Ok, ci ho suonato 15 minuti e non di più perché i tempi erano quelli, ma stasera recupero.
Sono un felice possessore di Spark, il digitale Positive Grid, che emula benissimo il suono valvolare. Mille suoni a disposizione, effetti vari, bello. Noto però che, per stare sulla soglia del breakup, le regolazioni non sono così precise come sui miei fidi valvolari. Ma mi piace lo stesso e soprattutto lo uso per fare pratica: si mette il brano da YouTube sul telefono/iPad e il software analizza il brano e suggerisce gli accordi. Per la pratica, indispensabile.
Per suonare con un batterista va tirato al massimo: ok i 40 watt, ma su due coni da 6,5 si fa quel che si può. O lo si mette nel mixer o niente.
Tutto bene no? No. Perché scorgo su internet una demo molto accattivante dell'Orange Terror Stamp. Così mi autoconvinco che quella cassa 1x12 di Thomann con il Celestion è da provare attaccata come secondo speaker ai miei valvolari, e per il prezzo che ha val ben la pena fare il passaggio da combo a testata+cassa, sebbene entrambe piccine piccine.

Oggi è arrivato il pacco, apro tutto, collego, metto il gain a 1/4 e il volume a 1/4, toni più o meno a ore 10.
Telecaster.
Sbalorditivo.
Un suono puro, pulito, non Fender ma corposo, con tutte le frequenze intellegibili. Resto con espressione ebete a suonare e risuonare, una dinamica come si deve a un volume scoppiettante.
Stesso gain, metto il volume del finale a tre quarti. Mi spettina. Un attacco davvero a bomba, come sul Blues Junior con un buon volume. Stessa botta, o compressione della valvola. Reagisce alle dinamiche ancora meglio.
Gain a metà corsa, da breakup a crunch in base alla plettrata, è il mio suono preferito, che si pulisce con volume e plettrata fino a diventare cattivello ma sempre facilmente intellegibile. Però devo abbassare il volume del finale, se no divento sordo.
Faccio una breve incursione col gain a palla, decisamente distorto tendente al fuzz.

Un piccolo mostro racchiuso in un pedalino. E con ben due volumi, così da uscire bene nei momenti in cui serve più ciccia.
Non mi serve a molto in quanto già prima potevo raggiungere queste sonorità, però ho come l'impressione che ci suonerò parecchio: con tre manopole (quattro, con il secondo volume) si hanno un'infinità di suoni, tutti belli e tutti usabilissimi.
Stasera proverò con i P90 e con gli humbucker, anche se quello che dovevo sentire l'ho già sentito e mi ha stampato un sorriso ebete. Ed è un ottimo segno!
Sono un felice possessore di Spark, il digitale Positive Grid, che emula benissimo il suono valvolare. Mille suoni a disposizione, effetti vari, bello. Noto però che, per stare sulla soglia del breakup, le regolazioni non sono così precise come sui miei fidi valvolari. Ma mi piace lo stesso e soprattutto lo uso per fare pratica: si mette il brano da YouTube sul telefono/iPad e il software analizza il brano e suggerisce gli accordi. Per la pratica, indispensabile.
Per suonare con un batterista va tirato al massimo: ok i 40 watt, ma su due coni da 6,5 si fa quel che si può. O lo si mette nel mixer o niente.
Tutto bene no? No. Perché scorgo su internet una demo molto accattivante dell'Orange Terror Stamp. Così mi autoconvinco che quella cassa 1x12 di Thomann con il Celestion è da provare attaccata come secondo speaker ai miei valvolari, e per il prezzo che ha val ben la pena fare il passaggio da combo a testata+cassa, sebbene entrambe piccine piccine.

Oggi è arrivato il pacco, apro tutto, collego, metto il gain a 1/4 e il volume a 1/4, toni più o meno a ore 10.
Telecaster.
Sbalorditivo.
Un suono puro, pulito, non Fender ma corposo, con tutte le frequenze intellegibili. Resto con espressione ebete a suonare e risuonare, una dinamica come si deve a un volume scoppiettante.
Stesso gain, metto il volume del finale a tre quarti. Mi spettina. Un attacco davvero a bomba, come sul Blues Junior con un buon volume. Stessa botta, o compressione della valvola. Reagisce alle dinamiche ancora meglio.
Gain a metà corsa, da breakup a crunch in base alla plettrata, è il mio suono preferito, che si pulisce con volume e plettrata fino a diventare cattivello ma sempre facilmente intellegibile. Però devo abbassare il volume del finale, se no divento sordo.
Faccio una breve incursione col gain a palla, decisamente distorto tendente al fuzz.

Un piccolo mostro racchiuso in un pedalino. E con ben due volumi, così da uscire bene nei momenti in cui serve più ciccia.
Non mi serve a molto in quanto già prima potevo raggiungere queste sonorità, però ho come l'impressione che ci suonerò parecchio: con tre manopole (quattro, con il secondo volume) si hanno un'infinità di suoni, tutti belli e tutti usabilissimi.
Stasera proverò con i P90 e con gli humbucker, anche se quello che dovevo sentire l'ho già sentito e mi ha stampato un sorriso ebete. Ed è un ottimo segno!
L'unico problema di questo pedale è che mi ha dato l'impressione che il suono si sporca presto anche se dalle demo non si capisce mai se hanno messo qualche pedalino davanti.
Io sono interessato ad un pulito semplice senza breakup. Ho una Strato AS SSS e una PRS S2 C22 con HB da 7/8 K.
Se si tiene la simulazione di ampli come obiettivo principale posso dire che è un gran bell’aggeggio, soprattutto il vox permette di oltrepassare il breakout con sommo piacere. Ho potuto replicare il pulito lindo del blues junior, e mettendo gli effetti al minimo si ottengono buoni suoni. È bello carico sui bassi (infatti funziona anche col basso) e bisogna tenerne conto nell’equalizzazione generale.
Suono a casa con mio figlio alla batteria e lo Spark va messo a palla, senza Noise Gate per avere maggiore sensibilità nella transizione da pulito a overdrive data dal volume della chitarra. Certo che per registrare bene si imposta un suono (uno) col noise gate e si registra, perdendosi un po’ di dinamica.
Gli effetti: chorus, riverbero e delay sono molto belli, il tremolo dosato piano è bellissimo e reattivo.
Gli overdrive sono subito abbastanza aggressivi, bisogna lavorarci un po’ per regolare bene i controlli e qui secondo me sta il suo limite, lo puoi fare solo da smartphone (Apple consigliato per la funzionalità completa). Però girare le manopoline da smartphone è sempre un po’ così, sembra un gioco, non è come girare un vero pot e cercare lo Sweet spot.
Detto questo mi piace molto, si sente bene la differenza tra una chitarra e l’altra così come si gioca bene con la dinamica, a patto di deselezionare il noise gate.
A me piace giocare con la dinamica ed è stato il motivo principale per scegliere il terror stamp, oltre al suono Orange che mi è sempre piaciuto molto.
A naso, l'orange avrà pre a fet e finalino in classe D, come gli EHX Magnum 44. Sono uno spettacolo!
beh meglio, c'è pure la valvola!
cabinet 1x12 (che credo sia 60 w, giusto?), è una buona soluzione per i live? Live da Pub, non da palco ovviamente. Grazie.
Ciao
Comunque è pazzesco con quanto poco investimento si riesca a portarsi a casa una mini testata che si possa usare sia in camera che dal vivo. E che sta nella pedaliera soprattutto, riducendo al minimo gli ingombri per quando si va a suonare in giro, con uscita dedicata per il mixer per non far impazzire il fonico con la microfonazione...