Poco tempo fa abbiamo avuto modo di testare il Micro Vr Ampeg con il suo cabinet SVT 210 AV: uno stack moderno e compatto che porta con sé la lunga e gloriosa tradizione del suono Rock. Non esiste un filone del Rock in cui Ampeg non abbia contribuito a scolpire il suono di basso in maniera incisiva: dal punk all’alternative, passando per il metal, l’hard rock e il blues più duro.
Così, il suono di questa testata, ci ha ispirato a calarci nei classici del rock e a scrivere un paio di lezioni che ci permettessero di esplorare timbri e tecniche legati a generi diversi e iconici del bassismo Rock.
Abbiamo scelto di comporre due linee di basso: la prima che si ispirasse a una classica Ballad Rock e hard rock; la seconda a un pezzo Punk.

In questa prima lezione affronteremo la ballad rock, ispirandoci alle sonorità classiche di band gigantesche: dai Cream ai Led Zeppelin, arrivando a Whitesnake e passando per i Mr. Big. In questi generi, dove normalmente le chitarre fanno la parte del leone, nelle ballad succede che invece i chitarristi scelgano soluzioni più morbide: strumming acustici o arpeggi clean. In questo modo lo spazio sonoro ed esecutivo a disposizione del basso è molto più ampio.
Così abbiamo potuto optare per timbro dal sapore vintage, leggermente saturo ma rotondo, con un importante taglio delle frequenze alte, bilanciate da un significativo boost delle medie, per non perdere la presenza nel mix. Un suono importante e grosso che si prende fieramente tutto lo spazio a disposizione.
Alcune indicazioni esecutive: la mano destra suona tenendosi leggermente verso il manico e adotta un tocco piuttosto deciso che - senza eccedere - conferisce un attacco più morbido e aperto. Di base, tutta la linea si appoggia sulle fondamentali degli accordi che seguono i cambi della progressione intervallando fill in sedicesimi.
Le note utilizzate per i fill appartengono alla Scala Pentatonica di E minore (E, G, A, B, D) arricchita con l’aggiunta di qualche passaggio cromatico; una sonorità estremamente familiare nel genere Rock.
Nel video della lezione:
Basso & Batteria: Luca Nicolasi
Chitarre: Gianni Rojatti
E, da bassista di lunga data che ormai da qualche anno suona la chitarra elettrica quasi a tempo pieno, aggiungo che ci metterei anche dei passaggi solisti coordinati con la chitarra: lo dico anche se probabilmente non ne sarei capace tecnicamente. Ma da quando studio chitarra mi sono reso conto di quanto poco studino i bassisti, di quanto poco osino, di quanto poco compongano, di quanto vivano nell'ombra (e giustamente a questo punto), di quanto siano ignoranti perché tanto per suonicchiare lo strumento basta andare a tempo con la cassa, mentre ho capito quanto è davvero dura la vita del chitarrista che si fa un mazzo così per raggiungere (e mantenere!) un certo livello di teoria, manualità e tecnico, oltre che una grande concentrazione e precisione.
è ancora una volta interessante rilevare che studiare un secondo strumento ci regali maggiore consapevolezza di quanto possiamo fare con il nostro principale.
Se ti stai appassionando a uno studio del basso più evoluto e moderno, capace di escursioni in ambito solista, non posso che consigliarti "MalaLicks" di Federico Malaman che, da chitarrista e coautore del lavoro, mi sono studiato tutto imparando un sacco di cose...
Quanto ai tuoi suggerimenti sulla linea di basso, perché non confezioni una lezione in cui ci proponi una tuo arrangiamento di questa linea? Saremmo felici di pubblicarla.
Se ti va di spulciare le altre mie lezioni su accordo, vedrai che ci sono molti esempi in cui il basso diventa assolutamente protagonista, quella sul tapping su tutte.
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Sul mio sito trovi inoltre le basi su cui provare gli esercizi!!
Rock On!!!
Spero non se la sia presa nessuno per il mio precedente commento, che voleva essere una riflessione ad alta voce sul mondo dei bassisti in generale ma anche e soprattutto un'autocritica da parte mia perché mi rendo conto di aver vissuto troppo di rendita col basso mentre la chitarra mi sta mettendo davvero a dura prova ogni giorno.
Trovo che il tuo commento sia un ottima riflessione e un interessante punto di vista _/,,/
Ci sono invece semplici cose ritmiche sulla chitarra che richiedono continuo esercizio, pratica, analisi.
E infatti alla fine non è un caso se a fare composizione vi sono pochissimi bassisti.
A volte fare il bassista è come fare il portiere nella squadra di calcio: pochi lo fanno per scelta e allenamento. E l'ossessione del gol come dell'assolo dice qualcosa, sì, ma è solo una parte della storia.
In generale è bello che su Accordo si parli e si dedichi tempo e attenzione a questo strumento che sto rimettendo in spolvero anche grazie a The Major Scale di Malaman.
...bellissime le chitarre!
Grazie
Sapere che qualche lettore passa anche solo 10 minuti in più sullo strumento per via di questi piccoli interventi didattici mi lusinga.
A presto!!