro, una puntina funzionante, una giradischi che gira corettamente. Ovviamente il CD ha una serie di ovvi vantaggi che non sto ad elencare. Ma le sensazioni del vinile sono veramente sorprendenti, io ho un vinile degli IronMaiden.... mi sembra di sentire i piatti della batteria che suonano sopra la mensola!!!!
Rispondi
Re: curiosità a/d
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 16/11/2011 @ 18:3
trovo molto piu' fedele il CD... il vinile puo' avere un suono che qualcuno gradisce di piu', ma non lo trovo certamente piu' qualitativo rispetto al segnale originale che vi e' stato immesso
Rispondi
Re: curiosità a/d
di DemianBand - user #18111 dal 20/02/2009 | 16/11/2011 @ 18:3
Non concordo, se con il termine "fedele" si intende "fedele alla realtà" , oltre ad essere una questione fisica (nel vinile non vi è digitalizzazione, vi sono tutte le armoniche), per me è proprio una sensazione. Poi il concetto di bellezza e di pienezza del suono, è un altro paio di maniche, ma a mio parere è da imputare alle tecnologie odierne + che altro. non dimentichiamo che i vinili registri in analogico sono oramai prodotti "vecchi" che non hanno giovato delle moderne tecnologie di produzione!
Rispondi
Re: curiosità a/d
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 16/11/2011 @ 18:5
il CD e' indubbiamente piu' fedele perche' rileva molte piu' informazioni di quelle che rileva il disco di vinile e le ripresenta con minore distorsione (inteso, in generale, come aberrazione del segnale registrato) Nel vinile non ci sono tutte le armoniche.... nel senso che certamente i mezzi analogici riprendono la realta' in modo continuo e senza filtri che appositamente li tagliano in alto... pero', insomma, non prendiamoci in giro, questi vantaggi, molto teorici, sono uccisi da tutta la serie di magagne che tutti conosciamo.. Detta in un altro modo, se l'analogico si puo' forse dire che ha uno o due vantaggi rispetto al digitale, poi di pecche', in confronto, ne ha duecentomila... tutto cio', ovviamente, esula dal gusto... ognuno ha il diritto di piacersi quello che vuole... :-)
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Re: curiosità a/d
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 16/11/2011 @ 18:3
in realta' non e' vero che l'analogico conserva tutte le informazioni... anzi, fra distorsione, rumore, instabilita' della velocita' di lettura, stretching del nastro e altro del genere, in definitiva introduce moltissime piu' occasioni di "infedelta'" rispetto all'originale...
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mm
di guitarsword - user #20669 dal 07/09/2009 | 16/11/2011 @ 15:0
ci sono cose che il digitale puo' fare rendendo bene almeno quanto l'analogico (vedi effetti d'ambiente, equalizzatore, compressore e sustainer, harmonizer), e cose per cui non risulterebbe altro che una pallida e pessima imitazione (distorsioni e similari). integrare un ampli a valvole di cui usare tutto, pre e finale, e i suoi cnaali, e un sistema digitale per il resto, secondo me è l'ideale.
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Samplers
di Claes - user #29011 dal 13/04/2011 | 20/06/2014 @ 13:28:2
Il primo vero sampler è stato... a nastro. Un nastrino tipo cassetta per OGNI nota - queste erano registrate direttamente da "veri" strumenti con orchestra da Royal Philarmonic. I nastri si consumavono alla lunga, era menoso ma è il miglior sound da vera orchestra mai sentito. Dimensioni e peso da Hammond. Costoso... solo da studio, intrasportabile e fragile - il leggendario Fairlight. Ne avevamo uno nello studio della Mega e lo conosco.

Ma eccovi un rapporto sul digitale / MIDI e samplers a casa:

Ensoniq Mirage: 8-bit. Fantastico appunto per questa ragione. Un sound distorto veramente penetrante nel mix percui utile :) Emax: 12-bit, poca "presenza" ma con comandi da synthesizer tramite un menú incomprensibile...ma era molto popolare e vi sono molti hits in cui è stato usato. Akai S1000: 16-bit! Sound da creare prima di registarlo. Infiniti sono i hits in cui è stato usato. La versione keyboard è pesante! Tutta questa roba digitale è stata usata prevalentemente per batteria (cassa/rullante/drum loops) e meno per altro.

È possibile abbassare a 8-bit mentre si registrano le altre piste in WAV???

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