Home | Audio | Chitarra | Didattica | Lifestyle | Ritmi | People Store | Annunci | Eventi | Valutazioni
Un curioso ritrovamento: parte terza
di - user #25169 dal 29/07/2010 |

Dopo le prime due puntate incentrate sullo psico-mystery chitarristico passo, in questa terza e ultima, ai fatti tecnici, descrivendo lo strumento che mi ha ispirato quel delirante antefatto. Premetto che non sono un amante del relic, generalmente trovo poco sensato rovinare uno strumento che generalmente è nuovo o quasi, soprattutto se si va a intaccarne la suonabilità o la durevolezza. Oltretutto reliccare uno strumento costa tempo, lavoro e denari.

Non sono nemmeno un maniaco dell'accuratezza storica. Aver collocato temporalmente questo strumento nel 1969 ha una valenza puramente affettiva, dato che è il mio anno di nascita e quindi rende la chitarra mia coetanea virtuale, nonché periodo musicalmente eccezionale. Probabilmente l'unico particolare storicamente conforme è il palettone, ma ricordiamoci che qui su Accordo si suona, si parla, si gioca e ci si diverte, mica siamo a scuola!

Puntualizzo anche un altro fatto. La chitarra è stata realizzata al 75% con materiale di recupero, non è quindi uno strumento custom shop né di alta liuteria, bensì un'onesta chitarra con un ben determinato carattere dovuto alle parti usate e a un bel po' di quel Mojo che cerco di mettere negli strumenti che realizzo.

Non amo il relic, dicevo, ma in questo caso però volevo raggiungere diversi obiettivi:
- fare un po' di pratica con i materiali e sperimentare qualche tecnica di invecchiamento artificiale, può sempre tornare utile nella vita
- usare materiali e attrezzi disponibili a chiunque (questo non vuol essere certo un manuale del relic ma almeno vi dico esattamente cosa ho usato) e quasi a costo zero
- recuperare uno strumento che altrimenti sarebbe stato effettivamente destinato alla soffitta.

La chitarra in questione, già vittima di una camaleontica conversione, è una delle prime chitarre da me costruite (si parla di più di una ventina d'anni fa) e soffriva di molteplici bugs.

In primis il manico era mezzo scalloppato e mezzo no, storto e con tasti comunque da sostituire. Proveniva da una vecchia ed economica copia Stratocaster dei primi anni '80, marca Elvis come altri pezzi riciclati in quella chitarra.

La verniciatura nera era stata realizzata decisamente male e oltretutto una Strat nera l'ho già, la Uncle Dave Strat, che è diventata la mia chitarra principale.

Il battipenna di ottone non mi piaceva più, ma era impossibile usare un battipenna standard perché la stessa forma del body era stata fatta a occhio (appoggiando una strato intera su un foglio di carta) e quindi non combaciava con la maggior parte delle ricambi in commercio.

Il contour del body era approssimativo e poco pronunciato.

Mi dispiaceva oltretutto che lo strumento rimanesse inutilizzato per i motivi sopracitati perché in fondo ci sono affezionato.

Perché invece di reliccarlo non sistemare per bene il tutto (dovendo oltretutto rifare il manico nuovo) direte voi? Per i seguenti motivi:
- il body presentava numerose stuccature e crepe (e di stuccature ne avrei aggiunte altre per riportare le misure vicine allo standard per utilizzare battipenna e ponte in mio possesso) e sarebbe stato un lavoro improbo e inutile cercare di riverniciarlo in maniera perfetta (più che altro sarebbe stato necessario un sarcofago di plasticone a coprire le magagne e ciò non lo volevo perché secondo me quell'acero suona bene)

- mi mancava una Strat col palettone e volevo comunque un manico con tastiera non in acero.

- avevo in giro diverse parti non-nuove (alcune già un po' ossidate) e, non volendo spendere nulla (o quasi) non potevo certo accoppiarle con un manico nuovo e body fiammante appena lucidato.

Ribadisco che, a dispetto della datazione approssimativa che do nel racconto, non ho deliberatamente rispettato quasi nessuna delle caratteristiche di uno strumento di quegli anni, troppo impegnativo e aperto a risultati che spesso deludono le aspettative, soprattutto quando non si hanno a disposizione materiali analoghi a quelli dell'epoca.

Tralascio volutamente i dettagli sulla costruzione del manico e del body (e delle sue innumerevoli modifiche e aggiustamenti) etc. do solo qualche dato sui materiali e sui componenti:

- body in acero (italiano, due pezzi)
- manico in acero, ricavato dalla stessa tavola del body, con tastiera in ebano, truss rod doppia azione
- meccaniche vintage no-brand, riciclate dalla vecchia Elvis
- ponte patchwork. Piastra riciclata dalla Elvis, sellette recuperate da una Fender mexico già arrugginite, blocco inerziale in ottone autocostruito
- pickup Tonerider City Limits che giravano da un pezzo in garage, comprati usati a trenta euro
- selettore e pot vari riciclati
- battipenna bianco a tre strati riciclato proveniente da una chitarra con Floyd, si vede dalla zona del ponte allargata
- cavo con guaina in tessuto, riciclato pure quello da una vecchia radio proveniente dalla discarica
- piastra jack e fissaggio manico provenienti dalla solita vecchia copia Strat.

Ecco come ho proceduto, a grandi linee, per ottenere l'effetto vecchio, (non chiamiamolo relic, va') che vedete nelle foto.

Verniciatura
Il body è stato sverniciato e carteggiato (alla bell'e meglio) in modo da riportare a vista il legno su quasi tutto il pezzo. Gli è stata data prima una mano di poliuretanica trasparente a mo' di fondo e poi una mano di poliuretanica color crema, aggiungendo alla stessa vernice del pigmento bianco e un pizzico di giallo.

La vernice che ho usato per entrambi gli strati si chiama palcherina. È una poliuretanica bicomponente e si trova comunemente in colorificio, sia in versione lucida sia satinata. In questo caso è stata data a spruzzo ma si può dare anche a pennello (fatto diverse volte su vari strumenti con il trasparente poi lucidato), tanto poi si carteggia per lucidare o, come in questo caso, per riportare alla vista gli strati più profondi.

Non sono voluto arrivare a legno, le zone scoperte sono comunque ancora protette dal fondo. Ammetto che l'effetto relic sul body, visto da vicino, non è perfetto né credibile al 100%, ma da lontano non è male. Volendo si sarebbe potuto arrivare al legno e sporcarlo in qualche modo. C'è comunque il modo di farlo in seguito se si vuole, o magari negli anni accadrà naturalmente. Del resto il vero legno vecchio, oltre allo sporco, presenta anche venature in rilievo difficilmente riproducibili.

Per il manico ho sperimentato, e di brutto! L'acero usato era proprio candido. Dovendolo lasciare trasparente, volevo invecchiarlo ben bene e non volevo metterci troppo.

L'ho passato in maniera irregolare con del lucido per scarpe (esatto, proprio quello) al silicone dopo aver dato un po' di colpi di carta vetrata in vari punti per creare delle zone più segnate che hanno assorbito più unguento. Poi ho ripulito alcune zone e ho cercato di omogeneizzare il tutto con uno straccio. Ho verniciato con la solita poliuretanica dando poi una passata con della spugna abrasiva. Magicamente, in alcuni punti il lucido (grasso) ha impedito una buona adesione della vernice che si è staccata in maniera abbastanza naturale.

La tastiera non l'ho toccata, mi sembrava assurdo rovinarla in quanto essenziale per la suonabilità. Mi sono limitato a non lucidarla come si fa di solito con l'ebano, inoltre è un ebano non troppo denso e risulta più simile al palissandro come struttura, anche se nero, con venature abbastanza marcate e porosità accentuata.

La decal sulla paletta è stata sbocconcellata un po', a mano, con un programma di fotoritocco e l'effetto non è malvagio. Per l'occasione ho contornato il logo dell'ariete con un'ammiccante scritta "Original Custom Body 100 per 100 Goat Power", potere della capra! Sul retro un sibillino numero di serie OOO e la data: 1969, attendibile chiaramente!

Plastiche
I copripickup erano già ingialliti di loro. Il battipenna e i pomelli li ho ingialliti con il lucido per scarpe che è la cosa che funziona meglio secondo me. L'unico difetto è che a lungo termine, nelle zone di frequente contatto con le dita, il sudore lo può rimuovere un po', ma si può riapplicare. Ho usato un vecchio tubetto trovato nella scarpiera della casa paterna di un colore ben preciso: il marrone (sul tubetto c'è scritto così). Non so dare ulteriori info oltre la marca: Ebano. Ma credo che un normale lucido al silicone vada bene.

Parti metalliche
Come dicevo, le sellette provengono da una fender mexico ed erano già arrugginite di loro. Ho però sostituito i grani e li ho ben oliati perché anche loro sono essenziali per il buon funzionamento, così come le viti per l'intonazione che ho solo leggermente arrugginito sulle teste. Non ha senso deteriorare troppo queste parti, in passato mi è capitata per le mani una copia della Blackie con tutta la viteria bloccata da una ruggine indotta. Non era possibile regolare più nulla.

Le altre parti (viti battipenna, piastra manico e viti, placca ponte, leva, abbassacorde, molle e piastra molle) provenivano dalla vecchia Elvis e sono state prima un po' maltrattate con della carta vetrata di grana grossa (50) e poi passate un po' con della spugna abrasiva per omogeneizzare i segni e opacizzarle. Poi, per ossidare, ho usato del cloruro ferrico (si usa per corrodere il rame nel realizzare i circuiti stampati, si trova in negozi di eletronica ben forniti). In particolare ho usato quello esausto (che è carico di rame disciolto) che ha dato un effetto ruggine più credibile, rossiccio invece che annerire semplicemente come nel caso del cloruro ferrico fresco. Bastano pochi minuti o poco più, in funzione della temperatura, per ottenere l'effetto desiderato (contollare passo passo), in caso di parti cromate è necessario rovinare la cromatura con qualche abrasivo.

Particolarità
Per il ponte ho voluto provare una variante rispetto al classico sei viti. La piastra aveva i classici sei fori ma ne ho usati solo due. Non ho usato boccole, le viti sono direttamente a legno e ho svasato i fori in modo da adattarsi alla testa delle viti che è svasata (vecchie viti da armadi in vero ferro dolce) e da creare una pseudo-lama. C'è da dire che le viti che ho usato sono di un diametro maggiorato rispetto alle sei classiche (3,5mm in luogo di 2,5 circa) e che l'acero nel quale sono piantate è legno ben più robusto e denso dell'ontano, non credo che si muoveranno mai e, essendo solo due, migliorano l'efficienza del tremolo eliminando attriti e allineamenti imprecisi. Diciamo che alla fine, come concetto, assomiglia un po' più a quello dell'American Standard che a una vintage.

Il vano posteriore coperto dal tappo romboidale copre uno squarcio che in origine (anni annorum fa) dava l'accesso all'elettronica che era montata direttamente sul body senza mascherina. Ora ospita per davvero il sacchettino del Mojo che ho confezionato per l'occasione.

Vicino all'attaccatura del manico c'è una bella crepa, si era creata durante un'assolata giornata agostana quando da fesso lasciai il corpo in una macchina nera, al sole. L'ho lasciata così, senza stuccarla ne nulla, a testimonianza del tempo che fu.

Come suona
Devo dire che il corpo in acero e la tastiera in ebano donano un buon sustain e una brillantezza accentuata, anzi direi che rispetto a un suono Strat di riferimento, anche da spenta, la chitarra è un po' avara di bassi. Questa caratteristica può piacere o meno ma effettivamente si discosta un po' dal classico suono di una Stratocaster in ontano con manico in palissandro.

I pickup trasmettono pienamente questo carattere scarno. Questi (il set montato è un City Limits, la versione Tonerider dei Texas Special, e qui colgo l'occasione per farne un sample) sono stati una piacevole sorpresa.

Dei Tonerider avevo sentito parlar bene ma non li avevo mai provati. Senza gridare al miracolo posso comunque dire che valgono tutti i soldi che costano. Particolarmente bello il suono al manico (non troppo pieno, con un non so che di rauco), brillante e twangy quello centrale, pieno ma forse un po' troppo medioso al ponte, però mai acido e potente quel che basta per le distorsioni rock. Le posizioni intermedie risultano un po' più funky del normale.

La registrazione è stata effettuata con un microfono di media qualità direttamente nella scheda audio del PC. Il microfono è piazzato praticamente dentro uno dei due coni da 12". Si sente tutto, nel bene e nel male.

L'ampli è un Farfisa FR-40, valvolare della fine degli anni '60. Quaranta watt, valvole EF86 di pre e 6L6 nel finale, offre una moderata saturazione e ha un tono abbastanza flat con un po' di punta sui medio-alti. L'ampli era circa a mezza potenza e ho giostrato un po' con il volume e il tocco per ottenere suoni più puliti o più saturi.

La chitarra montava delle 10-46 D'Addario (effettivamente riciclate), probabilmente sarebbero più indicate delle 11-49 dato che le prime risultano forse un po' troppo morbide, ma la mia incipiente artrosi mi ha suggerito di accontentarmi.

Per concludere volevo puntualizzare come, con componenti di qualità non eccelsa (in questo caso hardware economico e pickup poco più che entry-level) ma con legni buoni anche se non certo selezionati, si possano ottenere strumenti di qualità. Inoltre vorrei far riflettere sul fatto che a volte conviene osare e staccarsi un po' dalle convenzioni e dalle sicurezze ormai radicate, altrimenti non si potranno mai scoprire sonorità nuove o escogitare metodi o accessori originali. Ricordiamoci che molte (se non tutte) le novità poi affermatesi come la norma in campo chitarristico (e non) sono sempre state frutto di scelte ardite, controcorrente e alternative a quello che sembrava essere la norma fino a quel momento. Perché fermarsi qui?

Basta parlare però, ora vado. C'è di là qualcosa che mi aspetta. Mi ficco le mani in tasca, in una trovo un plettro, nell'altra un sacchetto pieno di ossicini.

Link utili

Altro da leggere
Pubblicità
Dr. Z ed Earthquaker insieme per il Z-Drive...
Mani su Polytune Clip e plugin...
Keeley 30ms Double Tracker: come una volta...
Yamaha Pacifica 604: pochi soldi spesi bene...
Pubblicità
Commenti
Yeah!
di gigius - user #32013 dal 01/12/2011 | 01/02/2012 @ 09:0
Complimenti! Bel lavoro, in perfetto stile blues direi... :-) I City Limits li ho messi su anche io e, a parte il ponte che grida troppo, mi trovo veramente bene!
Rispondi
Re: Yeah!
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 20:5
beh... sono la versione economica dei "texas special" il ponte è apposta più potente.... tra parentesi ha una resistenza DC di circa 9KOhm, quindi sarà anche avvolto con un filo differente rispetto alla norma...
Rispondi
Grandissimo come sempre! :-) concordo con te ...
di helloween - user #27122 dal 20/12/2010 | 01/02/2012 @ 09:0
Grandissimo come sempre! :-) concordo con te sulla relicatura...
Rispondi
Well Done Man !
di jimy92 - user #20637 dal 05/09/2009 | 01/02/2012 @ 09:1
Davvero bel lavoro, come al solito. Un valido esempio di come con componenti economiche e ingegno (più che buoni legni, a mio parere) si possano ottenere grandi risultati. A quando uno stand BlackBeard al NAMM o a SHG ? ;-)
Rispondi
Re: Well Done Man !
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/02/2012 @ 10:4
beh... d'ingegno in una copia non è che ce ne abbia messo molto, invece a mio avviso qui i legni contano abbastanza nel rendere il suono finale.... cosa che comunque non è mai facile prevedere con precisione. al barbanera piace rimanere piccolo e chiuso nel suo antro.....
Rispondi
Però...Suona niente male!...Ottimo lavoro: ...
di MicStone - user #20095 dal 21/07/2009 | 01/02/2012 @ 10:2
Però...Suona niente male!...Ottimo lavoro: "Passion and Mojo"...
Rispondi
Dai, suono bellissimo :) Non è che tuo zio ...
di GontierForPresident - user #31555 dal 26/10/2011 | 01/02/2012 @ 10:4
Dai, suono bellissimo :) Non è che tuo zio era Stevie Ray Vaughan? xD
Rispondi
COMPLIMENTONI!!! un gran bel lavoro!! ...
di iPop - user #30966 dal 18/09/2011 | 01/02/2012 @ 11:2
COMPLIMENTONI!!! un gran bel lavoro!! ;) Direi che questa pubblicazione completa con i fuochi d'artificio il racconto!!
Rispondi
Perdiana !
di stefano58 - user #23807 dal 12/04/2010 | 01/02/2012 @ 12:4
nonostante non ci capisca un acca di liuteria , ho letto tutto di un fiato il tuo racconto (come i precedenti,del resto ) assaporando passo dopo passo la nascita, o meglio , la rinascita dello strumento.Che suona bene !!! Nella prossima vita seguirò le tue orme , penso che ne gioverà l'autostima e il chitarraio che è in tutti noi.Ciao :-))))))))))
Rispondi
un lavoraccio!
di Floyd - user #143 dal 06/03/2002 | 01/02/2012 @ 12:5
complimenti per la pazienza e il risultato! aggiungerei una lode al Farfisa, che restituisce un suono clean molto bello, come molti amplificatori di quell'epoca, altro che multicanale super Hi-gain!
Rispondi
Re: un lavoraccio!
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/02/2012 @ 13:4
hai ragione ! sto preparando una recensione abbastanza accurata su quell'ampli, come molte cose dell'epoca ha un suono "suo" non duttile ma molto personale grazie
Rispondi
Bella chitarra! ;-) A dispetto di quello ...
di aleck - user #22654 dal 24/01/2010 | 01/02/2012 @ 14:3
Bella chitarra! ;-) A dispetto di quello che si ci sarebbe potuti aspettare da una vecchia chitarra in decadenza sei riuscito a tirarci fuori uno strumento molto bello! :-) Trovo soprattutto che questa chitarra abbia un gran carattere (il suo vero punto di forza) e una bella storia, e anche che tu ci abbia costruiti su un bel racconto ;-) Poi a me quei pickup piacciono al di là del prezzo... Sono ignoranti ma essenziali... Hanno un bel timbro :-) Ciao! E complimenti per il racconto e per lo strumento ;-D
Rispondi
Veeeeeeery nice! E Satana che ne pensa?
di Lennonsoda93 - user #23901 dal 19/04/2010 | 01/02/2012 @ 15:3
Veeeeeeery nice! E Satana che ne pensa?
Rispondi
Re: Veeeeeeery nice! E Satana che ne pensa?
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/02/2012 @ 17:1
mah... non si è espresso granchè.... al momento era molto occupato perchè laggiù sono un po' a corto di posti letto ultimamente e stanno mandando indietro un bel po' di anime, compresa quella di mio nonno chiaramente.....
Rispondi
Bellissima
di teuvo - user #18243 dal 03/03/2009 | 01/02/2012 @ 21:2
Bellissima e bel suono! Concordo con te sul reliccamento, ma questa ha il suo perchè! Massimo Ps il racconto era brividi...
Rispondi
Re: Bellissima
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/02/2012 @ 21:3
ma si... una nella vita la si può anche fare.... grazie, contento che sia piaciuto, se devo dire la verità ci tenevo più al racconto che alla chitarra..... ciao Paolo
Rispondi
Complimenti veramente
di mke52 - user #17126 dal 10/12/2008 | 01/02/2012 @ 22:0
Mi aspettavo il suono di una chitarra italiana anni 60, specialmente dopo aver letto che usavi un ampli Farfisa. Sono rimasto a bocca aperta... sonorità cristalline e con quel crunch giusto... In molti momenti è un suono SRV. Come giustamente è stato notato, bisogna dare anche onore al merito all'Ampli che sa bene come enfatizzare le qualità del gioellino di chitarra. Pensa che nella mia mente Farfisa era il produttore di pianole... non sapevo che avessero fatto anche degli amplificatori. Grazie di aver condiviso
Rispondi
Re: Complimenti veramente
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/02/2012 @ 23:5
l'ampli è stato un po' modificato.... in ogni caso è un valvolare completo e suona come tale, da non confondersi con i vari transistor della fine del periodo o degli anni 70. Era stato concepito comunque come ampli per organo/fisarmonica/chitarra/voce ed effettivamente presenta tutti quegli ingressi.... forse seguità un'articoletto su quell'ampli, ne varrebbe la pena.
Rispondi
bravo
di jdm61 - user #20274 dal 04/08/2009 | 01/02/2012 @ 23:1
non ho parole. sei di un livello superiore.
Rispondi
da quando ha iniziato a "raccontare" di questa ...
di flyingv77 - user #22359 dal 05/01/2010 | 02/02/2012 @ 00:4
da quando ha iniziato a "raccontare" di questa chitarra, la mia unica speranza era che suonasse esattamente cosi: BELLA ACIDA, CRUDA E DI CUORE SINCERA.... questo video era perfetto,il suono spontaneo 1969 è perfetto... questa chitarra è perfetta....
Rispondi
spettacolari i city limits!! :)
di luigi_ego - user #24803 dal 28/06/2010 | 02/02/2012 @ 05:1
spettacolari i city limits!! :)
Rispondi
tradotto se trovo in giro una chitarra che ...
di Deve - user #26261 dal 23/10/2010 | 02/02/2012 @ 12:2
tradotto se trovo in giro una chitarra che qualcuno mi vuol tirare a dietro mettersi a giocarci sopra potrebbe essere oltre ad una piacevole esperianza anche una scoperta ... PS : i racconti sono spettacolari ^^
Rispondi
Ah, finalmente. Ero stufo di passare ...
di Oliver - user #910 dal 21/11/2002 | 02/02/2012 @ 14:3
Ah, finalmente. Ero stufo di passare nervosamente in edicola a chiedere quando sarebbe uscito il terzo ed ultimo fascicolo! Degna conclusione. Tra chitarra, Tonerider, Farfisa (interessantissimo anche lui) e "Barbanera", il risultato è davvero notevole.
Rispondi
Re: Ah, finalmente.Ero stufo di passare ...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 20:4
era un po' che avevo mandato il tutto.... tra vari nammmmmm etc... la redazione ha aspettato FEBBRAIO... sarà pewr quello ?? grazie, comunque.
Rispondi
Un autentico suono rurale, grezzo ma non ...
di waterdog - user #12638 dal 15/05/2007 | 02/02/2012 @ 15:3
Un autentico suono rurale, grezzo ma non sgraziato. Mi è piaciuto, merito anche del Farfisa, certo, ma si sente la differenza dello strumento. Mi piace ancora di più visto che esce da una chitarra di questo tipo, povera ma non qualunque, vissuta ma senza artificiosità inutili e con una bella storia alle spalle (anche se in parte inventata). Mi piace perchè fatta in gran parte con pezzi di recupero, perchè è un esperimento nell'esperimento, quello di usare legni e accorgimenti non convenzionali. E il risultato alla fine è comunque una strat molto più strat di molte vere strat americancustomshop ed affini, pur con una sua personalità. Molta anima da vendere, poche scuse per le fighette da boutique.
Rispondi
Complimenti come sempre per la chitarra (il ...
di RozzoAristocratico - user #17844 dal 02/02/2009 | 02/02/2012 @ 17:2
Complimenti come sempre per la chitarra (il mojo si sente tutto!), ma cavolo se pure le foto so' belle!
Rispondi
Re: Complimenti come sempre per la chitarra (il ...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 20:2
grazie ! le foto a corredo di una cosa del genere devono essere perlomeno decenti, altrimenti il gusto di leggere diminuisce.....
Rispondi
Il logo
di maurozennaro - user #26860 dal 03/12/2010 | 03/02/2012 @ 09:5
Complimenti! Nemmeno io amo il relic, ma questo mi sembra davvero ottimo e soprattutto molto sensato. Ho una domanda: mi piace moltissimo il tuo logo, si vede che hai una profonda conoscenza del lettering, o quantomeno di quello chitarristico. È una font o l'hai disegnato interamente? Come hai realizzato il logo sulla paletta? Scrivi che è una decal, ma nella foto non vedo nessun effetto di "rilievo", come invece capita con le decal. Hai utilizzato le decal per stampa laser? O invece è serigrafia? Ti sarei grato di un tuo consiglio, io ho usato la decal per la stampa inkjet ma non ne sono soddisfattissimo e sono alla ricerca di una soluzione ottimale.
Rispondi
Re: Il logo
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 11:1
è una decal per laser ha un solo difetto, è molto sensibile ai solventi (praticamente si sciacqua via con la vernice) occorre dare alcune mani leggerissime con una vernice acrilica prima di procedere con la copertura vera e propria......
Rispondi
Re: Il logo
di maurozennaro - user #26860 dal 03/12/2010 | 03/02/2012 @ 11:2
Grazie!
Rispondi
Letto anche quest'ultima parte, ti rinnovo i ...
di OldBoy - user #29456 dal 18/05/2011 | 03/02/2012 @ 11:5
Letto anche quest'ultima parte, ti rinnovo i complimenti! :) Mi sembra proprio una chitarra magica, anche se un po' troppo brillante per i miei gusti, compensa tutto con una voce un po' fumosa veramente magnifica. Sarà merito dell'ebano? :) o dell'acero? Un saluto! M.
Rispondi
Re: Letto anche quest'ultima parte, ti rinnovo i ...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 12:0
chi può dirlo..... sicuramente è anche merito....dell'ampli...... spesso si osannano chitarre e se ne decantano le particolarità a prescidere dall'ampli in cui vengono suonate che, secondo me spesso fa la differenza... grazie comunque ciao
Rispondi
Re: Letto anche quest'ultima parte, ti rinnovo i ...
di OldBoy - user #29456 dal 18/05/2011 | 03/02/2012 @ 12:3
Può essere, non ci avevo pensato! :) aspetto una sua recensione allora. ;) Di nulla, aggiungo che suoni proprio bene poi. Un saluto! M.
Rispondi
Re: Letto anche quest'ultima parte, ti rinnovo i ...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 03/02/2012 @ 20:2
troppo buono.... del resto oramai suono praticamente solo blues..... almeno quello spero (anche se non ne sono sicuro) di suonarlo quantomeno in maniera decente
Rispondi
please allow me introduce myself......
di paolo962 - user #26262 dal 23/10/2010 | 03/02/2012 @ 13:5
ottimo lavoro! Frutto di ingegno, fantasia, ardimento e gusto.... da parte mia assegno molti punti ai Toneprint. la tastiera in ebano stuzzica tantissimo persimo un "maple-ista" come me!!! Del Farfisa non immaginavo l'esistenza, ma le orecchie ci dicono che il binomio funziona bene! Pleased to meet you...
Rispondi
Re: please allow me introduce myself......
di paolo962 - user #26262 dal 23/10/2010 | 03/02/2012 @ 14:0
......naturalmente intendevo i Tonerider............
Rispondi
Eccolo il finale..
di janblazer - user #26680 dal 19/11/2010 | 03/02/2012 @ 16:2
Mi stavo perdendo l'ultima puntata.. quella passata nel laboratorio di liuteria. E' un piccolo ma completo vademecum del relic con interessanti e facili soluzioni che possono essere utili a tutti. Per esempio l'idea del lucido da scarpe marrone sulle parti plastiche è fenomenale. L'inverno scorso ho provato con il the e il caffè, ma non è successo niente e così ho lasciato perdere. E' bastato, si fa per dire, il sole di primavera e dell' estate attraverso i vetri della finestra e il battipenna è diventato del colore che volevo, però con il lucido però avrei fatto sicuramente prima. Complimenti Paolo.. è una bella chitarra e caspita come suona bene !! Ciao ! ;-)
Rispondi
Porca miseria...
di coilvintage - user #29300 dal 04/05/2011 | 12/03/2012 @ 15:4
Te lo dico con un mese e mezzo di ritardo, causa lunga assenza. Racconto sublime, nel senso che, adesso, la tua avventura è anche un po' mia e di chiunque abbia letto tutte le puntate. Suono dell'insieme chitarra-ampli-pickup-mano-testa-cuore-tarli-polvere strepitoso! Io ho una mania tutta mia (altrimenti che mania sarebbe? le manie condivise diventano mode...). Nelle stratoqualchecosa devo sentire più legno e mano che pickup, e qui, secondo me, si sente tutto questo. E dalle foto, poi, si sente suonare odore di bello. Grazie. Fallo ancora!
Rispondi
Re: Porca miseria...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 17/03/2012 @ 03:4
grazie... leggo solo ora, contento che piaccia ! ciao
Rispondi
La tua chitarra è fenomenale!
di damonxxx - user #33409 dal 03/03/2012 | 14/04/2012 @ 17:52:19
...Sto provando a fare le stesse tue migliorie (su per giù) su una squier bullett, il cui manico non mi spiace affatto(anzi)...però avrei il tuo stesso problema...E' CANDIDO sebbene la chitarra abbia 5 anni suonati...Tu consigli il lucido da scarpe...ma col tempo non va via? Inoltre posso chiederti consigli per la riverniciatura del body? L'ho praticamente sverniciato,e ora vorrei colorarlo con pittura alla nitro...Consigli bombolette oppure hai utilizzato pittura a pennello sia per il body che per il manico? Grazie =)
Rispondi
scusa il ritardo ma il ...
di mehari - user #25169 dal 29/07/2010 | 01/07/2012 @ 20:05:37
scusa il ritardo ma il sistema non avvisa dei commenti sugli articoli.....
fai bene a sperimentare.... per il manico io ho usato quel sistema ma poi ho dato una mano (molto leggera) di poliuretanica...in alcuni punti si è anche staccata dando un bell'effetto worn...
per il body puoi usare qualsiasi vernice, se vuoi lucidarlo aspetta almeno un mese o due per la nitro. va bene anche a pennello ma devi dare piùmani visto che dovrai carteggiare di più per eliminare i segni del pennello
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Dieci elettriche iconiche
di alberto La chitarra elettrica tocca l'immaginario, infiamma gli animi e trasforma il...
Pedali, alimentatori, una soluzione economica e un mistero risolto
di JoeManganese Gli alimentatori professionali sono ottimi, ma costano davvero tanto. Se non si...
Quando ha un nuovo disco, anche Gilmour scomoda i Beatles
di RozzoAristocratico Nominare i mostri sacri è un'ottima tecnica per far parlare di sé in...
Lo Speaker
di svalvolman L'altoparlante giusto può esaltare il suono del tuo amplificatore così come...
Yamaha Pacifica 604: pochi soldi spesi bene
di Burats Ogni tanto capita di restare colpiti da strumenti economici e un po' datati. A...

Hot licks
Palestra per bending di redazione
Spazio ai principianti con un fraseggio rock blues che li aiuterà a mescolare tra loro pentatonica maggiore e minore....
Nello stile di Jimmie Vaughan di redazione
In un blues il turnaround sono le due misure che precedono un nuovo chorus e rappresentano un momento risolutivo...
Slide elettrico: suonare più pulito con il damping di redazione
Smorzare la vibrazione delle corde non impegnate a suonare una melodia è fondamentale per un risultato pulito e...
Quanto una pentatonica si arrabbia di redazione
Quanto ci piace farla innervosire questa pentatonica! Un fraseggio stizzito e pungente che aiuterà - soprattutto i...
Usare l'accordo di min7/b5 di Dodo80
Lasciamo la cattedra di Didattica al nostro lettore Dodo80. Dodo ci propone un approfondimento dell'accordo...

I vostri articoli
Supro JB Hutto: quanto vale la vetroresina? di biggiorgione
Il vintage è fatto di qualità liuteristica ma anche di storia. Un pezzo di vetroresina dall'aspetto avveniristico...
Lo Speaker di svalvolman
L'altoparlante giusto può esaltare il suono del tuo amplificatore così come quello sbagliato può rovinarlo,...
Tutto quello che avreste voluto sapere sui rumori di dedo
Sapersi muovere tra alimentatori, cablaggi e schermature è fondamentale per assicurarsi un rig performante e...
La mia prima Stratocaster di Baconevio
Un colpo di fortuna può portarti a casa la chitarra dei tuoi sogni per pochi soldi e fornirti un buon passatempo...
La S@ponetta che conquista di Andrea_98
Il nuovo plettro stampato di Steve Tommasi è arrivato. La Essetipicks S@ponetta si caratterizza per uno spessore...

Lezioni di basso
La tecnica è al servizio della versatilità di dadoneri
Essere un musicista versatile non significa esclusivamente sapersi destreggiar senza problemi tra diversi generi...
In cinque come i King Crimson di redazione
Un’altra lezione per basso e batteria. Lorenzo Feliciati e Lucrezio De Seta ci propongono una serie di studi per...
Arpeggi: studiare & ascoltare di dadoneri
Basso. Lavoriamo su un metodo efficace e solido per colorare i nostri accompagnamenti con fill e fraseggi. Sarà...
I due che suonano in cinque di redazione
Lucrezio de Seta e Lorenzo Feliciati iniziano il loro ciclo di lezioni per batteria e basso. Una serie di appuntamenti...
Groove: pensare da batteristi di dadoneri
Basso. In questa lezione parliamo di groove e cercheremo di pensare come batteristi. Prima ancora di preoccuparci delle...

Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964