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Mesa Boogie reinventa il vintage americano col California Tweed 6V6 2:20
Mesa Boogie reinventa il vintage americano col California Tweed 6V6 2:20
di [user #116] - pubblicato il

Mesa Boogie dona al classico sound tweed una flessibilità inattesa con un mono-canale tra i più accessibili in catalogo.
Nel presentare l’ultima edizione del California Tweed, Mesa Boogie fa riferimento esplicito alle creazioni di Leo Fender degli anni ’50 e all’epoca in cui Randall Smith, sul finire degli anni ’60, prendeva quei progetti come ispirazione per avviare la sua personale avventura nella costruzione di amplificatori, gettando le basi di quella che sarebbe poi diventata una delle firme più famose dell’amplificazione boutique.
Il California Tweed intende tornare alle origini del lungo percorso effettuato da Smith e dal suo team, di recente raccolto e portato avanti dal gruppo Gibson. La nuova proprietà sembra voler mantenere la promessa fatta al momento dell’acquisizione, e il neonato modello 6V6 2:20 riprende un classico di casa, lo evolve, senza perdere di vista tutti i punti che rendono Boogie un riferimento per il settore.



Cinque 12AX7 e una 12AT7 nel preamplificatore si affiancano a due 6V6 ad alimentare un finale di potenza con un output massimo di 20 watt, ma con la possibilità di ridurne l’uscita agendo direttamente sulla configurazione del finale.

Il Mesa Boogie California Tweed 6V6 2:20 nasce con l’intenzione di trasportare il carattere del modello 4:40 in un formato più compatto, radunando tre delle sezioni finali più apprezzate della tradizione degli amplificatori vintage in un unico dispositivo.
La selezione delle modalità avviene grazie al sistema Incremental Multi-Watt, basato sulle tecnologie proprietarie Duo-Class e Dyna-Watt con cui l’utente può scegliere tra tre livelli di potenza, con due classi di circuiti e tre cablaggi alternativi con la rotazione di un solo switch.
Il cursore rotativo permette di selezionare un’impostazione da 20 watt con le due 6V6 in configurazione Pentodo in classe A/B e a bias fisso, una da 10 watt in cui le due valvole lavorano in configurazione Triodo, una da 1 watt con una sola valvola 6V6 in Pentodo e classe A, con auto-bias catodico.

Mesa Boogie reinventa il vintage americano col California Tweed 6V6 2:20

L’immediatezza di un amplificatore monocanale non rinuncia alla flessibilità, con due ingressi Normal e Low, controlli separati per Gain e Master, equalizzazione a tre bande completa di controllo Presence con cui rifinire al meglio la risposta e la brillantezza dell’amplificatore nelle diverse venue.
Un riverbero a molle su base valvolare può essere regolato attraverso un potenziometro sul retro dello chassis, accanto alle prese per il loop effetti seriale, anch’esso su circuitazione valvolare.

Mesa Boogie presenta il 2:20 6V6 come un amplificatore dal timbro corposo e brillante, caldo e capace di offrire sia headroom generosa quando è impostato a piena potenza, sia compressione, sag e propensione alla saturazione quando il wattaggio cala. In aggiunta, la promessa è di un circuito particolarmente portato all’uso di effetti a pedale di ogni tipo.

California Tweed è disponibile - e visibile sui rispettivi link - come testata o in versione combo 1x10 e 1x12, entrambi con un altoparlante Jensen Blackbird Alnico.
6v6 2 20 amplificatori per chitarra california tweed mesa boogie ultime dal mercato
Link utili
Gibson acquisisce Mesa Boogie
2:20 Head sul sito Mesa Boogie
2:20 1x12 combo sul sito Mesa Boogie
2:20 1x10 combo sul sito Mesa Boogie
Jensen Blackbird Alnico su Accordo
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di BizBaz [user #48536]
commento del 15/07/2022 ore 16:17:40
Wow belli davvero ❤ e a conti fatti, paragonati ai Fender cui si ispirano, i prezzi sono accettabili.
E c'è anche un po' di made in Italy: il Blackbird Alnico è un cono stupendo
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 17/07/2022 ore 02:32:54
I nuovi Jensen sono un percorso di miglioramento. La Jensen per un botto di anni non ha prodotto nulla. Poi da pochi anni hanno ripreso partendo da zero e qualche cono iniziale so che era molto delicato. Poi boh adesso sono probabilmente ok
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 17/07/2022 ore 12:36:03
Lo sono, lo sono. Per i suoni puliti, crunch e distorti non ad alto guadagno, secondo me sono meglio di altri molto rinomati
Qui un'interessante contributo di accordo su questi Jensen vai al link

Peraltro colgo l'occasione per sottolineare che la qualità del cono è di straordinaria importanza nella catena del suono, cosa che invece molti sottovalutano, arrovellandosi su dettagli molto meno importanti
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 17/07/2022 ore 13:32:50
Hai ragione al 1000%. Il cono e l'abbinamento con l'ampli sono fondamentali. La ricerca del suono passa anche da li
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di BizBaz [user #48536]
commento del 17/07/2022 ore 18:18:48
Il cono è fondamentale ed è un aspetto molto sottovalutato. Ci sono ampli validi che per motivi economici escono con coni modesti e che con un cambio rinascono letteralmente. Peraltro sono modifiche non particolarmente costose e del tutto reversibili
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 18/07/2022 ore 09:21:20
Indubbiamente io apprezzo i vecchi Electro Voice sono veramente pesanti e costosi (un cono Electro Voice costa almeno duecento euro ed è ceramico), ma hanno un profilo molto ellittico che gli dà una bellissima voce.
Rispondi
di A Matter Of Tone [user #44285]
commento del 19/07/2022 ore 08:47:59
Il percorso di miglioramento è sempre una cosa positiva, e tutte le aziende aspirano a migliorare. Per quanto riguarda Jensen, visto che collaboro a questo progetto dalla fine degli anni '90, vorrei solo precisare che è vero che dalla seconda metà degli anni '60 all'inizio del nuovo millennio, Jensen è stata fuori dal mercato degli altoparlanti per chitarra. Noi siamo ripartiti con le serie Vintage Reissue nel 2000. Certamente anche noi lavoriamo per migliorarci, ma posso assicurare che di altoparlanti "molto delicati", francamente, non ce ne ricordiamo molti, per fortuna. D'altronde non potremmo essere fornitori di queste aziende, se la nostra qualità, intesa anche come percentuale di difettosità sulla produzione, non fosse all'altezza delle aspettative. SICA Altoparlanti, che è il costruttore di Jensen fornisce aziende che non transigono sulla qualità degli approvvigionamenti!
Il nostro percorso di ricerca e sviluppo oggi è fondamentalmente concentrato sulla linea Jet, ovvero sugli altoparlanti che NON sono vintage reissues ma progetti originali, come i Blackbird e i Tornado, e sui prodotti Custom per i clienti industriali, come gli altoparlanti per sistemi FRFR che forniamo a Red Sound, GR Bass & GR Guitar, quelli per basso che facciamo per Ashdown, quelli per strumenti acustici di AER, Schertler, Acus, senza contare tutta la parte ProAudio per i costruttori di impianti PA. E questi sono solo alcuni esempi :)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 19/07/2022 ore 11:07:28
Tranquillo io mi riferivo a per sentito dire, qualche cono di conoscenti che forse si era bruciato roba di quindici anni fa... Per il resto io parlo francamente, i Jensen hanno attualmente un ottimo appeal soprattutto sul vintage, alnico, sui coni basso wattaggio. Ne ho sentiti alcuni ok, ignoro il modello ma suonano bene e (da quello che so) hanno prezzi relativamente "bassi". Ci vorrebbe qualche endorser su YouTube perché i coni sono un aspetto che i chitarristi fino a un certo livello ignorano tanto, troppo!!
Rispondi
di A Matter Of Tone [user #44285]
commento del 19/07/2022 ore 13:06:46
Tutto OK, ho capito cosa volevi dire! Beh, gli altoparlanti Vintage Reissue, sia AlNiCo che ceramici, sono quelli più richiesti e più venduti, e la cosa ha una sua logica. Non solo Fender, ma anche Supro, Magnatone, Epiphone, Ampeg, Gibson, Silvertone, Valco, National... in pratica una gran parte del suono americano è stato amplificato da Jensen, come si diceva, fino alla metà degli anni '60. Poi, la scelta - incomprensibile, vista con gli occhi di oggi - di lasciare il mercato, praticamente tutto nelle braccia di Celestion, che giustamente si è presa tutto, ed oggi è e di gran lunga il player più importante nel mercato. Noi stiamo lavorando per proporre "anche" un suono moderno, alternativo, non "copiato o ispirato" da Celestion, in modo che anche chi lavora con suoni moderni e high gain possa esplorare timbriche diverse, per distinguersi. La linea Jet rappresenta proprio questo processo. :)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 19/07/2022 ore 15:26:54
👍
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 19/07/2022 ore 17:32:33
Ciao, in effetti mi rendo conto che non sia facile farsi largo in questo mercato, un po' perché a Celestion, come tu hai ricordato, è stato lasciato gran parte del mercato e ora, nella testa di molti, quelli sono i coni di riferimento, anche se suonano in maniera molto diversa dai Jensen, e un po' perché ho notato una certa diffidenza, soprattutto da parte degli anglosassoni, nei confronti del made in Italy (almeno in questo settore). Ci sono recensioni in rete in cui si dice "non lasciatevi condizionare dal fatto che questo ampli abbia un cono Jensen made in Italy, comunque suona bene": il che è come a dire nonostante quello che si possa pensare, anche gli italiani sanno produrre roba di qualità ... una cosa che non sai se debba essere considerata un complimento o un insulto 😊
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 20/07/2022 ore 11:32:36
"Italy? Pizza, mafia, mandolino! Ué, guagliò!"
Poi siamo leader nella robotica industriale, nella meccanica di precisione, e pure negli altoparlanti per chitarra.
Ma certi stereotipi sono duri a morire, purtroppo...
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 20/07/2022 ore 17:47:23
Fatti gli endorser ti sei scavato le fondamenta nel mondo dei chitarrai
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 20/07/2022 ore 23:08:14
Mi suona molto come: "Ti sei scavato le fondamenta, chitarraio...", detto da Clint 'pelgas' Eastwood
;-)
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 21/07/2022 ore 00:04:2
Non voglio andare off topic per cui il mio intervento sará breve e si fermerá qui....io vivo negli States, nella west coast, e vi assicuro che gli italiani sono visti benissimo. C'è grande considerazione per noi, ci invidiano la nostra manualitá, la cucina, il senso dell'arte e della bellezza, le nostre capacitá in generale. Il sogno di tantissimi é visitare l'Italia e se per caso hanno un trisnonno italiano sono molto fieri di dirlo. Io non posso dire che questa adorazione per gli italiani si trova ovunque, ma lo é sicuramente in California e in moltissime cittá che ho visitato nelle East Coast. Non voglio generalizzare ma non é corretto neanche dire che siamo visti come pizza, mafia e mandolino.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 21/07/2022 ore 07:04:48
Visto lo scenario politico economico, diciamo che le cose positive in Italia sono: la creatività. Punto. 😆
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 21/07/2022 ore 09:31:29
Mi rifacevo a quanto riferito da BizBaz sulla considerazione (online) nei nostri confronti, e anche a qualche esperienza personale al di fuori dell'ambito chitarristico.
Lieto di apprendere che dal vivo, negli States, non è (sempre) così.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 15/07/2022 ore 17:03:16
Belli un botto, ma accidenti, non proprio primo prezzo. Sarò piticchino, ma un bel tremolo valvolare no?!
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 15/07/2022 ore 17:19:13
Bellissimi e che suono!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 15/07/2022 ore 19:00:21
Mi piacciono questi ampli.
Non vedo bene l’acquisizione di Mesa da parte di Gibson.
Mesa Boogie era un’azienda con un forte approccio artigianale. Non mi fido di questi.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 17/07/2022 ore 02:31:00
Non è vero. I vecchi mesa boogie avevano normalissime schede simili ai televisori anni ottanta, settanta ottanta.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/07/2022 ore 21:14:29
bah. quando vai da un tecnico se vede la scritta mesa ti spara il triplo. tutto qua. alla fine se sei benestante ok. sennò alla prima riparazione ti passa la voglia e te ne liberi di un mesa boogie. lo so che è un discorso assurdo ma tant'è.
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 17/07/2022 ore 11:08:55
Io ho il California Tweed 4:40 testata e cassa. Grandissimo ampli, dinamico, headroom, suono pazzesco e molto flessibile perché con la combinazione triodo o pentodo oppure triodo+pentodo simula una serie di Fender dai blackface ai silverface. Ho anche un Fender princeton custom cablato a mano (bellissimo) e con il California si riesce a raggiungere una sonorità, non identica, ma molto molto credibile. Vero i coni Jensen sono fantastici, proprio adatti a questo ampli. Ho avuto molti ampli Mesa ed ora ne ho due. Massima affidabilita', sono carri armati, e per qualche piccola manutenzione l'assistenza ufficiale, almeno quella della mia zona, e' onestissima con prezzi anche inferiori a quelli di riparatori piu' o meno improvvisati. Ora non conosco il California 2:20, ma se tanto mi da tanto sara' un ottimo ampli. Solo che la potenza segue un po' la moda del momento. Il problema che Mesa, a parte le mini testate, e' introvabile in Europa
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 17/07/2022 ore 11:15:55
Ecco un commento attinente alla realtà.
Rispondi
di A Matter Of Tone [user #44285]
commento del 19/07/2022 ore 08:56:59
Se hai il California Tweed 4:40, sostanzialmente hai anche il 2:20. Le differenze principali sono che il 2:20 ha due sole valvole 6V6, quindi un trasformatore di uscita diverso (più piccolo). E poi, nei combo, i cabinet sono più piccoli, quindi la risposta acustica è più asciutta, con i bassi meno profondi, a tutto vantaggio di peso e trasportabilità. Infine, proprio per questioni di dimensioni, il tank del riverbero è più corto. Noi abbiamo un 4:40 nella sala di ascolto per lo sviluppo degli altoparlanti Jensen, e lo usiamo in continuazione, proprio per la capacità di avvicinarsi sia a suoni Tweed che Blackface. IL 2:20 fa la stessa cosa, lievemente più in piccolo...
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 17/07/2022 ore 12:16:01
A proposito di assistenza.. a me il centro autorizzato Fender per cambiare i condensatori del segnale di un hot rod deluxe, parliamo quindi di un ampli di fascia media, mi ha chiesto 200 euro; mi è sembrata una cifra spropositata anche in relazione al costo dell'ampli.
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 17/07/2022 ore 13:30:36
Ti capisco. A me il centro Mesa per cambiare TUTTI i condensatori di un Lone Star 100 euro. Qui di non di puo' generalizzare, dipende dai singoli personaggi
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 19/07/2022 ore 11:45:31
inutile ma bello
Rispondi
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