
Per trovare un pizzico di ristoro al caldo torrido di quest’estate 2025, siamo andati al Nord. Direzione Finlandia. Una volta lì, siamo incappati nella discografia di una performer che - nonostante l’indubbio fascino glaciale, gli attillati pantaloni neri in pelle, gli occhi azzurro cielo - è portavoce di una musica che affonda le proprie radici nel Blues più tellurico fino ad espandersi a lande che molto hanno a che fare con il rock, e hard rock in particolare. Miss Erja Lyytinen è un vulcano attivo: la sua verve si riversa, infatti, come lava incandescente tanto nelle grintose parti vocali quanto nel playing, al punto da essere stata definita senza mezzi termini come la “regina della chitarra slide” e decretata “Angel of Rock” agli HRH Awards di Great Yarmouth.
La sua ultima fatica in sala d’incisione si chiama Smell The Roses e, oltre a suggellare l’ottimo stato di salute dell’artista, porta direttamente al nostro orecchio (e alla nostra attenzione) nove tracce di tutto rispetto, generose dal punto di vista musicale - per non dire debordanti, vedi la titletrack o il terzo singolo Abyss - in cui le sature distorsioni delle sue chitarre danno vita a ritornelli che sarebbe un delitto non ascoltare ad un volume adeguato. Il nuovo disco della Lyytinen arriva a distanza di vent’anni dall’esordio solista intitolato Wildflower e fa luce sulla fertile vena compositiva dell’autrice, che può vantare ormai un nutritissimo repertorio tra album in studio, pubblicazioni live ed una ferma sicurezza su quel che, oggi, per lei significa modellare un sound originale, muscolare, subito riconoscibile:
Ultimamente ho ascoltato principalmente vinili e registrazioni degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta. Durante il mixaggio dell'album, abbiamo utilizzato alcuni strumenti analogici come un registratore a nastro a due tracce per ottenere un suono corposo e caldo. Questo suono e il modo organico di creare musica mi parlano molto.
Erja Lyytinen
Per noi intenditori ed estimatori del variegato universo a sei corde, Erja Lyytinen rappresenta inoltre l’occasione per parlare di una serie affascinante di chitarre “firmate” il cui autore, anche lui finlandese, risponde al nome di Juha Ruokangas. Trent’anni di attività, un Master in liuteria, parecchie illustri menzioni su scala internazionale e un amore nato ben prima di internet grazie ad un’economica Stratocaster ricevuta in dono a 10 anni (e subito smontata, esplorata, sezionata!): per questo visionario artigiano non deve essere stato complicato immaginare la chitarra perfetta per la sensuale Erja, stando ad alcune specifiche dichiarazioni del nostro…
La passione per la musica e per le chitarre! Ecco ciò che ci mette in connessione. […]
Non mi sento di gravitare tanto intorno a forme ‘strane’. Per me il punto di partenza più divertente è sempre la figura della chitarra classica, che trae ispirazione dal corpo femminile - fianchi, girovita, pancia…
Juha Ruokangas

Dopo lunghe conversazioni mirate, studi, modifiche, un primo (imperfetto) modello e un (ideale) secondo tentativo - soprannominato “Blond Queen” dalla stessa Lyytinen - Ruokangas è riuscito a confezionare un esemplare unico, capace di fare la differenza in un oceano di chitarre suonate e portate al successo da una componente quasi esclusivamente votata al maschile. Che sia il momento, dunque, di mettere in rotazione Smell The Roses, lasciarsi scuotere nel profondo senza pregiudizi di sorta e ascoltare che ne pensa la Regina?
La mia nuova “Blond Queen” è caratterizzata da una fantastica suonabilità . Si tratta di un elemento che ho percepito all’istante. Il manico è ideale per la mia piccola mano e mi ha permesso sia di sviluppare una serie di aspetti tecnici sia di suonare più velocemente. Con questa chitarra, in unione al suo moderno approccio sul fronte sonoro, le mie abilità hanno toccato vette superiori e i miei orizzonti si sono ampliati. E non è questo, forse, quel che un nuovo strumento dovrebbe essere in grado di fare? Ispirarti e condurti sempre più in alto!
Erja Lyytinen