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Fender Supersonic Twin - Chitarre settembre 2011
di - user #17844 dal 02/02/2009 |

Quando si parla di suono Fender è istintivo pensare a un clean cristallino, pieno di carattere e con quegli alti e quei bassi che alcuni amano definire scoppiettanti. Basterebbe aggiungere una punta di riverbero e molti chitarristi non chiederebbero altro. Esistono però caratteristiche, definite negli anni e nei vari modelli, che differenziano sostanzialmente un inconfondibile pulito Fender da un altro altrettanto pulito e altrettanto… Fender.
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Dire che un Bassman in Tweed con i suoi bei quattro coni suona come un Twin Blackface non passerebbe per la testa a nessuno.
Stabilire quale sia il migliore tra le varie edizioni, sentimentalismi a parte, lascia il tempo che trova e preferire l'uno all'altro rimane una questione di gusti personali eppure, nonostante le innegabili differenze, resta impensabile l'ipotesi di classificare il suono di uno dei due come "più Fender" dell'altro.

Estetica, caratteristiche costruttive di altoparlanti e cabinet, progetti, materiali elettronici e quant'altro sono variati negli anni determinando differenze tra modelli ed edizioni che, nonostante vengano raggruppate tutte sotto il neologismo di amplificatori fenderosi, o fenderish, non mancano di mostrare caratteri distinti.

Da quando un famoso tecnico realizzò il primo amplificatore per basso elettrico che fece innamorare i chitarristi, il suo lavoro divenne d'ispirazione per la concorrenza e per i suoi stessi prodotti futuri, che negli anni si fecero conoscere sotto diverse vesti, scelte per gusto estetico o per necessità, ma sempre caratterizzati da differenze strutturali più o meno incisive che si sarebbero poi tradotte in variazioni comprese tra le minime sfumature sonore alla totale rivoluzione degli schemi elettrici.
Tra questi, nella turbolenta storia Fender, i più noti standard costruttivi sono senza dubbio quelli che rispondono al nome di Tweed, Blackface e Silverface.

Il più vecchio tra i tre, lo standard Tweed è caratterizzato da una copertura in tessuto, tweed appunto, per amplificatori e casse. Il Tweed è utilizzato tuttora per le custodie rigide Fender.
Questo primo design fu adottato nel 1948, con il Fender Champion 800. Tale amplificatore era caratterizzato da un pannello frontale invadente e smussato negli angoli interni noto come TV, di recente riutilizzato da Fender per la nuova reissue di amplificatori Bassman.
Il Champion possedeva inizialmente un altoparlante da otto pollici, poi ridotto a sei col modello Champion 600.
Gli amplificatori di questa era avevano accesso ai controlli dalla superficie superiore, il retro era solitamente semichiuso, con valvole protette ma visibili attraverso un oblò. Grazie al pannello posteriore rimovibile, era relativamente facile operarne la sostituzione o estrarre il circuito.
Oltre al design cosiddetto TV, è possibile trovare anche amplificatori con le due fasce laterali più sottili rispetto alla superiore e la inferiore (detti wide panel) e altri modelli con sottili bordi in tweed a favore di più ampi teli per gli altoparlanti (detti narrow panel).

Sebbene, insieme ai Tweed, i più noti amplificatori Fender oggi siano i Blackface e i Silverface, il periodo Brownface rappresentò un'importante parentesi per l'azienda, grazie all'introduzione di molte di quelle che sarebbero poi diventate caratteristiche fisse in futuro.
Primo fra tutti, l'inizio del periodo Brownface segna l'introduzione della copertura in vinile, meglio nota come tolex.
Brown come marrone e Face come faccia, questi amplificatori possedevano controlli frontali su un pannello metallico marrone. Apparvero sul mercato nel 1959 e durarono fino al 1963, giusto in tempo per diventare i primi amplificatori Fender dotati di riverbero integrato di serie, con il Vibroverb.
Un'importante svolta costruttiva avvenuta nel periodo Brownface è il passaggio dalla sezione rettificatrice valvolare a quella a stato solido.

Non è difficile incappare in amplificatori di questo periodo con lievi differenze nelle tonalità del tolex o delle griglie per gli altoparlanti, in quanto sembra che Leo Fender non si facesse molti problemi, all'epoca, nell'utilizzare qualunque tipo di materiale si trovasse in magazzino. Sembra, inoltre, che questo trattamento fosse riservato anche ai componenti elettronici usati per i primi esemplari, infatti è possibile riscontrare alcune differenze circuitali anche tra due amplificatori della stessa serie.

Fu nel periodo Brownface che si affacciò sul mercato il Concert, con quattro coni da dieci pollici ereditati dal Bassman Tweed, e gli altoparlanti Jensen divennero quasi uno standard per la casa.
L'essenzialità dei controlli caratteristica dei primi modelli Tweed era ormai lontana, e circuiti più complessi accompagnavano doppi canali per effetti tremolo (erroneamente chiamati Vibrato) insieme a equalizzazioni non più a due bande, come nei primi modelli, ma sempre più spesso divise in alti, medi e bassi, invertendo tra l'altro l'ordine delle manopole, a specchio rispetto al passato.

Quando Fender accantonò le finiture marroni e color crema realizzando nuovi amplificatori in tolex nero, con pannello nero e griglia argentata, si entrò in quella che oggi chiamiamo epoca Blackface.
Prodotti tra il 1964 e il 1967, i Fender dalla facciata nera sono diretti successori dei Brownface e testimoni diretti del passaggio dell'azienda a CBS.
A dispetto della loro diffusione e ricercatezza, in realtà nessuna modifica, o quasi, fu fatta ai modelli preesistenti, eccezion fatta per le caratteristiche estetiche.
I Blackface sarebbero poi tornati per un breve periodo all'inizio degli anni '80 per una nuova serie curata da Paul Rivera e nuovamente in tempi recenti per caratterizzare, esteticamente, buona parte dell'attuale produzione.

Una riprogettazione parziale dei Twin Reverb e Super Reverb segnò, nel 1967, l'ingresso dei Silverface. Tolex e manopole nere come i precedenti, i nuovi amplificatori erano caratterizzati da un lucido pannello dei controlli frontale in alluminio.
Sebbene i nuovi amplificatori adottassero tutti il nuovo design, non sempre al loro interno prevedevano le modifiche funzionali introdotte, risultando essere del tutto simili a dei Blackface. Tale periodo di transizione durò fino al 1969, e diversi amplificatori dell'epoca continuavano a riportare schede e sigle proprie delle serie precedenti a causa delle rimanenze di magazzino usate fino all'esaurimento.
Manipolando i progetti lasciati da Fender Electric Instruments, gli ingegneri della nuova Fender Musical Instruments sperimentarono soluzioni in alcuni casi molto lontane dagli standard dell'epoca, risultando in prodotti non sempre apprezzati che fecero, di contro, salire le quotazioni dei vecchi Blackface, considerati l'ultimo prodotto di Leo Fender prima dell'acquisizione da parte di CBS.
Apparirono volumi separati per pre e master, i vecchi coni (per lo più Jensen) cedettero il passo a degli Eminence e fu introdotta, in alcuni modelli, la funzione boost mediante push pull sulla manopola del volume. Il potenziometro per la regolazione del bias presente sui Blackface fu sostituito da uno per il bilanciamento della tensione, permettendo di utilizzare valvole non accoppiate secondo necessità ma non di regolare al meglio i valori per i componenti innestati.

Come per le chitarre elettriche con il famigerato palettone, sono stati i Silverface a caratterizzare il sound degli anni '70 in casa Fender, portando la produzione avanti fino al 1981.

Ripercorrendo questa storia si nota un buco, l'anello mancante dello stile Supersonic.

Quella caratterizzata da tolex chiaro con manopole cilindriche color crema e pannello marrone è in effetti un'ulteriore fase della produzione Fender detta Blonde.
Raramente discussa ma fondamentale per il passaggio dai vecchi Tweed a comandi dall'alto all'attuale look con pannello inclinato sul davanti, l'epoca dei Fender Blonde si accavallò al periodo Brownface, subentrando nel 1960 e sparendo solo quattro anni dopo, nel 1964.
In quel lasso di tempo pressoché tutta la produzione Fender passò la sua fase Blonde. Le testate Tremolux e Bassman, il combo Twin, furono tutti riprogettati per aderire alla nuova veste.
Fu sotto la stella del Blonde che arrivò lo Showman, disegnato insieme a Dick Dale, corredato di effetto tremolo e completato dagli acclamati altoparlanti JBL.

L'intreccio di stili, progetti e contesti storici non aiuta di certo a semplificare le definizioni, soprattutto dal momento che gli stessi modelli sono passati sotto più faces e a seguito di modifiche più e meno pesanti, a volte stravolgenti e a volte letteralmente nulle. Peggio ancora quando, come nel caso del Supersonic Twin, delle produzioni totalmente nuove decidono di riprendere stili caratteristici di determinate epoche.
Conoscere il passato, in casi come questi, aiuta poco a giudicare ciò che il mercato del nuovo offre. Come spesso vanno a finire queste cose, l'unica soluzione resta imbracciare una chitarra e assaggiare ciò che di fresco c'è in giro.
Nel filmato che segue il test effettuato da Alex Massari nelle sale della Sonus Factory a Roma.

amplificatori - fender - supersonic - twin

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bellissimo e quasi tutti suoni ottimi,ma io ...
di nanniatzeni - user #24809 dal 28/06/2010 | 02/09/2011 @ 22:1
bellissimo e quasi tutti suoni ottimi,ma io l'avrei chiamato Fender Creme Caramel :-)
Rispondi
Supersonic
di Pode - user #23233 dal 01/03/2010 | 03/09/2011 @ 04:0
In quanti a disponibilità di suoni offerti sembra decisamente completo. Magari più in la mi aspetto una prova pratica un po' più completa, come in genere è costume di Alex. Ma piuttosto, come mai questo cambio di chitarra? Non sembra affatto male, di che si tratta? Comunque bravi tutti come al solito.
Rispondi
Re: Supersonic
di RozzoAristocratico - user #17844 dal 02/02/2009 | 08/09/2011 @ 16:1
La chitarra è una Tyler. Si dice che siano tanto belle da suonare quanto brutta è la loro paletta :D vai al ink
Rispondi
Re: Supersonic
di esseneto - user #12492 dal 23/04/2007 | 14/09/2011 @ 14:4
Aggiungo che anche il taglio del battipena e il colore del body in quanto a bruttezza non ci scherzano.......
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Re: Supersonic
di Gianlorenzi - user #19371 dal 19/05/2009 | 15/09/2011 @ 22:2
voi due avete finito di maltrattare la mia chitarra???? :-))))
Rispondi
bell'ampli
di xstrings - user #23053 dal 16/02/2010 | 13/09/2011 @ 10:1
Provai questo ampli nella versione Black un paio di anni fa con una Fender Road Worn '60 ed un MXR Dyna Comp, il suono era a dir poco spettacolare!
Rispondi
soltanto una parola...STU-PE-NDO!!!
di FranxAJ - user #18541 dal 23/03/2009 | 13/09/2011 @ 11:1
soltanto una parola...STU-PE-NDO!!!
Rispondi
Un buon prodotto
di Tyler Durden - user #10062 dal 09/04/2006 | 13/09/2011 @ 12:0
Molto bello, a mio modesto avviso! Un prodotto riuscito che secondo me si rivolge a un pubblico ampio. Molti suoni (ma non TROPPI...) tutti fruibili, direi. Le distorsioni sono "gustose" e secondo me molto utilizzabili in parecchie situazioni. Inutile ricordare una volta di più che suona bene SOPRATTUTTO nelle mani di Alex. Domanda d'obbligo, mi spiace farla ma di 'sti tempi non si può fare a meno: quanto costa? SaluTONES!!!
Rispondi
Re: Un buon prodotto
di FranxAJ - user #18541 dal 23/03/2009 | 13/09/2011 @ 12:2
dovrebbe stare sulle 1600 cucuzze...
Rispondi
Nei crunch tipo quando fa Srv è troppo ...
di antarex83 - user #16065 dal 11/09/2008 | 13/09/2011 @ 12:5
Nei crunch tipo quando fa Srv è troppo impastato il suono ,il distorto mieloso e cremoso non risulta particolarmente potente e incisivo ,mi ha entusiasmato soltanto nei puliti.
Rispondi
Re: Nei crunch tipo quando fa Srv è troppo ...
di siggy - user #287 dal 27/05/2002 | 13/09/2011 @ 16:1
Srv metteva delle 5751 nel pre per contenere la distorsione e lasciare il suono più pulito. Nella mia esperienza negl iampli aiuta per togliere un pò di "impastamento" e permettere di tirar su il volume.
Rispondi
Ma se..
di Ford78 - user #17514 dal 10/01/2009 | 13/09/2011 @ 13:3
.. ad un supersonic combo da 22 o 60 watt con un cono attacco un cabinet 1x12 non è come avere il Twin, con meno watt, ma stessa circuitazione?
Rispondi
Stranamente, parlando di un ampli, quasi mai ...
di JustinTime - user #5365 dal 05/09/2004 | 13/09/2011 @ 15:0
Stranamente, parlando di un ampli, quasi mai viene specificato un fattore per me di importanza tutt' altro che secondaria: quanto pesa ?
Rispondi
Re: Stranamente, parlando di un ampli, quasi mai ...
di nanniatzeni - user #24809 dal 28/06/2010 | 13/09/2011 @ 16:4
Da portare sempre in due,su Chitarre mi pare di aver letto che siamo intorno ai 40Kg
Rispondi
Confermo...
di alma - user #19814 dal 26/06/2009 | 14/09/2011 @ 00:1
...il Supersonic potrebbe mettere a dura prova anche due braccia molto allenate, ma è forse l'unico contro di quest'ampli, uno dei più interessanti che mi è capitato di provare ultimamente...il "peso del suono". Alex Massari
Rispondi
ok, l'ho sentito dal portatile... ma...
di 650s - user #2280 dal 12/08/2003 | 14/09/2011 @ 01:3
Ciao Alex, mi riservo di riascoltarlo a casa su un paio di casse decenti, ma: Le tue manine sono d'oro e Mamma Fender è Mamma Fender (puliti Fender & Single Coil, ed in più l'ottima la possibilità di avere "twin" e "bassman", poi si può volere solo un Lucano dalla vita...) ma il secondo canale non mi convince. Impastato, zanzaroso: sono le mie cassettine, youtube o le mie orecchie? Ciao
Rispondi
Re: ok, l'ho sentito dal portatile... ma...
di Ford78 - user #17514 dal 10/01/2009 | 14/09/2011 @ 08:3
personalmente ho avuto modo di provare la testata supersonic e a mio parere il secondo canale sprigiona una saturazione, alias distorsione, passatemi il termine, "Elegante"... diversa ovviamente da quella della Mesa Stiletto che ho suonato per un anno, più corposa e di impatto.... la Supersonic è più raffinata? Per me si ma è questione di gusti poi, certo il tipo di distorsione che emette è calzante per alcuni generi e meno convincente per altri... l'importante è capire se può andare bene per ciò che suoniamo...
Rispondi
Re: Confermo...
di slotus69 - user #16448 dal 14/10/2008 | 15/09/2011 @ 15:1
Ciao scusa la beatissima ignoranza, mi sono innamorato di quest'ampli e questo we vorrei andare a ordinarlo (nella livrea nera però), ma causa qualche problemino alla schiena vorrei evitare i troppi kg del combo... Secondo te il testata e cassa suona proprio uguale uguale? almeno posso spezzare il peso e non la schiena... Grazie.
Rispondi
Ottimi i puliti,ottimo Alex
di sidale - user #29948 dal 02/07/2011 | 14/09/2011 @ 06:1
Ottimi i puliti,ottimo Alex
Rispondi
I distorti...
di alma - user #19814 dal 26/06/2009 | 14/09/2011 @ 11:4
...sono invece quelli che in realtà mi hanno colpito di più, visto che di solito rispecchiano il tallone d'Achille di mamma Fender (ho avuto diversi Twin) è probabile che le "cassettine" di 650s non bastino, ma fammi sapere cosa ne pensi quando lo risenti a casa...sono curioso.
Rispondi
Re: I distorti...
di esseneto - user #12492 dal 23/04/2007 | 14/09/2011 @ 14:5
Ottimo il canale distorto,bello pompato e con gran sustain i celestion V30 secondo me danno un contributo determinante su questo tipo di timbrica, ciao
Rispondi
Re: I distorti...
di 650s - user #2280 dal 12/08/2003 | 15/09/2011 @ 00:2
Ciao Alex, poi ti passo sullo stereo, ma nel frattempo ti ascolto in cuffia (beyerdinamic 770, se non ricordo male): che dire, i distorti sono migliorati... ma ancora non mi convincono; anzi: ora sono i puliti che non mi convincono più! Ah, ah, ah! Sai che c'è? appena posso me lo vado a provare dal vivo, magari accanto ad una JTM 45, giusto per chiarirmi le idee. Non vedo altra via. Ciao
Rispondi
Re: I distorti...
di Jimmy_ver20 - user #23549 dal 21/03/2010 | 15/09/2011 @ 22:0
è la stessa cosa che è saltata all'orecchio anche a me, i distorti!! Ho detto: ammazza che roba!! stavolta hanno fatto sul serio!! Il "pulito" del bassman invece "slabbra" troppo sui bassi, ma questo si sapeva già..
Rispondi
Evoluzione della specie....
di freddytube - user #26743 dal 25/11/2010 | 15/09/2011 @ 08:5
Bravo Alex, ma non ci hai fatto sentire alcune differenze dei suoni in base ad i nuovi controlli introdotti su questo modello : il notch ed il dumping (posteriore), che caratterizzano l'enorme versatilità dell'ampli, sono cmq presenti in rete, altre demo di questo modello......L'unica pecca secondo me è il peso, la tecnologia odierna avrebbe permesso di ridurre il peso complessivo di una decina di kili, a tutto vantaggio della schiena di chi lo porta in giro ! A mio parere si tratta del primo Fender con un canale distorto davvero degno e finalmente non più "zanzaroso" come i suoi predecessori, consiglio cmq una prova diretta col proprio "legno" per saggiarne le caratteristiche. Buon Suono a tutti, ciao Freddy
Rispondi
Video e spiegazioni
di CupidoNet - user #1625 dal 05/04/2003 | 15/09/2011 @ 10:5
Bravissimo Alex, pero' ti faccio una piccola critica. Mi sono letto tutto l'articolo di Chitarre quando e' uscito il giornale (che ho trovato bello e completo), poi mi sono letto il papiro che avete scritto qui sulla storia degli ampli Fender, necessario per capire il perche' di mettere quelle scelte soniche nell'ampli, e poi apro il video sperando di trovare solo suoni di chitarra, e tu mi rispieghi di nuovo il tutto per un minuto? Oh, in realta' dopo 1:08 quando hai cominciato a suonare mi sono dimenticato di tutto. Belli i suoni, puliti e distorti (ascoltati con delle cuffie serie attaccate ad un mixer Mackie 1202 VLZ attaccato al computer), peccato per il peso immane, ma i suoni :-)))) A dire il vero, tutti gli ampli che adoro per il suono pulito suonano tutti 33/34 Kg (Twin Reverb, Vox AC30, anche il Roland Jazz Chorus 120), quindi in realta' il vero costo di un ampli dal suono realmente buono e' il suo peso in Kg, non in migliaia di euro. Salutoni, C.Net
Rispondi
Si allontana da molti dei canoni Fender ...
di strato78 - user #17091 dal 07/12/2008 | 16/09/2011 @ 12:3
Si allontana da molti dei canoni Fender classici reinterpretandoli secondo esigenze di flessibilità del pubblico attuale. Si sente la spinta sui medi, resa evidente dall'uso di speaker ben lontani dai classici Jensen (dovrebbero essere dei V30) con tutti i vantaggi che comporta specilmnte nella sezione lead di questo ampli, rendendo i distorti molto convincenti, rinunciando però a caratteristiche di clean più realisticamente vicine a Twin e Bassman (già tra loro diametralmente diversi per elettronica e scelta degli speakers) anche se nel complesso rendono in qualche modo il "senso" (nel passaggio da simil twin a simil bassman si avverte quello che ci si aspetterebbe, cioè un incremento della gamma media ed un suono complessivamente più croccante) e, se la filosofia costruttiva del pre è vicina al supersonic 22, si dovrebbero avvertire anche differenze nel digerire i pedali, rendendo il modo twin più tagliente nonostante il tipo di speaker in uso tenda ad ammorbidire queste caratteristiche che invece un jensen avrebbe reso ancora più percepibili. Una cosa che apprezzo particolarmente, in questo segmento di ampli prodotti oggi dalla Fender, è la rinuncia ai semiconduttori sul percorso del segnale, affidando il peso del suono finale esclusivamente alle valvole, limitando l'uso in tal senso dei semiconduttori, ritornando alle valvole dagli amplificatori operazionali anche per il circuito di reverbero. Nel complesso mi sembra un ampli valvolare solido e realistico che, per le soluzioni circuitali adottate rinunciando a vie più semplici (ma meno valide IMHO) percorse in precedenza, mi sembra onesto anche nel prezzo.
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non mi convince
di sigma73 - user #6523 dal 13/01/2005 | 27/09/2011 @ 20:2
Non mi sembra molto fender come suono non è nè carne pesce, quanto costa?
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Per me lo ritengo valido.
di dariorepen - user #15510 dal 17/07/2008 | 16/09/2013 @ 11:59:21
In attesa di poter provare personalmente questa nuova versione del Supersonic, considero comunque valido quanto udito dai sample qui presenti.
Ritengo che sui vecchi Fender ci sia da sfatare un luogo comune e che forse i chitarristi più giovani ritengono indicativo della tipicità del sound di casa Fender, quindi veritiero: I vecchi Fender pur disponendo di un particolare bel suono Clean per i quali sono diventati famosi, quando mandati in saturazione emanavano un crunch piuttosto aggressivo, indipendentemente dal fatto se erano Tweed, Broownface, Blackface ecc.; pertanto io che essendo più avanzato di età rispetto ad altri e avendone usati o ascoltati alcuni già nella prima metà degli anni 60, intendo informare i più giovani di questa realtà storica dei ampli Fender.
Questo modello mi sembra cerchi di esprimere questo concetto timbrico meno conosciuto per poi sconfinare in crunch più liquidi ed intensi, tipici dell'era attuale, comunque la parte Vintage a quanto parte, la fa bene.

saluti Dario
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