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Amplificatori e ambienti
di paoloanessi | 08 giugno 2012 @ 07:30

Dallo studio di registrazione al giardino passando per il bagno. L'ambiente di ripresa conta molto per il risultato finale e non sono poche le voci che circolano intorno a determinati luoghi. Noi abbiamo voluto testare se il gabinetto, oltre l'ispirazione, aiuta anche l'acustica.
Il suono di un amplificatore posizionato in ambienti diversi può cambiare radicalmente. Per potere apprezzare meglio le differenze, per il nostro esperimento abbiamo utilizzato sempre gli stessi settaggi dell'ampli e microfonato sempre alla stessa distanza e con le stesse impostazioni.

I diversi ambienti scelti per l'esperimento sono stati una sala di ripresa trattata acusticamente, due stanze di diverse dimensioni non trattate, una stanza da bagno e il giardino.
Alcune delle riprese sono state effettuate sfruttando la stessa take memorizzata in una loopstation, mentre altre sono state di nuovo suonate direttamente: il materiale musicale di esempio comprende in tutti i casi un arpeggio e una ritmica funky puliti, più un giro blues e dei lick con suono distorto.

Abbiamo utilizzato un setup portatile composto da un MacBook con Pro Tools, una MBox2 ed un AT4050, un LDC in configurazione omnidirezionale. La scelta di questa figura polare è dovuta alla volontà di avvicinarsi, per quanto possibile con un solo microfono (un metodo ancora migliore sarebbe stato l'utilizzo di una Dummy Head), alla reale percezione delle nostre orecchie.
L'asta è sempre stata posizionata a un metro di distanza dall'ampli, e il microfono a 1,80m di altezza. L'amplificatore usato è un Marshall Combo JTM60, la chitarra una Fender Stratocaster Japan con pickup Van Zandt Blues e la loopstation una Digitech JamMan.


Tutte le riprese audio che sentirete nel video sono state lasciate completamente flat, e le variazioni di volume fra una location e l'altra sono dovute esclusivamente alla diversa pressione sonora sviluppatasi negli ambienti: le variazioni di volume all'interno dei singoli clip (es. fra l'arpeggio e la ritmica funky) sono invece dovute ai diversi pickup e alla naturale dinamica del suonato.

Le prime tre registrazioni sono state effettuate nella live room, posizionando il combo prima a ridosso di una parete, poi più al centro nella stanza, e infine sempre al centro ma inclinato verso l'alto.

Confrontando la posizione rasente al muro e quella spostata di un metro verso il centro della stanza, la variazione non è macroscopica, ma si può nondimeno udire come il secondo suono sia più snello, leggermente meno corposo ma allo stesso tempo anche più aperto e meno imballato su certe frequenze, che stando troppo vicini al muro assumono particolari risonanze.

Inclinando l'ampli verso l'alto, con una angolazione tale da puntare i coni in direzione del microfono, si ode invece una notevole differenza: la maggiore direttività delle onde sonore all'aumentare della frequenza fa sì che, in questa posizione, il suono risulti molto più chiaro e squillante, con più dettagli e un suono percepito come meno distante.
Questo passo ci induce a una riflessione e a un consiglio.
Spesso capita, suonando dal vivo, di appoggiare semplicemente l'ampli sul palco, puntato ad altezza piedi, e iniziare a suonare, avvertendo però una mancanza di alte. Si va così ad agire sull'equalizzazione della chitarra, sull'ampli o tramite un pedale. In sala (e ovviamente nel microfono, se presente) però a questo punto il suono sarà sbilanciato, eccessivamente brillante e comunque diverso da quello che il chitarrista vorrebbe raggiungere in primo luogo. Una soluzione tanto semplice quanto efficace può essere quella di inclinare l'ampli: in questo modo la percezione del proprio suono da parte del musicista sarà più corretta. Si potrebbe obiettare che, così facendo, sarà il suono in sala a soffrirne: vero in parte, in quanto l'acustica della sala nella sua totalità e soprattutto il sound reinforcement tramite microfonazione possono comunque compensare questo eventuale svantaggio.

Il suono dell'amplificatore nelle due stanze non trattate appare immediatamente molto diverso. Il contributo dell'ambiente è di gran lunga maggiore, e le early reflections sono ben udibili. Le due parti suonate in questo caso sono identiche (loopstation), per rendere meglio apprezzabile la diversa percezione di spazio.
Notiamo che in entrambi gli ambienti il riverbero e le risonanze proprie della stanza generano un suono difficile da gestire, sia da parte del musicista (che si trova a far fronte a buildup e cancellazioni imprevedibili) sia del fonico: soprattutto nella stanza più grande vi è un riverbero lungo (per giunta non particolarmente gradevole) che crea una forte sensazione di confusione, particolarmente disdicevole sul distorto.

La ripresa in giardino ci dimostra come il suono di un ampli, in uno spazio aperto, sia molto diverso da come siamo abituati ad ascoltarlo. Asciutto, graffiante, un po' scarico di basse ma al contempo lineare, un suono che potrebbe adattarsi bene a una produzione dalle tinte vintage. Negli anni '60 e '70, infatti, non era così raro registrare strumenti e voci anche in esterna: in diversi dischi rock dell'epoca se ne trovano esempi interessanti, una pratica purtroppo andata perdendosi.

L'acustica della stanza da bagno, luogo oggetto di speculazioni e miti. Miti tutt'altro che infondati, comunque: certi bagni possiedono davvero un'acustica gradevole e, non per nulla, in molti riverberi artificiali è implementato l'algoritmo bathroom.
Nel nostro caso si è rivelata divertente ma abbastanza ingestibile. La combinazione di dimensioni ridotte (stanza lunga e stretta) e pareti piastrellate si è dimostrata micidiale per la chitarra elettrica: un riverbero notevole associato a somme e cancellazioni di fase imprevedibili hanno restituito un suono distante ma al contempo rimbombante e tagliente.
Ciononostante, con uno strumento dalle differenti caratteristiche, magari acustico, varrebbe la pena di ripetere l'esperimento: i risultati potrebbero essere molto migliori.
Il posizionamento dell'ampli in un determinato ambiente e in una determinata posizione, quindi, può davvero influenzare in modo determinante il suono e con esso anche il modo di suonare: un elemento estremamente importante che non va trascurato, perché può aiutare moltissimo sia a ritrovare il proprio sound casalingo anche all'esterno, sia a registrare la propria performance con il suono più adatto e più efficace.

E ora, armati di prolunghe, buona sperimentazione!
amplificatori tecniche di registrazione
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Commenti
Articolo interessante. Comunque sia, lavorando ...
di clust - user #23186 dal 25/02/2010 | 08/06/2012 @ 09:39:0
Articolo interessante. Comunque sia, lavorando in close mic, la maggior parte di tutte queste "pippe mentali" spariscono..
Rispondi
Pippe mentali? Per me sono ...
di Burats - user #16167 dal 21/09/2008 | 08/06/2012 @ 12:58:32
Pippe mentali? Per me sono influenze sul suono che si può imparare a sfruttare! ;-)
Rispondi
L'uso costante della registazione digitale ...
di enfant_idiot - user #21253 dal 25/10/2009 | 08/06/2012 @ 16:01:59
L'uso costante della registazione digitale e degli ambienti artificiali ci hanno un po' desensibilizzato, credo. Ma in realtà, il suono "è" l'ambiente...
Rispondi
Eh... digitale e moderno quanto ...
di clust - user #23186 dal 25/02/2010 | 08/06/2012 @ 16:23:09
Eh... digitale e moderno quanto vuoi ma se non hai una stanza trattata a dovere l'ambiente te lo scordi e hai solo rientri e riflessioni....
Rispondi
Sicuro, però gli ambienti "preimpostati" ...
di enfant_idiot - user #21253 dal 25/10/2009 | 08/06/2012 @ 16:36:43
Sicuro, però gli ambienti "preimpostati" limitano la sperimentazione. Se vuoi il suono "pulito" e "giusto" dei dischi di successo, è ok, se vuoi qualcosa di diverso e un po' sorprendente, vale la pena provare. Non sono un passatista e mi piacciono tutte le simulazioni. Però mi piace anche provare a costruire il suono pezzo per pezzo, sentire l'impatto dell'onda sonora su di me e sull'ambiente in cui mi trovo. Per questo credo che quanto dice l'articolo non sia inutile, o solo un esercizio teorico, ma sia uno stimolo a provare ad uscire dalle strade facili ma a volte limitate dei plug-in e simili... oppure semplicemente imparare che dietro le simulazioni c'è un'esperienza reale che ci può far capire qualcosa di più del virtuale...
Rispondi
non e' una pippa mentale... ...
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 20/06/2012 @ 13:47:21
non e' una pippa mentale... semmai e' qualcosa che prendi in considerazione se, oltre all'irrinunciabile microfono appiccicato al cono, ne metti qualcuno anche piu' lontano...
Rispondi
Certo, per farlo però bisogna ...
di clust - user #23186 dal 25/02/2010 | 20/06/2012 @ 14:01:01
Certo, per farlo però bisogna avere un ambiente "trattato" come Dio comanda...Prova a mettere un microfono anche ad 1 piede dall'ampli in un ambiente non trattato e vedi quanti riflessioni ti ritrovi nella traccia e quelle non le togli mai più. Sempre se si è alla ricerca di un risultato professionale. Se poi si vuole sperimentare e basta ben venga però anche in questo caso, le distanze/posizionamenti e risultati rispetto ad un ambiente trattato saranno sempre falsate.
Rispondi
io ho risposto ad una ...
di yasodanandana - user #699 dal 26/09/2002 | 20/06/2012 @ 14:15:59
io ho risposto ad una tua affermazione che definisce "pippa" ogni attenzione all'ambiente...

secondariamente, se uno mette il suo bel microfonetto a pochi centimetri dal cono e ne usa un secondo per riprendere l'ambiente, la cosa risulta interessante qualsiasi sia l'ambiente...

certo, se uno registra l'ambiente nello stesso canale del microfono ravvicinato e lo ha mixato a volume decisamente alto puo' trovarsi a sorprese... ma anche se lo fa in un ambiente trattato..

ma, in ogni caso, si tratta di aggiungere del riverbero, e il riverbero che ci risulta interessante, di solito non e' quello della sala di ripresa di uno studio, ma quello di un ambiente vivo, reale..

quindi l'idea che gli ambienti non trattati, siano, di per se e assolutamente, inadatti all'aggiunta di ambienza ad una ripresa pro di ampli da chitarra e' una bischerata...
Rispondi
Per quanto riguarda gli ambienti ...
di Sykk - user #21196 dal 21/10/2009 | 08/06/2012 @ 11:23:01
Per quanto riguarda gli ambienti ho sperimentato, e più che altro direi che cambiano le basse frequenze.
Oltre al riverbero e ad eventuali risonanze ovviamente.

Sulla questione del raggio molto direzionale di frequenze acute che esce dai coni, ho anche scritto un articolo proponendo varie soluzioni indicando qual’era secondo me la migliore.
Molti affermarono che si tratta di un falso problema, peggio per loro, continueranno a non sentirsi mentre in sala la gente perderà l’uso dell’udito.

Complimenti, bellissimo articolo.
Rispondi
Bravissimo
di alberto90 - user #19267 dal 11/05/2009 | 09/06/2012 @ 10:23:20
" Sulla questione del raggio molto direzionale di frequenze acute che esce dai coni, ho anche scritto un articolo proponendo varie soluzioni indicando qual’era secondo me la migliore.
Molti affermarono che si tratta di un falso problema, peggio per loro, continueranno a non sentirsi mentre in sala la gente perderà l’uso dell’udito. "

Concordo in pieno !!! E dire che risolvere il problema è veramente facile, e a questo proposito ho anche quasi pronto un articolo dove ho studiato in modo sperimentale una soluzione.
Rispondi
Che figata di articolo! Tra ...
di Ale77 - user #25900 dal 28/09/2010 | 08/06/2012 @ 12:43:41
Che figata di articolo! Tra tutti gli esperimenti del video quello che preferisco e' quello all' esterno... si sentono pure i passeri! :)

ciaociao
--Ale
Rispondi
..in bagno???
di gierremusic - user #6188 dal 02/12/2004 | 08/06/2012 @ 14:05:10
..la foto non è chiara in bagno è per terra o sopra la tazza acustica???

...si puo' abbinare anche un trombone??
Rispondi
però!! in bagno non ...
di ivaneffect - user #12070 dal 18/02/2007 | 08/06/2012 @ 19:31:50
però!! in bagno non suona mica male !! :D
Rispondi
codesta tecnica è stata sfruttata ...
di mondonexus - user #7209 dal 07/04/2005 | 08/06/2012 @ 19:38:37
codesta tecnica è stata sfruttata per registrare uno dei più grandi album della storia ovvero "Exile on main Street" degli Stones ... c'è un passo nella sua bio in cui spiega tutto ... altro che pippe!
Rispondi
ottima prova
di Floyd - user #143 dal 06/03/2002 | 20/06/2012 @ 13:01:30
ottima prova e ottimo articolo. complimenti.
grazie per questo lavoro.
ciao
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