National Resolectric
<p> Riesci a immaginare un "one night stand" tra chitarre? </p><p> L'anticoncezionale non ha funzionato, per nostra fortuna aggiungo. Quello che è nato è il più bel pargoletto visto negli ultimi tempi: la National Resolectric, una chitarra tanto bizzarra quanto affascinante.</p><p></p>
Me ne sono innamorato in occasione di SHG-16, a Roma, complici le 500 note galeotte suonate in un secondo da un Paolo Giordano ancora più funambolico del solito. Dopo una breve trattativa con il venditore mi sono messo sotto il braccio quella decina scarsa di chili di pura gioia. Ci pensavo da tempo, fin da quando era stata presentata la versione originale con Lipstick al manico, ma questa è tutta un'altra cosa.
Un unico aggettivo definisce la fattura: superba. Non un graffio, non una sbavatura, non un segno nella vernice eco-compatibile la cui superficie leggermente opaca è gradevolissima. Corpo in mogano e top in acero fiammato sono arricchiti dal cono d'acciaio e da un battipenna color avorio molto art decò. Il manico in acero si inserisce sul corpo al 14° tasto ed è finito con cura. Insomma, non un difetto, non una sbavatura, non un tasto che sporge, tanto perfetto da poterci regolare un'action da PRS.
La parte elettrica è stupefacente. C'è un Highlander IP-1X al ponte-biscotto e un Duncan P-90 al manico. Entrambi i pickup hanno un proprio volume. In più c'è un selettore a tre posizioni tipo LP e un master volume tipo vecchia Gretsch. Il tutto, accuratamente miscelato, consente di ottenere una gamma di sonorità impensata su un coso di questo genere. Si va da una simil-Standard 1953 a una quasi-Duolian microfonata. Certo, il sustain è quello da scatola-da-scarpe-con-elastico che caratterizza ogni resofonica, ma.... sennò che gusto c'è?
Piacevole sorpresa: da spenta suona forte, molto forte per una chitarra a corpo solido. Ma non tanto da disturbare di notte quando viene voglia di suonare perché il sonno si fa attendere.
La paletta sunburst con simil-Kluson (sembra disegnata dall'architetto Wright) completa un look da proibizionismo che si sposa perfettamente con un locale a luci basse. Consigliata a tutti, perché è in grado di suggerire modi nuovi di suonare. Ascoltare il primo disco di Chris Whitley per suggerimenti sull'uso più corretto.
Dimenticavo. Il prezzo di listino può indurre un malore, si avvicina a 7 milioni (d'altra parte anche a casa sua non costa poco), ma è possibile aspettarsi sconti significativi.
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