SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
JHS svela un libro e un Big Muff 2 per celebrare EHX: il brand più iconico nella storia dell'effettistica per chitarra
JHS svela un libro e un Big Muff 2 per celebrare EHX: il brand più iconico nella storia dell'effettistica per chitarra
di [user #116] - pubblicato il

Un foglio ingiallito, due dual op-amp e mezzo secolo di attesa: il Big Muff 2 è la variazione sul tema che EHX non produsse mai. Rinasce da uno schema di Bob Myer, con una voce più tagliente, medi presenti e basse sostanzioso. Non è nostalgia: è un pezzo di storia resuscitato in collaborazione con JHS e l’archivista Daniel Danger.
La genealogia del Big Muff è nota: transistor, compressione cremosa, sustain infinito che ha scolpito riff e lead dagli anni ’70 in avanti. Ma tra le pieghe della storia esisteva un ramo parallelo: uno schema a matita, intitolato “BIG MUFF USING (2 DUAL OP AMPS)”, tracciato da Bob Myer, l’inventore del Big Muff. Quel foglio è emerso nel 2021 durante una ricognizione archivistica da parte di Josh Scott e Daniel Danger che ha successivamente alimentato il volume Made On Earth For Rising Stars: The Electro-Harmonix Story, ovvero una biografia del brand creato da Mike Matthews: Electro Harmonix, il brand più emblematico nella storia dell'effettistica per chitarra.

JHS svela un libro e un Big Muff 2 per celebrare EHX: il brand più iconico nella storia dell'effettistica per chitarra

In quell'occasione si è capito che non si trattava di un appunto qualunque: era il tentativo di ri-immaginare l’architettura classica a transistor con la tecnologia degli op-amp affermatasi nella seconda metà dei ’70. Per quasi cinquant’anni lo schema è stato sepolto in un laboratorio segnato da tempo e alluvioni, tra prototipi e documenti. JHS Pedals, Electro-Harmonix e Daniel Danger lo hanno riportato in vita: EHX Dual Op-Amp Big Muff 2. Non un remake, ma la concretizzazione di un “what if” storico.



Dalla carta alla breadboard: cosa cambia davvero
Il team ha "breadboardato" il circuito così com’era disegnato da Myer. Il confronto con il più noto Op-Amp Big Muff di fine ’70 (attribuito a Michael Abrams e reso famoso da Billy Corgan) ha evidenziato differenze sostanziali:
  • Topologia di clipping diversa rispetto al classico op-amp Muff di fine '70.
  • Uno stadio di gain aggiuntivo, che sposta l’equilibrio tra saturazione e articolazione.
  • Più volume percepito, medie più presenti e low-end più pronunciato.
Se il Big Muff solitamente punta a un tipo di sustain dolce e a delle alte frequenze smussate, questa interpretazione basata su due dual op-amp spinge verso una distorsione più aggressiva, più “ferrosa” nelle medie frequenze, con una intelligibilità che non scivola nel fangoso quando si scende in accordature più gravi o si chiede un palm-mute più serrato. È un Big Muff “di famiglia”, ma con una postura diversa.



La voce: tra fuzz e distorsione, con più articolazione
All’ascolto diretto, il Dual Op-Amp Big Muff 2 si colloca a cavallo tra la grana fuzz tipica della serie e la spinta di un distorsore che oggi consideremmo più "moderno"
  • Mantiene il DNA EHX, ma con attacco più definito
  • Offre una inteligibilità in gamma alta che non coincide con un semplice boost sulle alte frequenze: il risultato è un spettro più organico.
  • Mostra medie frequenze molto scolpite
  • Low-end robusto ma serrato: utile su chitarre con accordature Drop e con humbucker dall'output elevato, dove molti Big Muff tradizionali falliscono.



Un’altra linea temporale: perché conta
La collaborazione a tre fra EHX, JHS e Daniel Danger non è un’operazione cosmetica. È un atto filologico: si produce oggi ciò che avrebbe potuto essere nel ’78-’79 se la scommessa di Myer avesse “vinto” la corsa interna. Mike Matthews, ascoltato il prototipo, ha riconosciuto che c’era “qualcosa di speciale” pur distante dal voicing che preferiva. È il valore di un marchio che sa tutelare il passato senza irrigidirsi, consegnando ai chitarristi una variante storicamente credibile e, allo stesso tempo, funzionale ai repertori attuali.

Il pedale è legato al progetto editoriale Made On Earth For Rising Stars: The Electro-Harmonix Story (Third Man Books). Un lavoro che attraversa un lasso di tempo compreso fra il 1968 e gli anni 2000, con prototipi inediti, documenti di fabbrica, fotografie e focus su figure chiave: da Mike Matthews ai designer dei circuiti, per arrivare agli esperimenti più eccentrici. È il contenitore culturale che spiega perché esista oggi un Dual Op-Amp Big Muff 2: perché per decenni tutto è rimasto nei cassetti giusti, in attesa che qualcuno riaprisse quella porta foderata di altoparlanti in un garage del New Jersey.

Il nuovo JHS/EHX Big Muff 2 è disponibilie (in iratura limitata) al costo di €217,95 (esclusi costi di importazione), ma è probabile che nel momento in cui queste righe vengono pubblicate il sold out sia già stato raggiunto.

Ulteriori informazioni: www.jhspedals.com

JHS svela un libro e un Big Muff 2 per celebrare EHX: il brand più iconico nella storia dell'effettistica per chitarra
big muff distorsione distortion effetti per chitarra effetti singoli per chitarra fuzz jhs jhs pedals josh scott muff pedalboard
Nascondi commenti     5
Loggati per commentare

di tittis [user #28285]
commento del 11/12/2025 ore 16:39:18
siamo ormai immersi nel delirio?
Rispondi
Loggati per commentare

di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 12/12/2025 ore 12:17:
La differenza non è enorme ma si sente, passato l'hype del momento ed i prezzi folli spero che questo circuito venga prodotto come alternativa, ci sono già diversi big muff in casa EHX e questo non sfigurerebbe affatto.
Rispondi
di Francesco Sicheri [user #65794]
commento del 12/12/2025 ore 12:25:03
Considerando che se ne vede uno in video e negli scatti promozionali, già "traslato" nel formato nano EHX, direi che non tarderà molto ad arrivare. La differenza non è enorme ma secondo me c'è eccome, soprattutto sulle medie frequenze, che con molti Big Muff rimangono sempre molto impastate (è anche il suo bello tante volte).

Edit: eccolo qui vai al link
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 12/12/2025 ore 15:44:29
Grande! Appena arriva in Europa ci faccio un pensierino!
Ho il big muff classico e mi piace molto preso a piccole dosi, sono più da overdrive, ma le frequenze medie meglio definite di questo penso possano aiutarmi a trovare con maggiore facilità i suoni che cerco.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 14/12/2025 ore 20:33:5
Curioso da provare, anche se pero' per cio' che mi serve ho oramai da tempo piantato un paletto sul Big Muff Ram's Head.
Rispondi
Altro da leggere
EarthQuaker Towers: il soundscape generator stereo che espande l'idea di riverbero
JHS Double Dragon: l’octaver analogico che riscopre l’imperfezione
Wampler Golden Jubilee: Mesa MKII e JTM45 in un unico pedale
EHX Bass Big Muff Pi 2, il “Muff ritrovato” dual op-amp ora anche per basso
Behringer lancia tre pedali in una settimana: Ring Stinger, BM-17 Frequency Box e The Flange With No Name
Funny Little Boxes Treasure Chest: dual overdrive Tube Screamer/Klon a £99
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964