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Continuiamo così.

di Oliver [user #910] - pubblicato il 13 marzo 2025 ore 11:18
Per una serie di coincidenze sono capitato su un mio vecchio post di quasi 11 anni fa (!), che si riferiva al mio primo post di 6 anni prima (!!!), che a sua volta citava uno scritto di 75 anni fa (!!!!).

Speravo di non doverlo ri-condividere ancora, ma pare che purtroppo sia più attuale che mai.
Che tristezza.

https://www.accordo.it/article/viewPub/80745

Continuiamo così.

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di KJ Midway [user #10754]
commento del 13/03/2025 ore 11:42:54
butto lì un briciolo di positività, ho una figlia alle elementari e la seconda che ci andrà il prossimo anno, scuola publica ovviamente, e posso confermare la preparazione e la passione delle insegnanti, una sensibilità un'attenzione ed un'empatia che io nelle scuole degli anni '80 me le sognavo.
Mi aggrappo a questo sperando che anche alle medie e poi alle superiori poetranno trovare insegnanti così!

Peril resto la preoccupazione è alta il periodo è molto buio e l'ingnoranza serve agli ingnoranti che ci governano o che vorrebbero farlo.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 13/03/2025 ore 11:52:25
Concordo, le persone fanno sempre la differenza.
L'ho sperimentato bene sulla pelle dei miei "figlioletti", che hanno frequentato le stesse scuole, fin dalla materna, ma con insegnanti diversi: eccezionali quelli del primo, un disastro (salvo rare eccezioni) quelli del secondo.
Il guaio vero è che mentre prima ci si limitava a consentire che pascolassero e proliferassero indisturbati gli inadatti, gli impreparati e i lavativi (insegnanti, non studenti), più passa il tempo e più si cerca di mettere i bastoni (toh...) tra le ruote di quelli che non lo sono. E neanche tanto velatamente.
Rispondi
di Daffy Dark utente non più registrato
commento del 13/03/2025 ore 13:13:38
I genitori spesso sono complici, forse più ignoranti degli insegnanti, da ciò che ho potuto notare in prima persona con mio figlio che frequenta la seconda elementare..
A parte che come programmi di scuola, mi pare vadano a rallentatore, ma solo io e mia moglie e forse solo un genitore ha notato tutto ciò in tutta la classe, ricordo ancora una mamma lo scorso anno che si lamentava dicendo che gli danno troppi compiti a casa, poverini!
Ma poverini cosa? Cioè, gli danno da fare si e no una pagina con 4 esercizi in croce 2 volte a settimana, il mercoledì e per il week end, poi chi li chiama poverini li porta a scuola di calcio con allenamenti 3 volte a settimana, oltretutto se piove a dirotto li fanno allenare fuori sotto all'acqua, li però non si lamenta nessuno..
Poi vogliamo parlare degli esercizi di matematica?
Nel laghetto ci sono 5 oche e quattro anatre, colora gli animali con i colori appropriati, che ci azzecca con la matematica il dover colorare gli animali?
Passiamo ad inglese, a fine anno lo scorso quando era in prima, gli hanno fatto studiare e ripetere in inglese i nomi di diversi animali, bene, sempre gli stessi animali fino alle vacanza di Natale appena trascorse, cioè da giugno a dicembre, sempre a fargli ripassare quei nomi di animali, esiste una chat della classe, ma non ho mai sentito lamentarsi o per lo meno, farsi qualche domanda da nessun genitore, domande che io e mia moglie spesso ci siamo fatti.
Mia suocera è stata insegnante, in pensione da parecchio tempo, me ne ha raccontate di cotte e di crude, soprattutto sul fatto che spesso e volentieri i presidi delle scuole sono dalla parte dei genitori, per cui tante volte è successo di prendersi i cazziatoni dal preside per ché guai rimproverare un alunno e guai mettere dei voti che possano dar fastidio ai genitori, per cui, se tu insegnante pluri laureato dai una valutazione ad un alunno che reputi lui non abbia fatto abbastanza o ancora peggio non abbia fatto nulla di buono e i genitori non sono d'accordo, stai tranquillo che la spunta l'alunno ignorante se il genitore si oppone in presidenza, e questo non è cosa di oggi, ma andiamo indietro di oltre 20 anni..
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 13/03/2025 ore 15:26:33
Il discorso di Calamandrei riportato nel post originale è di una attualità disarmante. La cosa che mi colpisce di più è che è applicabile ben oltre i confini italiani. I meccanismi descritti sono gli stessi applicati negli Stati Uniti, dove vivo. Ne so qualcosa per esperienza diretta con mio figlio. Comunque io e mia moglie abbiamo fatto la scelta di mandarlo in una scuola pubblica, nonostante avremmo anche la possibilità di seguire altre strade. Non tutto è perfetto, ma abbiamo trovato, in generale, insegnati molto bravi in generale che lavorano moltissimo per assicurare una formazione di qualità all'interno della scuola pubblica.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 13/03/2025 ore 17:24:28
Un post importante. Condivido molte delle preoccupazioni espresse, da insegnante...

Non troppo tempo fa, per altre cose, mi son trovato a fare un lavoro su questo spettacolo del gruppo teatrale Nuova Scena, figlio del gruppo milanese di Dario Fo. I tempi cambiano, i problemi - anche se in forme diverse - restano. Specialmente l'incipit storico merita un ascolto vai al link
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 13/03/2025 ore 18:15:35
Molto interessante, grazie
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 13/03/2025 ore 23:19:16
Fosse solo la scuola, vogliamo parlare della sanità? Povera Italia. Le politiche sociali ed i diritti fondamentali ormai sono solo un lontano ricordo. I diritti che vanno di moda oggi sono i cosiddetti diritti civili, che tristezza immensa...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 14/03/2025 ore 08:35:11
Sinceramente riportare il testo di Calamandrei per paragonarlo alla realtà di oggi mi sembra completamente fuori luogo, perché non vedo neanche lontanamente il parallelo.
Secondo me dovrebbe quasi essere reato scomodare discorsi immensi come quello di Calamandrei per assecondare allucinazioni personali.
Scusami la durezza, non voglio certo insultare ma voglio essere estremamente schietto. Lavoro in politica da vent'anni (non sono un politico né lavoro per un partito o per uno schieramento, visto che devo servire tutti loro e cerco di farlo ogni giorno, anche oggi, con il massimo della lealtà e dell'impegno) e vedo le peggiori cose che fanno incazzare me e i miei colleghi ad un livello che il cittadino normale non può capire. Quindi figuriamoci, sono io il primo a criticare tantissime cose che non vanno come dovrebbero, e che si potrebbero fare molto molto meglio. Però proprio non posso tacere quando sento lamentele non solo ingiustificate ma di una scala scollegata con la realtà.
Non ci sono scuole di partito totalitarie. Ci sono ancora una marea di scuole pubbliche dove ogni bambino/ragazzo farà il percorso fatto di risultati positivi e negativi, di gioie e pianti, di socializzazione e liti, di insegnanti eccellenti e insegnanti disastrosi o inutili. L'abbiamo fatto noi e lo faranno loro, ossia le nuove generazioni. Anzi, oggi hanno chance decisamente migliori delle nostre.
E grazie al cielo ancora c'è abbondanza di democrazia.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/03/2025 ore 09:27:36
No, non ci sono scuole di partito.
Non è più il tempo, e non è nemmeno necessario che ci siano.
Ci sono modi più sottili, silenti ma efficaci e duraturi.
Democratici, perfino, se si vuole banalizzare il concetto di democrazia a "volontà del popolo".
Basta semplicemente smantellare, lentamente e in silenzio, le scuole pubbliche, e questo nel discorso che ho citato è previsto con 75 anni di anticipo. E' successo e continua a succedere, con una preoccupante accelerazione.

Certo, ci sono cose anche peggiori, o direi piuttosto più materiali e immediate, che pregiudicano in modo evidente e tangibile la vita di tutti i giorni. Se vogliamo rovinarci il fegato, se ne può parlare per ore.
Ma la formazione della persona e gli strumenti necessari allo sviluppo di una capacità critica (di qualsiasi parte sia) e di una coscienza sono la base per combattere anche le "cose peggiori". Una premessa senza la quale tutto è concesso, tutto è lecito.

Quanto alla situazione odierna della democrazia, sinceramente non so come puoi essere così ottimista, proprio in questo momento. Ma forse non ne condividiamo appieno il significato, e probabilmente io sono solo un ingenuo, non facendo politica.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 14/03/2025 ore 10:11:59
1- non condivido l'uso degli spazi di Accordo per parlare di queste tematiche
2- non sono ottimista, ma molto pessimista
3- tra le parole e i numeri io preferisco le parole ma ahimé penso che la gente dovrebbe interessarsi di più ai numeri. Perché i numeri dello Stato italiano sono terribili: indebitati alla morte e quello che ci entra lo ridiamo subito indietro per pagare gli interessi sul debito. Quel pochissimo che avanza lo usiamo metà per tenere in piedi almeno l'impalcatura della baracca e metà per distribuire bonus altrimenti i cittadini si lamentano troppo ad alta voce.
Per fare il parallelo con una famiglia: siamo come una famiglia che ha entrate per 5000 euro ma debiti per 5 milioni di euro. Di quei 5000 che entrano, 4000 li usiamo per pagare gli interessi sul debito, e 1000 li dividiamo: metà per i bonus e metà per mandare avanti casa. Domanda: cosa resta alla famiglia per condurre la propria vita? Risposta: 500 euro. Così è messo lo Stato italiano.
Con questi numeri tutto verrà progressivamente o ridimensionato o smantellato proprio come si farebbe in una famiglia che avesse i numeri che ho elencato.
Quindi l'opera di impoverimento proseguirà chiunque sia a governare. Poi ovviamente gli italiani ci mettono del loro votando sempre i meno adatti e godendo quando viene allontanato quello più capace.
Come vedi, sono ben più pessimista di chiunque. Ma il discorso di Calamandrei, bellissimo e prezioso, non c'entra nulla.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/03/2025 ore 10:31:12
1- Di questo si è già discusso diverse volte in passato.
Questo è un diario personale, non è un articolo in homepage.
Nei limiti del buonsenso, del rispetto reciproco e dell'onestà intellettuale (e, ovviamente, delle regole di Accordo), non ci sono argomenti vietati o inopportuni.
Se non si è interessati, basta semplicemente bypassare -personalmente lo faccio spessissimo- e se lo si è si può decidere di approfondire o anche discutere civilmente, come in questo caso. Lo vedo come possibilità un arricchimento reciproco (non nel senso che penso di insegnare qualcosa: imparo a mia volta)

2. Purtroppo

3. Concordo su tutto, tranne la conclusione. Per me gli strumenti (per quanto imperfetti) per consentire un'apertura mentale che consenta la formazione di una consapevolezza, anche se relativa, ma democraticamente variegata, sono alla base di tutto, e sono minati pericolosamente. E con dolo.
Opinione personalissima, ovviamente. E giuro che sarei felice di non pensarlo.
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