Danelectro torna a far parlare di sé, questa volta non tanto per nuove uscite (ormai una cosa rara per il brand), ma per un restyling estetico capace di catturare lo sguardo di molti. Tre dei suoi modelli più iconici – Big Sitar, Baritone e Classic ’59 – si rifanno il look grazie a nuove finiture Metal Flake e Glitter che rievocano atmosfere glam, psych e surf, ma con un tocco moderno. Nessuna modifica tecnica, solo una mano di vernice che trasforma completamente l’identità visiva di questi strumenti storici.
Big Sitar: psichedelia in versione brillante
Introdotta originariamente negli anni ’60, la Big Sitar è uno degli strumenti più curiosi del catalogo Danelectro, utilizzata in migliaia di registrazioni per quel suo timbro unico a metà tra chitarra e sitar elettrico. La nuova versione Metal Flake ne conserva la struttura: scala da 24.75" con 21 tasti, tre pickup single coil lipstick posizionati in posizione manico e ponte per il lato chitarra, e uno dedicato alla sezione mini-harp. Il risultato? Un suono che non risponde a nessuna categoria, proprio come il look. Ora disponibile anche con una scintillante livrea metallica, perfetta per chi vuole distinguersi anche visivamente.

Baritone: un classico riscoperto in abito blu
Il modello Baritone di Danelectro – adorato e venerato – riceve un aggiornamento estetico in finitura Blue Metal Flake. La scala da 29.75" con accordatura B-to-B, unita ai due lipstick pickup, conferisce a questo strumento una voce profonda ma allo stesso tempo squillante sulle alte e altissime frequenze; il look rétro, completato dalla paletta “Dolphin” si sposa ora con una finitura glitterata che sicuramente esalta il lato più audace di questo strumento.

La Classic ’59 si mette lo smoking
Il modello più rappresentativo di Danelectro, la Classic ’59 - con corpo double cutaway - si veste ora con tre nuove finiture glitter abbinate a battipenna nero e black tape laterale. Manico bolt-on con scala da 25", 21 tasti e la storica configurazione lipstick al manico e al ponte. Il ponte è quello classico con selletta in palissandro, mentre il suono è sempre quello brillante, un po’ ruvido e assolutamente riconoscibile che ha reso la ’59 un cult. L’aggiunta delle finiture glitter la rende un oggetto ancora più intrigante per live e video-performance. Non si re-inventa nulla, ma lo si veste con il giusto grado di brillantini.
Ulteriori informazioni: www.danelectro.com



Ma la '59 sull'ampli giusto e al volume giusto, pickup al ponte, credimi che ha un suono da paura! E con lo slide non la batte nessuno.
In conclusione, è una chitarra che può piacere o meno esteticamente ma che costa nulla e che suona davvero bene.
Io non ne ho mai avute, ma le ho sempre adorate come look.
Mi piacciono i southern culture on the skids, mi piace il suono di Rick Miller e la sua danelectro.
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Io non ho mai provato una Danelectro originale degli anni 60 quindi non posso fare una comparazione diretta.
Però la chitarra suona esattamente come te l'aspetti. Probabilmente data la semplicità del progetto e i materiali, che son più o meno gli stessi nel tempo, la chitarra rimane abbastanza fedele all'originale.
Il suono è quello, sia sui puliti che sui distorti.
Dipo ovviamente dipende dall'ampli, dalla mano e tante cose però a mio avviso una Dano attuale si avvicina molto a quelle dell'epoca.
a me invece ... fan proprio cag@re!
si l'amico sotto ha postato il link con una bella sfilza di utilizzatori ... ma la maggioranza dei nomi roboanti
l'ha usata per un pezzo o forse 2 ... (jeff Beck \ Knopfler E.V.H. per dirne 3)
certo il fatto che ci sia nell'elenco una certa victoria: per me depone solo contro!
I.M.H.O. naturally!
comunque buona musica a tutti (anche a chi le usa di masonite!)
non commento poi il prezzo di chitarre di masonite dai 600 ai 1.100 euro
cit. l corpo delle chitarre Danelectro è generalmente realizzato in Masonite, un materiale composto da fibre di legno pressate, con una struttura interna in legno di pioppo che conferisce alla chitarra un carattere semi-cavo. Alcuni modelli, come la 67 Dano Red, utilizzano l'ontano per il corpo.
Masonite:
Questo materiale, simile al cartone pressato, è stato ampiamente utilizzato da Danelectro per la costruzione dei suoi corpi
Pickup Danelectro su alcune sue strat. Poi c''è Knopfler che la usa per lo slide Ci sono chitarristi ugualmente influenti (parlo di pezzi di storia, non di fighetti di YouTube) che usano Suhr e Paul Reed Smith? Le Danelectro sono strumenti particolari, con un loro carattere e una loro dignità, e il corpo semicavo in legno e masonite ha il suo perché. Se il materiale non è nobile ma suona bene se usato nel modo giusto perché disprezzarlo? E poi vogliamo parlare dei pickup lipstick? Tranquilli, un top in acero AAAAAAAA e degli intarsi a uccello (chissà cosa ne direbbe Freud) non fanno nulla per il suono. E tutti gli snob che commentano sprezzanti dall'alto delle loro custom shop limited private stock sono lì che aspettano un redazionale di Accordo su chitarre economiche per mostrare la loro "superiorità" dove, quando è come suonano? Però su una cosa hanno ragione: i prezzi di Danelectro, a fronte di un livello qualitivo rimasto costante, sono aumentati in maniera inaccettabile rispetto a quelli delle altre chitarre di produzione orientale, e a mio parere sono diventati eccessivi, anche in relazione all'appeal di nicchia di questi strumenti e ad alcune scelte estetiche discutibili e poco in linea con il fascino retró che ha sempre contraddistinto la produzione Dano.
P.s. Sapete che basso usò John Entwistle per registrare il famoso solo di My generation? Ebbene sì, proprio il famigerato basso di Martina! Meditate,gente,meditate
E insistono eh!
link
Anche i modelli classici hanno il loro perché, per certi generi musicali sono adattissimi, il lipstick ha una bella personalità. Certo, il prezzo è un po' "troppo" per la qualità dello strumento, ma parliamo comunque di cifre modeste, rispetto a certe serie ciofeca di altri marchi più famosi.