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MTV come YouTube prima di Internet: perché la sua fine era inevitabile
MTV come YouTube prima di Internet: perché la sua fine era inevitabile
di [user #65794] - pubblicato il

La chiusura degli ultimi canali musicali di MTV certifica la fine definitiva di un’epoca. Non è solo una questione di audience o di modelli economici, ma il tramonto di una televisione che aveva trasformato la musica in immaginario collettivo. Tra nostalgia e disincanto, MTV diventa il simbolo di come Internet abbia riscritto per sempre il rapporto tra suono, immagine e pubblico.
La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2025 ha segnato una fine annunciata ma comunque carica di significato simbolico: in Regno Unito, Australia, Polonia, Francia, Brasile e in altri Paesi europei MTV ha spento definitivamente gli ultimi canali dedicati esclusivamente alla musica. MTV Music, MTV Live, MTV 80s, MTV 90s e le altre declinazioni tematiche hanno chiuso le trasmissioni, lasciando attivo soltanto il canale generalista, da anni concentrato soprattutto su reality e intrattenimento. In Italia, come altrove, si tratta dell’atto finale di un processo iniziato molto tempo fa, quando la musica aveva già smesso di occupare il centro dell’identità MTV.



Scrivere oggi di MTV significa confrontarsi con un paradosso storico: raccontare un medium che ha definito l’immaginario di almeno due generazioni e che, proprio per questo, non è mai davvero scomparso. MTV non è soltanto un canale televisivo. È stata una grammatica culturale, un acceleratore simbolico, una lente attraverso cui musica, moda, politica giovanile e industria dell’intrattenimento hanno imparato a parlarsi. La sua parabola – dalla nascita rivoluzionaria al lento e agonizzante declino nell’era digitale – coincide con la trasformazione stessa della cultura pop occidentale.

MTV come YouTube prima di Internet: perché la sua fine era inevitabileIl primo bozzetto, rifiutato, del logo di MTV

La chiusura è stata accompagnata da un gesto fortemente evocativo: MTV Music ha salutato il pubblico con Video Killed the Radio Star dei Buggles, lo stesso videoclip con cui il canale aveva inaugurato le trasmissioni il 1° agosto 1981. Un cerchio che si chiude, riportando idealmente a quel momento fondativo in cui MTV aveva trasformato la musica in un linguaggio visivo globale. In altri Paesi la scelta è stata diversa ma altrettanto simbolica: nel Regno Unito, ad esempio, MTV 90s ha concluso con Goodbye delle Spice Girls.
Questa scomparsa così simbolica, diventa lo spunto per interrogarsi sulle ragioni per cui l’idea stessa di una televisione musicale 24 ore su 24, centrale per oltre trent’anni, sia diventata progressivamente irrilevante nell’era dello streaming e dei social network.



Anni Ottanta: quando la musica impara a guardarsi allo specchio
MTV nasce come una radio visuale: VJ giovani, informali, che presentano videoclip come fossero dischi in rotazione, ma già a metà decennio il canale diventa molto di più. Il videoclip incarna la prima, vera, forma di collegamento tra i fan e l'immaginario degli artisti. Attendere un video su MTV significa aspettare di poter vedere in tv, in casa propria, il volto e il mondo di quelle stelle del firmamento musicale che prima sembravano irraggiungibili. MTV taglia le distanze tra chi la musica la fa e chi la musica la compra e la ascolta, e tutto questo avviene tramite un processo creativo e poetico che si concretizza nel videoclip. L’apertura a pop e R&B, con l’ingresso in heavy rotation di Billie Jean e Beat It, rompe una barriera culturale e razziale, perché Michael Jackson non è solo una superstar: è la prova che l’esposizione televisiva, e quindi il lavoro congiunto di suono e immagini, può ridefinire la scala del successo.

1981–1984 - | L’atto di nascita: quando il video diventa linguaggio
  1. Video Killed the Radio Star – The Buggles
  2. Billie Jean – Michael Jackson
  3. Beat It – Michael Jackson
  4. Thriller – Michael Jackson
  5. Hungry Like the Wolf – Duran Duran
  6. Girls Just Want to Have Fun – Cyndi Lauper
  7. Sweet Dreams (Are Made of This) – Eurythmics
  8. Take On Me – a-ha

Ecco quindi che il videoclip diventa una necessità industriale. Come scriverà anni dopo Simon Reynolds, “non bastava più suonare bene, bisognava apparire credibili”. Si ragioni bene su quanto viviamo quotidianamente con i tanti protagonisti di YouTube, e si provi ad affermare che quelle parole non sono state profetiche.
Madonna, Duran Duran, Tina Turner e ZZ Top costruiscono carriere parallele tra suono e immagine, i Dire Straits fotografano il fenomeno con sarcasmo in Money for Nothing: “I want my MTV” diventa uno slogan generazionale.



Nel 1985, con l’acquisizione da parte di Viacom, MTV si struttura: nascono contenitori tematici come Headbangers Ball, 120 Minutes e Yo! MTV Raps. È una programmazione che segmenta, ma al tempo stesso legittima sottoculture musicali fino ad allora marginali. Altro momento di rivoluzione assoluta: la musica alternativa, ma anche il metal tanto quanto l’hip-hop, entrano nel salotto globale. Impensabile, impossibile, ma vero solo grazie a MTV.

MTV come forza culturale globale
Alla fine degli anni Ottanta MTV è già un fenomeno planetario. Nel 1987 debutta MTV Europe, ancora una volta sulle note di Money for Nothing. È un passaggio cruciale: il canale non esporta solo videoclip, ma un’idea di gioventù occidentale fatta di libertà espressiva, consumo, stile. Nascono format destinati a fare scuola: MTV Unplugged restituisce dignità acustica alla performance rock; i grandi concerti-evento, da Live Aid in poi, trasformano la musica in rito collettivo e mediatico. MTV diventa ciò che Marshall McLuhan avrebbe definito un “ambiente”: non racconta la cultura pop, la produce.



1985–1989 | L’era dell’eccesso e dell’estetica
  1. Money for Nothing – Dire Straits
  2. Like a Prayer – Madonna
  3. Sledgehammer – Peter Gabriel
  4. Addicted to Love – Robert Palmer
  5. Walk This Way – Run-D.M.C. & Aerosmith
  6. Here I Go Again – Whitesnake
  7. Faith – George Michael
  8. Welcome to the Jungle – Guns N’ Roses

Anni Novanta: dalla musica alla gioventù come format
Con il debutto di The Real World nel 1992, MTV apre una porta che non si chiuderà mai più. Il reality e la reality television nascono qui, in un esperimento sociologico che intercetta temi reali: identità, conflitti, politica, convivenza. Promette di non essere un tradimento della musica, ma un ampliamento del discorso, e invece...



Nello stesso periodo MTV si fa esplicitamente politica: Choose or Lose porta le elezioni presidenziali americane del 1992 nel linguaggio dei giovani. Kurt Cobain, ospite a Unplugged, canta Where Did You Sleep Last Night come un requiem generazionale; gli MTV Video Music Awards diventano un barometro culturale, più che una cerimonia; Madonna, Nirvana, Pearl Jam, R.E.M. passano di lì e lo fanno con legittime aspettative di ritorno in quanto a vendite, esposizione e status.

1990–1995 | Alternative, grunge e fine dell’innocenza
  1. Smells Like Teen Spirit – Nirvana
  2. Losing My Religion – R.E.M.
  3. Jeremy – Pearl Jam
  4. Nothing Else Matters – Metallica
  5. November Rain – Guns N’ Roses
  6. Freedom! '90 – George Michael
  7. No Diggity – Blackstreet
  8. California Love – 2Pac

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Total Request Live: il successo e la fine di tutto

Il 14 settembre del 1998 arriva un nuovo cambio di rotta, ed è qualcosa di cataclismico. 
Total Request Live, il ponte perfetto tra musica, televisione e fandom. That's right, this is still a live television show right here [...]  We're of course here in Times Square, MTV's home, and we'll be bringing you the top 10 most requested videos, not from us, from you.  

Attenzione: non siamo noi a farlo, siete voi.

Il pubblico è al centro della scena, i fan sono il motore che alimenta TRL, e nessuno sembra avere problemi con il fatto che nel momento in cui il "popolo" viene messo sul palco (giudice al quale non è richiesta preparazione) sarà veramente difficile farlo scendere.
Social media ante litteram, Times Square diventa una platea permanente, Carson Daly un volto familiare. Tutto questo si riassume nella trasformazione di MTV in una piattaforma giovanile totale, non più soltanto un jukebox televisivo.

1996–2004 | Pop globale e spettacolarizzazione
  1. Baby One More Time – Britney Spears
  2. Genie in a Bottle – Christina Aguilera
  3. Bye Bye Bye – *NSYNC
  4. Oops!... I Did It Again – Britney Spears
  5. In the End – Linkin Park
  6. Clint Eastwood – Gorillaz
  7. Crazy – Gnarls Barkley



TRL è l'origine dell'idea che i fan possono decidere cosa vedere, e volere, al di là di ogni filtro proveniente "dall'alto dei media". Entrare nella rotazione di TRL diventa presto un requisito fondamentale per far parte del giro musicale che muove il mercato. È qui che inizia, senza mezzi termini, qualcosa di totalizzante per tutto ciò che riguarda la futura (ovvero attuale) condizione di fruizione di contenuti: il prodotto si piega alla necessità di approvazione da parte del pubblico.

Al tempo il "like" ancora non esiste, ma ogni artista spera di finire tra i più acclamati: si chiama total request live. Se non sei "richiesto", non conti.
Con TRL si concretizza l'idea che un artista deve soddisfare il pubblico prima di ogni altra cosa, e non che il pubblico si formi a partire da un comune interesse raccolto attorno a scelte compiute dall'artista. Se oggi un content creator segue il verdetto della fanbase (prima ancora di sviluppare una sua linea) per tarare i suoi contenuti in modo da soddisfare l'algoritmo - così che il livello di engagement sia sempre tale da permettere la "commerciabilità" di un canale - lo si deve anche a TRL.



MTV Italia: una rivoluzione locale (1997–2007)
Il 1° settembre 1997 nasce MTV Italia. Non è una semplice diramazione europea: è un progetto editoriale autonomo, che parla italiano, osserva il territorio e costruisce una nuova grammatica televisiva. Camila Raznovich, Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Daniele Bossari, Giorgia Surina, Paola Maugeri, Alessandro Cattelan, Carolina Di Domenico, Marco Maccarini, Valentina Correani, Pierluigi Pardo, Gabriele Corsi, Chiara Tortorella, Omar Fantini, Francesco Mandelli diventano mediatori prima ancora che conduttori.
MTV Italia intercetta una generazione rimasta ai margini della televisione generalista: mescola Britpop, rock italiano, rap emergente, elettronica.

Programmi come TRL Italia trasformano Milano in un epicentro giovanile. L’influenza è tale che RAI e Mediaset iniziano a imitare linguaggi e ritmi. MTV Italia non è solo un canale musicale: è un propulsore culturale che sdogana ironia, irriverenza e informalità.

MTV come YouTube prima di Internet: perché la sua fine era inevitabile

Anni 2000, le ore sono contate
Se il Millennium Bug, tanto annunciato e temuto, doveva fermare il mondo, sicuramente ferma MTV. L'emittente si sposta dai suoi intenti originari, si trasferisce dove l'hype e il pubblico sembrano rispondere meglio. MTV guarda il videoclip - su cui ha costruito il suo successo - e decide che è tempo di passare oltre, scegliendo consapevolmente la strada dell’intrattenimento non musicale. 

JackassThe OsbournesPunk’dLaguna Beach e Jersey Shore diventano - ancora una volta - fenomeni globali. MTV crea linguaggi, meme ante litteram, modelli aspirazionali. Ma il prezzo è alto: il videoclip perde centralità. La musica sopravvive come evento, come celebrazione, non più come flusso quotidiano. Cade definitivamente il velo su quella promessa che poco tempo prima sembrava indissolubile. La musica viene tradita in favore dello share.

La vita, però, mostra spesso un forte senso di ironia. Nel caso di MTV, vendere la pelle della musica per diventare uno dei big dell'intrattenimento non paga, anzi, ferisce a morte. 

2005–2010 | L’ultima grande stagione prima del digitale
  1. Hey Ya! – OutKast
  2. Single Ladies – Beyoncé
  3. Feel Good Inc. – Gorillaz
  4. Seven Nation Army – The White Stripes



Anni 2010–2020: internet, streaming e perdita di centralità
Nel 2008 TRL chiude. I videoclip migrano definitivamente online, dove l’accesso è immediato e personalizzato. MTV prova a reinventarsi come brand, ma l’identità si fa sempre più sfumata. La domanda ironica – “MTV passa ancora musica?” – diventa presto una constatazione. 

"In maniera progressiva, rapidissima e lavorando sotto pelle, YouTube, Spotify e i social network rendono obsoleta la funzione primaria di MTV"... chiunque ripeta queste parole sta mentendo, sta addolcendo la pillola e sta spostando l'attenzione dalla realtà dei fatti. 
È la stessa MTV ad aver abbandonato la possibilità di avere un futuro. Lo ha fatto prima scegliendo di non privilegiare la musica nella sua programmazione, e poco dopo abbandonando la possibilità di traslare le sue attività online.

Declino o compimento dell'opera?
Dire che "MTV ha tradito la musica" è qualcosa di vero, ma allo stesso tempo è una scorciatoia comoda, buona per i commenti nostalgici sotto i post di Facebook.
In realtà MTV non ha tradito nulla. Ha semplicemente fatto quello che fanno tutte le grandi rivoluzioni culturali quando funzionano fin troppo bene: portare a termine la loro missione storica.
MTV ha spinto la sua realizzazione fino alle estreme conseguenze, e poi si è ritrovata inutile nel mondo che lei stessa aveva contribuito a creare. Non è un tradimento, è il paradosso del successo.

MTV ha insegnato all’industria discografica una lezione fondamentale: il suono, da solo, non basta. Conta l’immagine, conta il racconto, conta il personaggio. Ha fatto emergere che in termini di commerciabilità del prodotto, l'immagine conta molto più della musica stessa. Ha insegnato ai giovani che la cultura pop può essere una lingua comune, trans-nazionale, immediata, più efficace di qualsiasi manifesto politico. E alla politica, volente o nolente, ha mostrato che l’intrattenimento è un veicolo di consenso infinitamente più potente di mille comizi. 

“I want my MTV”, cantava Knopler. Tutti hanno voluto MTV, finché non "l’hanno avuta in ogni forma e salsa." 
Oggi quel desiderio si è dissolto nell’over-abbondanza: contenuti e videoclip infiniti, accessibili sempre, ovunque, senza attesa e senza mediazione. Il problema non è che MTV non passi più musica, ma che la musica passi ovunque senza più bisogno di MTV.

L’algoritmo ha preso il posto del VJ, la scrollata del pollice quello dell’attesa davanti allo schermo. Tutti hanno tutto quello che vogliono (e non solo), sempre e comunque.
E quindi tutto vale molto meno di quello che potrebbe. Non c'è guida, non c'è mediazione, ci sono solo due occhi rivolti ad uno schermo che riproduce tutto, sempre e comunque, in qualsiasi momento glielo si chieda. Peccato che - come ricorda Aladino - sapere cosa chiedere non è così facile. 

Oggi MTV sopravvive come marchio e come memoria collettiva. È un archivio emotivo di un’epoca analogica, quando scoprire un artista significava aspettare, riconoscere un’intro, restare incollati allo schermo sperando che quel video tornasse in rotazione per registrarlo su una VHS così da cancellare la recita di Natale di tua sorella. Un tempo lento, imperfetto, irripetibile. Come direbbe David Bowie, “Tomorrow belongs to those who can hear it coming”. MTV quel domani lo ha sentito prima di tutti. E forse è proprio per questo che era destinata a non sopravvivere abbastanza a lungo da abitarlo.

Music is now closed.

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di Sykk [user #21196]
commento del 02/01/2026 ore 15:03:08
Ricordo è che quando uscivi la sera, sapevi che tutti quelli con cui avevi a che fare avevano visto almeno parte di quello che avevi visto tu su MTV.
Mi riferisco agli anni 2000.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 02/01/2026 ore 16:35:16
Io ho molta più "nostalgia" di Videomusic che era il programma musicale pre-mtv Italia.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 02/01/2026 ore 17:12:42
Concordo.....
Da quando poi sono iniziati i reality ho proprio eliminato il tasto dal telecomando....
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 02/01/2026 ore 17:39:5
Stendiamo un velo pietoso sui reality.......
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 02/01/2026 ore 21:10:51
Ho pensato esattamente la stessa cosa! 'Heavy con Kleever' mi faceva impazzire
Rispondi
di oscar1965 [user #19484]
commento del 03/01/2026 ore 09:23:06
concordo . . . tanti bei ricordi
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 02/01/2026 ore 23:13:17
MTV e' stata grande comunque, pero', Ok passa la questione che il suono da solo non conta, perche' conta anche l'immagine, ma oggi, almeno da noi, pare che conti solo l'immagine dato che a sti ragazzi riescono a fargli trangugiare porcherie musicali immonde.... e come gli piace, percio' i casi sono due, o non capiscono niente a livello musicale, oppure sono attirati unicamente dalla parte visiva, " La seconda" un po' come fa un analfabeta davanti a un libro ; Visto che non sa' leggere, guarda le figure. A proposito di Musica nel nostro paese, questo non centra nulla ora, ma ho passato la notte di capodanno a casa per un febbrone, e ho acceso la tv a mezzanotte del 31. Negli anni di MTV ricordo che un anno fecero collegamenti multipli nelle varie discoteche anche estere dove a turno si esibivano i migliori gruppi esistenti di quei tempi, ... che spasso di incredibile emozione con grande musica. Un giorno fa la notte del 31 appena acceso sulle reti media... mi ritrovo Gigi d'Alessio che cantava... GIGI D'ALESSIOOO ? 😳 pensavo di trangugiare d'un fiato una bottiglia di Limoncello per poi finire a testa in giu' nel Water a vomitare, e invece e' successo tutto prima 🤪 .. per non dire poi che mi sono collegato con piazza Duomo a Milano immaginandola piena e la piazza era completamente vuota..ma che e' successo ? Molto Meglio al Sud, pero' non me ne vogliano gli estimatori, ma D'alessio al veglione e' come un calcio in un cogl..ne .. PS. e dopo lo sfogo, tornando al discorso posso solo ribadire che mi mancano quegli anni di Videomusic e MTV. ... e non e' questione di essere Boomer oppure no. :-)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 03/01/2026 ore 09:03:
L'importanza di MTV andava oltre la percezione dei singoli individui. Mi spiego meglio. A me faceva schifo, giravano sempre le stesse porcherie, non amo molto le hit, detesto riascoltare a rotazione sempre le stesse cose, la musica che ascoltavo non la trovavo su MTV ma sulle riviste musicali di settore. Ok, ma nonostante ciò, penso che MTV fosse importante. Come la TV in generale e come le riviste e i quotidiani, creava una cultura comune, qualcosa di cui discutere con gli altri, che, come dice Sykk, avevano visto ciò che tanti altri avevano visto. Questo è un fattore sociologico potente, perché dà la sensazione che quello che stai ascoltando abbia una sua rilevanza sociale, e poi perché permette una influenza reciproca. C'è un patrimonio condiviso.
Oggi c'è l'atomizzazione: ognuno rinchiuso nel suo piccolo mondo, con l'algoritmo che lo alimenta. C'è dispersione, molta meno condivisione e influenza reciproca, molto meno patrimonio comune, nel bene e nel male. Ecco perché una roba discutibile come Sanremo ha ancora grande successo: è un fattore comune, si svolge, tanti lo vedono e tanti ne parlano: parlano della stessa cosa (e non conta che ognuno abbia poi le sue opinioni personali, conta l'esperienza comune).
La rilevanza sociale della musica era un fattore importante, determinante per alcuni generi. Oggi ci sono artisti e chitarristi fortissimi, anche più bravi di alcuni visti in passato, ma non hanno alcuna rilevanza (vivono nella loro nicchia), e quindi nessuna azienda discografica va ad investire molto su di loro e sulla loro promozione, perché non vi si ricava abbastanza.
La musica spazzatura è sempre esistita, anche nei decenni passati ce n'era a tonnellate, e MTV ne propagava tanta. Ma non conta. Conta che era una macchina che diffondeva musica a TUTTI e che aveva una rilevanza sociale. La musica era ancora un fattore intrattenitivo-culturale importante. Oggi è semi-invisibile perché ognuno ne usufruisce come un carbonaro: nel suo piccolo mondo, con poche occasioni di condivisione. Un paradosso se si pensa che questa e l'epoca dei social e della potenziale massima forma di condivisione.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 03/01/2026 ore 15:51:20
Tra metà anni '60 e metà anni '70 c'è stata l'esplosione di tutti i generi musicali moderni. Non c'era nessun supporto nazionale RAI, ad esclusione di pochi programmi come Bandiera Gialla, Hit Parade, Per Voi Giovani e poco altro, comunque limitati a ciò che il mercato internazionale acquistava maggiormente. L'informazione avveniva principalmente da radio estere in AM come Capod'Istria, Montecarlo e Lussemburgo. Poi, ovviamente, c'era chi poteva permettersi i dischi, gli LP, abbastanza costosi all'epoca, ma si trovava di tutto, per cui c'era un bel giro di scambio dischi per registrazioni su cassetta. Era evidente che quando due persone amanti della musica s'incontravano, avevano MONDI di cui parlare, informazioni da scambiare e, ad ogni gruppo sconosciuto citato si apriva un mondo nuovo. Con la diffusione della musica in TV, parlo di MTV, tutto si è appiattito, molti di quelli che amavano la musica hanno smesso di cercare d'informarsi autonomamente secondo i propri gusti ma si sono "rilassati" all'ascolto di quei pochi hit di pochi generi trasmessi a "rotolazione" da MTV. Questo e altri fattori di veicolazione dei gusti musicali dei potenziali acquisitori di musica (riuscito) da parte dell'industria discografica (che mal sopportava i nuovi generi e artisti che non fossero sotto loro contratto), ha portato alla morte del mercato discografico in termini di vendita di supporti. Ho guardato pochissimo, all'inizio, MTV, non capendola, tutto ciò che trasmettevano era in contrasto con i miei gusti, cantanti finti, gruppi costruiti ad arte, musica simil disco, ma che con la disco dei primi anni '70 non aveva niente da spartire. Se me lo avessero chiesto avrei detto che avrebbe avuto pochi anni di vita, e invece è andata avanti finché qualcosa di più facile, "on demand" l'ha superata, internet. Non ne sento la mancanza. Sento la mancanza, da parte della maggioranza dei giovani (e dei meno giovani), di quell'amore viscerale per la musica tutta, e quei pochi fruitori, cibarsi di ciò che passa il convento. Mancanza di personalità. di senso critico di singolarità, la norma è il conformarsi ai gusti comuni, il CONFORMISMO in generale, l'aver mandato il cervello all'ammasso. Fortunatamente c'è speranza, trovo tanti sentimenti diversi qui. Buon Anno Nuovo a tutti. Paul.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 03/01/2026 ore 19:24:27
Bello l'articolo
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 04/01/2026 ore 23:49:37
Anche i commenti
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 07/01/2026 ore 09:03:24
Ricordo la difficoltà di programmare il videoregistratore per poter vedere Headbanger's ball il giorno seguente, gli orari delle guide tv non combaciavano mai e dovevo sbobinare minuti e minuti sperando di non finire la cassetta prima del tempo.
Detto questo, MTV mi stava abbastanza antipatica, non c'era la musica che ascoltavo - a parte Headbanger's ball - ma era comunque un canale seguito da tutti, me compreso, perché non c'era altro di interessante a parte Roxy Bar su Videomusic, quello sì che era un bel programma, portava sul palco musica dal vivo di ogni genere.
Rispondi
di Dm7(b5) [user #67151]
commento del 07/01/2026 ore 20:28:21
Ciao a tutti/e, mi sono appena iscritto.

Un'epoca irripetibile. Se farei cambio con la possibilità adesso di informarmi e poter immediatamente ascoltare praticamente tutto lo scibile in fatto di musica anche degli artisti più di nicchia? Direi di no. Penso peraltro a quanti gruppi e quanta avanguardia girava già negli anni fine 90 inizio 2000, senza la minima possibilità di poterne anche solo conoscere l'esistenza (figuriamoci ascoltarla) che non veniva trasmessa a scapito di musica sicuramente valida, alternativa ma in fin dei conti commerciale. Molta roba di quegli anni l'ho scoperta di recente grazie alla possibilità di ricerca dei mezzi attuali. Certo ci vuole un minimo di investimento in fatto di tempo di ricerca e di ascolto critico. C'è fin troppa roba ma non tornerei indietro.
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