Il marchio americano, in collaborazione con Universal Products & Experiences, riporta alla ribalta una delle chitarre più iconiche del grande schermo, con modelli firmati Gibson Custom ed Epiphone, oltre a un’esclusiva linea di abbigliamento e gadget.

Il mistero della ES-345 perduta
Quest’estate, Gibson e Michael J. Fox hanno lanciato la campagna Lost to the Future, una vera caccia globale alla ES-345 originale utilizzata sul set del film. Da tutto il mondo sono arrivati migliaia di indizi su LostToTheFuture.com, e l’azienda ha ora ristretto la ricerca a pochi esemplari sospetti. Ritrovare quella chitarra significherebbe mettere le mani sul cimelio più importante della storia musicale cinematografica.
“Questa chitarra è stata la scintilla che ha spinto un’intera generazione a imbracciare lo strumento,” commenta Mark Agnesi, Director of Brand Experience di Gibson. “Vederla tornare alla vita è un sogno che diventa realtà.”
Gibson Custom Back to the Future 1955 ES-345 Collector’s Edition
Prodotta in soli 88 esemplari nel mondo – un chiaro riferimento alla velocità della DeLorean per viaggiare nel tempo – la Gibson Custom Back to the Future 1955 ES-345 Collector’s Edition sfoggia una finitura Cherry Red con hardware dorato e un corredo di memorabilia da film: flusso canalizzatore, chiave della macchina del tempo, orologio Casio, strap personalizzata, plettro e certificato di autenticità. Ogni chitarra è accompagnata da un case collezione e da una presentazione degna del grande schermo.
Epiphone Back to the Future ES-345: la versione per tutti i fan
La Epiphone Back to the Future ES-345, limitata a 1.985 unità (come l’anno d’uscita del film), riprende fedelmente le specifiche dell’originale Gibson:
- Corpo semi-hollow in acero laminato a cinque strati con center block in acero massello
- Binding multiplo, manico in mogano con profilo Rounded C
- Tastiera in palissandro con 22 fret medium jumbo e intarsi split parallelogram
- Paletta Kalamazoo 60s con logo Epiphone e Gibson Crown in madreperla
- Meccaniche Deluxe con pulsanti Keystone color crema
- Pickup Alnico Classic PRO™, ciascuno con controlli indipendenti di volume e tono
- Varitone mono per espandere la tavolozza timbrica
- Hardware dorato, ponte LockTone Tune-O-Matic™ e Bigsby B70 con i Stop Bar studs lasciati visibili come nel film

Un’eredità culturale che unisce musica e cinema
La Back to the Future Collection non è solo un’operazione nostalgica, ma un omaggio al potere iconico di una scena che ha unito generazioni di musicisti.
Il momento in cui Marty McFly attacca “Johnny B. Goode” resta scolpito nell’immaginario collettivo come il perfetto incontro tra chitarra elettrica, cinema e cultura pop.
L’iniziativa consolida anche il ruolo della Gibson Garage di Nashville e Londra come epicentro per fan e collezionisti: le due sedi esporranno l’intera collezione, disponibile anche online su Gibson.com.
Merchandising e accessori: il look di Hill Valley
In parallelo alle chitarre, Gibson lancia una linea di merchandising esclusiva ispirata al film:
- Mini ES-345 AXE Heaven®
- Set di plettri in latta da collezione
- Tracolle, T-shirt e cappellini ufficiali
Tra cinema, storia della chitarra e nostalgia anni ’80, la Back to the Future Collection rappresenta uno dei tributi più intelligenti mai concepiti da Gibson.
Un omaggio al mito di Marty McFly e alla chitarra che – anche senza flux capacitor – ha già viaggiato nel tempo.
Ulteriori informazioni:
Quanto alla firma, non mi trovi d'accordo anche su questo. Tutte le chitarre con un marchio sulla paletta sono già firmate e te le compri proprio perché hai i condizionamenti della musica ascoltata. Razionalizzare tutto come se la musica e gli strumenti fossero una scienza e non un fatto emozionale, secondo me, ci porta fuori strada anche se ci illude di credere che stiamo avendo il controllo. Nel momento in cui Knopfler comprò una Fender Stratocaster rossa perché così ce l'aveva Hank Marvin, beh praticamente comprò una chitarra con la firma: Fender Stratocaster rossa. Poteva andare dal liutaio sotto casa, e invece...
Fu vittima del marketing inconscio? No, partì da un collegamento emozionale e poi sviluppò il suo percorso.
Una chitarra da 20.000 euro secondo me non andrebbe criticata e nemmeno discussa, semplicemente perché è una chitarra per una fascia di utenti che non siamo noi e che nemmeno conosciamo. Dovremmo concentrarci su quelle che stanno nella nostra fascia cercando di capire quale faccia al caso nostro e quale no. Che poi abbia una firma o no, l'importante è che ci dica qualcosa facendo stabilire un collegamento che porta l'utente a divertirsi di piu e suonare di più, che è poi l'obiettivo di un amatoriale.
Per me la stessa marca scritta sulla paletta è la firma su una chitarra, e già sceglierla è marketing puro e semplice. Non è solo marketing, ma c'è anche del marketing. La firma dell'artista è semplicemente la sottofirma: è marketing, ma non è solo marketing. Solo la chitarra artigianale fatta unicamente dal proprio sarto è al di fuori della logica commerciale. Per me è un fatto palese ed evidente ma non dico mica che tutti debbano essere d'accordo.
E mi tocca ribadire lo stesso sui prezzi. Per me poteva costare anche 55.000 euro. O 12.000. Non è proprio la mia fascia, quindi non ci riesco né a sorridere né a deprimermi: semplicemente non mi riguarda, come un paio di scarpe da 2000 euro o un orologio da 40.000 euro. Non ho proprio idea chi li voglia e manco mi interessa specularci su. Certo, se qualcuno conosce uno di questi tizi e vuol raccontarci il suo punto di vista, leggo volentieri così imparo qualcosa.
Sappi che su un sito di un negozio americano di strumenti musicali mi è casualmente venuta davanti agli occhi una 345 Back to the future: 88.000 dollari. Dillo a quel pezzente che si comprerà quella da 20.000 euro.
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Dovremmo però riflettere semplicemente che la Gibson, che è una azienda che deve fare profitto, applica semplicemente strategie di marketing. Sempre più purtroppo il modello è quello del “Charge what the market will bear”. In altre parole, in un mondo in cui comunque una 345 degli anni '50 sta almeno a $ 25000, la Gibson trova il modo di vendere strumenti nuovi a prezzi simili a quelli del vintage. In questo caso specifico, lo fa con un valore aggiunto che è quello di legare lo strumento a un film di culto e di aggiungere una serie di gadget. Funziona? Assolutamente si, perché questi strumenti vengono venduti in pochissimo tempo e pare tengano bene anche il valore negli anni.
Per me la cosa non costituisce un problema, perché sarebbe molto fatico economicamente (per non parlare di sicuro divorzio) per me di sostenere una spesa del genere, quindi proprio non mi sfiora il problema. Sono comunque bellissimi strumenti, nulla da dire.
Per tornare al discorso della politica dei prezzi del “Charge what the market will bear” mi preoccupa di più nel campo degli strumenti per la progressivo aumento dei prezzi degli strumenti Made in USA di serie. In altri campi, trovo scandaloso la politica dei biglietti dei concerti (stesso concetto). Ora anche i prezzi dei biglietti aerei negli USA, per dire, hanno questo approccio nei prezzi di vendita. Secondo me il problema serio è quello.
Comunque mi ha fatto morire dalle risate con l'operazione al Gemelli e chitarra sfasciata: direi dopo il danno anche la beffa...
PS. Portero' le chitarra, e stavolta pero' la birra sara' vera 😉