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Best of 2025: tra conferme, novità e operazioni meno riuscite
Best of 2025: tra conferme, novità e operazioni meno riuscite
di [user #116] - pubblicato il

Un anno di gear, mille annunci e una sola certezza: nel 2025 il mondo della chitarra ha prodotto più novità di quante se ne possano realmente usare. Tra idee riuscite, ritorni mascherati da rivoluzioni e prezzi sempre più “selettivi”, proviamo a riassumere il tutto con alcuni punti fermi.
È quel giorno dell'anno, e noi chiudiamo il tutto con una lista. Il 2025 è stato l’ennesimo anno in cui il mondo della chitarra ha confermato una verità ormai difficile da ignorare: non esiste più il concetto di “poche novità”. Esiste solo l’ipersaturazione. Un flusso continuo, quasi compulsivo, di chitarre elettriche, acustiche, pedali, amplificatori, plugin e sistemi digitali che si accavallano, si inseguono e spesso si assomigliano più di quanto il marketing vorrebbe farci credere. In questo rumore di fondo, la redazione di accordo.it ha provato a tirare le fila e fare una selezione di quello che ci ha lasciato le impressioni migliori.

Non “il meglio in assoluto”, ma ciò che nel 2025 ha saputo distinguersi per idee, rapporto qualità/prezzo, coerenza progettuale o semplice, onesta efficacia. Dalla White Falcon “possibile” alle workstation digitali che promettono tutto (e quasi lo mantengono), passando per pedali che riscoprono il valore del rischio creativo, questo riepilogo è una fotografia di un settore che corre velocissimo. Anche quando, forse, avrebbe solo bisogno di rallentare.

Chitarre elettriche:
1 - Gretsch Synchromatic Falcon -
La White Falcon in forma "economica" è una di quelle richieste che in tantissimi hanno fatto a Babbo Natale. Per il 2025 Gretsch ha deciso di ascoltare le richieste. €1390,00 non sono pochi, ma se messi in relazione al costo di una White Falcon "vera", sono più che abbordabili.
2 - PRS SE NF 53 - Tra i €900 e i €1000,00 la battaglia è durissima, ma con questa mossa PRS si porta a casa un bel colpo. T-style con tanto carattere e un'esperienza qualitativa sotto le dita di ottimo livello.
3 - Jackson Pro Series Lee Malia Signature - poco più di €800,00 per una chitarra nata con intenzioni estreme, ma capace di affascinare anche chi del metal non sa sempre cosa farsene.

Chitarre acustiche:
1 - Harley Benton Solid Wood Series
- Legni maselli, look minimale e rapporto qualità/prezzo in pieno stile HB. Le abbiamo provate e non possiamo dire altro se non che ci sono piaciute molto.
2 - ToneWoodAmp2 - Amplificazione "naturale" (tramite vibrazione) per chitarra acustica che va a implementare la tecnologia sviluppata con il ToneWoodAmp1.
3 - Fender Acoustasonic Standard - Versione "economica" delle Acoustasonic, con un ottimo rapporto qualità/prezzo per tutti quelli a cui piace l'idea ibrida alla base della serie originale 

Modeler/Profiler/Sistemi digitali:

1 - Valeton GP-50/GP-5 - Che sia la nuova e più grande versione GP-50, o che sia invece la più compatta versione GP-5 non c'è partita: al prezzo a cui queste unità vengono vendute diventa quasi obbligatorio per un chitarrista avere almeno una delle due.
2 - Line6 Helix Stadium - Migliorare uno dei prodotti migliori degli ultimi anni non era facile, ma Line6 sembra esserci riuscita. A quale costo però? Il nuovo prezzo è alto, e il brand sembra puntare ad un pubblico di professionisti più che ai comuni mortali. In ogni caso, le nuove Helix sono una bomba.
3 - NUX Amp Academy Stomp - Non acquistatelo perché volete un all-in-one, questa è una workstation per tutto ciò che riguarda la sezione di amplificazione. E in questo se la gioca veramente bene, anche senza gli effetti di modulazione.

Plugin/Software:
1 - Universal Audio Guitar Paradise Studio - Malgrado l'hype generato da Mayer e Neural DSP, UA si prende il primo posto. Una suite con veramente molto da offrire, che - anche a prezzo pieno - convince anche chi non vuole spendere troppo.
2 - Neural DSP Archetype X John Mayer - È successo, doveva succedere e non c'è da sorprendersi, anzi: ringraziamo John Mayer per aver aperto le porte del purismo allo sdoganamento della tecnologia digitale. PS: i suoni non sono niente male, ma non pensate di svegliarvi con le mani di John.
3 - Positive Grid Bias X - L'intelligenza artificiale non deve essere obbligatoriamente un nemico, e Positive Grid lo ha saputo dimostrare abbastanza bene con il suo Bias X. Siamo solo all'inizio, e si potrebbe fare molto di buono seguendo questa linea.

Effetti a pedale:
1 - Strymon Fairfax -
Vince perché è diverso. Punta su qualcosa di dimenticato, e lo fa credendoci al massimo. In un segmento iper-saturo di proposte, emergere a volte richiede un po' di rischio.  
2 - Marshall Amp Series - Al momento della presentazione, nessuno ha creduto a Marshall quando il brand affermava che questa linea di "grandi classici" sarebbe stata caratterizzata da un prezzo popolare. Eppure Marshall ha smentito tutti. Chapeau.
3 - BOSS XS-1 Poly Shifter - Quando non prova a far diventare i suoi pedali un abbonamento in stile Netflix, Boss sa ancora come fare centro. La versione XS-1 è potente, creativa e estremamente immediata.
3bis - JHS/EHX Big Muff 2 - Una delle operazioni di marketing meglio realizzate nel mondo dell'effettistica, almeno negli ultimi 10 anni. Un circuito vecchio, scartato e dimenticato, rivenduto come un diamante. La menzione d'onore è obbligatoria.

Amplificatori:
1 - Synergy SYN20IR Head -
Se bisogna pensare al futuro delle valvole, perché non farlo in maniera compatta, ma anche modulare? Synergy continua imperterrita a seguire il suo progetto "intercambiabile", e il nuovo SYN-20IR si configura come una delle uscite più intriganti dell'anno che si conclude. 
2 - ENGL Ravager -
Amplificatori compatti, e con load box integrata, sono il nuovo standard per chi non vuole dismettere le valvole. La proposta di ENGL riassume il tutto in maniera fluida e efficace (anche nel prezzo).
3 - Blackstar ID:X - La contraerea di Blackstar per parare i colpi di BOSS e Line6 non ha goduto del giusto rispetto. Sia sul piano sonoro, sia sul piano economico, l'ID:X si difende benissimo.

Non tutto ciò che è nuovo è anche necessario, e il 2025 lo ha dimostrato senza troppi giri di parole. Tra annunci fragorosi, promesse ambiziose e idee rimaste a metà strada, anche il mercato chitarristico ha collezionato più di un "mah". Questa è una selezione personale dei 10 flop dell’anno: prodotti che, per motivi diversi, non hanno fatto centro.

1 - Fender Standard Series - Grazie, ma no grazie. Le Classic Vibe di Squier vanno benissimo. Dovrebbe essere abbastanza chiaro come concetto, giusto?
2 - Fractal AM4 - Gli manca qualcosa... Qualcuno ha detto blocchi? Peccato.
3 - Thorpy FX Fuzz Remains - Tutti odiano i "cloners" fino a che non si ricordano di aver iniziato allo stesso modo. Formula già ben rodata da JHS, rivestita da celebrazione di BYOC...
4 - EVH Gear 5150III 6L6 Hypersonic - Un digitale che vuole sembrare un analogico, ma che finisce per condividerne il peso, l'ingombro e addirittura il costo. Poco comprensibile.
5 - Fender/To The Stars Tom De Longe Starcaster - Aiuto. 
6 - Gretsch Abbey Road RS201 Studiomatic - Una bella idea veicolata male.
7 - Bad Cat Amplifiers Burmese e Siamese Drive - È vero che completano la linea del brand, ma un filino di sforzo creativo è qualcosa di obbligatorio per un nome come Bad Cat.
8 - VOX Micro Superbeetle - Non si è mica-micro-super capito bene il motivo.
9 - Gibson Dave Grohl DG-335 White Limo - È giusto che tutti i fan continuino a morire nell'acidità di stomaco. Boh.
10 - JHS/Third Man Records Troika delay - Comodo tanto quanto rilevante, anche se Jack White ci mette la firma. 
10 bis - Gibson Custom Back to the Future 1955 ES-345 Collector’s Edition La replica 1-a-1 di una chitarra che non è ancora stata ritrovata. Grande Giove! E che c****.

Con questa lista si conclude il nostro 2025, e l'unico augurio che possiamo farvi è che il 2026 continui a regalarvi tutto il tempo necessario a seguire la sconfinata costellazione di prodotti che il mondo chitarristico ci saprà regalare a partire da domani. Gennaio 2026 - come ogni altro anno - è un mese in cui si alza il velo su molti nuovi prodotti. Chissà che il nuovo anno non sappia sorprenderci con delle novità realmente innovative.
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