Subito dopo solitamente troviamo i controlli di tono sugli overdrive. A volte si tratta di semplici filtri passa-basso passivi, altre volte accompagnati da filtri simili sulle frequenze alte per sistemi a due bande o circuiti attivi con la capacità di attenuare o evidenziare frequenze predeterminate dal costruttore.
Alla fine della catena poi si finisce per giocherellare con alti, medi e bassi sull’amplificatore. Ognuna di queste manopole agisce sull’equalizzazione, ognuna con diverse caratteristiche di intervento.
Più controlli, più bande, in linea di massima vogliono dire più controllo sul suono. E, come si dice, da grandi poteri...
Per imparare a padroneggiarli abbiamo scelto un equalizzatore grafico a pedale Boss EQ-200, che unisce la comodità degli 11 cursori a un piccolo schermo LCD con cui potremo vedere in tempo reale la curva di intervento.
Prima di tutto, due parole in generale sugli equalizzatori. Quello che stiamo usando è un grafico che, come dice la parola stessa, restituisce in maniera visiva, appunto, grafica, le frequenze su cui si andrà a intervenire. I cursori possono essere in numero variabile e, più sono, più potremo essere precisi nell’intervento.
Nei live capita di vedere dei grossi EQ a 31 bande (magari nascosti in un banco digitale, ma ci sono), ma ancora più iconico per noi chitarristi è il piccolo eq grafico installato sui Mark Mesa Boogie.

A differenza degli eq grafici, i parametrici e semiparametrici sostituiscono i cursori con dei potenziometri con i quali settare la frequenza di intervento, volume e Q, ovvero ampiezza della campana, cioè l’ampiezza della banda di frequenze.

Gli eq di amplificatori e pedali sono ancora più semplici, passatemi il termine, dato che nella maggior parte dei casi non permettono nemmeno di selezionare la frequenza di intervento. Questo non perché i progettisti siano incredibilmente pigri, ma perché la scelta di frequenze e curva di intervento creano il tone stack che diventa parte integrante del circuito di amplificazione e, quindi, del suono prodotto. Se volete approfondire il concetto, su accordo.it trovate un ottimo articolo di Pietro Paolo Falco, RozzoAristocratico.
Nel video che segue, andremo alla scoperta delle fondamenta delle frequenze e del concetto di equalizzazione, ascoltandone l'effetto sul suono con esempi pratici.
Spero che queste informazioni base sull’equalizzazione possano tornarvi utili per iniziare a sperimentare qualcosa di nuovo.
Ciao
Ciao
Ciao
comunque non ho particolari problemi anche se uno dei pochi casi dove giustifico l'uso dell'equalizzatore è proprio per gli assoli. Come hai giustamente indicato tu si realizza un doppio scopo: Spinta sui medi e volume.
Ciao
Avevo un Boss ge7. Risolveva tutti i miei "problemi", solo che quando era acceso introduceva un fruscio fastidioso. Quando non suonavo dovevo spegnerlo, anche in mezzo a una canzone. Adesso faccio le stesse cose con gli overdrive, non ho rumori, ma non è la stessa cosa
Ciao
Molto spesso vedo gente o sento di gente che fa acquisti anche importanti, cambi di pick up, amplificatori, altoparlanti per arrivare a suoni che verrebbero facilmente raggiunti toccando leggermente un eq ...
Anche perchè quando uno registra o suona in un live nel quale il suo ampli è amplificato, SICURAMENTE il suo segnale viene equalizzato
Ciao
Ovviamente si può essere soddisfatti anche del suono ottenuto senza usarlo. Ma se uno sente di aver bisogno di qualche modifica, a mio parere, con un eq, nel 90% dei casi risolve