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Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione
Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione
di [user #116] - pubblicato il

Samuele Perduca, Andy Martongelli e Giorgio Terenziani. Tre grandi musicisti che Ibanez porterà sul palco di SHG per sfoggiare le due anime attuali del brand. Con Perduca quella di chitarra che esplora le nuove frontiere del linguaggio moderno (Shred, Fusion, Progressive); con Martongelli e Terenziani quella di strumento icona del Rock e Metal, imprescindibile nell'evoluzione tecnica e sonora di questi generi.

Ma la parata di artisti Ibanez continuerà anche nellao spazio riservato al brand. Nei due giorni di SHG nella Sala Agnesi al piano terra, sarà possibile incontrare e ascoltare in azione tantissimi altri endorser Ibanez, tutti musicisti superlativi: Eros Pistoia, Vanny Tonon, Riccardo Goggi, Michela Polito, Paolo Anessi & Simona Grasso, Edoardo Taddei e Gabor Lesko. Abbiamo incontrato Samuele Perduca assieme a Andy Martongelli e Giorgio Terenziani per farci anticipare qualcosa sulle loro esibizioni sul Live Stage che saranno:

Sabato 19 Andy Martongelli & Giorgio Terenziani, Live Stage ore 15:00
Domenica 20 novembre Samuele Perduca, Live Stage ore 15:30


Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione

SAMUELE PERDUCA

Ciao Samuele, per presentarti ai lettori di Accordo, raccontaci quali sono le tue principali influenze come chitarrista!
Ciao amici di Accordo!
Innanzitutto permettetemi di ringraziarvi per la vostra gentilezza e per questo spazio che avete deciso di dedicarmi!
Sicuramente le mie origini come chitarrista e musicista sono da ricercare nel nostro caro e sano Rock e Hard Rock. Ricordo bene quando all’età di 7 anni mio padre mi fece ascoltare per la prima volta “Appetite for Destruction” dei Guns N’ Roses: rimasi folgorato, fu amore al primo ascolto!
La mia infanzia è stata quindi caratterizzata da una passione sconfinata per gruppi e miti come Beatles, Led Zeppelin, Deep Purple, ACDC, Police, Queen, chi più ne ha più ne metta, se continuassi l’elenco ne dimenticherai certamente qualcuno! 
Con la scoperta dei Toto e Steve Lukather, sono letteralmente “caduto dalla sedia”! Ho scoperto come, unendo la chitarra distorta ad armonie e strutture più complesse, potesse avvenire una magia!
Da qui in poi è partita la mia devozione per la Fusion, il jazz e tutte le contaminazioni; non posso non citare musicisti come Pat Metheny, John Scofield, Bireli Lagrene, Scott Henderson, Greg Howe, ma anche illustri chitarristi italiani come Ciro Manna o Fabrizio Leo!
 
Sappiamo che la tua attività si divide tra le cose che fai come solista (riconducili al mondo shred, fusion, progressive) e quelle da musicista da band, più calato in una dimensione Pop Rock: come concili questi due mondi? Ci sono delle cose nelle quali ti limiti quando suoni Pop o ti senti sempre perfettamente a tuo agio?
La mia attività da musicista è divisa in diversi settori. Confesso che far convivere l’attività da solista con quella da turnista e musicista di una band Pop rock, non è sempre facile, ma comunque molto stimolante!
L’approccio mentale e musicale è chiaramente differente per i due mondi. Ovviamente quando mi accingo alla produzione di materiale per terze persone o con il mio gruppo Anxia Lytics, devo stare attento a non far prevalere solo i miei gusti chitarristici, ma piuttosto di essere più musicista a servizio della canzone. Per non eccedere o “esagerare” tento di immaginarmi il risultato finale in modo “distaccato”, come se fossi un ascoltatore. A volte è gratificante anche fare un “passo indietro” come chitarrista ma vedere che il risultato è ugualmente eccellente!


 
Cosa suonerai a SHG e con che strumentazione ti presenterai?
Quest’anno ad SHG suonerò alcune mie rivisitazioni di brani Fusion ai quali sono molto legato, ma soprattutto presenterò in anteprima per il pubblico della fiera il mio nuovo singolo, che spero di pubblicare nel mese di dicembre! Per essere comodo negli spostamenti e facilitare i cambi palco porterò con me il mio Kemper, nel quale tengo una profilazione dei miei suoni analogici.
 
Tu sei l'incarnazione vivente della nuova generazione di chitarristi Ibanez, scolpita sul suono e le caratteristiche delle AZ. Quali sono le caratteristiche tecniche e sonore che ti piacciono maggiormente di questa chitarra e la fanno funzionare così bene con il tuo Playing?
Quello che amo di più della mia AZN e la sua ben nota versatilità. È uno strumento completo, che mi permette di spaziare facilmente tra tutte le sonorità che quotidianamente utilizzo e ho bisogno. Il suo suono si ispira alla tradizione degli strumenti “stratoidi”, ma si spinge tranquillamente in contesti più moderni e “aggressive”. Inoltre parliamo di una chitarra molto comoda, confortevole e leggera e personalmente ritengo che questo sia un dettaglio importante per tutti quei musicisti che spendono molte ore della giornata sullo strumento!
Grazie, ci vediamo a SHG!
 
 ANDY MARTONGELLI & GIORGIO TERENZIANI
 
Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione
 
Intanto complimenti a Andy per lo strepitoso "Vacation In The Underword": un disco devastante! Ci racconti qualcosa di questa esperienza e collaborazione che ormai dura da anni?
Andy:Grazie mille, veramente! Io, insieme a David Ellefson (ex-Megadeth), Jeff Scott Soto (Sons of Apollo) e brother Paolo Caridi alla batteria (e il chitarrista live Valerio "Edward" De Rosa"), siamo una line-up road-tested e ready to rock. C'è grande amicizia tra di noi e rispetto; soprattutto abbiamo energia, entusiasmo da vendere e voglia di dare sempre il massimo. "Vacation in the Underworld" ne è la prova evidente e posso dire che abbiamo veramente dato tutto e suonato tutto senza risparmiarci. Ogni nota trasuda rock e anni di esperienza in giro per il mondo. Sono e soprattutto "siamo" veramente soddisfatti del nuovo album!
 
Giorgio tu, invece, in che progetti sei coinvolto al momento?
Sempre tante cose... vediamo di mettere ordine che serve anche a me...ah, ah! Arthemis e questo si sa. Continuo a suonare con i Living Thoery con cui giriamo tutta Europa, sto registrando il secondo disco di Cristiano Filippini Flames of Heaven e mi concedo qualche concerto con i Mr. Pig (Michele Luppi + Dr. Viossy). Presto, inoltre, il mio basso per un po' di progetti e registrazioni. Un paio dovrebbero uscire l'anno prossimo, almeno i singoli, ma non posso ancora fare promozione.
 
Che cosa suonerete a SHG e con che strumentazione vi presenterete?
Andy:io e il mio fedele partner in crime JT (Giorgio Terenziani) saremo on stage alle ore 15:00 di Sabato 19 novembre, nel palco live, in compagnia dei nostri fidati strumenti "Ibanez". Siamo fieri di rappresentare "Ibanez Guitars", un marchio che da anni ci accompagna on the road e in studio e non ci delude mai; abbiamo instaurato un vero e proprio team-work che ci regala sempre grandi soddisfazioni. Let's rock!
Giorgio:Suoneremo 2 brani di Andrea, ma non vi dico quali... più una cover e un pezzo degli Arthemis. Il tutto un po' ri-arrangiato per lasciare ancora più a basso e chitarra. Vogliamo dare l'idea di un concerto e non di un'esibizione. Strumentazione Ibanez SR 1605B e 1805 facile che porti anche il 5FMDX, ma dipende perché la sera prima sono a suonare e devo capire... pedaliera Zoom, testina GK come DI e via che siamo pronti.

Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione

Voi suonate assieme nella band Arthemis: in cosa è coinvolta al momento la band? Ho visto che siete da poco tornati Live!
Andy:siamo al lavoro su nuove songs e stiamo pianificando nuove date, festival. La nostra è una band che in realtà non si ferma mai ed ha sempre in cantiere nuove sorprese. I recenti concerti sono stati micidiali e l'affiatamento, l'amicizia e la professionalità, la voglia di suonare sempre al meglio e dare il meglio per noi stessi e per i fans, sono la nostra linfa vitale e tengono la fiamma sempre accesa!
 
Ho la sensazione che le nuove generazioni considerino sempre di più le pagine dei Social come vetrina più qualificante dove affacciarsi. Voi che siete musicisti con una straordinaria esperienza live di palchi e concerti, cosa ne pensate?
Andy: sicuramente i social sono fondamentali al giorno d'oggi e possono essere uno strumento di promozione veramente incredibile, ma non il solo ed unico. Essere Musicisti veri, con la "M" maiuscola comporta molte sfaccettature e non è un lavoro per tutti. Alla base deve esserci entusiasmo, voglia di fare bene, sacrificio, intraprendenza e molto coraggio.
Giorgio: Domandone. Il mondo è diverso, credo che i ragazzi fanno bene a trovare la loro strada. Ci sono nicchie in cui la comunicazione è orizzontale cioè si parla a i propri coetanei in primis. C'è il tempo del paraocchi e quello della maturità. Per me fanno bene, il codice comunicativo oggi è quello e chi deve emerge... emerge e finisce nel mondo reale. Così come chi è forte nel mondo riesce a traferire la sua presenza anche su i social. Non vedo concorrenza con il mondo social, ma la necessità di essere presenti dovunque secondo la propria sensibilità. Essere coerenti arriva prima di tutto a chi sta dall'altra parte sia esso palco o schermo!

Si dice che il metal continui ad essere il genere musicale dove le nuove generazioni esprimono maggiormente la loro passione e voglia di migliorare sullo strumento in ambito rock. Siete d'accordo?
Andy:concordo pienamente! Non ho mai avuto dubbi su questo. Ho ancora la stessa energia ed esplosività del primo giorno in cui ho preso la chitarra in mano e questo è solo ed esclusivamente grazie al Metal e alla sua capacità di evolversi, adattarsi, stupire e trasmettere fuoco ai massimi livelli!
Giorgio:Si, 100%. Nessuno di noi ha iniziato per fare il turnista! Detta così sembra cattiva, ma è vera e va presa come spunto di riflessione. Metal o comunque generi dove lo strumento ha un ruolo, un peso, una visibilità. Metal, le varie derivazione della Funk Fusion...
 
 Ibanez: rock, shred e metal tra tradizione e innovazione
 
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di bulgi81 [user #45146]
commento del 18/11/2022 ore 08:07:36
Grande JT! Me lo ricordo quando suonava nella bassa reggiana davanti a 10 persone, tra cui il sottoscritto!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 21/11/2022 ore 16:30:16
Una Ibanez Japan ha sempre il suo perché
Rispondi
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