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Angelina Romano, piccolo angelo fucilato il 3 gennaio 1862 a 9 anni perchè ritenuta una brigantessa.
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06 gennaio 2012 @ 10:21 (Modificato)

Sono passati 150 anni da quel triste 3 gennaio del 1862, giorno in cui fu fucilata la piccola Angelina Romano, età anagrafica "anni 9", colpevole del solo fatto di aver assistitito alla fucilazione di 6 tra contadini e Parroco del paese, Don Benedetto Palermo di 43 anni, gli altri furono Mariano Crociata di 30 anni, Marco Randisi di 45, Anna Catalano di 50, Antonio Corona di 70 e Angelo Calamia di 70, tutti sorpresi dai Bersaglieri in contrada Falconiera, nei pressi di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, ove si eano rifugiati per paura. I miltari furono inviati da Palermo, con a capo il Generale Quintini e l'appoggio di due navi da guerra, l'indomani della sommossa popolare contro la Legge Marziale e la Dichiarazione dello Stato d'Assedio, proclamata il 30 giugno 1861, dall'inviato dal Governo Sabuado Piemontese, Generale Covone, che introduceva anche la Leva Obbligatoria, sconosciuta sotto il Regno Borbonico ( 7 anni). Il 2 gennaio 1862, 450 giovani siciliani assaltarono la sede del Commissariato di Leva , allora era Commissario Bartolomeo Asaro, e dentro trovarono anche il Comandante della Guardia Nazionale, Francesco Borroso. All'arrivo del battaglione di Bersaglieri, inviato dal capoluogo Palermo, i giovani si dileguarono tutti nelle campagne e sulle pendici dei monti circostanti, ma i militari trovarono rifugiati in un casolare di Falconiera, i sopracitati 6, che in virtù dei poteri dovuti ala proclamazione dello Stato di Assedio, furono tutti passati per le armi, prete compreso. Però alla fine dell'esecuzione furono sentiti i pianti di una bimba che aveva assistito alla fucilazione e che fu messa subito al muro, ancora con la faccina bagnata dal pianto e "giustiziata"; nell'archivio militare si legge " Castellammare del Golfo, 3 gennaio 1862, Romano Angelina di anni 9, fucilata, accusata di Brigantaggio". Questo breve post vuole essere un omaggio ad una bambina innocente e rimarcare un atto feroce ed inutile, compreso l'ascolto di alcuni brani dedicati al periodo tramandato, ma fino ad ora in maniera distorta, del "Brigantaggio al Sud", ed anche il ricordo della giovane Michelina di Cesare, massacrata in quegli anni, ed anche alla Questione Meridoniale:

Una commemorazione della piccola Angelina Romano fatta da una poetessa del posto, Lina La Mattina, da prendere però "cum grano salis", ma piena d'emozione:

Potete andare anche su questo indirizzo: http://www.verymuch.it/pensierolibero/131-la-piccola-angelina-romano-martire-dellunita-ditalia

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Commenti
è il risultato di un'unità voluta con la ...
di LadyOwl - user #30921 dal 14/09/2011 | 06/01/2012 @ 11:0
è il risultato di un'unità voluta con la forza e contro ogni volontà da parte dei diretti interessati, cioè noi Terroni! Purtroppo i libri di storia sono un ammasso di mezze verità (nel migliore dei casi!) I Borboni sono sempre stati ben voluti durante il loro regno, il "suffragio universale" che ha decretato l'unità d'Italia è una bufala, l'incontro tra Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II (che avvenne a Caianello e non a Teano, ma Teano è più poetico, fa più figo!) fu solo una scelta di comodo. I briganti non erano furfanti, ma donne e uomini fedeli al vecchio re, che avrebbero difeso il proprio regno fino alla morte... e così è stato!
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Re: è il risultato di un'unità voluta con la ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 11:4
L'incontro avvenne in Località Taverna della Catena, vi è il monumento fuori la Stazione di Vairano Caianello, io poi sono nipote di un nonno materno nativo di Teano, e ci somiglio pure. Poi quando ero Caposettore delle Ferrovie dello Stato, ero curatore tecnico del Museo Ferroviario di Pietrarsa, edificio voluto da Ferdinando II di Borbone ed il mio AVATAR è la sua seconda locomotiva che curavo personalmente, la Bayard, ciao da Franco50.
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Sull'argomento sono abbastanza introdotto ...
di davidederosa64 - user #20297 dal 07/08/2009 | 06/01/2012 @ 11:3
Sull'argomento sono abbastanza introdotto diciamo così. Una quindicina di anni fa partecipai alla stesura e alla realizzazione di una spettacolo fatto di musica,recitazione e immagini su questo argomento. Mi ricordo che facemmo una ricerca alla Biblioteca nazionale a Palazzo Reale e recuperammo delle foto d'epoca molto macabre. Su Michelina Di Cesare infatti sapevo. Su questa giovane vittima no. Io penso che l'unificazione di questo Paese debba ancora venire. Potremmo essere uniti quando ognuno inizierà ad ammettere le proprie colpe e darà una svolta alla sua Storia.Ma affinchè ognuno rimbalzerà le responsabilità alla parte opposta,come per esempio per la Guerra Civile nel 45,e allora saremo sempre un Paese spaccato a metà.
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Re: Sull'argomento sono abbastanza introdotto ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 14:2
Io invece analizzo tutto il fenomeno nella totalità del territorio del Regno delle due Sicile, che comprendeva anche parte del Lazio, oltre l'Abruzzo e Molise,( il deputato Pica, quello della legge, era un abbruzzese dell'Aquila ), fino a dopo Monte San Biagio, in quelle zone vi è ancora la porta d'accesso al Regno e lì fu combattuta, ma appena dopo all'interno dello Stato Pontificio, dichiaratosi neutrale, la prima battaglia tra i Briganti ed i Bersaglieri, a Bauco, a fine 1861, mentre la battaglia più grande fu combattuta a Melfi nel 1863. Michelina di Cesare era Ciociara, Vedova di un Brigante del posto e Druda di un altro Brigante, mentre questa piccola siciliana contro cui fu schierato il Plotone d'esecuzione, comandato dallo stesso Generale Quintini e con le parole-ordine di rito" Caricate,Puntate, Fuoco", non vedo quale minaccia o pericolo potesse rapresentare una bambina impaurita di solo 9 anni, portroppo non vi sono fotografie o disegni ma solo il ricordo, Franco50.
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la ferita è ancora aperta, e sanguina.
di dale - user #2255 dal 05/08/2003 | 06/01/2012 @ 11:4
Ho letto "Terroni" di Pino Aprile e mi ha aperto un mondo che non conoscevo, sconvolgente, ora vedo "la questione meridionale" in modo completamente diverso, pur non avendo sempre rispettato i miei connazionali al sud.
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Re: la ferita è ancora aperta, e sanguina.
di jebstuart - user #19455 dal 26/05/2009 | 06/01/2012 @ 12:1
Ti ringrazio io, prima ancora che lo faccia Franco, per quel che hai scritto. Molti, troppi, non sanno che tra il 1860 ed il 1870 in Italia fu combattuta una Guerra Civile, feroce e sanguinosa. E probabilmente pochi conoscono i motivi profondi non solo della Questione meridionale come entità storico-politica, ma più in generale dell'arretratezza culturale - che purtroppo ancora sussiste, almeno in alcuni aspetti del vivere sociale - del Sud Italia. Se tutti ci ricordassimo di quegli eventi e di quei morti - da entrambe le parti, sia chiaro - forse saremmo una Nazione migliore.
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Re: la ferita è ancora aperta, e sanguina.
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 13:3
Bisogna dirlo a loro, i così detti liberatori, specialmente qualche nostalgico del Regno Sabaudo, ogni tanto ne compare qualcuno anche tra noi musicisti che dovremo essere al di sopra delle parti, ma ho voluto, nel giorno della "Festa dei Bambini", l'Epifania", ricordare questa piccola vittima dell' occupazione sabauda, che non la riuscì a vedere per 3 giorni, Franco50
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Re: la ferita è ancora aperta, e sanguina.
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 13:0
A capo dei cosidetti Briganti, vi era un ufficiale borbonico, Carmine Donatello Crocco, nativo di Rionero in Vulture, morto in carcere agli inizi del novecento, scansò la fucilazione perchè gli stessi Giudici del tempo si erano stancati di comminare condanne a morte. Ho letto che vi furono circa 20mila fucilazioni, tra prima e dopo la legge Pica ( un deputato abbruzzese dell'Aquila, già parlamentare sotto il regno Borbonico ), con registrazione storica "Legge 1409" promulgata da Re Vittorio Emanuele II il 15 agosto 1963, prorogata dallo stesso Re Vittorio Emanuele II fino al 31 dicembre del 1865, che proclamava lo "Stato di Assedio" in tutto l'ex Regno Borbonico ( cioè i sorpresi in possesso di armi, anche se solo da caccia, venivano subito passati per le armi, tutti,compresi quelli in loro compagnia, magari dei familari, poveri contadini o pastori che portavano le stesse per difendere i greggi dai lupi ). Però lessi, anni fa, su un libro scritto da uno storico lucano o calabrese, non ricordo, nelle note biografiche ubicate sul retrocopertina, che il censimento prima della caduta del Regno delle Due Sicile parlava di circa 10miloni di residenti nel Regno, divenuti, dopo i fatti tragici e l'occupazione militare, meno di 7milioni, quindi, con le dovute considerazioni da prendere con le "pinzette" vi furono 3milioni di "Desaparecidos", specialmentetra in Puglia ( la prima grande battaglia del 1863 fu a Melfi, al confine Basilicata-Puglia), in Lucania, in Calabria ed in Sicilia, mentre la prima battaglia, all'indomani del'Unità, fu combattuta in territorio neutrale ( lo Stato Pontificio) a Bauco, comunque grazie del commento, Franco50.
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Io ad esempio non ho mai creduto che tutto ...
di Cordarotta - user #21082 dal 11/10/2009 | 06/01/2012 @ 12:2
Io ad esempio non ho mai creduto che tutto fosse partito da questa volontà popolare di essere una sola nazione. Se così fosse stato , sicuramente oggi non ci saremmo trascinati da allora, tutta quella serie di problemi ancora oggi irrisolvibili La spinta è venuta innanzitutto dai savoia, dal loro sogno di essere reggenti in un più ampio territorio, più o meno "malamente" diviso ed hanno per questo fatto avuto facilità d'esecuzione del progetto. Garibaldi a mio avviso non è stato un eroe, piuttosto un avventuriero, un libero professionista delle armi, al soldo di un casato egemone. Tant'è che finito il lavoro è stato licenziato credo anche piuttosto frettolosamente. Quando sento gli eredi dei savoia, sproloquiare sui sentimenti verso il regno, le pretese sui possedimenti, mi vien da sorridere. La monarchia sabauda non è mai stata amata (a parte da qualche nostalgico in piemonte), anche perchè è uscita di scena con la consegna dell'Italia tanto desiderata, in mano ai fascisti, ma questa è un'altra storia. Purtroppo è cosa risaputa che i libri di storia, riportano nozioni distorte a piacimento. La verità,anche se col passare degli anni viene un pò "scremata" dalla memoria, si tramanda dal popolo e dalla poca documentazione dispersa che solo attenti ricercatori riescono pazientemente a recuperare. Con l'accusa di brigantaggio si "risolvevano" questioni con individui o gruppi di persone scomodi alle autorità, non servivano molte prove, bastava par assurdo la semplice delazione. Era un'evoluzione della caccia alle streghe. A farne le spese erano spesso anche i giovanissimi.
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Re: Io ad esempio non ho mai creduto che tutto ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 13:2
La storia, si sa, la scrivono i vincitori, ma so che tutto la faccenda è ancora secretata ( qualcuno mi disse fino al 2025, ma non vorrei sbagliarmi, le notizie sono poche e frammentarie, di solito le apprendo via orale), però qualcosa sta uscendo fuori, anche grazie all'impegno di molti musicisti ( vedi l'impegno di Eugenio Bennato nell'eseguire queste canzoni ) e molte professoresse delle medie superiori di mia conoscenza, che organizzano recite in piazza sulla "Epopea dei Briganti"; poi la volontà di acquisire grossi fondi e terreni agricoli destinati, dall'illuminato Re Ferdinando II, ai poveri dl Regno, volontà e promessa fatta prima della spedizione dei liberatori, ai grandi latifondisti, ma sono notizie "per sentito dire", non avvalorate da nessuna prova certa, però quei poveracci, senza più sostentamento andarono ad ingrossare le fila dei così detti "Briganti", Franco50.
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L'Italia non è mai stata unita! Ha da sempre ...
di LadyOwl - user #30921 dal 14/09/2011 | 06/01/2012 @ 13:4
L'Italia non è mai stata unita! Ha da sempre avuto due parti, se non tre: il sud era Magna Grecia, ancor prima dell'avvento dei Romani, quindi culturalmente siamo sempre stati diversi. Non dico migliori o peggiori, ma abbiamo origini diverse. L'integrazione è un processo lungo e quando è forzato in maniera così brusca si finisce per allontanarsi di più o scontrarsi.
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Re: L'Italia non è mai stata unita! Ha da sempre ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 14:4
Io ho trovato brave ed oneste persone, con un senso critico al di sopra delle parti anche al Nord, ma i tempi farann emergere tutte le storture poichè è sempre valido il detto che "Il Tempo è Galantuomo", bisogna che tutti facessimo autocritica però, Franco50.
Rispondi
Briganti..
di janblazer - user #26680 dal 19/11/2010 | 06/01/2012 @ 14:3
Devo essere sincero.. nonostante la storia mi appassioni molto, se non fosse stato per questo ed altri articoli letti su Accordo, la mia conoscenza su questo argomento sarebbe poco più di zero. Le truppe di occupazione dai tempi dell' Impero Romano a oggi, hanno sempre compiuto atti di violenza e vessazione di una ferocia inaudita sulle popolazioni autoctone. Purtroppo è sempre stato così.. I Savoia non sono stati da meno, è un dato di fatto oggettivo che non si può mettere in discussione. In nome dei martiri innocenti di questa guerra civile quasi sconosciuta, o con molte inesattezze e mistificazioni storiche , sarebbe giusto che la verità illuminasse il cielo buio di questo terribile e sanguinoso momento della storia del nostro Paese... Ciao Franco !! ;-)
Rispondi
Re: Briganti..
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 14:4
Bellissimo questo tuo commento che ti colloca al di sopra delle parti e testimonia della tua sensibilità per una sincera ed obiettiva critica della violenza gratuita, ( sono avvenuti episodi feroci anche al sud, compreso l'eccidio di Carlo Pisacane e dei suoi trecento, a Sapri, che si era illuso di liberare quelle popolazioni dal giogo del tiranno, era re Francesco II di Borbone), grazie del commento e so che come te ve ne sono di persone intelligenti e sincere anche in quei luoghi ove si collocano l'origini dello Stato Sabaudo, ma non tutto è stato negativo, io ho un'enorme rispetto per Camillo Benso Contedi Cavour, anche di Don Peppino Garibaldi, Franco50.
Rispondi
Re: Briganti..
di janblazer - user #26680 dal 19/11/2010 | 06/01/2012 @ 21:1
Grazie Franco.. la considerazione che hai avuto per me e per il mio commento mi ha fatto molto piacere.. La mia famiglia, dalla parte paterna, è stata monarchica e filo sabauda fino a mia nonna, della quale ho le foto scattate a Cascais, quando andò a trovare Re Umberto II in esilio dopo la guerra.. Il mio trisavolo e il mio bisnonno erano Regi Esattori di Sua Maestà il Re d'Italia e conservo ancora tutte le pergamene firmate con svolazzi da Re Vittorio Emanuele II e Cavour.. Mio papà per fortuna credeva negli ideali della democrazia e della repubblica e mi ha trasmesso questi valori e i Savoia sono rimasti per me solo un ricordo lontano chiuso in un cassetto.. Cavour è stato un grande statista senza ombra di dubbio.. e se hai abitato a Villastellone magari ti è capitato di recarti a Santena a visitare la villa con il parco dove viveva Camillo Benso.. son tutto posti vicinissimi a casa mia.. Voglio andare in libreria a cercare qualcosa in più da leggere in merito alla questione del brigantaggio nel decennio 1860-1870 perchè la mia curiosità e la voglia di approfondire si è ingigantita.. Un caro saluto.. Ciao ! ;-)
Rispondi
Re: Briganti..
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 07/01/2012 @ 08:5
Non solo ho visitato tutti quei luoghi, ma ho suonato, insieme al mio compianto amico Michele, ad un matimonio tenutosi nel ristorante di Santena Cambiano, in cui c'è ancora la sua stanzatta privata, ti mando la mia ricerca su "Brigante se more", abbastanza completa, Franco50.
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Bè è un dato di fatto che ormai siamo un ...
di carlos74 - user #9844 dal 07/03/2006 | 06/01/2012 @ 15:4
Bè è un dato di fatto che ormai siamo un paese unitario, è un dato di fatto che il Governo Sabuado Piemontese con il soldi del SUD Borbonico pagò debiti sparsi ovunque ed affamò il sud Italia , solo doveri e niente diritti.
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Re: Bè è un dato di fatto che ormai siamo un ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 06/01/2012 @ 17:3
Se vai su youtube e segli un'altra versione del brano di Eugenio Bennato che io utilizzai in un mio post precedente sui Briganti, "Ninco Nanco Deve Morire", compaiono nel filmato il capitale che aveva all'epoca il Banco di Napoli e la situazione del Regno Sabaudo, che era alla bancarotta. Qualcosa di simile, sebbene più in piccolo, è successo con il terremoto del 23 novembre del 1980, 10 volte il pur tragico terremoto dell'Aquila, che ha seminato lutti al Sud e specialmente in Basilicata, ma ha arricchito gli imprenditori del Nord, con le industrie da loro aperte e durate pochissimo nei territori lucani e cilentani, Franco50.
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Bravo Franco la vera storia negata e distorta ...
di Mr_Pone - utente non più registrato | 06/01/2012 @ 19:2
Bravo Franco la vera storia negata e distorta nei documenti ufficiali, riaffiora nei canti e nella tradizione popolare. Almeno se da tanto dolore fosse scaturita una nazione unita, pacificata, con la coscienza di sè e con un reale senso di appartenenza (non quello che a chiacchiere, esce dai retorici discorsi che dobbiamo sorbirci), e invece no. Tanto, troppo è ancora da fare...
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Re: Bravo Francola vera storia negata e distorta ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 07/01/2012 @ 09:0
Da una ventina d'anni sto facendo una ricerca meticolosa di tutti gli episodi relativi al Brigantaggio, anche quello meno edificante, cioè il 1° periodo molto meno nobile, dovuto all'assoldamento da parte del Cardinale Ruffo di Calabria, capo delle truppe Borboniche, di Michele Pezza detto "Fra Diavolo" e di Gaetano Mammone, dopo la Proclamazione della Repubblica Partenopea del 1799 e relativa"Coraggiosa Fuga" di Re Ferdinando IV poi I° delle Due Sicilie, nulla a che vedere come ideali con Carmine Donatello Croco e Ninco-Nanco dl dopo unità d'Italia, ne ho fatto quindi una ricerca accurata, trascritta in Word in merito, la metto a disposizione di tutti voi, Franco50.
Rispondi
Aggiungo che la scorpacciata di retorica su i ...
di Mr_Pone - utente non più registrato | 06/01/2012 @ 19:4
Aggiungo che la scorpacciata di retorica su i 150 anni dell'unità di questo tremendo paese, mi ha nauseato.
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Vero, la retorica provoca nausea, però ...
di Cordarotta - user #21082 dal 11/10/2009 | 06/01/2012 @ 22:3
Vero, la retorica provoca nausea, però volente o nolente siamo una Nazione per molti aspetti non perfettamente coesa, ma pur sempre una Nazione. certamente imposta, ma creata anche col lavoro ed il sangue della gente comune quale noi siamo. Vogliamo buttare tutto ciò? Direi che non è proprio il caso, perchè anche se di radici culturali diverse, a me che sono del nord, quelli che vogliono la secessione mi fanno ridere per l'ignoranza ed il populismo di basso profilo che li contraddistingue. Origini celtiche, greche.... suvvia! L'unica cosa certa che ci accomuna è che noi italiani SIAMO TUTTI METICCI ( vedi il passaggio di barbari, spagnoli, mori, francesi, greci) e lo saremo ancora! Quelli con la camicia verde che dicono che ce l'hanno duro,... secondo me è per qualche gene mediorientale... Questo è quello che siamo e se la vediamo come un'opportunità, abbiamo il dovere morale di ricordare chi è stato sacrificato, come la piccola Angelina.
Rispondi
Re: Vero, la retorica provoca nausea, però ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 07/01/2012 @ 09:1
Sono pienamente daccordo su te e tutto quello che hai detto, esempio ne è il dialetto napoletano che io ed una mia collega studiamo da anni, considerandolo una vera e propria lingua, con presenza di parole di origine Greca, Spagnola, Francese, Sveva e Longobarda, pertanto sono con te nella qualifica meticcia. Se metti a parlare un napoletano ed uno spagnolo, non c'è bisogno d'interprete, poi siamo stati, noi di Napoli, Ducato di Napoli sotto esarcato di Ravenna dalla caduta dell'Impero Romano ed invasione di Belisario ( perfino Totò si avvalse del titolo di Comneno dell'Esarcato di Ravenna, del padre, per farsi passare da Marchese a Principe), fino all'ingresso di Ruggero il Normanno nel 1139, poi Svevi, poi Angioni, poi Aragonesi, poi vicereame Spagnolo, peste tremenda del 1656 compresa con 400mila morti, poi un po' Austria ad inizio 700, poi Borboni con Carlo III e la dinastia dei terzogeniti, fino a Don Peppino Garibaldi nostro, Franco50.
Rispondi
Per motivi che sarebbe troppo lungo ...
di Martinez53 - user #23272 dal 03/03/2010 | 07/01/2012 @ 00:0
Per motivi che sarebbe troppo lungo raccontare, ho una certa conoscenza del brigantaggio, quello specificatamente appartenente all'area compresa nella Maremma toscolaziale. Per inciso mia moglie porta con ONORE il cognome di uno dei più famosi briganti della zona, essendo lei diretta discendente dello stesso. Ma io sono torinese, piemontese e vorrei dire la mia, se m'è permesso dire... Studiando la storia dei briganti, delle popolazioni del sud e quel che ha voluto dire per loro l'unità d'Italia, sono arrivato ad una conclusione, questa: La storira e gli atti dei bersaglieri ed in genere delle truppe piemontesi di quei tempi inviate al sud, oggi potrebbe essere benissimo condannata come crimine contro l'umanità, però quella storia è per certi versi molto simile alla guerra in Vietnam, mi spiego: Provate ad immaginare un americano di vent'anni che invece di fare il suo bel servizio di leva vicino casa, viene sbattuto in Vietnam a fare una guerra di cui non può fregargli di meno, in un posto lontano anni luce dalla sua realtà, a combattere e molto probabilmente a morire per degli ideali a lui totalmente estranei, ecco che si capisce che il suo UNICO pensiero, il suo UNICO obiettivo è: Portare a casa la pelle, e questo si tradurrà in un odio feroce non solo verso il nemico in divisa, ma anche verso quel popolo e quindi: sparare a tutto quello che si muove, uomini civili e militari, donne, bambini, giovani e vecchi, cani, gatti, polli e conigli. Conta una cosa sola: Portare a casa la pelle. Lo stesso è accaduto per le truppe piemontesi incaricate di portare la presenza dello stato Sabaudo al sud. Ma secondo voi, cosa poteva importare a quei ragazzi con le piume sul cappello di un popolo che era esattamente come i vietnamiti per gli americani cioè: ESTRANEI Proviamo ad immaginare un bersagliere dell'epoca, un ventenne discretamente scolarizzato (rispetto allo standard di quei tempi) sbattuto al sud, incaricato di portare un modo di vivere che nessuno voleva e di difendere uno stato che nessuno li voleva, obbligato a stravolgere certezze e riferimenti a un popolo di cui lui non capiva nè la lingua nè le usanze, diverso da lui in tutto, anche nell'aspetto fisico. Secondo voi cosa potevano pensare quei ragazzi? Cosa potevano volere? Cosa poteva essere il loro unico, imprescidibile pensiero? Perchè un conto è essere Mazziniani o seguaci di Cavour o Garibaldini, quelli erano ideali veri, condivisi e palpabili, ma portare l'Italia unita a chi NON LA VOLEVA ed era pronto ad ucciderti per questo, poteva significare una sola cosa: Un odio infinito per chi ti aveva mandato li e per quel popolo ostile, quindi una cosa sola diventava veramente importante: Portare la pelle a casa ad ogni costo e quindi: sparare a tutto ciò che si muoveva, che fossero uomini, donne, giovani, vecchi, bembini, cani, gatti, polli o conigli. E' la schifosissima legge della guerra. Io con questo NON voglio giustificare nessuno, provo a spiegare e ad esortare a PERDONARE, perchè dopo 150 anni sarebbe il caso di pensare in modo diverso sia alle popolazioni del sud che tanto patirono, e alle truppe che dal nord scesero e... mi sia concesso, anche a pensare proprio in nome di quei fatti all'Italia come un unico stato, perchè chi come Angelina morì, non l'abbia fatto invano. Però purtroppo i leghisti non hanno inventato niente, certi sentimenti scissionisti sono ovunque, ben prima della nascita di Bossi e il Trota... Certo saranno stati fastidiosi questi festeggiamenti per il centocinquantenario, ma io, lasciatemelo dire, sono orgoglioso che la mia città, Torino, si sia trasformata per l'evento in una immensa unica bandiera, a Torino non c'è stato balcone senza un tricolore e tutti rigorosamente comprati dai cittadini stessi, dai Torinesi, invece purtroppo, non ho visto la stessa partecipazione da altre parti, specie al sud. Ma è evidente, dai commenti che ho letto, che la strada da fare è ancora lunga, di polvere da mangiare ce n'è ancora tantissima. A tutt'oggi, da quel che leggo qua e la, sembra proprio che Angelina, poverina, sia morta per niente. Aldo
Rispondi
Re: Per motivi che sarebbe troppo lungo ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 07/01/2012 @ 08:5
Vedi che io sono stato sempre del parere che bisogna anteporre la parola PERDONO a tutto, quindi rimane solo spazio all'amarezza di qualche episodio inutile come in questo caso, reagire si alla guerriglia ed alle uccisioni, magari feroci come quelle che sono capitate a Bauco e a Melfi, senza dimenticare però l'episodio di Gaeta, di cui si è da poco scoperta la fossa comune dei circa 4mila tra soldati borbonici e civili uccisi ( con i dovuti calcoli delle forze schierate, stiamo al livello di Bosnia odierna e della Polonia da parte di Stalin ), bestiali e feroci episodi di guerriglia estesa, ma compensate malamente poi da un genocidio da parte delle truppe d'invasione, comandate da Cialdini, non dimentichiamocelo, che hanno lasciato una ferita aperta e che non si è ancora rimarginata; ma nulla di tutto ciò giustifica la FUCILAZIONE di una bambina di soli 9 anni come atto di guerra in territorio ostile! Poi per quanto riguarda i festeggiamenti dell'Unità e l'esposizione della bandiera, io ho partecipato a moltissime manifestazioni dell'Unità d'Italia dalle mie parti, considerando tale evento un fatto benefico epocale, voluto da molti, anche al Sud, ma è quello che è successo dopo, nel decennio 1861-1870, che ha spiazzato tutti. In occasione di una esposizione commemorativa del 150nario dell'Unità da parte della locale A.N.C., ho regalato alla Associazione Nazionale Carabinieri un Clarinetto Ramponi e Cazzani appartenuto al Vicebrigadiere, fratello di mio nonno materno, zio Pasqualino, catturato all'Amba-Lagi in africadell'est nel 1942, due riproduzioni , inoffensive ma perfette di una Colt Navy 1851 e di una Smith e Wesson Volcanic del 1854, mi hanno fatto anche la foto della consegna, Franco50.
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Re: Per motivi che sarebbe troppo lungo ...
di Martinez53 - user #23272 dal 03/03/2010 | 07/01/2012 @ 09:4
Ma io non mi riferivo a te in particolare, ma ad alcuni commenti. Sono d'accordo, ovviamente, sul fatto che la fucilazione di una bambina non ha alcun senso se non, come ho spiegato, pensarla come la diretta conseguenza di un odio cieco verso la popolazione tutta, indistintamente che si trattasse di militari, civili, o bambini. Un odio sfrenato che derivava dal trovarsi in una situazione ostile e lontani da casa, questo valeva sia per i semplici soldati, che per chi li comandava. E' stato senza dubbio un genocidio, un crimine di guerra. L'ho detto! Sui feseggiamenti, per quel che vale, rimango della mia idea. Ho girato parecchio l'Italia e, tolti i grossi centri come Roma e Napoli, c'è stata solo indifferenza, fastidio e disinteresse diffusi. Ma certo non solo al sud, posso garantirti che al centro Italia è stato lo stesso, nelle provincie del Lazio per fare un esempio, dell'evento non fregava niente a nessuno.
Rispondi
Re: Per motivi che sarebbe troppo lungo ...
di FBASS - user #22255 dal 30/12/2009 | 07/01/2012 @ 14:2
Io poi non ce l'ho con quei poveri militari, dei ragazzi, nella maggioranza dei casi, mandati in un territorio ostile e contro gente esasperata dalle ristrettezze e dalla mancanza di un futuro che garantisse loro la sopravvivenza. Erano anche loro delle vittime dei tempi, anzi ho avuto sempre un'ammirazione sia nei confronti dell'Arma dei Bersaglieri che di quella dei Carabinieri, con cui, almeno quest'ultimi, trovo molta collaborazione e rispetto, visto la mia nuova attività di CTU delle Procure della Repubblica, con gli altri ho fatto l'istruttore TRAMAT, quando facevamo i corsi per il carico dei mezzi cingolati e non, alla Caserma Rossetti alla Cecchignola a Roma. Se mai voglio essere critico, ma attenendomi alla ducumentazione storica, con qualche personaggio rivestente il ruolo di Generale, ma siamo di fronte a casi sigoli di uomini autoritari con una mentalità dell'epoca, non si può demonizzare tutto un corpo militare per mezzo del loro operato, poi la famosissima Legge Pica ( legge 1409, presentata come "Mezzo eccezionale e temporaneo di difesa"), che fu opera di un Deputato dell'Abbruzzo della città di Aquila, Giuseppe Pica, già Deputato sotto il Regno Borbonico, ed è datata 15 agosto 1863, c'è solo la proroga di Re Vittorio Emanuele II al 31 dicembre 1865 , poichè era un provvedimento d'emergenza e limitato nel tempo, che istituiva lo Stato d'Assedio. Poi i Bersaglieri hanno dato fulgidi esempi d'eroismo nelle due guerre mondiali, specialmente nella fase finale della Battaglia di El Alamein, insieme alla Folgore. C'è un libro che consiglio a tutti "Alamein 1933-1962" scritto da un Ufficiale Superiore del 31° Guastatori Alpini, piemontese, Paolo Caccia Dominioni, protagonista del libro ma con il suo vero titolo nobilare di Conte di Sillavengo, che ho letto centinaia di volte e non mi stanco di rileggere, che è diviso in due parti, la prima relativa alla battaglia ed antefatto 1933-1942, e la seconda, bellissima, relativa al recupero dei cadaveri dei caduti, senza distinzione di nazionalità o schieramento, anzi con una puntigliosa ricerca degli errori anagrafici assurdi fatti dagli alleati, in condizioni di costante pericolo per i campi minati non bonificati, ed alla costruzione del Sacrario, dal 1946 al 1962, Franco50.
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