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Quando un chitarrista è influente?
Quando un chitarrista è influente?
di [user #116] - pubblicato il

Un chitarrista è influente quando grazie alla sua musica, o anche semplicemente al suo playing, riesce ad accendere interesse e passione sul mondo della chitarra. Oppure, addirittura a contribuirne all’evoluzione stilistica, tecnica e sonora.

 È facile annoverare tra i chitarristi più influenti di sempre Jimi Hendrix, Eddie Van Halen, Jimmy Page autentiche icone del rock: portatori di un successo planetario e al contempo innovatori visionari della chitarra che ne hanno determinato trasformazioni determinanti. Ma esistono anche chitarristi che, senza essere riusciti a traghettare la propria musica fuori dalla una nicchia di pubblico selezionato di musicisti, sono un faro per chi studia la chitarra, un incentivo a studiare, sperimentare e migliorare. Spesso si tratta di grandi virtuosi come Allan Holdsworth, Guthrie Govan o Tosin Abasi: musicisti che spingendo il livello del suonato oltre lo standard convenzionale, hanno spronato anche migliorie e novità nella progettazione di chitarre, amplificazione, effetti. Quindi ci sono musicisti che con la chitarra al collo hanno fatto innamorare di questo strumento intere generazioni; magari grandi artisti o cantanti prima che grandi chitarristi ma, quello che conta, capaci di incarnare tutte le più vivide suggestioni del rock in una sei corde e renderle contagiose. Joe Strummer, Billie Joe Armstrong ma anche Bruce Springsteen…
E per voi, chi sono e perchè i chitarristi più influenti della storia del rock? 
Aspettiamo di leggerlo nei commenti e poi ne parliamo questa sera su Radiofreccia, alle 21:00, in un’altra puntata di Note di Stile!



Ogni prima domenica del mese "Note di Stile" vede Gianni Rojatti ospite di Double M, aka Mattia Maieli, e nasce dalla collaborazione tra Accordo.it, Classic Rock e RadioFreccia. Note Di Stile, infatti, è anche il nome della rubrica che Gianni Rojatti di Accordo.it cura sul magazine Classic Rock. Il format radiofonico nasce con il supporto di Double M e ha inizio lo scorso novembre, quando quattro appuntamenti settimanali hanno creato un percorso attraverso le chitarre elettriche più rappresentative del rock, percorso che ha trovato il suo punto di arrivo a SHG Music Show 2021 e oggi, proseguirà fino al prossimo SHG Music Show 2022! 

 
 
Gianni Rojatti radiofreccia
Link utili
Guarda tutte le puntate di "Note Di Stile" su RadioFreccia
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di talpa [user #1842]
commento del 05/06/2022 ore 10:31:3
Sicuramente per il mio attuale attuale modo di "suonare", sono stati e lo sono ancora Lee Ranaldo e Xavier Iriondo 🤟
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di tittis [user #28285]
commento del 05/06/2022 ore 12:40:41
mai sentiti, poi di xavier ricordo solo xavier cugat il marito di abbe lane...si scherza eh...
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di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 05/06/2022 ore 13:25:58
Xavier è il chitarrista degli Afterhours.
Rispondi
di talpa [user #1842]
commento del 05/06/2022 ore 13:29:19
Chitarrista dei Sonic Youth il primo e il secondo degli Afterhours dei primi dischi.
Rispondi
di Cukoo [user #17731]
commento del 05/06/2022 ore 19:17:45
"Resti Abbe Lane e vada via el Cugat" (Ugo Tognazzi)
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 06/06/2022 ore 08:26:34
🤣🤣🤣
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di DAME54 [user #53104]
commento del 20/06/2022 ore 14:14:10
Questa se la dici ad un trentacinquenne di oggi, forse anche ad un quarantenne, ti guarda come fossi un marziano. Grandissimo Ugo Tognazzi
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di Cukoo [user #17731]
commento del 21/06/2022 ore 23:16:40
Raccontata bene, un lombardo, anche giovane, la capisce. Se così non fosse mi preoccuperei:
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di TumblinDice [user #38343]
commento del 05/06/2022 ore 13:34:36
Data la sindrome del tunnel carpale (bilaterale) e l' epicondilite, oramai il mio punto di riferimento è il maestro Bini
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 05/06/2022 ore 15:05:36
Che nel suo piccolo...
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di MAURIZIO [user #49375]
commento del 05/06/2022 ore 17:29:51
Imprescindibile Richard Benson. Mi ha insegnato ad accordare una chitarra e a cucinare il pollo...
Rispondi
di LuciferMorningstar [user #62295]
commento del 06/06/2022 ore 11:17:31
Se non avessi sentito "Celebration" della PFM non avrei mai tentato di rifarla con la sestina Carmelo Catania di mio padre! Quindi posso dire che non mi ha influenzato nessun chitarrista visto che il pezzo in questione era fatto con la tastiera... :)
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di enricofra [user #29774]
commento del 07/06/2022 ore 00:02:01
David Gilmour mi ha spinto ad imparare a suonare la chitarra ed i suoi soli sono i più belli che abbia mai sentito anche adesso che ho qualche anno in più di esperienza.......BB king per il blues...... Blackmore per la capacità di trasmettere energia pura, oltre al fatto che per un chitarrista era la prassi imparare (dopo la canzone del sole) il riff più famoso di tutti i tempi scritto proprio da questo signore....
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di WATERLINE [user #51250]
commento del 07/06/2022 ore 00:21:43
Nel '77 comprai il disco "John Mayall and the Bluesbreakers" e sentendo Clapton ho deciso di suonare la chitarra. Che poi non ci dia riuscito e' un altro discorso
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di claude77 [user #35724]
commento del 07/06/2022 ore 08:47:55
Genio! Mi hai fatto davvero sorridere
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 09/06/2022 ore 02:21:36
Non ti impegni.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 07/06/2022 ore 12:14:35
1988/1989, nell'arco di qualche mese comprai quasi tutta la discografia degli Eagles e buona parte di quella dei Deep Purple. Posso dire che tra i chitarristi che mi hanno fatto definitivamente innamorare della chitarra elettrica in quel periodo ci sono appunto Richie Blackmore e Don Felder.
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di Mawo [user #4839]
commento del 07/06/2022 ore 22:20:43
Cobain, James Hetfield e Kim Thayil.
Rispondi
di dickeybetts [user #16947]
commento del 08/06/2022 ore 22:16:53
Ho iniziato a torturare chitarre quando ho visto la Tele al collo di Bruce Springsteen, quindi lui è il colpevole bravo o meno che sia con lo strumento (per inciso per quanto mi riguarda lo è pur non essendo certo un fenomeno). Poi certo, Hendrix, Clapton, Keith Richards nel rock, Wes Montgomery e Pat Martino nel jazz, BB King e Elmore James nel blues… tanti.
Rispondi
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