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Patrick Samson Set, Wess & C....
di [user #22255] - pubblicato il (Modificato) 







Dopo due argomenti "seriosi" relativi a nostalgia da ricordi ed a un grande del sax soprano in SIb dimenticato ( tengo a precisare il fatto che Sidney Bechet suonasse il sax soprano in SIb poichè sono stato contestato, il sopranino in verità è un altro tipo di sax ed è in MIb, c'è anche un altro tipo denominato sopranissimo ed è in SIb, molto più acuto ), voglio proporvi ora un argomento più "faceto" ma legato storicamente all'era "BEAT" ( c'è anche quì un po' d'amaro in bocca perchè comunque alcuni di loro di cui ho inserito uno o più video, cioè Wess, Rocky Roberts, Bobby  Farrell e Freddie Mercury, oltre a Gino Bramieri, ci hanno lasciato ). Nel 1969, dopo il successo di "Crimson and Clover" eseguita da un gruppo a nome "Tommy James & The Shondells", in cui si ascoltava una chitarra con l'uso esasperato del "tremolo", ne uscì la cover in italiano eseguita da un gruppo R&B i cui componenti erano inizialmente 9, di cui 4 erano però inglesi ed uno era  francese ( ma d'italiani c'erano il batterista triestino Euro Cristiani, che sostituì Nigel Pegrum, il sassofonista Claudio Pascoli ed il torinese Guido Guglielminetti al basso, sostituito nel 1970, dopo una tournè in Libano, dal romano Eugenio Sartini, e l'altro torinese Umberto Tozzi alla chitarra ). "Patrick Samson Set" si chiamavano ed il brano era "Soli Si Muore" su etichetta Carosello, però avevano partecipato già al Cantagiro del 1967 con un'altro successo, "Sono un uomo"  cover di "Im a man" dei "The Spencer Davis Group", inciso su etichetta Fonit Cetra. E' doveroso precisare da parte mia che  il loro nome era inizialmente "Patrick Samson & Les Pheniciens" quando vennero in Italia, intorno al 1965, portati da un impresario sull'onda dei successi francesi ( si erano anche esibiti all'Olympia nel 1965 ). Il loro leader, che aveva dato in entrambi i casi parzialmente il nome al gruppo, era il cantante Patrick Samson ( un nome d'arte poichè il suo vero nome è Sulaimi Khoury, nato a Beirut in Libano il 17 giugno del 1946), che, dopo il trasferimento in Francia della famiglia nel 1961 ( il padre era  un gestore di night club e discoteche), con il fratello Sussu, chitarrista solista, nel 1963 fondò il già citato primo gruppo dei "Patrick Samson & Les Pheniciens". Attualmente, lui,  tra alti e bassi ed il trasferimento in Puglia, a Siponto frazione di Manfredonia in provincia di Foggia, nel 1976 scritturato da un impresario pugliese ( ove conobbe anche l'attuale moglie Anna dalla quale ha avuto tre figli ), è ancora in attività come insegnante di scuole medie a Foggia, ma ogni tanto continua ad esibirsi in qualche serata, memore del fatto di aver partecipato anche a programmi di "Revival" come "Bandiera Gialla", "Una Rotonda sul Mare" ed "I Migliori Anni". Personalmente me lo ricordo a Sessa Aurunca, storica città in provincia di Caserta ove nacque mia madre, nell'estate del 1972 ove fu uno degli ospiti d'onore, unsieme al suo gruppo, intervenendo ad una festa di piazza locale con il palco realizzato proprio alle spalle della palazzina ove abitavano i miei nonni materni, insieme anche al gruppo di "Wess and the Airedales" ed altri che non ricordo più. Ma di Wesley Johnson, in arte semplicemente Wess ( nato a Winston, North Carolina, il 13 agosto 1945 e morto a Winston il 21 settembre 2009), ricordo anche che venne ad una nostra prova, portato dal fratello del tastierista che faceva il camerire nella NATO a Bagnoli, lui che era stato il bassista di Rocky Robertes quando quest'ultimo si esibiva con "The Airedales" negli anni 60's ( c'era spesso anche una bellissima cantante di colore, Lola Falana ) e che era un cantante statunitense naturalizzato italiano. Ma bando alle ciance ed eccoli entrambi, Patrick Samson e Wess, più la magnifica Lola Falana con Rocky Roberts, poi con Mina e a seguire con Adriano Celentano:





















Voglio però aprire ora una parentesi triste a ricordo di quanti dei cantanti e gruppi di allora non ci sono più









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Per la cronaca, Patrick Samson ...
di Cukoo [user #17731] - commento del 02/02/2013 ore 18:01:42
Per la cronaca, Patrick Samson partecipò a una serie di puntate di 'Settevoci' indossando sempre la stessa giacca.
E praticamente sempre la stessa giacca (non quella di Samson, però) indossò anche Tony Astarita nelle sue apparizioni alla TV.
Altri tempi, e altri guardaroba.
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Re: Per la cronaca, Patrick Samson ...
di FBASS [user #22255] - commento del 02/02/2013 ore 20:19:47
Notai la cosa a Sessa Aurunca nel 1972, avevano tutti una divisa composta da una giacca lunga tipo quelle indossate dagli indiani, con risvoilti blu e tessuto brillantinato argento, più dei pantaloni in raso azzurri, anche il basso Rickenbacker 4001 e la Stratocaster erano blu, gli chiesi il perchè proprio a lui, Patrick Samson, dato che l'organizzatore era uno dei miei cugini, e mi rispose che da quando avevano cambiato nome in "Patrick Samson Set" usavano quell'abbigliamento; anche con Wess feci alcune domande ( tanto già lo conoscevo ) per chiedergli perchè non suonasse lui il basso ma c'era un giovane mulatto molto alto che lui chiamava affettuosamente "Grissino", lui mi disse che lo aveva fatto solo con Rocky Roberts perchè lì faceva solo i cori, ma la sua voce sovrastava tutti, lo puoi sentire anche nel video postato, quello con la magnifica Lola Falana in B&W, Ciccio il Napoletano.
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Grazie Franco di questo nostalgico ...
di janblazer [user #26680] - commento del 04/02/2013 ore 11:29:3
Grazie Franco di questo nostalgico tuffo negli anni 60-70.. è stata molto interessante la parte didascalica ricca di notizie e curiosità e piacevole e divertente la carrellata di video..
Quello della scuola guida è una meraviglia.. tra allusioni e ironia un po' elegante e un po' pecoreccia mi sono divertito molto.. Sicuramente il video è più recente della canzone.. la gretta censura di quei tempi non l' avrebbe permesso..
Ciao !!
;-)
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Re: Grazie Franco di questo nostalgico ...
di FBASS [user #22255] - commento del 05/02/2013 ore 18:35:43
Era il 1971, dopo aver accompagnato a casa Antonietta, un'amica di mia sorella con cui talvolta filavo ( una brunettina del tipo spagnoleggiante, con 6° taglia all'attivo, non molto alta, ma ricordava di viso molto Dalidà ), decisi di non fare la stessa strada dell'andata e me ne tornai per la via principale che da Capodimonte portava a piazza Cavour, nelle vicinanze di via Duomo ove abitavo, sempre a Napoli; fuori di una via confluente che portava ad un ristorante noto perchè molto gettonato per matrimoni e feste di 18° compleanno, trovai Carletto, un mio amico cantante che insieme a Salvatore il bassista erano gli unici rimasti di un gruppo musicale del periodo imitazione Rokes e relativa strumentazione, loro che non solo erano miei vicini di casa, ma che quasi tutti i componenti frequentavano lo stesso I.T.I.S. Alessandro Volta. Lo vidi preoccupato e gli chiesi il perchè, lui mi disse che non solo Salvatore non poteva rimanere a suonare quel pomeriggio ma che c'era una dispersione di corrente sul Binson che gli faceva fare i salti ogni volta che toccava il microfono AKG D 12 con le labbra; il secondo problema lo risolsi collegando le carcasse dei moduli al neutro di rete ( facendo ben la guardia a che nessuno invertisse le spine ), il primo invece mi prestai di persona a sostituire Salvatore che mi lasciò il suo Steelphon Conductor ed il basso, un EKO a freccia mod. Rokes con un solo pickup DeArmond obliquo al manico, a scala corta per giunta. Mi adattai subito e per primi brani mi toccarono "Soli si Muore" ed il successo di Mal "Pensiero d'amore (cover di "I gotta get a message to you" dei Bee Gees), entrambi con un giro di basso notevole, Ciccio il Nostalgico.
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