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Washburn N7: sette volte Nuno
di alessioshy | 07 giugno 2012 @ 07:30

La Washburn di Nuno Bettencourt è probabilmente una delle chitarre signature più distintive della storia, tanto da diventare un modello a sé con un discreto numero di varianti. La N7 è l'ultimo aggiornamento per gli amanti delle corde extra.
La nuovissima Washburn N7 è un modello a sette corde derivato dalla N4, la chitarra che da sempre ha accompagnato Nuno con gli Extreme di cui tuttora usa il primo esemplare inviatogli a inizio carriera.
La chitarra ha un look aged, invecchiata artificialmente come se riportasse i segni del sudore con gli annerimenti tipici sul corpo e sul manico, così come l'hardware cromato è macchiato ad arte, donandole un aspetto vissuto.

La dotazione di controlli consiste in un solo volume e un selettore a tre posizioni, come usuale per le chitarre di Nuno. L'elettronica prevede il classico Seymour Duncan '59 al manico mentre c'è un cambio di direzione per ponte: un Duncan Super Distortion al posto dell'usuale Bill Lawrence 500 montato sulla sei corde.

Il body è in ontano massello, costruito in due pezzi.
Il manico è un 22 tasti in acero occhiolinato, davvero bellissimo che appaga sguardo e tatto, con tastiera in ebano scelto accuratamente.


Tipico è ormai lo Stephen's extended cutaway, la giunzione recessa del manico a cinque viti che, descrivendo una sorta di semicerchio nel body, aiuta il posizionamento del pollice e della mano in generale negli ultimi tasti, dando quasi la sensazione di suonare con un manico neck through.
Paletta rovesciata e scala da 25.5" completano il manico.
Meccaniche Grover 18:1 visibilmente marchiate e Floyd Rose originale "spazzolato" rispetto la cromatura di serie costituiscono l'hardware.

Come su tutte le Washburn made in USA è presente il sistema Buzz Feiten che regala una migliore intonazione dello strumento ai primi tasti e una generale accordatura più vicina al reale sistema temperato delle note: mantenendo il normale posizionamento dei tasti, grazie a misurazioni compensate fra capotasto e sellette, si dà una sensazione di maggior stabilità agli accordi in prima posizione e con corde a vuoto attraverso la tastiera (a patto di una perfetta regolazione delle ottave).


Per il test ho sfruttato la mia Marshall DSL 2000 sul canale clean con gain vicino al livello di saturazione, passando fra la modalità clean e crunch secondo gli esempi.
Come pedali, il boost del Fuzz Universe e il Detox Eq (signature Gilbert) come equalizzatore sottrattivo per passare rapidamente da clean a crunch, mantenendo un suono saturo (esempio funk).

In apertura ho suonato un brano del repertorio low tuned di Nuno, nel quale la chitarra sei corde su disco è accordata in drop C (CGCFAD): ho subito pensato di sfruttarla 1/2 tono sotto per poter ricorrere all'uso del si grave, usando la sette corde nel suo territorio più classico.
Ho poi sviluppato l'aspetto dell'intonazione della chitarra, suonando degli arpeggi con accordi estesi alla settima corda e, come si può notare, la chitarra è ben intonata.


Il suono dei pickup appare subito senza compromessi. Sono molto pronunciati sul registro medio-alto, uniti alla generosa uscita generale dello strumento che denota grande risonanza unplugged.
In territori più funky, la combinazione dei pickup in serie dona la giusta acidità per suonare parti molto presenti, sia sfruttando suono pulito sia saturo, mentre il pickup al manico mantiene le caratteristiche del classico '59 studiato per la sei corde, rotondo quanto basta per ottenere un suono più vicino a sonorità jazz e adattarsi a un walkin' bass senza mai essere slabbrato.
L'unico appunto a questi Duncan è che possono apparire sgranati senza un accurato lavoro sull'equalizzazione. L'uso di un leggero boost, come in prova, aggiungerà la nitidezza necessaria a un uso che non preveda solo power chord.

La conclusiva "Shut up and drive" di Rihanna mette la chitarra a confronto con sonorità crunch sei e sette corde, cambiando di registro e fra clean e assolo, sfruttando per tutte le parti il pickup al ponte che pecca di quella nitidezza cui accennavo e il pickup al manico nella parte finale dell'improvvisazione.
Un punto a favore è certamente il manico davvero eccezionale, profilo a C con spalle molto pronunciate soprattutto nei primi tasti, tanto da far sì che la tastiera sia visibile guardando dal retro del manico. La solidità del Floyd Rose originale è fuori discussione, anche se su una sette corde sarebbe stato interessante sfruttare un ponte poggiato al body.
Interessante lo Stephen's cutaway e il suo attacco piattissimo al body, pregevole il sistema Buzz Feiten che si denota ai primi tasti.

Unico neo la regolazione del truss rod che, trovandosi a fondo manico, è di difficile accesso nonostante lo scasso ricavato nel body e la chiave a brugola di dimensioni ridotte, tagliata (in effetti rozzamente dopo la cromatura) forse troppo corta: sarà meglio rimuovere il pickup in questo caso.

Meno favorevole è il suono generale dei pickup, troppo a senso unico, ma trattandosi di una signature a sette corde sviluppata da Nuno per suonare potenti tappeti di power chord nei brani live di Rihanna, la scelta è corretta: non ricavabili i puliti cristallini simil-Stratocaster, ma oggettivamente non è quello che si cerca o ci si aspetta da una chitarra come questa.

Washburn è distribuita in Italia da Master Music.
nuno bettencourt
chitarre elettriche - washburn - n7

Link utili
Buzz Feiten
Washburn
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Commenti
Se ne sentiva il bisogno ...
di Zio Kansas - user #13746 dal 08/12/2007 | 07/06/2012 @ 11:17:57
Se ne sentiva il bisogno della centosettantasettesima versione di questa chitarra....smontare il pickup al manico per regolare il truss rod lo ritengo molto comodo..
Rispondi
Ma c'è ancora lo split ...
di RedRaven - user #20706 dal 10/09/2009 | 07/06/2012 @ 13:08:40
Ma c'è ancora lo split dei pickup? sulla mia N2 c'è e specie al ponte fa una differenza abissale. Non ho mai sentito la mancanza del controllo dei toni, tra l'altro.
L'accessibilità del truss rod sulla N2 è migliore, ma c'è da dire che in 15 anni oltre a essersi reliccata da sè non ha mai avuto bisogno di molte regolazioni del manico: anche l'accordatura è di una stabilità pazzesca grazie al floyd rose.
L'acero occhiolinato sporcato e invecchiato è uno spreco.
Rispondi
Split
di alessioshy - user #12445 dal 16/04/2007 | 07/06/2012 @ 13:21:35
Ciao, lo split non c'è ed oggettivamente potrebbe essere annoverabile fra i "minus".
L'ho notato, anche se oggettivamente come ho scritto, è una chitarra votata ad altri suoni, complice anche il duncan al ponte.
Il suggerimento dello smontaggio pup è per evitare di rovinare o essere macchinosi e per lavorare in libertà, ma sono d'accordo che fosse più comodo l'accesso sulla N2 o la stessa N4.
D'altro canto, dovendo regolare il truss rod su di una stratocaster 60, sempre a fondo tastiera, dovremmo smontare il manico, ma non per questo non la vorremmo suonare.
Rispondi
Bella rivisitazione
di davo - user #31664 dal 04/11/2011 | 07/06/2012 @ 14:43:46
Il truss rod a fondo manico in effetti è un po' scomodo, però c'è da dire che non ci lavori ogni due minuti e che una volta trovato il giusto equilibrio lo lasci così per mesi (quantomeno questa è l'esperienza sulle mie strat, che hanno manici più spessi).
La mancanza del controllo del tono invece proprio non la capisco; secondo me il fatto di non poter agire sugli alti mentre si suona toglie moltissima espressività ad una chitarra.
Esteticamente bella, tranne per il birdseye maple (gusto personale).
Rispondi
bella chitarra, bei suoni. non ...
di JackDynamite - user #14761 dal 10/05/2008 | 08/06/2012 @ 02:25:4
bella chitarra, bei suoni. non si possono dire sgranati i SD, smettete di ascoltare i super compressi dimarzio perfavore, senò vi rovinate il metro di valutazione!
Ciao!
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SD vs ...lawrence?
di alessioshy - user #12445 dal 16/04/2007 | 08/06/2012 @ 13:23:31
Ciao Giacomo! Questo distortion si, risulta aperto nelle medio alte e povero di basse, per cui è si compatto, ma manca di definizione che nel video ottengo sfruttando leggermente un boost ed usando alti livelli di presence (cosa che assolutamente amo).
Il confronto diretto si può ascoltare con il bill lawrence della N4 che pur avendo un'uscita più elevata è decisamente più definito ed ha fatto un po' la "storia" degli anni 90 per il suono della chitarra con l'ADA mp1 in Pornograffitti soprattutto. Abituato a quello e in generale ai più bilanciati dimarzio sulle mie chitarre, questo Duncan mi ha dato questa impressione.
Non essendoci un modello BL per 7 corde, la scelta di Nuno è ovviamente stata tesa ad accoppiare il 59.
Ad ogni modo, un'ottima chitarra molto risonante da spenta ed un ottimo manico.
Rispondi
complimenti Alessio, gran bella recensione. ...
di m_statzu - user #31344 dal 19/10/2011 | 10/06/2012 @ 16:21:50
complimenti Alessio, gran bella recensione.
conoscenze a palate, e una versatilità invidiabile!
Rispondi
Gran bella chitarra!
di Giana29 - user #33708 dal 28/03/2012 | 11/06/2012 @ 14:42:38
Gran bella chitarra! Sono alla ricerca di una sette corde, il suono mi piace molto e vorrei sapere come è il profilo del manico.
Ps Come si chiamala prima canzone?
Rispondi
Neck shape
di alessioshy - user #12445 dal 16/04/2007 | 11/06/2012 @ 15:16:18
Ciao! dai un occhio alla descrizione nell'articolo, il manico è eccellente e la foto del retro può rendere bene l'idea delle misure.
Spalle molto pronunciate a V specie ai primi tasti, C per il resto del manico, abbastanza piatto sul fondo.
Comodo!

p.s il primo brano come dico nel video è "megaton" dei dramagods, normalmente suonato da Nuno in drop C, mentre io l'ho proposto in versione 7corde in SI
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