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Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition
Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition
di [user #48536] - pubblicato il

Una giornata di fai-da-te trasforma un amplificatore malconcio nell'estetica ma vincente nel suono in una vera limited edition, un pezzo unico creato - e raccontato - da un nostro lettore.
Mi ritengo un chitarrista dai gusti un po' atipici e, pur apprezzando ovviamente il suono valvolare, per motivi di praticità e pigrizia nei confronti delle fragilità e criticità dei circuiti valvolari, non ho mai disdegnato di raggiungere il suono che mi piace attraverso pedali e amplificatori a stato solido di buona qualità.
Tra gli amplificatori di questo tipo mi sono sempre piaciuti molto i Roland Cube, soprattutto i Blues Cube che fanno poche cose rispetto agli altri amplificatori della stessa serie ma le fanno molto bene, anche grazie a dei coni di buona fattura (credo che siano imparentati con quelli dei famosi Jazz Chorus). Il suono è ispirato al Tweed sound Fender e anche il look, senza essere un evidente plagio, lo richiama.

Recentemente mi è capitato un annuncio online di un usato in vendita da un negozio di San Marino: un Roland Blues Cube Stage in ottime condizioni. La cosa strana era però che nelle foto si vedeva un ampli nero mentre il Blues Cube Stage ha la tipica livrea beige di questa serie (ne esiste anche uno nero ma è un modello differente). Chiamo per avere informazioni e il negoziante mi dice che è un amplificatore usato pochissimo che era stato acquistato per una trasmissione televisiva in cui avevano necessità, per motivi di scena, di un amplificatore nero per cui era stato ridipinto tutto nero. Il prezzo rispetto al nuovo era meno di un terzo per cui era molto conveniente ma la cosa che mi stuzzicava di più era l'idea di fare del bricolage a tempo perso, ridonando all'amplificatore il suo aspetto originario o magari anche una customizzazione migliore.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Quando ho ricevuto il pacco da San Marino, mi sono convinto che il lavoro di ristrutturazione non solo era necessario, ma era assolutamente indispensabile e urgente. La verniciatura, che era stata realizzata con una sorta di vernice di gomma liquida, non solo era orribile, donando all'amplificatore un aspetto da bretella autostradale asfaltata di fresco, ma lo rendeva inutilizzabile in casa poiché lasciava segni neri dappertutto al più piccolo sfregamento.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition
 
Dal punto di vista funzionale invece era assolutamente perfetto, suonava benissimo, e aveva tutta l'impressione di essere un amplificatore utilizzato davvero pochissimo.
L’ampli è un 60W su 8 ohm con cono da 12 pollici, una preamplificazione a stato solido (non digitale), due canali, clean (solo volume) e crunch (gain e volume), con boost indipendente per ciascun canale, riverbero digitale, equalizzazione e master volume. Inoltre ha un riduttore di potenza a quattro stadi: 60W, 45W, 15W e 0,5W che dovrebbe servire all’uso domestico ma, date le dimensioni del cono e del cabinet, al 100% del volume in appartamento è pressoché ingestibile.

Il canale clean non è proprio un pulito cristallino, anzi: con la manopola del volume a metà corsa già comincia a incresparsi sensibilmente sino a divenire, a fondo corsa, un leggero crunch. Il canale crunch, che inizia a lavorare laddove termina il canale clean, è esattamente come indicato: rimane tale senza sconfinare nella distorsione. Insomma una bellissima macchina da blues/blues-rock/rock classico ispirata, in chiave moderna, al sound dei vecchi Fender Tweed Deluxe. Esattamente quello che cercavo.

Dopo le prove di rito mi metto quindi al lavoro cercando di documentarmi più possibile su come rifoderare un cabinet. Su YouTube si possono trovare tutorial praticamente su qualsiasi cosa e ovviamente anche su come fare in casa questo lavoro. Una volta capito come intervenire senza fare danni, dovevo solo scegliere come rifare il rivestimento. Inizialmente avevo pensato di rifarlo in tweed, esattamente come i Fender cui si ispira, ma l’acquisto del materiale non era cosa semplice perché il tweed Fender e il grill cloth Oxblood appropriato non è di facilissimo reperimento qui da noi. Avrei potuto affidarmi a un acquisto online ma il costo di tutto il materiale di rivestimento, la griglia e una maniglia in pelle che facesse pendant (scusate ma era necessaria anche quella) oltre alla spedizione, raggiungeva una cifra prossima alla metà del costo dell’ampli. Quindi ho deciso di valutare la possibilità di un rivestimento in ecopelle, molto più facile da trovare anche da noi, sfruttando la griglia e la maniglia originali.
Vicino a dove lavoro c’è un negozio che tratta materiali plastici di ogni genere e quindi non è stato difficile trovare una bel tessuto ecopelle, con un costo molto più basso del tweed Fender. L’unico dubbio era il colore. Una volta scartato il nero, il verde e il blu, le eliminatorie si sono svolte in un girone a quattro: l’originario color beige (un po’ tristino e molto sporchevole), un bel giallo crema che richiamava il colore del tweed Fender, un marrone scuro molto elegante ma un po’ tetro e un rosso Bordeaux. Lo spareggio è stato tra il rosso Bordeaux e il giallo crema. Io ero leggermente a favore del rosso, Vittoria la mia (paziente) compagna era per il giallo. Alla fine ha vinto il Bordeaux.
Insieme al tessuto ho acquistato nello stesso negozio anche una bomboletta di colla spray, una vera manna quado si tratta di stendere colla su superfici ampie.
Spesa circa 20€.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Come primo passaggio, ho dovuto naturalmente rimuovere tutta la vernice dal cabinet, dopo aver smontato tutte le parti mobili dell’ampli. A tal fine ho impiegato una pistola ad aria calda che, nel giro di un paio di orette, mi ha consentito di rimuovere "l'asfalto" dal cabinet, grattandolo via dopo averlo debitamente fuso. Al termine di questa operazione, con un passaggio di levigatrice orbitale ho ottenuto la corretta pulizia e regolarità delle superfici del cabinet.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Il lavoro più rognoso non è stato sverniciare il cabinet o rifare il rivestimento, ma ripulire la griglia che era stata ricoperta (con ogni probabilità) con della vernice spray: ho dovuto fare moltissime passate di solvente alla nitro e, poiché non riuscivo a ripulirla per bene come volevo, ho anche dovuto toglierla dal telaio, faticando davvero come un pazzo per rimetterla al suo posto (è davvero un lavoraccio rimetterla sul telaio dando la giusta tensione, credetemi), utilizzando prima un’imbastitura di puntine da disegno e poi una raffica di punti con la sparapunti.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Per il lavoro di rivestimento del cabinet mi sono preso tutto il tempo necessario perché è un lavoro che va fatto con calma, senza fretta (specialmente per me che sono volenteroso ma inesperto): una domenica di pioggia era la giornata ideale per lavorare con calma in previsione di riuscire a portare a casa il risultato entro la giornata, grazie all’aiuto di Vittoria nelle fasi più complicate.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Come primo passaggio ho rivestito il cabinet su tre lati e ho lasciato asciugare la colla per almeno una mezz’ora.
 
Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Dopo questo passaggio ho iniziato a riportare il rivestimento verso l’interno, tagliando il vinile in corrispondenza dei bordi e degli angoli interni del cabinet, lasciando sempre un po’ di tempo alla colla per fare presa in modo tale da non farla cedere inavvertitamente nei successivi passaggi.
 
Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Ho anche utilizzato strumenti poco ortodossi per ottenere il fissaggio in aderenza dei bordi.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

I passaggi più delicati sono quelli per far aderire gli angoli esterni del cabinet: per fare un lavoro pulito si devono praticare dei tagli a 45 gradi sugli angoli esterni. Fortunatamente questo ampli ha degli angolari di acciaio che coprono tutti gli angoli, la qual cosa consente di non essere precisi e puliti al 100% in questa operazione (che non è così semplice come sembra).

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Dopo circa sei ore di lavoro e un’intera bomboletta di colla, verso l’ora di cena sono riuscito a ultimare il lavoro.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Dopo questo lavoretto mi ritrovo con un nuovo e bellissimo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition.

Il mio nuovo Roland Blues Cube Stage Red Limited Edition

Ora, per portarlo in giro evitando di rovinarlo nel trasporto, mi serve una custodia ma per realizzarla mi rivolgerò a un sarto (o a una zia munita di apposita macchina da cucire).
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di AlexEP [user #35862]
commento del 12/04/2022 ore 11:22:1
Che figata! Complimenti!!! :)
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 11:44:48
Grazie 🙏!
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 12/04/2022 ore 11:27:10
Gran bel lavoro, che soddisfazione!
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 11:45:4
Grazie, è vero, davvero tanta soddisfazione perché una volta realizzato è ancora meglio di come me l'ero immaginato
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 11:52:59
Devo aggiungere una piccola postilla all'articolo per una cosa che non mi era saltata agli occhi (anzi alle orecchie) quando ho scritto il testo e l'ho inviato alla redazione, ormai una decina di giorni fa. Quando l'ampli era ancora "nero" mi sembrava che, passando dal canale clean al crunch, vi fosse uno "scalino tonale" perché il crunch mi sembrava più "scuro", pur avendo la stessa equalizzazione che è in comune tra i due canali. Dopo il restauro questo scalino è sparito: molto probabilmente il pesante strato di vernice sul cabinet e sulla griglia, andava a incidere sulle frequenze del canale crunch, chiudendogli il tono
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 12/04/2022 ore 14:45:3
Certo che era piu scuro, l’ampli era nero!
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 14:50:53
Ahahah
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 12/04/2022 ore 14:50:47
A parte gli scherzi, è più probabile il contrario, ovvero che il rivestimento in pelle filtri e riduca alcune delle basse frequenze ( oppure è solo psicoacustica)
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 14:58:28
Non saprei, però considera che il rivestimento di adesso è molto più sottile (circa 1 mm come quello originale Roland) di quello nero che era di circa 3mm. Peraltro la vernice nera era molto gommosa e anche la griglia era tutta verniciata (classica vernice spray)
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 12/04/2022 ore 15:12:42
accidenti, 3 millimetri di schifezza gommosa , mica paglia! avevo inteso fosse molto più sottile rispetto al rivestimento nuovo (che è bellissimo).
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 15:17:42
Sì una schifezza terribile. Se riesco, più tardi condivido un'altra foto dove si dovrebbe vedere meglio lo spessore dell'asfalto
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 18:35:4
Qui si dovrebbe vedere meglio quanto era spessa la vernice gommosa vai al link
Rispondi
di XFiles utente non più registrato
commento del 12/04/2022 ore 22:39:24
Madonnina, che disastro di lavoraccio levare sta roba.. sono lavori che snervano se non li fai con lo spirito giusto, e al momento giusto.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/04/2022 ore 10:39:40
la vernice gommosa era tanta ma con la pistola ad aria calda si scioglieva bene e veniva via in una o due passate. ho impiegato più o meno un paio d'ore, si può fare
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 12/04/2022 ore 12:13:11
Bravo, ottimo lavoro.
Ho solo qualche dubbio sulla colla spray, sapevo servisse colla neoprenica, da applicare su entrambe le superfici e attendere prima di incollare.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 12:27:43
Ciao, grazie!. La colla che ho usato mi è stata consigliata dal negoziante per lavorare con quel rivestimento. Gli ho spiegato cosa dovevo fare e lui mi ha consigliato questo prodotto che in sostanza ha la stessa formula del bostik. L'ho applicata su entrambe le superfici da incollare e, dopo qualche minuto, ho premuto a fondo per eliminare le bolle d'aria. Dopo una ventina di minuti si ottiene un incollaggio semipermanente che in caso di errori, all'occorrenza, consente di scollare e reincollare meglio le superfici in aderenza. Dopo due/tre ore la presa è molto forte. Comunque nel giro di 24 ore la colla ha fatto completamente presa e al momento sembra tenere bene. Solo con il tempo si vedrà se la presa della colla è adeguata
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 12/04/2022 ore 12:34:42
Esiste una spray apposita che è riposizionabile per alcuni minuti prima dell' asciugatura, molto comodo....
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 13:15:30
credo sia esattamente quella che mi ha dato il negoziante, gli avevo chiesto una colla con queste caratteristiche
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 12/04/2022 ore 13:01:56
Complimenti davvero.
Per quanto riguarda i tessuti in ecopelle, questi indicativamente dopo i 5 anni tendono tutti a spelacchiare (chi più chi meno).
Mi auguro tanto che non succeda nel tuo caso visto il risultato davvero bellissimo del tuo restauro.
Ed ora fallo urlare come si deve.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 13:13:16
Grazie mille 🙏
Se in futuro dovesse rovinarsi mi prendo un'altra domenica di pioggia e lo rifaccio di un altro colore 😎
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 12/04/2022 ore 13:14:30
Bellissimo lavoro...bravo....tra l'altro hai scelto un colore molto bello
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 13:16:42
Grazie 🙏 il colore è molto Blues infatti
Rispondi
di XFiles utente non più registrato
commento del 12/04/2022 ore 18:08:4
Hai fatto un bel lavoro, bravo era anche uno dei miei vecchi lavori e confermo che se non li hai mai fatti, i tagli sono ostici, e a sbagliare è un attimo. Bravo meritato.. 😉
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 12/04/2022 ore 18:14:55
Grazie mille! 🙏
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 12/04/2022 ore 22:33:48
Davvero orrenda quella vernice nera! Cmq è un ampli che tengo d'occhio anch' io come valida e più economica alternativa ai tweed. Dai demo che ho visto/sentito ha un bel suono, sarebbe interessante sentire anche il risultato sonoro.. :)
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/04/2022 ore 10:40:59
vediamo che si può fare non appena trovo il tempo di fare un po' di montaggio audio/video
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 13/04/2022 ore 08:32:1
Ho avuto questo ampli per diverso tempo e l'ho suonato tanto sia live, quando all'epoca suonavo sigh :( che in sala prove e a casa. Ampli a dir poco FANTASTICO nella mia vita mai ho trovato un qualcosa di migliore per quella cifra. Rapporto qualità-prezzo imbattibile.
Da anni ormai sono felicissimo possessore di un Fender Blues Junior che ho anche fatto un pò modificare e che suona da Dio.
Buona musica e complimenti per la realizzazione.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/04/2022 ore 10:45:25
Grazie mille! Trovi somiglianze tra la sonorità di questo e del Blues Junior?
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 13/04/2022 ore 11:52:10
Oddio, mi fai una domanda difficile! Sono anni che non suono il bluescube, da quello che ricordo posso dire che sicuramente i puliti erano simili, ma dal crunch in poi gli ampli vanno su sonorità differenti e negli anni e per il mio modo di suonare mi riconosco molto di più in quel del Blues junior. Ma sono io con la mia chitarra, le mie mani e quello che so fare. Probabilmente te nel suonarli avresti sensazioni diverse. Anni fa vidi un bellissimo video di comparazione tra i due ampli che secondo me rende l'idea vai al link
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/04/2022 ore 15:45:30
Sì certo, le variabili sono moltissime.
Rispondi
di brigantello [user #21508]
commento del 18/04/2022 ore 10:02:34
Scusa la curiosità, ho anche io un blues junior. Che modifiche hai fatto?
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 18/04/2022 ore 11:31:04
Ciao purtroppo non sono in grado di risponderti. L'ho affidato ad una tecnico estremamente competente che ha apportato una serie di modifiche tra cui rivalvolarlo ed intervenire sul sistema delle equalizzazioni per farlo suonare più naturale. E' poi intervenuto sulla capacità dell'ampli di sporcarsi nel suono e distorcere man mano che si alza con il volume. Il risultato finale non è che sia un suono stravolto rispetto ad un Bluesjunior che conosci, ma secondo me, un suono più scolpito e con maggior dinamica.
Il tecnico mi disse, alla riconsegna, adesso se vuoi fare la mossa finale dovresti cambiare il cono, ma ancora non c'ho pensato.

Sul web c'è tantissimo materiale perché il Bluesjunior è un ampli molto modificato quindi ti basta fare delle ricerche.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/04/2022 ore 20:11:35
Se hai la versione nera del BJ ti consiglio di montarci uno Jensen della serie C o ancora meglio uno della serie P (Alnico). Sono soldi ben spesi
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 16/04/2022 ore 07:57:48
Tu sei un genio!
Anche se non posso apprezzare le foto del tuo gran lavoro, i motivi già li sai, devo farti i complimenti perché non è facile coinvolgere persone alle letture di un articolo, tu invece hai scritto in maniera coinvolgente, molto bello e interessante il tuo racconto.
Poi devo dire che la custodia che vorresti commissionare a un sarto, sono sicuro che riusciresti pure tu a farla in maniera maniacale!
Bravo BizBaz, e auguri di una serena pasqua
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 16/04/2022 ore 11:06:46
Amico mio, grazie infinite 🙏
Un grande abbraccio e un caro augurio di buona pasqua anche a te
Rispondi
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