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"Il Blues non ha futuro"

di Claes [user #29011] - pubblicato il 29 novembre 2021 ore 10:35
Milano 1970 e una visita a case discografiche con demo in mano. Era l'obbiettivo di un progetto di Ermanno Velludo e un sodalizio dato che, appena ritornato da 1 anno di visto studentesco USA e di nuovo a Venezia, sono stato invitato a suonare un paio di pezzi a fare da test, aiutandolo a provare il suo nuovo registratore Tandberg Stereo – base su pista 1, overdub di canto su pista 2 e mix in Mono. Avendo improvvisato la band Blues Right Off, siamo andati a Milano per fare una lacca da presentare, casomai ci fosse una casa discografica disposta a fare una registrazione professionale in studio sulla base di quel demo.

Incidere una lacca richiede un disco vergine, con una testina apposita che infatti "incide" la lacca master real-time da un nastro 1/4". Una lacca è in seguito da usare, tramite inter-master, a generare il master per la stampatrice. A questo punto, il disco metallico per questo uso ha i solchi in negativo, cioè si vedono solchi come montagne che rappresentano la dinamica.

Una lacca però non resiste ad ascolto prolungato più di una decina di volte – ordinandone 2, c'era una riserva mai ascoltata. Lo studio aveva parecchi tipi di altoparlanti partendo da un Neumann dalle dimensioni di un frigorifero! E questo era munito di una decina di piccolissimi altoparlanti dietro una tela e orientati in tutte le direzioni per medie e alte frequenze + ovviamente anche uno per i bassi. Era per il Mono e registrazioni di musica Classica. Per la musica leggera, un monitor hi-fi di tipo impianto per CD a casa di adesso. Ma... tutto era in Mono! Questo stato di cose è riproducibile se l'impianto ha lo switch Mono/Stereo. Poi basta togliere una delle vostre due casse dall'ascolto.

Il tecnico della session ci chiede "quali sono le vostre preferenze in quanto tasso di compressione"? Ermanno risponde che il compressore è una abominanza, che uccide la dinamica e che aveva tarato per le 2 piste del mix da fare in situ da voce+base differenziato, e non già premissato su altro nastro. Il tecnico era stranito. Mai visto una band fare un mastering... "da noi in studio, i clienti sono solo le case discografiche". E queste siamo andati subito a vedere sul posto, senza appuntamento di sorta, con lacca in mano e sententoci esaltati e fieri.

E qui si arriva al dunque. "Il blues non ha futuro, non venderà mai. Fateci qualcosa in Italiano da Sanremo e Canzonissima e si vedrà! Siete cmq intrapendenti". Infatti, siamo tornati a Venezia con l'intento di stampare 500 copie da vendere a turisti per strada dato che i negozi non erano interessati a parte uno specializzato, Brancaleon. I dischi sono stati tutti venduti e non ne ho neanche una copia vintage originale... Solo un transfer wave tratto dalla immacolata copia di riserva.

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di tittis [user #28285]
commento del 29/11/2021 ore 13:48:49
...adesso è facile dire "potevi tenerti almeno una copia originale", ma allora chi poteva immaginare...
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 29/11/2021 ore 14:45:42
Ci sono stati 2 re-issues - CD e vinile, però senza la copertina. Descrizione: un sacchetto a misura LP e di tipo sacco di caffè con stampato il nome del gruppo e adatto al titolo "Our Bluesbag" (che sarebbe "la nostra vena di Blues"). La copertina interna è di Vittorio Basaglia, e stampato da lui a mano (!) da una stampa linoleum che non ha retto per stamparne 500. C'è una immagine per 3 del gruppo tratta da foto mie, quella mia è di Nini Morelli. Ambedue molto conosciuti. È una idea partita dal lavoro di Andy Warhol per i Rolling Stones e la sua copertina dell'album "Sticky Fingers" con l'iconica foto di jeans a cui Warhol ha fatto applicare una chiusura lampo autentica! Ovviamente limited edition.
L'etichetta della facciata A è un effetto ottico senza testo che ho inventato testando mille volte l'effetto visivo a 33 giri e la facciata B con i titoli dei pezzi. Ho sempre detto che chi ha acquistato per strada lo ha fatto perché era una copertina strana e non per la musica!
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 29/11/2021 ore 13:59:28
Te l'ho già detto tante volte caro Claes, le tue storie sono sempre la ciliegina sulla torta di questo sito, appena finirà la pandemia, speriamo presto, prepara il camino e tre sedie una per me una per Zabu e una per Tubes, al bere ci pensiamo noi, tu prepara le storie da raccontarci, che poi ci vedremo su a Copenaghen;)
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 29/11/2021 ore 14:58:44
Presente! Io poi mi sento scandinavo dentro, pensa un pò! Adoro il mio paese, il clima, il mangiare, ma credo che il senso civico di quelle terre meravigliose sia ad oggi inarrivabile per noi, tacendo poi di quanto sono avanti sulla legislazione in merito ai diritti civili. Un saluto a tutti, oggi giornata fredda che a Claes non dispiacerebbe...
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 29/11/2021 ore 15:15:25
Io manco dalla terra Scandinava dal 2009, ho fatto una crociera sui fiordi norvegesi, ho visitato vari musei in Norvegia, ho fatto una capatina anche a Copenaghen dove mi imbarcai con la Costa Atlantica, ed anche nella capitale Danese ho visitato il museo di scienze naturali, bei posti da quelle parti, per cui dai Marcello tieni duro che prima o poi si parte per la terra dei vichinghi;)
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 30/11/2021 ore 00:23:52
Non mancherò! Poi non ho mai viaggiato a quelle latitudini, posso solo immaginare che posti meravigliosi. Tanto per il freddo sono abituato, visto che negli USA vivo praticamente al confine con il Canada...
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 30/11/2021 ore 07:33:01
Wow!
Ma tu sei sulla costa pacifica ai confini con la Columbia Britannica?
Comunque anche il Canada deve essere fantastico..
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 30/11/2021 ore 13:48:19
No sono più ad est, nello Stato di New York, ma nella parte più ovest che costeggia in parte il lago Ontario. La città dove abito si chiama Rochester e sta proprio sul lago in pratica. Il confine con il Canada lo abbiamo sul lago quindi, ma in un ora e mezza si arriva in macchina alle cascate del Niagara che sono proprio sul confine terrestre tra Canada e Stati Uniti e in tre ore si può arrivare a Toronto. Sono bei posti, ma l'inverno è pesante a causa della neve. Il lago crea un effetto particolare, per cui nevica molto frequentemente tra Novembre/Dicembre e Marzo.
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 30/11/2021 ore 18:52:20
intanto leggi qua, se Claes permette... vai al link
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 30/11/2021 ore 18:58:29
Bella storia, c'è da fare un monumento qui su Accordo al nostro Claes, e grazie per il link.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 29/11/2021 ore 15:09:06
La storia è fantastica, mi sembra di rivivere le emozioni di quei tempi. Io però ho vissuto solo gli ottanta. Una cosa però non ha sbagliato il discografico "il blues non ha futuro".
Non era un'affermazione facile da fare in quei tempi, ma è sta lungimirante. In breve è arrivata la disco, la pop, l'hard rock, l'heavy metal, il grunge etc....e il blues è rimasto in disparte, salvo poi tornare negli ultimi anni (Bonamassa e Co.).
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 29/11/2021 ore 15:34:06
Mosso da grande curiosita' me lo sono ascoltato. Caspita molto bello, come bella la storia che ci hai raccontato. Miscela di blues, rock e prog. Complimenti !!. Anche la voce (tua) si adatta benissimo al sound. L'ho ascoltato una sola volta e per ora e la canzone che mi e' piaciuta di piu' e' "born on the highway"
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 29/11/2021 ore 15:36:35
Aggiungo anche "one mint julie", bella bella bella
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 29/11/2021 ore 20:15:19
Grazie per i complimenti :) Highway deriva da quello era una vita da trasloco a quel punto. Nato a Copenaghen e poi, Parigi-Copenaghen-Nizza-Roma-Venezia con periodo per me extra a Copenaghen e poi USA. Prima morosa, Venezia. Quando abbiamo registrato avevo 21 anni. One Mint Julep è un cocktail di whiskey da Far West ed il pezzo è dedicato alla sorellina Julie di una morosa USA in Ohio. I pezzi sono stati scritti alla svelta e tutto è registrato (incluso trasporto per i canali) un weekend nello studio del pittore inglese Geoffrey Humphries. Bello avere dipinti da tutte le parti mentre si suona! Uno studio di registrazione normale è noioso...
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 29/11/2021 ore 20:20:29
👍👏👏👏👏
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 30/11/2021 ore 04:13:58
One Mint Julep mi sembra ricordare ci fosse scritto sulle note di copertina del disco che era una frase "slang" per descrivere una particolare dorga o qualcosa del genere...se non ricordo male...
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 30/11/2021 ore 06:12:0
Ciao.
Da ignorante ti chiedo cosa c'entrano gli altoparlanti con l'incisione di un disco? Grazie. Sempre interessante leggerti. Hai uno stile unico.
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 30/11/2021 ore 18:52:32
intanto leggi qua, se Claes permette... vai al link
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 01/12/2021 ore 04:04:07
Sto leggendo.
Belle storie, altri tempi, altri contesti, un altro mondo.
Oggi tutto ciò , in parte, c'è nella scena hip hop, trap e rap soprattutto, che è soprattutto underground ed in parte emerge paradossalmente in forme eccessivamente commerciali
Rispondi
di Amaranto utente non più registrato
commento del 01/12/2021 ore 12:07:15
Ringraziamenti anche da parte mia per il link, ora tutto è più chiaro 😀
Rispondi
di Amaranto utente non più registrato
commento del 30/11/2021 ore 09:30:11
Ciao a te, Claes e a tutti i tuoi amici che hanno partecipato in questo post. Ho letto ma faccio fatica a mettere assieme i pezzi, a ricostruire questo puzzle di storia tra l'altro molto affascinante perché non ti conosco ancora, non vi conosco ma, la tua è una storia molto bella, un piccolo pezzo di vita ma che poco a poco se avrò la fortuna di continuare a leggerti, mi aiuterà a capire-vi meglio, e forse anche a conoscervi-ti un po di più. Scusa l'intervento forse un po' banale, ma era solo per un complimento di vita sincero. È bello ascoltare storie quando chi le racconta riesce nel meglio modo a farle vivere, ed è bello anche da fuori coglierne l'affiatamento e l'amicizia verso chi le si condivide. Spero di leggerti ancora, complimenti per il racconto, mi hai regalato 5 bei minuti di lettura e riflessione su cui tra l'altro imparare.. grazie a te e grazie anche alla musica!.. Ps. Dietro ad ogni racconto c'e' sempre molto di qualcosa che si vorrebbe sempre più dire ma che a parole è difficile o allorche' impossibile ma questo qualcosa in un modo attento lo si percepisce e lo si può ugualmente immaginare, ed è questo che rende ogni racconto qualcosa di veramente speciale.. Un Saluto a te un saluto a voi 😉 .
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 30/11/2021 ore 09:55:17
Io sono stato in Danimarca in vacanza molti anni fa.
Ho visitato Copenhagen, mi ricordo Nuhaven sono stato anche a Christiania, ho visitato la fabbrica della Carlsberg sono stato al castello di Amleto non mi ricordo il nome e poi sono andato al paese di Andersen e poi sono stato a Legoland e mi ricordo un posto con le dune di sabbia, e poi fino alla punta dovi si incontrano i due mari.
Quando sono andato io non esisteva il ponte con la Svezia.
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