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DV Mark Frank Gambale Combo
DV Mark Frank Gambale Combo
di - user #19289 dal 12/05/2009 |

Scegliere un amplificatore vuol dire prendere in considerazione molti aspetti: peso, suono, versatilità, necessità. Il DV Mark Frank Gambale, con la sua circuitazione ibrida e il suo cono al neodimio, combatte ad armi pari con i migliori ampli di una vita intera.
Amici Accordiani, vorrei condividere alcune impressioni in merito agli amplificatori per chitarra, riportando anche un breve giudizio sul mio ultimo acquisto, il DV Mark Frank Gambale, recentemente testato su una nota rivista di settore con giudizi a mio avviso non aderenti alla realtà (certo, se gli ampli da jazz vengono testati da chi jazz non lo suona...).

Prima di affrontare l’argomento direi che è doveroso darvi alcuni dettagli:
- suono prevalentemente jazz
- in tanti anni ho praticamente posseduto/suonato tutti gli amplificatori più importanti
- suono la chitarra da quando avevo otto anni (e ora ne ho quaranta), ho sempre studiato (vado ancora oggi a lezione) e ho fatto un percorso piuttosto simile a quello di tanti altri. Fino a 15 anni chitarra classica, da 15 a 20 anni cover band pop, da 20 a 28 anni rock-hard rock-heavy metal (e chi non rimase impressionato da Van Hallen, Satriani, Stivie Vai e poi Metallica, Anthrax etc), jazz negli ultimi 12 anni.

Dicevamo degli ampli. Mi limito a elencare brevemente i modelli che ho utilizzato per più tempo, suddivisi per genere musicale.

Pop
Tantissimi ampli, ma in generale ho suonato un Marshall JCM 900 combo (cento watt) e, successivamente, un Lab Series (trattasi di un combo a transistor sullo stile del Roland Jazz Chorus con due coni da 12" con un suono pulito veramente bello) insieme a un multieffetto Yamaha FX 500 prima e a una pedaliera Boss ME10 successivamente. Tra i due multieffetti, il Yamaha era veramente bello nelle modulazioni mentre il Boss aveva delle buonissime distorsioni.

Rock-hard rock-heavy metal
Il migliore che ho avuto è stato il Marshal JCM 800 (testa-cassa). Purtroppo ho avuto solo il cento watt (dico purtroppo perché il cinquanta watt era ancora meglio). Ho anche suonato alcuni mesi con VHT testata 50 watt (non mi ricordo il modello esatto, ma suonava bene per i gusti dell’epoca) e con un sistema a rack con pre Carvin Quad X Amp, multieffetto Alesis e finale Brunetti Silver Bullet (tuttavia mi sento di sconsigliare queste soluzioni perché veramente troppo complicate).

Jazz
Sono tornato inizialmente ai Fender! Ho avuto il The Twin Red Knobs (bel pulito ma ampli veramente troppo potente), il De Ville 2x12" Made In USA (in generale un ottimo ampli, anche se è bello solo il canale clean) e adesso ho un SuperReverb '65 Black Face. Credo davvero sia il migliore di tutti per fare jazz, blues, funky (in questo caso soprattutto con la Stratocaster) e, in generale, è il più bell’ampli tra i tanti che ho avuto la fortuna di possedere e di suonare.
Insieme al SuperReverb, ho avuto per un paio d’anni un Roland JC120. Ampli un po' freddino, soprattutto con il chorus acceso, ma veramente molto bello. In generale lo usavo con la archtop (Ibanez Gorge Benson GB-10) e con la semiacustica (ho una chitarra costruita da un bravo liutaio delle mie parti).
Si può dire quindi che ero arrivato a un livello di attrezzatura molto soddisfacente, ma c’era un però: il Roland JC 120 pesa 28 kg e il SuperReverb 24 kg, ma è molto più ingombrante da trasportare e non ha neanche le ruotine.

A un certo punto la mia schiena a detto basta, per questo ho dovuto considerare la necessità di accettare qualche compromesso per rimanere in salute.
Prima decisione da prendere: sacrifico il Roland o il SuperReverb?
Dopo giorni di sofferte valutazioni ho opzionato per il sacrificio del Roland. Perché? Semplice! Suono molto più spesso jazz-fusion e quindi avrei dovuto trasportarlo molte più volte. Quindi il monumentale SuperReverb è rimasto nello studio (non di registrazione purtroppo, intendevo proprio lo studio di casa) e di lì si muove meno di tre volte l’anno per le sporadiche suonate più bluesy. Lo uso però tutti i giorni per studiare (ho la fissa che gli ampli a valvole si rovinano se non utilizzati frequentemente).

Inizialmente ho sostituito Roland JC120 con un Roland Cube 80X. Ovviamente ho usato solo il canale pulito e quindi non darò nessuna impressione sulle simulazioni disponibili on board.
Non è affatto un brutto ampli. Fa il suo e pesa meno di 13 kg (veramente un beneficio per la mia schiena). Il chorus in dotazione non si può proprio sentire, mentre il riverbero è dignitoso. Il volume disponibile è adeguato per il jazz, anche in derive più fusion con basso elettrico e batteria che picchia (chiaramente in relazione al genere). Ovviamente non c’è proprio neanche lontanamente paragone con il JC120 (sul canale clean del Cube 80 i vertici Roland hanno scritto JC Clean, a mio avviso però senza alcun senso). Anche il prezzo è tutto sommato onesto. In generale meglio con la semiacustica che con la archtop, dove la cassa chiusa tende a inscatolare un po’ il suono. Con la Stratocaster o con altre solid body non l’ho mai usato e quindi non ho valutazioni. Alla fine sono giunto alla conclusione che, senza disprezzare affatto il dignitosissimo Cube, avevo bisogno di una soluzione migliore.

Inizialmente avevo pensato al Polytone Minibrute II (quello con il cono da 12"). Ero quasi convinto, ma alla fine ho desistito. Semplicemente non me la sono sentita. Chi sceglie quell’ampli di fatto prende una decisione definitiva: suona jazz con la archtop.
In questo trovo il Polytone addirittura superiore allo splendido Roland JC120 (sempre con la Gearge Benson GB10 ovviamente). Però il Polytone garantisce veramente pochissimi margini di flessibilità.


Alla fine, cercando di trovare un’idea nei vari forum, con una determinazione crescente per il fatto di aver dovuto nel frattempo trasportare il SuperReverb, ho per la prima volta posto attenzione al DV Mark modello Frank Gambale. Mi sono recato quindi in un negozio che lo aveva disponibile (ovviamente non dico quale perché non sono favorevole alla pubblicità gratuita) per una prova.
Come al solito non scenderò nei dettagli tecnici, per questo esistono le schede tecniche facilmente consultabili in internet. Io mi limiterò a dare delle valutazioni su aspetti pratici.

Suono pulito molto bello, con possibilità di spingersi anche ad alti volumi senza nessuna distorsione. Inoltre la presenza del gain e del master aiuta molto con la archtop, dove posso posizionare il gain a 3 o 4 e regolare il volume con il master senza nessun problema di feedback (devo dire che comunque la George Benson è veramente molto gestibile e forse facilita questo importante aspetto). Il cono al neodimio è molto aperto, in ciò aiutato dalla cassa non completamente chiusa posteriormente. Ma ciò che è più importante, il canale clean è versatilissimo e accetta bene i pedalini. Per la cronaca, ormai uso per praticità solo i Boss, quasi tutti standard a eccezione del SD1 che ho modificato con notevoli benefici, ma credo che questo ampli si adatti bene a pedali di tutte le marche.
Lo uso poco (per non dire mai), ma l’ampli ha anche un secondo canale con pre a valvole. Il suono non è male, ma certamente non stiamo parlando di un canale molto versatile. Secondo me per suonare fusion è molto bello, ma oltre quello non vai. Non ci suonerei mai blues o rock, ma francamente non ci suonerei nemmeno pop (nel caso, meglio utilizzare il clean con un overdrive o distorsore esterno). Direi che è una opzione disponibile, ma l’ampli non si compra certamente per questo canale. Fate attenzione però, perché DV Mark esalta particolarmente il canale con il pre-valvolare, quindi il mio giudizio è un po’ in controtendenza.

Il costo è francamente alto, soprattutto per chi attribuisce meno valore agli ampli non valvolari (penso che siano in molti, ma io non sono d’accordo). In più non credo che tutti siano disponibili o in grado di spendere più di 8cento euro in questo periodo non facile (tuttavia si trovano offerte anche sul nuovo). Però è costruito veramente bene e suona come un ampli che all’interno ha il 100% di materiali di alta qualità.
Pesa circa 11 kg e si trasporta con estrema facilità, con grande gioia della mia schiena.

Fatto un minimo di valutazione tra i pro e i contro, come dicevo all’inizio ho proceduto con l’acquisto. Dopo un po’ di tempo, passata la sbornia iniziale, devo dire di aver fatto bene.
Se suonate jazz, ma anche funky, fusion e pop, e state cercando una soluzione facilmente trasportabile senza compromessi di qualità io mi sento di consigliare una prova del DV Mark in questione. In più, è stato per me un piacere acquistare un prodotto interamente italiano, ma mi rendo conto che questo aspetto rimandi a sentimenti soggettivi.
Si può dire tutto ciò che si vuole sugli ampli, ma alle tre di notte, dopo aver già scaricato la macchina, montato il palco e suonato 2-3, ore io non ci credo che non abbiate mandato qualche accidente al fondamentale ampli valvolare di turno, di qualità magari irraggiungibile, ma pesante come un pianoforte a coda.

Morale della favola?
Anche questa volta sono arrivato alla conclusione che la qualità si paga, ahimè. Il Cube 80X è onesto, ma il DV Mark che costa più del doppio è un'altra cosa, tanto da non farmi rimpiangere affatto il JC120 (cioè il gold standard per qualità e versalità dei suoni puliti). Trovo inoltre insensato scandalizzarsi di un costo importante per ampli non valvolari (Polytone, Roland JC 120, da oggi DV Mark). Secondo il mio modestissimo parere la qualità si paga indipendentemente dal meccanismo di funzionamento. A volte ho l’impressione che le nostre valutazioni siano un po’ ideologiche.
Il peso dell’ampli è molto importante per il chitarrista comune mortale che si deve trasportare l’attrezzatura ogni serata. Fino a quando non sarete famosi e avrete qualcuno che Vi porta gli strumenti, consiglio di includere anche il peso e la trasportabilità tra i criteri di valutazione di un ampli.
frank gambale
amplificatori - dv mark - frank gambale combo

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Commenti
Parole sacrosante
di nocommentnews - user #34810 dal 06/06/2012 | 10/07/2012 @ 19:13:15
.................
Rispondi
Ci penserò...
di Rothko61 - user #32606 dal 11/01/2012 | 10/07/2012 @ 20:56:11
Forse hai ragione: un po' di ideologia c'è.
Io ho più di 50 anni, qualche ernia e un passato glorioso nei reparti di neurochirurgia.
Forse un pensierino ai non valvolari ce lo farò, magari andando a provarne qualcuno.
Di portarmi appresso mezzo quintale di ampli sono un po' stufo...
Rispondi
Tornando a parlare di ampli ...
di Khayalan - user #32336 dal 22/12/2011 | 10/07/2012 @ 21:04:51
Tornando a parlare di ampli italiani, leggeri e di qualità: a breve esce la nuova serie di Roberto Tittarelli, sempre a transistor. Sicuramente da provare ;)
Rispondi
Veramente una bella recensione, complimenti ...
di Khayalan - user #32336 dal 22/12/2011 | 10/07/2012 @ 21:02:25
Veramente una bella recensione, complimenti!
Cosa rende cosi poco flessibile il canale distorto (secondo te, ovviamente)? A me servirebbe proprio per blues e rock classico, un buon crunch insomma.. Niente di iperspinto, ho giù superato quella fase XDD
Rispondi
Ciao e grazie per i ...
di binip - user #19289 dal 12/05/2009 | 11/07/2012 @ 09:37:54
Ciao e grazie per i graditi complimenti.
Provo a rispondere alla tua domanda; il canale 2 del DV Mark Franck Gambale è copncepito per generare una dostorzione attraverso la saturazione delle valvole del pre. Tuttavia il finale solid state conferma la sua caratteristica di estrema pulizia. Per questo motivo, indipendentemente dal livello di distorzione, che può essere anche elevato, il suono di questo canale sarà sempre molto definito e, per il mio gusto, ideale per suonare fusion.
In realtà per blues e rock classico, ci tengo a sottolineare sempre secondo me, è più importante la saturazione del finale ed in questo caso le valvole sono molto importanti.
Visto che l'articolo metteva in evidenza l'importanza del peso, credo che due ampli da provare potrebbero essere il fender Deluxe Reverb o il Peavy Classic 30. Il Deluxe l'ho suonato tantissime volte, persa 18 kg ed ha 22watt con 1 cono da 12 e valvole finali 6L6. A volumi ragionevoli puoi già ottenere un crunch molto cremoso che puoi gestire fino al pulito con il volume della chitarra o saturare ulteriormente con un pedalino over drive. Il Classic 30 persa sempre 18 kg, ha 30 watt con 1 cono da 12 ma le valvole finali sono le EL84. In questo caso il passaggio da clean a crunch è più rapido ed il suono è un pò più aggressivo a casua proprio delle valvole EL84. Io ho avuto il Classic 30 per una paio di mesi ma l'ho rivenduto per comprare il SuperReverb proprio per questa maggiore aggressività rispetto al mondo Fender, che non è assolutamente un difetto ma una caratteristica.
Rispondi
Grazie per la risposta, veramente ...
di Khayalan - user #32336 dal 22/12/2011 | 11/07/2012 @ 10:07:53
Grazie per la risposta, veramente esaustiva :)
Ho intenzione di fare un confronto diretto tra la DV Mark Galileo 15C (una versione combo dell'omonima testata, con la gadita presenza di un reverbero Accutronics e di una sezione overdrive come plus) e il Fender Deluxe Reverb.. Ti farò sapere!
Rispondi
ciao, grazie per l'articolo, semplice ...
di accademico - user #19611 dal 10/06/2009 | 10/07/2012 @ 22:16:08
ciao, grazie per l'articolo, semplice e verace, ne avevamo parlato qui,

vai al ink

ma non c'era riscontro con una prova diretta, (la farò al più presto). Potresti farci un paragone con il minibrute per suoni puliti da jazz classico, con una archtop?
In pratica, se ho ben capito, suona un po' più caldo del Jc ma senza la spazialità dei due coni.
Rispondi
Commentare i Polytone è piuttosto ...
di binip - user #19289 dal 12/05/2009 | 11/07/2012 @ 09:56:36
Commentare i Polytone è piuttosto difficile perchè il suono cambia non solo da modello a modello ma anche da produzioni recenti e d'annata. Io posso portare una piccola espreienza con un Polytone Minibrute II di recente produzione provato con la mia Ibanez Gearge Benson GB10. Purtroppo si è trattato solo di una prova in negozio, quando ho poi deciso si non acquistarlo; non ho avuto purtroppo esperienze in sala prove o live. Il discorso è diverso per il JC, che ho suonato come ampli principale per 2 anni e, adesso, per il DV Mark che uso da un mesetto ma con cui ho già fatto diverse prove ed una esperienza live.
Ciò detto, il Polytone che ho provato è secondo me il massimo per suonare jazz classico con una Archtop. Ha una caratteristica predisposizione a far uscire le frequenze medio-basse e questo determina un suono caldo e così ricco di sustain che può essere suonato senza reverbero (che comunque non è un granchè). Non ho ad oggi mai provato niente di migliore per il fraseggio jazz. Come sempre c'è un però! Col il Polytone ci suoni SOLO con le Archtop e di fatto hai un unico suono (il meglio che c'è sul tema, ma chiaramente è l'opposto della versaltilità); inoltre tende ad avere l'effetto collaterale di 'impastare' un pò il suono sul comping e, purtroppo io non l'ho fatto, andrebbe verificata la capacità di uscire dal mix con una band in presenza di basso o contrabbasso.
Il DV Mark è meno corposo del Polyton ovviamente; ha un suono un pò più scavato sulle medie ed ha un suono meno caratterizzato del Polytone che risponde molto di più all'azione sull'equalizzatore. Il suono è comunque caldo ed una via di mezzo esatta tra il JC ed il Polytone sul fraseggio. A mio avviso il DV Mark è superiore al Polyton sul comping ed ha una prospettiva di uscire meglio dal mix di una band. Per il comping il megliore rimane comunque il JC perchè come dicevi tu ha una maggiore spazialità.
Rispondi
Bell'articolo! Sono possessore di una ...
di SuperAdrian76 - utente non più registrato | 11/07/2012 @ 09:50:35
Bell'articolo! Sono possessore di una Little 40 L34 + cassa C212S e sono prodotti assolutamente all'avanguardia, sia tecnologicamente che nel sound e, soprattutto, come hai giustamente rimarcato te, hanno un peso umano!!!
La fattura è superlativa e il suono è meraviglioso, in più è un prodotto interamente Made in Italy! Per me DV Mark tutta la vita (anche perchè un ampli così costoso non credo di potermelo ripermettere a breve), li consiglio davvero a tutti, ho avuto anche una testa Galileo 15 ed era fantastica anch'essa, ma non aveva il Continuous Power Control per adattare la potenza a seconda di dove suoni, cosa per me fondamentale soprattutto per suonare a casa.
Saluti.
Rispondi
Galileo
di Peterpanico - utente non più registrato | 15/08/2012 @ 19:34:20
Io mi sono "accattato" un Galileo 15 combo,avevo preso inconsiderazione anche questo,ma alla fine il Gali mi è piaciuto di più,comunque tutta bella roba da De Virgilis,sia per basso che per chitarra!!
Un pò di made in italy come si deve......
Rispondi
"...A volte ho l’impressione che ...
di helloween - user #27122 dal 20/12/2010 | 23/10/2012 @ 16:59:10
"...A volte ho l’impressione che le nostre valutazioni siano un po’ ideologiche.
Il peso dell’ampli è molto importante per il chitarrista comune mortale che si deve trasportare l’attrezzatura ogni serata. Fino a quando non sarete famosi e avrete qualcuno che Vi porta gli strumenti, consiglio di includere anche il peso e la trasportabilità tra i criteri di valutazione di un ampli...."
Hai detto tutto quello che c'era da dire in cinque righe!
Rispondi
Ottima recensione
di Giuseppe95 - user #36747 dal 06/03/2013 | 01/09/2013 @ 19:14:08
Ottima recensione, dettagliatissima.
Rispondi
Re: Ottima recensione
di binip - user #19289 dal 12/05/2009 | 02/09/2013 @ 09:52:50
Grazie;
visto che è passato più di un anno mi sembrava rilevante informarti che il DV Mark in questione è ancora in mio possesso e non ci penso nemmeno a cambiarlo!!
Fortunatamente ho suonato live diverse volte da quando l'ho comprato, sia in locali che in spazi all'aperto, e in ogni occasione è andata alla grande!

Nel frattempo ho venduto anche il Super Reverb, che pesa 44 Kg e non 24 come è scritto nella recenzione di un anno fa. Per avere comunque un ampli a valvole, l'ho sostutito con un Deluxe Reverb (19 kg e 22 wat), ma live non l'ho mai suonato. Mi fido troppo di più del DV Mark...

Inoltre a luglio sono passato dall GB10 alla Gibson ES175. Anche con la 175 (cassa più grande della GB10) confermo che il DV Mark è ottimo fino a volumi sostenuti senza nessun problema di feedback!!

Rispondi
Re: Ottima recensione
di Giuseppe95 - user #36747 dal 06/03/2013 | 02/09/2013 @ 16:19:00
Bè, sono tutte ottime notizie a quanto pare!
E la 175 ce l'ha anche il mio maestro!
Io avevo un Twin reverb l'anno scorso (ci spesi i miei risparmi e tutti i guadagni di quasi un'estate) ma l'ho venduto: troppo potente. E mi son strappato un muscolo per sollevarlo (un po' più in alto del normale)
Rispondi
Re: Ottima recensione
di accademico - user #19611 dal 10/06/2009 | 09/10/2013 @ 16:09:40
Anch'io l'ho provato con la mia 175 e devo dire che non mi è piaciuto per niente, mi dispiace perché era un'occasione e si vede che è un ampli di qualità, il suono era troppo neutro e un po' scatolato, perdeva in brillantezza, in pratica molto distante dal Polytone. Ci ho smanettato un po' ma davvero non riuscivo a trovare quel suono caldo e brillante nello stesso tempo che è perfetto per il jazz classico. In pratica sono nelle tue stesse condizioni, ho un gruppo di standards dove ogni tanto suoniamo qualche pezzo un po' più funky, il batterista pesta abbastanza e quasi sempre suoniamo senza impianto, vorrei passare ad un transistor un po' più leggero del mio Fender a valvole, secondo te il mini brute 12, a parte la poca versatilità, è sufficientemente potente?
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