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Quanto conta il legno nel suono della chitarra elettrica? L'opinione di un matematico
Quanto conta il legno nel suono della chitarra elettrica? L'opinione di un matematico

di CERN [user #67168] - pubblicato il 15 gennaio 2026 ore 12:42
Un post dell’utente CERN su accordo.it riaccende una delle discussioni più spinose nel mondo della chitarra elettrica: il legno è davvero così determinante nel suono di una solid body? Tra fisica, pickup e qualità costruttiva, l’attenzione si sposta dai materiali “nobili” ai fattori realmente misurabili. Una provocazione tecnica che invita a distinguere tra tradizione, percezione e realtà sonora.
Quanto conta davvero il legno nel suono di una solid body? Una domanda che continua a sembrare semplice, ma che in realtà continua anche a toccare nervi scoperti, tra convinzioni tramandate, marketing ben oliato e una certa dose di romanticismo chitarristico difficile da scalfire. Un articolo inviato dal nostro utente CERN riporta sotto i riflettori una delle discussioni più intriganti nel mondo della chitarra elettrica.

L’opinione di CERN parte con il piede sull’acceleratore e non fa sconti a nessuno, nemmeno ai dogmi più radicati. Il punto non è negare la tradizione o prendere a martellate mogano, acero e ontano, ma ridimensionarne il ruolo quando si parla di chitarre elettriche a corpo pieno. Qui il suono, secondo questa lettura, nasce prima di tutto dalla vibrazione delle corde e dal modo in cui i pickup la trasformano in segnale elettrico, molto prima che il corpo dello strumento entri davvero in gioco. Il legno, insomma, smette di essere il protagonista assoluto e diventa uno dei tanti attori sulla scena.

Nel testo viene anche chiarito un aspetto spesso ignorato: sugli strumenti acustici e semihollow il legno è centrale, eccome. Ma nelle solid body la questione cambia radicalmente. Entrano in campo parametri meno poetici e più terra-terra come rigidità, massa, smorzamento, precisione del diapason, qualità di ponte, capotasto e meccaniche. Tutti elementi che influenzano sustain, stabilità armonica e risposta dello strumento in modo spesso più evidente della specie legnosa in sé.
E quindi quanto di ciò che attribuiamo al legno è davvero udibile e quanto, invece, è frutto di abitudine, suggestione e storytelling? Il post di CERN non pretende di chiudere il dibattito, ma ha il merito di riaprirlo con un approccio meno mistico e più razionale.
E se qualcuno storcerà il naso, probabilmente è proprio il segno che il sasso ha colpito nel segno.

Di seguito il testo originale.

Scoperchiamo il vaso di Pandora: il legno non c'entra nulla col suono (o forse no?)
Affermazione molto forte, non è vero? E non è la prima volta che se ne discute. Questo articolo genererà indubbiamente critiche, dissapori (soprattutto dai mastri liutai) e menzioni favorevoli, ma forse, per chi mastica un po’ di fisica, è il caso di riproporre l’argomento.

Una premessa: il sottoscritto è fisico matematico, ma che ha una passione per gli strumenti a sei corde come voi. Come tale, posso affermare che la fisica e la matematica non sono opinioni, ma fanno parte del ramo scientifico che si occupa di verificare o meno il funzionamento di ciò che ci circonda. Un esempio semplice e alla portata di tutti: il sole è una stella e non un pianeta. Sebbene ci siano comunque dei detrattori di tale affermazione (esistono i terrapiattisti, figuratevi), questa è una verità assoluta spiegata dalla scienza e confutata con teorie e meccanismi fisici matematici comprovati. Perciò, abbiate pietà di me sognatori, ma quanto segue non è frutto di semplici congetture, ma di scienza.

In primo luogo facciamo un distinguo: il legno è fondamentale (si sottolinei questa parte) per gli strumenti acustici e semihollow. Esso è importantissimo per timbro, colore e propagazione delle onde sonore in un ambiente. Perciò se possedete una Martin da millemila euro con un corpo in mogano africano iper pregiato e che suona “come nessun altra” potete stare sereni: probabilmente avete ragione. Ma se guardiamo alla Les Paul del Murphy Lab, con legni iper selezionati, o alla mitica vintage ’59 super stagionata, bistrattata ecc… come la mettiamo?

Partiamo dagli estremi, ovvero solid body e una vera acustica, con la fisica: ciò che principalmente distingue uno strumento a corda elettrico da uno che non lo è sono due elementi. Il primo è, naturalmente, l’ampiezza, la costruzione e la buca (o le buche) presenti nel corpo. Il secondo sono i pick up. Come genera il suono uno strumento acustico? La vibrazione delle corde percosse si diffonde in tutte le direzioni, ma principalmente entrano, per farla semplice, nella buca della chitarra, si diffondono attraverso il corpo dello strumento, acquistano o perdono determinate frequenze a seconda della costruzione delle cavità interne e, in base alla risonanza, vengono risputate fuori.

In una chitarra elettrica questo è quasi del tutto irrilevante poiché in una solid-body la radiazione acustica (suono emesso dall’oggetto intero) è molto debole rispetto a una acustica: non esiste una buca di risonanza efficiente. Tuttavia parte dell’energia della corda viene sempre trasferita al corpo/manico e dissipata: questo accoppiamento modifica tempo di decadimento (sustain) e il contenuto armonico residuo. Questo fattore, naturalmente, determina una percezione acustica che, a seconda del materiale (attenzione, materiale, non legno), genera un’amplificazione/smorzamento di determinate frequenze. Ecco perché noi, quando suoniamo uno strumento da spento, possiamo già percepirne il carattere: scuro, chiaro, medioso, frizzante ecc…

Ma che diavolo? Stai dicendo tutto il contrario di quello che affermavi all’inizio allora?
No, e la risposta è semplice: come detto poc’anzi, parlo di materiale, non di legno ed è bene distinguere il fatto che ci sono materiali che risuonano meglio di altri, ma ciò è ininfluente per determinare la qualità di uno strumento elettrico. Mi spiego meglio: la vostra chitarra potrebbe essere prodotta anche in ceramica (a proposito, sapete che c’è chi lo fa davvero?), e se le onde si propagano nella maniera corretta per un insieme di fattori (vedremo poi quali), allora la chitarra suonerà benissimo. Viceversa, se i fattori con cui lo strumento è costruito sono imprecisi (in fisica strumentale e vibrazionale il famoso millimetro è una grandezza enorme), allora lo strumento suonerà male, indipendentemente dal materiale con cui è costruita.

Passiamo ora ai pickup: In una chitarra elettrica i pickup non ascoltano il corpo, ma la vibrazione della corda nel campo magnetico. Per chi è avvezzo, menzioniamo la legge di Faraday

E=-dΦ/dt.

Nel caso del pickup magnetico, la variazione di flusso Φè generata dallo spostamento della corda ferromagnetica nel campo magnetico: per piccoli spostamenti l’emf è approssimabile come proporzionale alla velocità locale della corda nella regione del campo magnetico. Quindi, in pratica, il pickup è più sensibile alla velocità della corda (derivata temporale dello spostamento) nella zona del magnete/piolo che alla posizione statica.

Una forma utile: E(t)≈-N" " B_"eff" " " L_"eff" " " v_"corda" (t) dove N= spire, B_"eff" = campo efficace, L_"eff" = lunghezza efficace interagente e v_"corda" = velocità trasversale della corda in quella posizione.

In parole povere, il pickup cattura un suono che, ancor prima di diffondersi sulla tavola armonica dello strumento, viene trasmesso come segnale a un amplificatore e poi a un diffusore. Quello che determina il suono che viene catturato non è il materiale in sè, ma:
• rigidità meccanica
• capacità di trasmettere vibrazioni (del materiale del corpo)
• smorzamento (damping)
• qualità costruttiva globale


Cosa significa? Significa che elementi come diapason corretto, precisione della scalatura, capotasto, ponte, meccaniche e massa e rigidità (del materiale corpo/manico) sono fondamentali. Questi fattori influenzano l’intonazione, il sustain e, magia delle magie, stabilità armonica e contenuto spettrale percepibile.

Quindi, a che cosa serve, a questo punto, il corpo di uno strumento elettrico? Ad influenzare il suono, chiaro, ma questo indipendentemente dal legno o dal materiale con cui è costruito perché: la corda è un oscillatore accoppiato al sistema corpo-manico e parte dell’energia vibrazionale viene dissipata nel corpo. E’ importante però ricordare che diverse strutture di materiale hanno diversi modi normali di vibrazione: in termini fisici ciò si traduci in un fattore di tempo di decadimento del suono e alterazione delle armoniche indotti da filtraggi meccanici. Queste differenze sono, in termini spettrali di percezione umana acustica, estremamente marginali, non lineari, che ricoprono frequenze che nel nostro spettro non sono udibili. Qualsiasi materiale che garantisca rigidezza, massa e smorzamento adeguati sono idonei per la costruzione di un corpo; semmai le proprietà di densità, modulo elastico e smorzamento strutturale determinano come l’energia viene trasferita e smorzata. Allora si che ciò può influire dello strumento, ma indipendentemente dalla pregevolezza del materiale (che poi sotto le dita una tastiera sia più piacevole o meno per l’esecutore, è un altro discorso).

Quindi, non è il legno, la sua qualità o stagionatura che influenza il suono, quanto più lo è la capacità del materiale di avere stabilità, trasmissibilità e capacità oscillatoria.
Cosa prestare attenzione allora quando si acquista uno strumento elettrico? Alle variazioni del pickup, all’altezza delle corde, al tipo di ponte e capotasto, alla precisione di assemblaggio (diapason, scala, precisione matematica della disposizione delle parti meccaniche su corpo ecc..) e… alla risonanza dello strumento data dal materiale di corpo e manico. Ancora una volta mi preme farvi capire che: non è il pregio o la qualità del legno che fanno la differenza, quanto la sua risonanza e non è detto che un taglio di quarto risuoni meglio di un acero economico comprato per pochi spicci all’OBI di turno. Insomma, non è la bellezza, la pregevolezza, la venatura, la stagionatura o il peso che fanno la differenza, quanto più gli elementi che abbiamo descritto poco sopra.

Preme poi ricordare che il suono è principalmente nelle mani, che imprimono forza, vibrazione, intenzione alle corde, le quali vengono catturate da un pick up che trasmette il suono all’amplificatore che, in un secondo momento, è influenzato dalla riflessione e dalla risonanza del materiale dello strumento, ma per sustain o ripartizione delle frequenze nel corso del decadimento sonoro.

Possiamo quindi riassumere così: Negli strumenti elettrici il suono è determinato quasi interamente dal comportamento vibrazionale delle corde e dalla qualità costruttiva complessiva. Il corpo e il materiale influiscono solo indirettamente, attraverso proprietà meccaniche generali (rigidità, massa, smorzamento), mentre la nobiltà o la specie del legno hanno un impatto secondario rispetto a pickup, hardware, scala e precisione costruttiva.

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di ADayDrive [user #12502]
commento del 15/01/2026 ore 14:54:24
Praticamente tutto ineccepibile (sarà che sono fisico pure io), e le impressioni che ho avuto nei decenni di passione per la chitarra elettrica (e per le modifiche alle chitarre elettriche) confermano quanto riportato nell'articolo: il buon suono è frutto della buona qualità di tutti i componenti della chitarra (capotasto, sellette, ponti, pick-up, componenti elettrici), della qualità dell'assemblaggio e anche della qualità dei legni, poiché legni più stagionati (con meno acqua e quindi più risonanti) favoriscono la capacità di far vibrare le corde. L'immaginario comune sul legno e sui tagli è, secondo me, legato al fatto che le chitarre costose sono ovviamente costruite coi legni di migliore qualità, anche se tuttavia suonano meglio perché tutte le componenti sono migliori rispetto alle equivalenti versioni economiche.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 09:54:43
Non sono sicuro che una chitarra con legno più stagionato suoni meglio, ci sono delle variabili in campo che, per differenze da legno a legno, non sono misurabili. Direi che, più che altro, è in questione di cosiddetto “culo”. Può darsi che un legno con una quantità d’acqua abbia una densità migliore rispetto a uno che non ne ha (in rapporto alla miscela sonora che si crea nell’insieme naturalmente)
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 15/01/2026 ore 16:26:25
Io sono sostanzialmente d'accordo su tutto.
È anche vero che sono state fatte tante prove di suono, tra una Stratocaster (anche su Jazz Bass) con manico in unico pezzo di acero e manico in acero con tastiera in palissandro, a parità di corpo, pickup e circuitazione: il manico in tutto acero ha le medio alte più presenti del manico con tastiera in palissandro.
Le differenze, anche se piccole, ci sono, quindi il legno un pochetto influisce.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 15/01/2026 ore 17:30:23
sono d'accordo con quanto dici, il legno in una piccola percentuale influisce, da quanto ho capito per sottrazione, nel senso che un legno considerato più squillante lo è perché tende ad assorbire le frequenze più basse dell'oscillazione della corda, che arrivano di conseguenza in quantità minore al pickup. Si parla veramente di sfumature, io vorrei fare personalmente queste prove bendato per rendermi conto, perché sono abbastanza convinto che sbaglierei spesso, ma sono anche dell'avviso che a voler essere precisi, non siamo mai a parità di condizioni su tutto il resto...
Rispondi
di lvtdark [user #7699]
commento del 15/01/2026 ore 16:42:05
Mi trovo molto d’accordo con te su molti aspetti, in particolare quando smonti il misticismo sul “legno sacro”, rimetti al centro la fisica, il progetto, la costruzione, e in generale sul ridimensionamento del ruolo del corpo nelle solid-body. Trovo tuttavia alcune contraddizioni di fondo. Da una parte sostieni che: “Quello che determina il suono che viene catturato non è il materiale in sé, ma: rigidità meccanica, capacità di trasmettere vibrazioni (del materiale del corpo), smorzamento (damping)” e che “…massa e rigidità (del materiale corpo/manico) sono fondamentali”. Il problema è che quelle proprietà (densità, rigidità, smorzamento etc.) dipendono dal tipo di legno (ovviamente se stiamo parlando di chitarre di legno). Naturalmente, sono assolutamente d’accordo con te che ciò non vuol dire che il legno più pregiato debba suonare meglio, e neanche che non vi siano materiali alternativi con i quali si possano realizzare strumenti eccellenti.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 15/01/2026 ore 18:14:0
Ciao! Nessuna contraddizione, anzi, direi che ti sei risposto da solo: bisogna distinguere legno da materiale.
Forse dovevo riportare qualche esempio più concreto per migliorare l’esposizione. Di fatto: una tastiera che sia in palissandro brasiliano o ricavato dal mio mobiletto dell’ikea è ininfluente. Non è detto che il palissandro risulti migliore perchè brasiliano o viceversa perché possiamo beccare un lotto che genera smorzamento maggiore rispetto a un altro. Ciò può generare un timbro diverso a seconda della capacità intrinseca: più brillante o più scuro indipendentemente dal fatto che sia iper pregiato o meno. Lo stesso dicasi del corpo. In sostanza, se una chitarra da 300 euro vibra e risuona meglio di una da 3000, allora il materiale del solo corpo farà suonare meglio il primo strumento, ma in campo elettrico dove le componenti meccaniche, la precisione dell’installazione e i pick up contano molto di più, questo apparirà ininfluente una volta amplificato lo strumento.
Spero di aver chiarito meglio il concetto!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 16/01/2026 ore 09:02:24
Allora... se posso, avrei qualche piccola piccola obiezione.
Mi sta bene quando dici che "non è detto che un palissandro risulti migliore perché brasiliano". È vero, non è che è migliore a prescidere, puoi benissimo beccare un lotto scarso. Lo stesso vale per il corpo.
Mi sta meno bene quando dici: "una tastiera, che sia in palissandro brasiliano o ricavato dal mio mobiletto ikea, è ininfluente". Questa mi sembra una generalizzazione veramente eccessiva.
Come non mi torna quando dici che il pickup cattura il suono prima ancora che il legno dello strumento possa influire. Il materiale con cui è composto lo strumento (tutto: legno, hardware, capotasto...) determina la vibrazione della corda, le sue armoniche, quindi, secondo me, immediatamente tutto questo influisce.
Poi sono perfettamente d'accordo che, quando in uno strumento acustico è assolutamente fondamentale la qualità e la tipologia di legno, in uno strumento elettrico l'importanza, e quindi anche l'influenza sul suono, diventa estremamente marginale, rispetto al pickup. Ma non direi ininfluente.
Ho un amico che costruisce chitarre, e lo fa piuttosto bene, mi ha fatto provare una simil Stratocaster, dove gli ha montato un manico in acero, e poi uno totalmente in palissandro. Stesso body, stessi pickup, la differenza timbrica c'era, e si percepiva piuttosto bene... altroché ininfluente.
Sul suono nelle mani... sfondi una porta aperta, sperimentato più volte, vale per un chitarrista, un violinista, eccetera.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 09:40:11
RedRaven qui sotto ha risposto per me.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 16/01/2026 ore 10:00:20
Oddio, non vi seguo, mi stai dicendo che vedo la cosa a compartimenti separati? Non mi sembrava.
Prendo la tua conclusione:
Quello che determina il suono che viene catturato non è il materiale in sè, ma:
• rigidità meccanica
• capacità di trasmettere vibrazioni (del materiale del corpo)
• smorzamento (damping)
• qualità costruttiva globale

Sono d'accordo su quanto sopra, ma nella tua parentesi sulla "capacità di trasmettere le vibrazioni" c'è il materiale del corpo, e i legni non hanno tutti la stessa capacità....
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 10:55:06
Non ti preoccupare, anzi! A volte diamo per scontato delle cose che non lo sono affatto. Provo a rispiegartelo in maniera più semplice possibile, spero che stavolta sia comprensibile.
Innanzitutto, parliamo di materiale e lasciamo stare il legno per un attimo. Ogni materiale possiede capacità quali densità, resistenza (rigidità), massa, riflessione (vibrazioni in campo musicale) e smorzamento.
Il ferro e l'alluminio hanno caratteristiche diverse, ma lo stesso può valere anche per due lastre in ferro perché suscettibili a variabili (dimensione come spessore, decadimento del materiale ecc..).
In campo musicale, e facevo l'esempio di acustiche e semiacustiche, la riflessione è fondamentale per determinare timbro e assorbimento o enfatizzazione delle vibrazioni, che si ripercuotono sulle frequenze percepite. Una variabile minima in questo caso può colorare lo strumento in modo molto diverso: ecco perché due acustiche dello stesso identico materiale potrebbero suonare molto diverse.
In campo elettrico ciò che dobbiamo considerare non è il singolo legno, ma le sue capacità di trasmissione, rigidità e smorzamento come scrivevo sopra.
In questo caso, palissandro e acero hanno caratteristiche di questo tipo molto diverse e, nell'insieme, cambieranno radicalmente una voce dello strumento, ma ciò indipendentemente dal fatto che sia legno. Se noi prendessimo un manico in alluminio e riuscissimo a replicare le stesse identiche condizioni di un manico in acero (densità, resistenza (rigidità), massa, riflessione (vibrazioni in campo musicale) e smorzamento) allora la chitarra suonerebbe UGUALE. E' chiaro che un manico in acero cambia il suono rispetto a uno in palissandro, ma semplicemente perché la sua rigidità meccanica, di trasmettere vibrazioni e smorzamento sono DIVERSI. Ma questo, indipendentemente dal fatto che il taglio sia di quarto, il legno nobile o pregiato. Anche fra due palissandri le differenze, seppur molto meno marcate, ci saranno (che poi siano udibili o meno è un altro discorso) perché le variabili, come scrivevo, esistono.
In sostanza, non è la qualità del materiale a fare la differenza, quanto le sue capacità fisiche nell'insieme con gli altri componenti. Come diceva Raven, non devi guardare il singolo pezzo, ma l'insieme dello strumento. Quello che mi preme far capire è che non è il legno in sé a far suonare bene una chitarra o meno, ma il fatto che il materiale utilizzato, in combinazione con gli altri elementi dello strumento, rispetti le condizioni fisiche migliori per trasmettere la corretta rigidità meccanica, la trasmissione delle vibrazioni e lo smorzamento. Ancora, un legno che suona benissimo per una stratocaster, smontato e messo su una les paul, potrebbe farla suonare malissimo, indipendentemente dal fatto che questo legno sia pregiatissimo, iper risuonante o meno.
Ma questo perché il chitarrista è fissato con il fatto che il legno "suoni". Il legno non suona! Trasmette attraverso la riflessione delle vibrazioni che si arricchiscono o perdono armoniche che sono fondamentali in una acustica, ma vengono meno in una elettrica perché il suono catturato dai pick up è suscettibile solo a come vengono trasmesse le vibrazioni dall'insieme dello strumento.
Sono stato chiaro ora? Porta pazienza ma più di così non saprei come fare a chiarire
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 16/01/2026 ore 11:15:5
Per quanto riguarda la pazienza, puoi stare tranquillo, ne ho molta.
Per il resto, sì, sei stato più chiaro, e mi hai confermato quello che pensavo.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 11:22:15
Allora non riesco a capire su che cosa avevi dei dubbi! Meglio così comunque, sono contento di essere riuscito a spiegarmi meglio!
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 15:13:28
A complicare ulteriormente la cosa: il taglio conta, ad esempio ho visto un video di paul reed smith in cui percuote un blocco di palissandro da due lati diversi e produce due note fondamentali diverse. ovvero ha proprietà fisiche non agnostiche riguardo alla direzione delle forze applicate.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 16:10:02
Questo è ovvio, sempre di fisica di tratta. Ed è un discorso che, ancora una volta, è perfettamente valido per acustiche o semihollow.
Per elettriche rimando a tutto quello che ho scritto fino ad ora.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 19/01/2026 ore 16:31:42
Per come l'hai spiegata ora, la condivido. in alcune discussioni pare che la gente creda che la corda vibri, poi da un lato venga catturata dal pickup, e dall'altro interagisca con lo strumento quando la senti unplugged. Ecco, no: la corda interagisce sempre con lo strumento. Non esiste il suono della corda avulso dallo strumento. Dunque il pickup non può catturare "sempre la stessa cosa". Peraltro come dicevo altrove anche io ho due PRS identiche a meno del manico uno in mogano uno in palissandro e confermo che quella in palissandro ha un attacco più immediato e un tono più medioso.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 09:56:04
Ah premetto, scusa ho dimenticato di dire che anche il mobiletto dell’ikea è dello stesso materiale. Quindi palissandro
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 15/01/2026 ore 18:44:39
Manca il post sulle dita.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 15/01/2026 ore 19:18:46
Conta enormente il pickup e la sua capacità di percepire la vibrazione della corda.
Chitarra spenta, suono, sposto selettore pickup, il suono non cambia.
Amplificatore acceso, stessa chitarra, cambio pickup, suoni diversi.... Eppure stessa chitarra, stessi legni, stesse corde....
Rispondi
di hellequin [user #42701]
commento del 15/01/2026 ore 19:27:06
Ho sempre sostenuto lo stesso identico concetto, sono un Ing., e la fisica non è un opinione. Anche il discorso sulla "sottrazione" non ha alcun senso perché i pickup percepiscono la variazione del campo magnetico generato dalle corde, molto prima che il corpo intervenga. Se un corpo "sottrae" la corda vibrerà meno, si avrà meno sustain. L'insieme corpo e manico (insieme a capotasto, meccaniche e ponte) invece deve assecondare questa vibrazione, che sarà catturata dai pickup (e qui poi si apre un mondo).
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 09:36:12
No, stai vedendo la cosa a compartimenti separati, ma non è così che funziona. La corda vibra, tutta la chitarra vibra e insieme sono un sistema. Altrimenti a parità di diapason, da spente suonerebbero tutte identiche. Il pickup cattura il risultato di questa interazione.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/01/2026 ore 08:41:44
ringraziamo il Centro Europeo per la Ricerca Nucleare, ma lo sanno tutti che il suono è nelle mani e che Gilmour fa suonare il pickup al ponte della RG come quello al manico della Stratocaster con capotasto in osso di Leo Fender
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 16/01/2026 ore 10:46:32
Oooo finalmente.

C-[ un video bellissimo di un tizio che ha una tlecaster Shur e una telecaster simile ma molto cheap.

Interviente sulla telecaster cheap in vari step, prima cambia le corde e fa il setup, poi confronta il suono con la Shur, poi cambia i pickup e confronta il suono, poi le meccaniche, poi il ponte etc...

Alla fine avvita il ponte su un tavolone da falegname, tira le corde con il diapason corretto fino ad un altro tavolone dove aveva fissato le meccaniche, pone i pickup uguali a quelli della shur alla distanza corretta e suona.

Incredibile ma vero il suono è esattamente quello della Shur.

Quello che conta é solo la stabilità&rigidità del sistema.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 15:09:10
Linkaci questo video per favore. (si scrive Suhr comunque).

non so come faccia a suonare un tavolo come una chitarra, proprio come pennata. C'è sempre il modo di far sembrare due cose uguali in un caso ridotto che vuole dimostrare proprio quello.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 16/01/2026 ore 15:15:29
Non era una Suhr ma Tom Anderson

vai al link
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 15:30:19
Ho visto il video nella parte dei due tavoli:
-Non sta suonando. Sta dando una pennata fiacca a corde aperte. Così anche chitarre con pickup diversi suonano piuttosto simili.
-Io sento anche così una differenza, quindi no non è esattamente il suono della chitarra.

ovviamente se non hai un manico non puoi "suonare". Se dai plettrate mosce non senti quasi nulla. E ripeto, se senti uguale serve una visita acustica.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 16/01/2026 ore 15:33:38
Ti lascio alle tue certezze.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 15:36:47
Te lo chiedo di nuovo: secondo te il tavolo suona come la chitarra? non senti differenze?
Rispondi
di shredgd [user #13183]
commento del 16/01/2026 ore 22:57:18
Concordo, feci le tue stesse osservazioni a suo tempo anch’io quando mi capitò sott’occhio quel video! La “plettrata moscia” può far suonare l’humbucker al manico di una Les Paul come il single coil al ponte di una Strato…
Che poi comunque due tavoli così grandi non ho dubbi che risuonino, ma attaccarseli ad una tracolla la vedo dura…
Rispondi
di agos [user #31752]
commento del 16/01/2026 ore 17:35:04
L'ho visto quel video! e cosa mi dici del legno del tavolo (enorme) a cui il ponte era attaccato? Il tipo del video non capisce che anche se il legno non è sotto le corde non è che non ci sia. Poi si può discutere dei materiali, ma dire che quello era il suono senza legno mi è parsa una sciocchezza sesquipedale.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 16/01/2026 ore 18:42:46
Ok ma non verrai a dirmi che quel legno influenza il tono del suono?!

Lo influenza in quanto massa stabile che garantisce la rigidità dell'insieme, non perchè di una tal qualità, stagionatura etc.

Al suo posto potrebbe esserci marmo o acciaio le cose non cambiano.
Rispondi
di agos [user #31752]
commento del 16/01/2026 ore 18:44:24
Sì, certamente! ma il tizio diceva: guardate, senza legno! e questo mi ha fatto ridere... era solo una cosa che mi aveva colpito.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 16/01/2026 ore 19:26:29
Si, questo è vero :)
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 16/01/2026 ore 10:49:25
Che la nobilta' del legno sia un mito falso, è ampiamente dimostrato e non ho voglia di parlarne.

Pero' il legno conta eccome: non esiste un ciocco di legno uguale all'altro, e non esistono due chitarre che suonano uguali identiche. Che sia legno da due soldi, o Palessandro Magno.

Resta da stabilire cosa significhi "suona bene" e "suona male" :)
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 11:01:05
Ho risposto sopra a MM, penso che debba leggere anche tu il commento
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 16/01/2026 ore 11:43:37
"io vorrei fare personalmente queste prove bendato per rendermi conto"

Io ho fatto prove del genere per vedere se davvero distinguevo, ascoltandola suonata da altri, una tastiera in paliss da una in acero (stratocaster, che è la chitarra che conosco meglio).

5 su 5
poi una non risposi, ma era un tranello: una 335.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 16/01/2026 ore 12:42:12
Buon per te che l'hai fatto e le hai prese al volo, ma a parte la tastiera il resto era identico..?
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 19/01/2026 ore 20:53:21
Stratocaster, tradizionalmente con single coil. Il test era sul riconoscimento della tastiera, in un suono comunque non effettato, al massimo un po' overdrive.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 15:10:17
come fa la "nobilità" (= qualità?) ad essere un falso mito e poi il legno conta perchè due ciocchi non sono uguali? non capisco questa democrazia del legno, scusami.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 19/01/2026 ore 20:50:36
Se due ciocchi non sono mai uguali, ognuno suonera' diverso.

Per "nobilta'" intendo che non ha alcun senso parlare di legni pregiati. Certo, se costruisci il manico con un pezzo di abete del brico, magari pure pieno d'acqua, tanto bene non verra' :D

Ma se si puo' suonar bene con una Dano, non vedo perchè andare a cercare per forza essenze esotiche. Per me è una combinazione magica su cui non si puo aver completo controllo.

Diverso il discorso delle acustiche.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 20/01/2026 ore 11:50:56
Ma perchè avere preconcetti che contraddicono quel che tu stesso dici? Se un legno scadente si sente, perchè uno con qualità fisiche diverse ("nobile") no? Le danelectro suonano "bene" per il loro stile, una Les Paul non suona così, per timbro, attacco, sustain. Non capisco, davvero.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 21/01/2026 ore 15:32:18
Forse mi sono spiegato male.

Intendo dire che il legno di una Squier non è certo che suoni peggio del legno di una John Cruz.

Il tipo di legno conta nella creazione di un timbro, come appunto il mogano per QUEL suono piuttosto che l'acero. Ma non credo che esista il legno "pregiato" "nobile" etc.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 21/01/2026 ore 18:05:40
Non credi su che basi? Le varietà di legno e la scelta per densità perché non dovrebbero avere valore?
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 23/01/2026 ore 09:43:49
Esperienza diretta.

Dopo 50 anni e circa una trentina di elettriche possedute, credo di poter avere una idea.

Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 23/01/2026 ore 10:02:3
Io suono da "soli" 30 anni e ne ho possedute "solo" un 25-30 ma sono arrivato a conclusioni molto diverse. Non credo di poterti convincere io a questo punto.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 16/01/2026 ore 11:59:52
Per me il punto chiave è quando si dice che la chitarra elettrica si limita a dissipare le vibrazioni. Credo sia riduttivo.
Prendo una chitarra elettrica e do una pennata: sento il suono arrivare da una zona che corrisponde più o meno dove ci sarebbe la buca in una acustica. Se faccio lo stesso ma mi metto dietro lo strumento, il suono arriva dallo stesso punto. Deduco che le corde vibrano ma anche lo strumento vibra con esse, non è solo un assorbitore immobile ma proietta il suono. E c'è una vera e propria interazione tra strumento e corde. Strumenti diversi con legni diversi ma costruzione identica suonano anche da spenti diversi, ho due PRS identiche ma differenti nelle essenze. Suonano diverse.
Dando per assodato questo, i pickup raccolgono il suono dalle corde, ma le corde interagiscono con lo strumento quindi il risultato è che la differenza di tono e dinamica non può non essere raccolta dai pickup: la corda stessa sta suonando diversamente. Ho fatto un interessante esperimento su una semplice telecaster, di cui penso di scrivere un articolo, ma in sunto: se tolgo il battipenna il suono acustico dello strumento cambia. E la differenza permane anche amplificata, a supporto di quanto ho spiegato sopra. E' facile e potete farlo anche voi: il battipenna si toglie con 5 viti e si mette e toglie in un attimo. Il battipenna si frappone tra la parte dello strumento che proietta il suono e assorbe frequenze, e seppure non gigantesca è udibile su un suono clean amplificato. Se il battipenna influisce non vedo come non possa tutto il resto dello strumento.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 12:20:11
Stiamo dicendo la stessa cosa.
Rispondi
di fuzzonce [user #65316]
commento del 16/01/2026 ore 17:19:18
Grazie dell'articolo, molto interessante.

Però stiamo un po' girando attorno alla cosa.
Tutto verissimo:
2 chitarre identiche nell'hardware. Stesso chitarrista. Una in legno pregiato. L'altra in adamantio (ma può essere anche cacca di vacca pressata). I materiali di body e manico sono identici per qualità fisiche.
Risultato?
Stesso identico suono.
E su questo non ci piovie.
La fisica non si discute.
ALtrimenti parliamo di magia.

PERO' (ma questo probabilmente è un altro tema e mi sto spostando off topic) noi siamo macchine emotive.
Il feeling di uno strumento influenza il chitarrista a suonare in modo differente.
Quindi, tornando all'esempio fatto sopra (chitarra in legno pregiato Vs chitarra fatta in cacca di vacca pressata o adamantio), è probabile che il chitarrista suoni in modo differente le 2 chitarre, traendone suoni e vibes anche molto diverse, proprio perché è influenzato dall'oggetto che ha tra le mani.

Ok, qui è più psicologia che altro :)
Ma il risultato ti tutta la cosa è la musica, che è il risultato dell'interazione tra un'oggetto e una machina emotiva, appunto.
E se la prima parte dell'equazione la possiamo controllare con la fisica, la seconda no.

Ergo: alcuni chitarristi suonano meglio se c'è il logo Gibson piuttosto che Epiphone sulla paletta.
E ci sta. Anche questo è il bello di tutta sta storia.

PS. lo so che l'adamntio se esistesse avrebbe qualità fisiche mooolto differenti da legno e che ne verrebbe fuori un suono totalmente diverso.
Era solo un esempio "esotico" ;)
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 16/01/2026 ore 17:22:17
Beh, come scritto nell’articolo “ che poi sotto le dita una tastiera sia più piacevole o meno per l’esecutore, è un altro discorso”… E quindi ho già risposto a quanto affermi 😉
Rispondi
di fuzzonce [user #65316]
commento del 16/01/2026 ore 17:35:36
ma sì, ma sì.
Io non ero polemico verso l'articolo... anzi non ero polemico verso nulla.

Ho voluto sottolinearlo.

perché questo è uno dei temi che capitano nelle chiacchere tra chi suona la chitarra e il rischio è la polirizzazione: ci sono quelli che il mogano dell'hounduras mammamia e gli altri che un una corda stesa tra due tavoli e un PU suona come una custom shop da 7k.

Che siccome il rischio c'è, trovo sia importante ribadire che lo strumento è solo metà dell'equazione.
L'altra è fatta di nervi e ciccia ;)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 16/01/2026 ore 18:23:2
Secondo me avevi iniziato benissimo il tuo ragionamento poi anziché insistere su un dato tecnico ti sei andato ad infilare su un versante scivoloso, ossia l'aspetto emozionale, che è come dire: a noi scemi piace illuderci. Peccato perché la tua premessa era il vero concetto, a mio parere. E cioè:
"2 chitarre identiche nell'hardware. Stesso chitarrista. Una in legno pregiato. L'altra in adamantio (ma può essere anche cacca di vacca pressata). I materiali di body e manico sono identici per qualità fisiche."
Ecco il punto: identici per qualità fisiche. Ma quando saranno identici per qualità fisiche? Praticamente mai, perché non è così che si costruiscono le chitarre elettriche: si usa materiali organico per body e manico e già questo da sé determina risultati assolutamente non uniformi. Se poi ci aggiungiamo hardware di differenti livelli qualitativi le cosa è ancora più netta. Altro che feeling (che pure è determinante ma non deve entrare in questo tipo di discorsi tecnici).
Temo che questo articolo abbia ingenerato, a partire dal titolo, più confusione che chiarezza. Per me RedRaven sta invece spiegando la questione, un commentino alla volta, con molta chiarezza.
Rispondi
di fuzzonce [user #65316]
commento del 19/01/2026 ore 09:24:36
iniziare bene e finire male è il mio destino ;)

Comunque, non, non volevo assolutamente dire che a noi scemi piace illudersi.
Anzi.
Volevo solo portare sul tavolo (in mogano dell'honduras ovviamente) l'altra parte dell'equazione, quella non tecnica.

Ma è vero, questa è una discussione puramente tecnica e -come ho accennato nel mio commento- sono andato off topic :)
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 19/01/2026 ore 16:34:17
Dico solo: è praticamente impossibile avere un body di due materiali diversi ma che abbiano massa e proprietà fisiche uguali. E' possibile solo in teoria, ma non in pratica. Quindi al cambiare del materiale cambia la risposta fisica.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 16/01/2026 ore 18:16:22
La massa del tavolo può influire sulla parte che costituisce l' attacco della nota e sulla sua durata, visto che è una massa che viene messa in vibrazione, insieme a come tutto il sistema è assemblato.
Attacco e sustain sono due cose che ci spingono a preferire una chitarra ad un altra.
Il pickup, che non è un microfono, non percepisce le sfumature timbriche come le percepiamo noi.
Fatta questa prova 30 secondi fa...
Appoggio e sollevo la mia Revstar sul tavolo in legno della cucina dopo aver plettrato, aumenta il volume percepito nella stanza ed il tono diventa più scuro poiché il tavolo vibra assieme alla chitarra.
Accendo l' ampli ( pulito) , volume e tono cambiano zero anche se sollevo o appoggio lo strumento.
Solo la durata della nota cambia.
Rispondi
di shredgd [user #13183]
commento del 16/01/2026 ore 22:31:14
Anni fa registrai questo video, dopo essere rimasto stupito da quanto bloccare il tremolo aumentasse le basse, sia a chitarra spenta che, come si sente nel video, a chitarra collegata: vai al link
E considerate che si tratta solo di due viti che bloccano un pistoncino che sostituisce una delle molle del ponte!
Se quindi viene accettato anche dagli scettici che le differenze costruttive (es. ponte fisso vs. floating) determinano differenze timbriche, non si capisce perché differenze nei legni non debbano ricadere tra le differenze costruttive. Se ad esempio un sistema più rigido aggiunge frequenze basse al suono amplificato, perché un legno più rigido non dovrebbe dare lo stesso risultato?
L’articolo vuole comunque dare “un colpo al cerchio e uno alla botte”, risultando in più punti ambiguo (come fatto già notare da altri commentatori).
Secondo me, il nocciolo della questione, anzi i noccioli della questione sono i seguenti:
1. Non abbiamo strumenti di analisi di spettro adeguati a rendere oggettive e misurabili le differenzie che percepiamo: ho appena visto un video in cui un tizio confronta pick-up al ponte e al manico con un analizzatore di spettro, la curva non sembra differire granché nonostante la differenza enorme percepita dall’orecchio. Sono convinto che lo stesso avverrebbe con due voci maschili o femminili messe a confronto. Magari in futuro l’AI ci aiuterà in questo. Fino a che una curva di spettro ci dirà che due voci sono sovrapponibili al 99%, eppure noi distinguiamo chiaramente le differenze, allora il dibattito rimarrà acceso.
2. Sono d’accordo che si possa “teoricamente” parlare di materiali e non per forza di legni… però il legno per una serie di motivi è risultato da sempre il più pratico per corpo e manico (lavorazione, temperatura al tatto, peso, ecc). Il 99.999999% dei chitarristi non è interessato a pensare di sostituire il legno con resine, fibra di vetro o cose del genere, quindi rimane quasi più una frase provocativa, ma dobbiamo rimanere a concentrarci nell’analizzare il comportamento del legno.
3. In genere i legni più stagionati e stabili sono i più risonanti, e i vantaggi che io sappia si traducono anche nella lavorazione: stagionare e rendere stabile il legno è un processo lungo e da effettuare con determinati accorgimenti. Questo costa. Il compensato dell’Ikea potrebbe anche funzionare, e magari avere delle caratteristiche di propagazione delle frequenze favorevoli. Ma chi si fiderebbe di un ponte con viti fissate su compensato? E della sua stabilità? E sapete quanto pesa in più rispetto al legno massello? Si torna quindi al punto 2…
4. La cosa più frustrante è che legni uguali su stesso modello costruttivo di solidbody, determinano spesso chitarre timbricamente acusticamente diverse. Esistono anche qui pochi parametri oggettivi per poter prevedere se i legni si comporteranno acusticamente allo stesso modo. Uno probabilmente è il peso (nella mia esperienza di 30 anni di elettriche, quelle che pesavano di meno sono sempre state le più risonanti)… Paul Reed Smith tamburella con il dito per sentire le frequenze, ma andiamo di nuovo sul non riproducibile e soggettivo. Per di più, molto spesso due solidbody acusticamente suonano “diverse” ma senza che una sia per forza migliore di un’altra, sono solo sfumature, variazioni sul tema. Vi è poi la chitarra meno risonante, ma che se senti bene non ha buchi di frequenze e amplificata suona bene, può capitare invece quella che ha più volume da spenta ma magari è cupa perché manca di alte frequenze…
5. In tutto questo marasma, è possibile per un orecchio attento farsi delle idee di linea generale sulla “moda” di un comportamento di un legno (es. le già citate medio-alte più ricche dell’acero rispetto al palissandro), ma ribadisco il concetto espresso al punto 1.
5. Una buona risonanza acustica di una solidbody, che “senti addosso”, vale già di per sé, nel mio caso, come buon motivo per assicurarsi di averla: mi piace il feedback fisico che mi dà. In più, potrebbe far la differenza tra ottenere un feedback di sustain naturale con l’amplificatore senza dover esagerare col gain e non riuscire ad ottenerlo.
6. L’occhio vuole la sua parte, e un bel top in acero fiammato… a me conquista a prescindere dal suono!
Rispondi
di Ilsaggiocheuccide [user #25680]
commento del 16/01/2026 ore 23:06:38
Mi permetto di inserirmi nella conversazione, ma perché anche io sono un collega dell'autore dell'articolo. Come espresso anche da altri sopra, che ribadiscono di essere fisici o ingegneri, l'articolo è chiarissimo per chi mastica la materia, probabilmente non lo è per gli altri. Però, anche nei commenti, CERN si è spiegato al meglio che poteva e vedo che i detrattori si aggrappano a prove casalinghe fai da te parecchio opinabili, o a prove su internet fatte da tizio X sempre in modi piuttosto... discutibili.

Ribadendo che la fisica non è un'opinione, tu ed altri vi state concentrando sempre sul legno e non capisco perché non riusciate a togliervelo dalla testa. Qua si parla di materia, di trasmissione, resistenze e massa. Si parla di valori fisici applicati a un campo magnetico. Fra l'altro tu parli di spettro, ma stai dimenticando tutti gli altri fattori che sono riportati nell'articolo. Il punto 2 è una considerazione personale che nulla aggiunge, il punto 3 prende un esempio che (almeno credo, altrimenti sarebbe una ciarlata incredibile) è generale: ha parlato di mobiletto che potrebbe essere in quercia, noce ecc.. Il punto 4 è spiegato chiaramente nell'articolo, poiché anche a parità di materiale ci sono delle variabili di densità, resistenza ecc.. Al punto 5 rivedi il punto precedente. Al punto 5 di nuovo (immagino che tu abbia sbagliato a scrivere) parli di sensazioni personali emotive che nulla centrano con la fisica. Al punto 6... beh neanche lo dico ;)

P.S. Sarebbe ora che la cara vecchia Accordo ricominciasse a proporre più articoli di questo tipo, piuttosto che riempire da anni la homepage delle solite markettate. Speriamo si prosegua su questa scia!
Rispondi
di shredgd [user #13183]
commento del 17/01/2026 ore 00:05:5
Non riusciamo a toglierci di testa il legno semplicemente perché rappresenta la maggior parte del volume e della massa di una solidbody!
Pertanto, concordando che la fisica non è un’opinione, e che ci sono tutti gli altri fattori in ballo (assemblaggio, materiali del resto dell’hardware, pickup ed elettronica), è un dato di fatto che la corda pizzicata si arricchisce o si depaupera di frequenze e armoniche anche sulla base del contributo fornito dai legni. Ciò viene “letto” dal pickup (con il suo forte contributo) e quindi amplificato da ciò che viene dopo.
PS: chi nega questo, dovrebbe negare che esistano i “dead spots” su alcune chitarre. Già, perché se una chitarra ha tutti i Sol della stessa ottava (es. VIII tasto sulla corda Si, XII sulla corda Sol, XVII sulla corda Re) la cui fondamentale tende a morire rapidamente trasformandosi in armonico (ne ho una così, se volete vi faccio un video), come me lo spiego se non mettendo in ballo la risonanza anche dei legni? Dovrebbe verificarsi acusticamente ma non da amplificata, invece tale caratteristica/difetto esce come tale dall’amplificatore, a prescindere dal pickup scelto o dal suono impostato.
Rispondi
di Zenzero [user #36862]
commento del 17/01/2026 ore 00:33:24
Di tutti gli esempi che potevi fare, ha postato quello più sbagliato.
È una questione di risonanze, non del legno, perché esse sono date da tutti i materiali che compongono la chitarra, anche quelli non lignei.
Ti consiglio di andare da un liutaio per risolvere il problema: vedrai che l'ultima cosa che ti dirà eventualmente è quella di sostituire è il body della chitarra, al massimo il manico per un problema di torsione o per un problema di distribuzione di massa. Prova a mettere un peso sulla paletta e vedrai se le cose non cambiano parecchio...
Rispondi
di shredgd [user #13183]
commento del 17/01/2026 ore 07:32:11
Mi fa ridere perché parlate tutti dell’importanza delle masse, poi però se uno fa notare che il legno costituisce la maggior parte della massa, scatta il “eh no, però non è il legno…” 🤣🤣🤣
Il mio esempio invece è proprio calzante perché dimostra che l’interazione tra la vibrazione della corda e tutto il resto (di cui il legno rappresenta la maggior quota per volume e massa, con voi negazionisti è bene ripeterlo), non solo avviene, e quindi si sente acusticamente, ma viene anche trasdotta dal pickup.
A questo punto abbiamo due elementi: 1. La corda subisce variazioni nel contenuto armonico dalla massa a cui è attaccata, che certamente potrebbe vedere utilizzato un altro materiale al posto del legno. 2. A meno che non stiamo parlando di chitarre sperimentali/particolari in cui il legno sia stato sostituito con altri materiali, il legno rappresenta la maggior parte di questa massa.
Traete le vostre conclusioni…
Rispondi
di Ilsaggiocheuccide [user #25680]
commento del 17/01/2026 ore 08:59:31
No, guarda: lascia perdere negazionisti, complottari et simili che qua si parla di leggi della fisica.
Tu hai esposto un problema tecnico-strutturale e lo stai spacciando per colpa del legno, quando potresti avere lo stesso problema con una chitarra in plexiglass, in fibra di carbonio o in merda di vacca.
La cosa che mi perplime di più è che tu, da amante dei punti, riporti che "1. La corda subisce variazioni nel contenuto armonico dalla massa a cui è attaccata, che certamente potrebbe vedere utilizzato un altro materiale al posto del legno." dove hai beccato il sunto della questione. Boh... riordinati un po' le idee a sto punto...
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 17/01/2026 ore 11:02:56
La gente è fisssata col legno forse perchè il 99% delle chitarre è fatta con quel materiale. Penso che questo sia pacifico. Premesso che non mi sono mai cimentato in esperimenti estremi, secondo i ragionamenti di voi fisici, una simil Les Paul della Harley Benton, che ha gli stessi legni della Gibson da 5000 euro, cambiandone PU e Hardware, dovrebbe suonare uguale, al netto dell' aspetto estetico ovviamente. Purtroppo non mi pare che sia così, Ci sono decine di video su YT che dimostrano come la HB migliori, ma non arrivi alla Gibson, tant'è che nel mercatino ci sono in vendita quantità industriali di chitarre upgradate "che suonano benissimo". Nella mia vita chitarristica mi è capitato di cambiare i PU alle chitarre e constatare si delle differenze timbriche ma il carattere della chitarra sostanzialmente rimane uguale. Il sustain non aumenta cambiando un PU, se la corda smette di vibrare non c'è più nulla da fare. A mio parere una grossa differenza timbrica la fanno la scala e l'attaccatura del manico che unita alla tipologia e combinazione di legni formano il carattere di una solid body.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 17/01/2026 ore 11:25:05
Rispondo a te e poi mi fermo, perché mi sembra di aver già detto tutto quello che si poteva dire in merito.
La risposta alla tua provocazione è: no, non suonerebbe mai come una Les Paul (quale Les Paul, poi?). Perché: le masse sono diverse perchè il metodo costruttivo, la quantità di materiale utilizzato, e lo strumento nel suo insieme è concettualmente diverso. Se noi costruissimo una Les Paul alla perfezione, con ontano anziché mogano, o acero, o faggio rispettando le leggi della fisica per quanto riguardano massa, rigidità meccanica ecc… (vedi i punti elencati nell’articolo), allora suonerebbe come la Les Paul di riferimento.
Quindi il punto è che continuate a parlare di legni ma non capite il senso dell’articolo. È ovvio che le chitarre elettriche, nella stragrande maggioranza dei casi, siano fatte di legno, ma non è la nobiltà del legno o la specie che determinano il suono dello strumento.
E qui chiudo perché non so come altro spiegarvelo.
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 17/01/2026 ore 12:02:59
parole sante, indichi la luna ma guardano il dito
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 17/01/2026 ore 17:45:43
A parte che non intendevo provocare nessuno, ho detto solo la mia. Detto questo, legni di essenze diverse con le stesse caratteristiche sonore mi sembra abbastanza improbabile. Un Ontano che suona come un Mogano non ce lo vedo. Forse ho capito male il senso dell'articolo, ma il succo mi sembrava che il legno non contasse, o lo facesse in minima parte, mentre il resto del materiale condizionasse per la maggior parte il suono. Poi legno nobile non vuol dire nulla però, non so se casualmente, le chitarre che suonano bene hanno tutte bei legni. Magari è solo una questione commerciale anche se credo che un manico con taglio di quarto non solo faccia la sua figura ma sia anche efficace nel concorrere a produrre un bel suono. Comunque mi sono capitate chitarre con bei legni che non avevano Sustain. Non è una scienza esatta.
Rispondi
di Ilsaggiocheuccide [user #25680]
commento del 17/01/2026 ore 18:15:5
Negli anni '80 Gibson faceva Les Paul in acero, in solo mogano e in qualche raro caso anche in KOA. Che, non suonano da Les Paul pure quelle? E le nuove Epiphone inspired by Gibson in Okumè o con la tastiera in alloro (che suonano divinamente a detta di tutti) che sono?
Saluti!
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 17/01/2026 ore 20:01:4
Purtroppo tutte le chitarre Gibson "Esotiche" che hai citato non le ho mai sentite. Che suonino uguale alla LP, tutta in Mogano, mi sembra improbabile.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 19/01/2026 ore 17:24:55
Ancora la "nobiltà". Se la massa o la rigidità o la risposta sullo spettro di frequenze sono influenti, possiamo fare uno sforzo lessicale e dire che la "nobiltà" si intende come un set di qualità fisiche? quando dicono "mogano honduras" io capisco che si intende un certo legno con una certa densità e certe qualità fisiche. Idem "palissandro indiano" contro "brasiliano", "frassino di palude" etc. Non è che la nobiltà sia una nuova unità di misura, dico che è una semplificazione accettabile per esprimere una serie di valori.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 11:45:4
Non ho altro modo per risponderti se non usando la matematica e la fisica. Quando diciamo “mogano honduras” non stiamo parlando di:

𝜌=560kg/m3,𝐸=10.2GPaρ=560 kg/m3,E=10.2 GPa

Stiamo parlando di: 𝜌∈[480,650]kg/m3,𝐸∈[8,14]GPaρ∈[480,650] kg/m3,E∈[8,14] GPa

E tu dirai: che cavolo vuol dire sta roba? E' una formula che include densità, modulo elastico (modulo di Young) apportati a un valore d'intervallo in cui reagisce il mogano ( dati di riferimento presi dai miei manuali di fisica degli strumenti musicali e ingegneria della materia). In sostanza se prendi 100 tavole di mogano, il legni cadranno all'interno di quell 'intervallo, ove la densità può assumere qualsiasi valore compreso tra 480 e 650 kg/m³.

In sostanza, immagina un mogano leggero, poroso e un mogano denso, compatto. A parità di specie possono differire del 30–40% in rigidezza più di quanto differiscano due specie “diverse” selezionate bene.
Questo rende la “nobiltà” un termine descrittivo, non causale. Intervalli enormi, spesso sovrapposti indicano che un “mogano nobile” può essere meccanicamente indistinguibile da un legno “non nobile” ben stagionato o selezionato.
Non ho altro modo di spiegartelo in maniera semplice e provata se non così.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 20/01/2026 ore 12:02:50
Sono concetti che mi sono assolutamente chiari. Provo a spiegarti cosa intendo, e vediamo se ci capiamo. Diciamo che ho due tipologie di Mogano, o Palissandro, o Frassino. se prendo n campioni e li misuro per una determinata proprietà fisica, ho come dici un range anche ampio. Sicuramente, se ho una scala a cui attribuisco qualità desiderabili associate a valori misurabili ho un "migliore" associato a dei valori e "peggiore" associato ad altri. Bene, quando si dice "legni nobili" si intende che non è garantito ma se plotto tutti i campioni della tipologia A ("plebeo") e B ("nobile") non ho un overlap completo ma i due insiemi hanno un'area di sovrapposizione, e delle aree non sovrapposte. Scegliere una tipologia "nobile" non garantisce di essere nell'area desiderabile, quella non sovrapposta, ma viceversa scegliendo la tipologia "plebea" ha la quasi certezza di non essere nell'area che statisticamente è quasi impossibile che copra quel campione. Se prendo 100 pezzi di frassino comune magari qualcuno è leggero come frassino di palude, ma a campione quello di palude sarà più leggero. Se non è così e i due campioni sono una sola nuvola di punti indistinti, è "snake oil" ovviamente.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 12:17:10
Mi fa piacere che ci capiamo!
Se una proprietà fisica è statisticamente diversa, allora è causalmente rilevante per il suono. Questo non è automaticamente vero, e qui entra in gioco la fisica del sistema.La domanda corretta non è però si le distribuzioni differiscono ma se la differenza cade lungo una variabile a cui il sistema è sensibile.

• frassino “plebeo”:
\rho = 650 \pm 80\ \text{kg/m}^3
• frassino di palude:
\rho = 500 \pm 60\ \text{kg/m}^3

Le distribuzioni sono diverse e la media cambia del ~25%

Ma quanto cambia la vibrazione della corda?

La frequenza fondamentale della corda:
f = \frac{1}{2L}\sqrt{\frac{T}{\mu}}

non dipende dalla densità del body.

Il body entra solo nel termine di smorzamento \gamma:
A(t) = A_0 e^{-\gamma t}

Una variazione realistica di densità del body può cambiare \gamma in percentuali irrilevanti
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 21/01/2026 ore 18:12:48
Che la fondamentale non cambi è palese, il punto è che tutto quel di cui parliamo è il resto oltre alla fondamentale, altrimenti non sarebbe una chitarra ma un sintetizzatore FM. Perché le percentuali sono irrilevanti? Matematicamente si possono quantificare ma la rilevanza è un concetto del tutto percettivo, la scopro con test A/B ciechi, al caso
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 21/01/2026 ore 21:09:21
Sono d'accordo 👍
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 17/01/2026 ore 11:45:20
Possono essere le stesse essenze di legno, ma non la stessa selezione, una tavola di Ontano sana disperde meno energie di un' accrocchio di Ontano pieno di nodi e stucco.
Tutto l' hardware, come è montato ed eventualmente aggiustato fa un' altra parte del lavoro.
Mi è capitato di montare un ponte wrapping in cui le corde , invece di toccare nettamente nel punto di uscita ( verso il manico insomma) si appoggiavano dal lato opposto della selletta e producevano un suono tipo "Sitar" con poco sustain e ho dovuto rifare tutti i solchi con lima diamantata... Stessa cosa per alcuni capotasti, per come sono posati e rifiniti i frets...
È tutto l' insieme "chitarra" inteso come meccanica che deve essere buono più che l' essenza stessa del legno.
E comunque il timbro non viene percepito dai pickup come lo percepiamo noi, non sono microfoni..
Ho avuto per diversi anni una chitarra con body in acrilico trasparente e suonava da chitarra elettrica di " legno" con Floyd rose e humbucker al ponte, né più né meno, eppure di legno nel body neanche un grammo.
Amplificata ovviamente.
Solo in peso era un macigno, ma aveva anche più sustain...
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 17/01/2026 ore 00:17:34
Buonasera a tutti, posto anche io il mio parere personale, anche se ho già fornito questa tesi, ma non ricordo se in questo forum o altri. I legni, le parti plastiche, metalliche o ossee contano eccome e le colle poi, tutto conta inequivocabilmente. Alcuni esempi a supporto, se montaste il VS. set di corde usuale su di una riloga d'alluminio, rispettando, per es., la scala Fender e accordaste, alla prima pennata sentireste l'accordo a vuoto con una voce altissima e squillantissima (sgraziata), questa è la voce "naturale" delle corde. Se lo stesso set lo montaste su chitarre solide, hollow, semiacustiche o altro, sempre da spente ovviamente, percepireste voci assolutamente diverse da chitarra a chitarra, questo già dimostra questa tesi. I microfoni, teoricamente, dovrebbero essere neutri e fedeli, quelli per la voce per es., rincorrono questo obbiettivo, ma nemmeno quelli lo sono e proprio per questo sono amati diversamente dai vari cantanti. Nel mondo delle elettriche, parimenti, i microfoni introducono colorazioni ancora più evidenti, a causa dalle differenze fra singola bobina e doppia bobina, quantità degli avvolgimenti, tipo delle espansioni polari magnetiche ecc. Ma rimaniamo sulla voce che emana dallo strumento elettrico quando in acustico. È noto a tutti che se l'elettrica, da spenta suona poco, non ha attacco, non ha sustain e ha una brutta voce, amplificata evidenzierà esponenzialmente questi difetti. Quando pizzichiamo una corda, la stessa vibrerà, il moto vibrazionale conseguente sarà condizionato fortemente dall'elemento di supporto (la chitarra) e avrà una frequenza centrale più una campana superiore e inferiore, tutto ciò è equalizzato direttamente dal corpo che supporta le corde, questa voce sarà molto diversa da quella che produrrebbe su di un altro supporto (chitarra), soprattutto da quella che produrrebbe quando fosse tesa su quella riloga d'alluminio esemplificato all'inizio. L'alchimia dell'unione dei vari legni, delle colle che li assemblano, le parti metalliche e plastiche e/o ossee su cui sono ancorate le corde, producono una equalizzazione PASSIVA (sottrattiva) che dà luogo alla voce finale, sottraendo volume alle varie e diverse frequenze: si parla di "sintesi sottrattiva". Questo concetto è mutuato dall'arte visiva: quando guardiamo un oggetto, lo vediamo di un certo colore, quel colore è dato dalla luce solare delle ore 13 (4300 gradi Kelvin), la luce bianca, contenente tutte le frequenze dello spettro elettromagnetico, che colpiscono l'oggetto, il quale assorbe una buona parte di queste frequenze elettromagnetiche (la luce solare) riflettendone solo alcune (ecco spiegata la sintesi sottrattiva): il colore che vediamo. In seguito a ciò, in campo artistico, si sono definiti il Rosso, il Giallo e il Blù come Colori Fondamentali. Con l'avvento della TV a colori, un oggetto veniva proiettato direttamente nel colore originale, per cui i Colori Fondamentali sono diventati il Rosso, Il Verde ed il Blù (ecco spiegata la sintesi additiva). I microfoni (magnetici) producono un campo magnetico nel quale si muovono le corde durante il loro moto vibrazionale (equalizzato dalla chitarra) e quello rilevano, trasducendolo in segnale. Finale: le corde hanno un moto vibrazionale che dipende A da come penniamo le corde, da come premiamo o non premiamo le corde, da come le stoppiamo ecc. (il suono è nelle mani), B da come viene equalizzato dall'insieme dei materiali di cui è composta la chitarra (... i legni ...) e infine C dai microfoni. Dal qui a dire che contano solo i microfoni ne corre. Spero di non aver annoiato, poi si può essere d'accordo o meno. Saluti, Paul.
Rispondi
di carlaccio [user #6262]
commento del 17/01/2026 ore 08:07:01
Grazie e complimenti per l'interessantissmo articolo comprensile a tutti.
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 17/01/2026 ore 09:38:11
Ottimo articolo, ogni tanto ci vuole qualche argomentazione di carattere scientifico per scuotere le convinzioni marmoree del “ tonvuddismo” e dell’esoterismo , sovente supportate da un “secondo me”. Scuotere, poi terminato lo scossone rimarranno dove sono in secula seculorum.
Rispondi
di Kethav [user #57964]
commento del 17/01/2026 ore 11:44:15
E allora il buon vecchio Brian May (astrofisico pure lui, tra l'altro) aveva ragione: tutti a smontare il legno dei nostri mobili (compreso il caminetto) e vedere quale suona meglio.

Ovviamente è una battuta, la red special era una hollow body :D

Cmq, da ingegnere, approvo l'analisi. Da musicista temo che non esista la verità assoluta, e probabilmente due esemplari della stessa chitarra (con gli stessi materiali) non suoneranno uguale. Poi sta all'orecchio fino riconoscere le differenze. Io probabilmente non ce l'ho :D

Rispondi
di rmorelli [user #62940]
commento del 17/01/2026 ore 16:44:3
Ottimo articolo, grazie per la disamina.
Sento i graffi sullo specchio dei Peter Parker che sostengono di distinguere la qualunque :-)

Comunque questo spiega molto del mercato che si è generato sui modelli di fascia bassa, senza fare nomi, che sempre più frequentemente si scoprono ben suonanti.
Rispondi
di Ged03 [user #37912]
commento del 18/01/2026 ore 08:57:35
si si hai ragione la penso come te. L'unica cosa che non mi sono mai riuscito a spiegare è perchè io senta una differenza tra le tastiere in acero e quelle no, non ha senso, probabilmente è una illusione
Rispondi
di squalo_chitarra [user #9177]
commento del 18/01/2026 ore 11:56:21
Il legno conta tantissimo dai, non solo quello chiaramente, ma tutto il progetto perché poi il suono risuona dappertutto nello strumento e dappertutto poi avere smorzamenti e filtri fisici che lo impoveriscono in varie frequenze, ma il legno e la sua scelta e lavorazione non può non contare tantissimo, considerando che anche in un'elettrica costituisce qualcosa di simile al 95% del volume e massa dell'intero strumento. Fino a qualche anno fa avevo una parker assolutamente onesta acquistata nel 2009 che mi piaceva molto suonare, nel 2019 ho provato una Gibson ES 335 usata del 1978, l'ho acquistata al volo, e dal giorno dopo la parker per me è diventata un lontano ricordo, eppure montava degli ottimi pickup e avevo fatto migliorare tutto il sistema elettrico, mi chiedo dove possa stare la differenza tra due strumenti così se non innanzitutto nella qualità dei suoi materiali, e su tutti il legno.
Rispondi
di Zenzero [user #36862]
commento del 19/01/2026 ore 01:14:17
Certo che qua di gente che manca di comprensione del testo ce n'è tanta... Leggiti i commenti, se non lo hai ancora fatto, altrimenti non me lo spiego.
Rispondi
di geps [user #37612]
commento del 19/01/2026 ore 08:15:23
Mi sentirei di aggiungere che il legno e tutte le considerazioni sulla stagionatura e i tagli sono importanti solo per chi vuole tenere uno strumento per molto tempo, dal momento che essendo un materiale molto suscettibile a variazioni nel tempo, tutti i parametri fisici potrebbero cambiare nel giro di qualche anno, se body e manico non sono sufficientemente stabili. Anzi, probabilmente in questo senso un buon truciolato è molto meglio di un cattivo acero (qualcuno ha detto Danelectro?). Scherzi a parte: probabilmente il materiale migliore per la costruzione di strumenti solid body è l'alluminio (ma anche materieli di sintesi tipo plexyglass...), peccato che tutti gli esperimenti in tal senso siano rimasti nelle loro nicchie.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 19/01/2026 ore 15:42:33
Tutto corretto, ma quando dici "In una chitarra elettrica i pickup non ascoltano il corpo, ma la vibrazione della corda nel campo magnetico" è così solo sulla carta e nel mondo che vorrei perché ometti di menzionare il problema della microfonicità dei pickup, a maggior ragione quando si parla di PU non cerati: le spire, per quanto ben avvolte, tendono sempre un po' a vibrare, anche se non dovrebbero, catturando le vibrazioni che le circondano come un microfono. Se non ci fosse questo problema non si creerebbe l'effetto Larsen. Vogliamo un riscontro empirico della microfonicità di qualsiasi PU, anche di quelli trattati? Basta picchiettare in un punto qualsiasi del body della chitarra, dopo aver tolto le corde, si sentirà distintamente dall'altoparlante il picchiettio amplificato. Il che sta a significare che i pickup fungono - anche - da microfoni e di conseguenza nessuno può escludere che parte del suono che si ottiene derivi da tale funzionamento diciamo, preterintenzionale, catturando risonanze acustiche del body, probabilmente molto limitate nelle chitarre solid a corpo pieno ma probabilmente più evidenti nella chitarre con grandi scassi (tipo le Stratocaster swimming pool o le LP con camere tonali) e che in alcuni casi possono essere anche molto forti come nel caso delle Hollowbody. In percentuale di quanto parliamo rispetto al suono che esce dall'altoparlante? Non ne ho idea ma di certo non 0, con ogni conseguenza in ordine al fatto che il suono non venga solo dalla vibrazione della corda nel campo magnetico.

E ancora: "Non è detto che un taglio di quarto risuoni meglio di un acero economico comprato per pochi spicci all’OBI di turno": il taglio di quarto non è apprezzato perché il suono sia migliore o perché semplicemente sia più pregiato ma solo perché, per motivi del tutto meccanici con riferimento alla venatura del legno da cui è tratto, consente di ottenere tagli più rigidi e pertanto maggiormente indicati per costruire manici stabili. Tanto è vero che non si usa per i body.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 11:25:32
Ecco, a questo commento vale la pena rispondere, perché hai proposto un quesito interessante. Però, ci sono alcune tue affermazioni che non sono completamente vere in campo fisico, ecco perché:

Un pickup reale non è un sensore ideale: è composto da bobine di rame, avvolte attorno a magneti immerse in un ambiente che vibra. Se le spire si muovono anche minimamente, il flusso magnetico varia anche senza il moto della corda e di conseguenza nasce un segnale elettrico. Questo è esattamente ciò che si intende per microfonicità.

Il test empirico citato è corretto: picchiettare il body senza corde e sentire il colpo dall’amplificatore è un test classico e reale per ascoltare la microfonicità residua.
Anche pickup cerati non sono mai microfonicamente nulli: la ceratura riduce, non elimina, ma attenzione sempre a considerare il peso dell'influenza di questo fattore. Questo perché la microfonicità non è lineare, ovvero non è selettiva in frequenze al pari di un microfono ed è instabile. Un pick up microfonico spesso capta vibrazioni meccaniche locali che sono prettamente più forti rispetto alla vibrazione trasmessa dal legno, questo perché le bobine sono direzionali verso le corde e, di conseguenza, verso il plettro. Tant'é che quando facciamo massa con la mano (stoppi le corde ad esempio), il feedback termina. Se così non fosse, il pick up sarebbe talmente microfonico da rendere insuonabile lo strumento. Ora, se la microfonicità fosse desiderata sullo strumento, i pick up sarebbero progettati in tal senso, invece si fa l'opposto.
Parliamo invece del Larsen. Cosa prova l'effetto Larsen in fisica? E' un feedback positivo tra vibrazione meccanica, amplificazione, rientro acustico. Non prova che “il suono proviene dal legno” ma che esiste un loop di retroazione. In una hollowbody il loop è forte perché c'è una grande superficie vibrante, accoppiamento aria–struttura e pickup più sensibili alle vibrazioni globali.
In una solid body: il loop è debole e il pickup rimane dominato dalla vibrazione della corda.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 20/01/2026 ore 12:44:27
Ok, però io no ho mai detto che il Larsen prova che “il suono proviene dal legno”, anzi il mio richiamo al problema del feedback era solo con riferimento alla microfonicità residua dei PU. Tale microfonicità, di conseguenza, comporta il fatto che non possiamo escludere a priori che una percentuale, seppur minima, del suono possa essere il risultato di tale "cattura" involontaria (minore nelle solid body a corpo pieno e maggiore nelle hollow body)
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 13:44:44
Senza tirare fuori formule astruse. Se no poi diventa una lotta di numeri e il discorso comincia a fare una piega che non credo interessi ai più, posso dirti con certezza che quello che intendi tu non è rilevabile dall’orecchio umano per un discorso di micro variazioni in frequenza… la differenza tangibile, come detto, la potresti avere con uno strumento insuonabile.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 20/01/2026 ore 20:30:12
Ascolta CERN, nessuno ti ha chiesto di misurare niente perché non interessa a me, non interessa a te e probabilmente non interessa a nessuno qui e per i miei gusti tutta questa discussione ha preso una piega un po' troppo NERD, quindi per me possiamo evitare di andare oltre. Io rimango convinto di quanto ti ho detto insieme a tutti quelli che da 100 anni costruiscono e suonano chitarre hollow body con i pickup, consapevoli che la risonanza delle corde data dal corpo cavo conti eccome sul suono che esce dall'altoparlante.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 21:18:01
In merito alle hollow body, forse dovresti rileggerti l’articolo… io parlo di soldi body
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/01/2026 ore 14:38:57
Hai fatto benissimo a spiegare a cosa serve il taglio di quarto. Ci sono troppi commentatori che si buttano a desumere cose come se il lavoro di un costruttore su strumenti di una certa fascia sia tutta una farsa, tutto un marketing maligno, e tutti i chitarristi una mandria stolta che sperpera senza capire e senza sapere.
Rispondi
di paolo.cesario@siconsulting.biz [user #60030]
commento del 19/01/2026 ore 15:49:16
sono ingegnere anche io e vorrei ribadire che si è vero che il pick up rileva l'oscillazione del campo magnetico generata dalla corda, ma la corda è vincolata fra due punti e i due punti appartengono ad uno stesso componente (o volendo due in serie se il manico è avvitato), si tratta sostanzialmente di un sistema in parallelo dove al contrario della tavola armonica del pianoforte (assimilabile a una chitarra acustica), il corpo rigido funziona da smorzatore ovvero può assorbire alcune frequenze, in percentuale poco rilevante per un'orecchio poco raffinato (sfido qualunque ascoltatore medio a riconoscere non non solo la tipologia di solid body ma anche di pick up se c'è una normale catena di effetti). come detto da molti a seconda del legno posso tagliare o meno in minima parte delle frequenze, se ho poca rigidità posso perdere in sustain. la questione è quanto. questo secondo me si misura in laboratorio, perché le formule teorizzano, ma i parametri fisici della corda e del legno che hai in mano non sono mai noti con precisione.
Da giovane (tanti anni fa) ho visto a una fiera, un liutaio che al suo stand aveva un analizzatore di spettro e spostava i sensori al ponte e in vari punti del corpo e faceva vedere come variava lo spettro armonico e il decay sui suoi bassi avendo introdotto modifiche al legno; faceva cose strane, tipo se il legno aveva un nodo faceva un buco eliminando il nodo, infilava nel nodo un tassello dello stesso legno del corpo, comparava con un basso identico senza nodi, aveva un basso con tastiera un corpo unico, ma separato a petà in verticale con al centro una striscia di un centimetro circa di materiale differente (non ricordo cosa), come avere due corpi in parallelo quindi. devo dire che sull'analizzatore si vedevano tante differenze. poi non essendo io un orecchi raffinato, quando amplificava, mi sembravano tutti uguali ... quindi come mia testimonianza di orecchio "volgare" posso dire che la percentuale di impatto sull'ascolto è bassa, ma ... me li aveva fatti suonare e la fisicità si sentiva differente (un basso spento lo senti comunque vibrare sulla pancia). quindi mi viene da concludere che la differenza c'è soprattutto per il musicista, per come si sente un solo corpo col suo strumento, cosa che può influenzare la performance. quindi concludo, le prove ci confronto su youtube da ascoltare con le cuffiette, sono molto inutili.
Rispondi
di MarcoMo [user #65582]
commento del 19/01/2026 ore 22:33:46
La chitarra elettrica funziona volenti o nolenti con la legge di faraday..quindi c'é una corda che vibra immersa in un campo magnetico che produce una corrente in una spira (tante spire) e viene convertita in un segnale di tensione...contano i pickup la loro posizione lungo la scala e la loro altezza in primis...poi ci sono le riflessioni e rifrazioni delle onde...quindi ste vibrazioni sbattono sulle sellette del ponte e sul capotasto in primis e tornano indietro in parte....in parte proseguono sul corpo dal ponte e anche qui si riflettono e rifrangono...Se il corpo e il legno fanno qualcosa assorbono piu che altro vibrazioni dalle corde ..poi ogni tavola ha anche dei punti di risonanza come insegna la cimatica e magari entra in risonanza con certe frequenze rifacendo vibrare un po le corde...ma non sono effetti primari..se ci sono sono molto blandi..per cui dire che é il legno e la sua stagionatura influenzano il suono é difficile...molto difficile
... probabillente piu suggestion .che altro...ai pickup come vibra il legno non interessa..sono pickup magnetici....quindi una chitarra col legnaccio puó suonare esattamente come una chitarra ovviamente uguale con legni costosi a paritá di settaggio e di altri componenti...nessuno di noi in un blind test se ne accorgerebbe...poi c'é il fattore estetico..la compriamo per quello non perché "suona meglio"...saluti
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/01/2026 ore 08:42:25
Secondo me, mettendo in mezzo (male) la scienza, fate fare una brutta figura alla scienza. La scienza è precisa solo se si stanno calcolando le cose giuste, altrimenti la si fa sfigurare nominandola a sproposito. Se prendi una SG61 CS e una LP59 CS prodotte nello stesso periodo (due chitarre che condividono praticamente tutto a livello di pick up, legni e hardware ma diverse per quantità di mogano impiegato su manico e body) sentirai chiaramente una nettissima differenza di sustain. E già questa è una bella differenza. Poi il suono è oggettivamente più grosso all'aumentare della quantità di mogano di buona qualità (ben stagionato) rispetto a una quantità minore di mogano di buona qualità. Più stagionato è (più umidità persa) e più senti un attacco diverso.
Ma dico proprio che le sentirebbe pure uno poco allenato. Non è che ci voglia un udito chissà quanto fino.
È solo che di solito parla di queste cose gente che non ha tenuto in mano niente. Fatti una decina di Les Paul, tre o quattro SG e un paio di 335, e poi ne riparliamo (il "fatti" è in generale, un modo di dire, non è che io ce l'abbia con te). Prenditi tre o quattro chitarre in tiglio e poi mi racconti. Consiglio anche la rilettura dell'articolo di CERN, che dice pur cose interessanti.
P.s. è chiaro ed evidente che il pick up è super determinante, assieme a tutto ciò su cui poggia la corda che vibra, ma il resto della chitarra determina piccole sfumature che nella musica possono fare la differenza. Quelle mini sfumature sono quel fattore per cui A VOLTE durante l'ascolto del tuo strumento, in rapporto a un altro che sulla carta è identico, ti si rizzano i peli per il piacere oppure rimangono al loro posto. Sono attimi ed è solo una sfumatura, ma ti restano poi inchiodati nella memoria.
Rispondi
di MarcoMo [user #65582]
commento del 20/01/2026 ore 11:04:3
Ciao, guarda non è che voglia fare paternali o dire che ho ragione io a tutti i costi, capisco le tue rimostranze, però ti faccio notare che
1) gli esempi che porti sono con chitarre diverse che pure han gli stessi pickup, ma che non sono posizionati allo stesso modo lungo la scala, e questo conta più che cambiare legni.
2) negli esempi di "prenditi 10 chitarre e provale e vedi quelle che hanno sustain superiore e inferiore" Non hai modo di dire con assoluta certezza che il setup sia uguale e che non ci siano variazioni a livello di componenti o che i pickup non varino..(anche lo stesso modello in produzione industriale varia da uno all'altro) ci sono poi le tolleranze dei componenti etc , famose gaussiane per la viarianza etc....se non escludi queste cose non puoi dire che sono i legni
3) il sustain : differenziamo tra amplificata e non: supponiamo che ti riferisca a chitarre amplificate, il setup e l'altezza dei pickup fan piu dei legni e come detto prima non hai modo di farlo durante la prova, se ti riferisci a quello della chitarra spenta questo non ha alcuna rilevanza, il fatto che senti piu il corpo vibrare non è detto che si traduca automaticamente in un aumento di vibrazione delle corde a volte potrebbe essere pure peggio a seconda di come si distribuiscono i picchi di risonanza....

In sostanza per fare una roba scientifica, prenditi 10 chitarre mettici LO stesso pickup (non uno uguale) e GLI stessi componenti (non uguali), Setta esattamente tutto allo stesso modo e fai una comparison registrando e misurando se riesci eliminando tutte quelle che possono essere impressioni soggettive dovute alla psicoacustica e allìemozione umana.... allora la differenza che rimane puoi essere sicuro che sia del legno, altrimenti il legno è solo una spiegazione di comodo. saluti
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 11:07:07
Corretto
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/01/2026 ore 12:41:02
Quello che dici è ulteriormente giusto, ma non modifica assai quello che ho scritto. È solo un'aggiunta. Ed è per quello che ti dico: non puoi confrontare solo UNA SG con UNA LP. Prendine almeno tre o cinque di ciascun modello, settale uguale per modello, amplificale con lo stesso ampli e vedrai che: 1- se è vero che ognuna è diversa dall'altra, è ancora più vero che sono MOLTO omogenee per modello (ebbene sì, non serve utilizzare la stessa identica coppia di pick up; ovviamente se utilizzi la stessa coppia ovviamente sarà anche meglio). 2- nel confronto emergeranno fattori simili che ti permetteranno di dedurre ALCUNE cose in modo evidente. Ho sei Les Paul CS 59 e ne ho avute anche di più. Suonale e poi suona tre SG CS 61, e vedrai. Non capovolgerai la scienza (quello che scrive CERN resta verissimo, ovvero che il legno incide non per la bellezza e le fiammature ma per le sue caratteristiche fisiche, replicabili, volendo, con altri materiali), ma otterrai già alcune deduzioni parziali ricorrenti e assolutamente interessanti.
Viva la scienza, ma (dopo esservi assicurati che sia stata usata correttamente) accompagnatela anche con una LUNGA esperienza, e le due cose non andranno in contraddizione: si supporteranno.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/01/2026 ore 04:18:05
Mi unisco alla discussione tardi. Ho cercato di leggere la maggior parte dei commenti ma qualcosa mi sarà sfuggito. Sono d'accordo in linea di massima con il contenuto dell'articolo ma (scusate il gioco di parole) mi suona a coccio il discorso 1) che il peso della tavola di legno non ha influenza sul suono. 2) Non sono nemmeno troppo d'accordo che l'essenza del legno non abbia completamente influenza. Il problema è proprio, come sottolineato da qualcuno sui commenti, è che non esistono due tavole di legno (anche della stessa essenza) utilizzate per fare un body che siano perfettamente uguali. Non è assolutamente un discorso di bellezza estetica o valore del legno, ma proprio che due tavole da alberi diversi avranno caratteristiche diverse. Poi possiamo discutere che la variazione del legno (sia a livello di essenza che peso) nel complesso rispetto agli altri elementi in gioco saranno forse la componente meno importante, ma per me un'influenza c'è. Non sto a fare esempi specifici, ma di roba strana (tipo Telecaster con body in acero, o corpo in mogano e top in acero) ne ho provate, anche recentemente. A parità di elettronica simile con strumenti costruiti secondo gli abbinamenti classici la diversa sfumatura era per me abbastanza percepibile. Stessa cosa per il peso su strumenti dello stesso modello: le differenze si percepiscono eccome. Poi c'è un aspetto: il chitarrista è generalmente molto conservatore, per cui va spesso alla ricerca di suoni da un certo punto di vista standardizzati anche da un processo storico. Magari è più facile (o anche necessario) ottenere quelle sfumature seguendo gli accoppiamenti classici di materiali: frassino o ontano per le Fender, mogano con top in acero per la Les Paul etc.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/01/2026 ore 08:31:53
Io credo che l'articolo voglia dire sostanzialmente due cose, che a me paiono pure banali: 1- il legno non agisce per quanto è bello: non è che le venature o la sua bellezza estetica influenzino qualcosa (a parte l'occhio), sono le sue caratteristiche fisiche a determinarne l'influenza. 2- se riesci a replicare quelle caratteristiche fisiche con altri materiali ottieni lo stesso risultato e suoneranno uguali (a parità anche di tutto il resto: hardware, pick up ecc.).
Boh, forse ho capito male.
Rispondi
di CERN [user #67168]
commento del 20/01/2026 ore 11:05:3
Corretto
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/01/2026 ore 15:09:03
La sintesi che fai tu mi trova d'accordo. Va benissimo anche il concetto che materiali alternativi che in teoria replichino le caratteristiche fisiche del legno suonino uguali. Mi sembrano però un po' estremizzate le conclusioni sui risvolti pratici. Ad esempio quando si dice "Quindi, non è il legno, la sua qualità o stagionatura che influenza il suono, quanto più lo è la capacità del materiale di avere stabilità, trasmissibilità e capacità oscillatoria.", Ok. Però in termini pratici credo che l'esperienza e la pratica abbiano indirizzato ad utilizzare certi legni e con certe caratteristiche anche di peso e stagionatura proprio per le caratteristiche di stabilità, trasmissibilità e capacità oscillatoria citate. Questo a prescindere dalla bellezza estetica o costo.
Rispondi
di Ghirmo [user #11530]
commento del 20/01/2026 ore 10:45:1
E qui ricolleghiamoci anche alla questione delle chitarre vintage, e della presunta o vera superiorità rispetto a chitarre moderne. Perchè molti dicono che una telecaster del 54 suona meglio di una telecaster moderna, a prescindere dalla rarità e dal simbolo che rappresenta quella del 54?
Personalmente penso che il progresso che si è avuto in tutti i campi, con miglioramenti dei prodotti, a parità di cura costruttiva e materiali, sia indubbio, sia valido anche per le chitarre elettriche. Allora perchè molti dicono che una telecaster del 54, costruita con tavole di ponte (le tavole che si usano in edilizia per i ponteggi, quindi niente roba pregiata), da operai di fabbrica, con tolleranze ampie (quante volte abbiamo visto tasche di manico, molto larghe, oppure spessori di cartoncino per allineare il manico) suoni meglio? Non sarà piuttosto un effetto psicoacustico dato dall'oggetto storico e raro? veramente qualcuno pensa che Leo fender e i suoi operai, si mettessere a ricercare i pezzi di legno pregiati, ticchiettando con le nocche, per scegliere quello, a loro giudizio, piu bello e risonante?
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/01/2026 ore 22:43:19
Sono stati spesi fiumi di parole sul confronto tra chitarre vintage e riedizioni moderne. La risposta sta probabilmente in tanti dettagli che poi andrebbero esaminati singolarmente. Io ho avuto la fortuna di provare negli Stati Uniti, soprattutto nel periodo tra i primi anni 2000 e fino all'inizio della prima decade, diverse chitarre vintage tra cui un discreto numero di Fender pre-CBS. Secondo me delle differenze con le repliche moderne sono percepibili realmente, o comunque -per metterla in modo meno assolutista- solo un certo numero delle repliche suonano con tutte le sfumature di una vintage.

Bisogna fare però alcune premesse: 1) Come ci sono chitarre mal riuscite oggi, c'erano all'epoca. O comunque molte chitarre vintage sono state modificate, restaurate etc.. Quindi per capire bene bisognerebbe avere tanta esperienza e aver provato una buona quantità di strumenti vintage, cosa che per comuni mortali -incluso il sottoscritto- è oggi sempre più difficile. 2) Dire che le repliche suonino diversamente non significa che suonino male. Ad esempio alla Fender, oggi come oggi, non interessa di costruire una Strato o Tele Custom Shop che sia la copia perfetta di un originale. Quello che fa oggi Fender è offrire spesso pickups leggermente più caldi, tastiere con radius più moderno, tasti più alti e larghi etc. Sono modifiche che vanno incontro ai gusti dei musicisti contemporanei. Per cui i confronti diventano anche difficili.

Comunque per spiegare le differenze, non bisogna necessariamente pensare ai legni (o solo ai legni, secondo i punti di vista). Ad esempio molti anni fa il liutaio Lauro Barcellini (Alecb) fece fare delle analisi di comparazione sulle leghe utilizzati nei magnati Alnico delle chitarre Fender vintage, trovando che vi fossero delle differenze notevoli tra le leghe utilizzate negli anni 50-60 e la produzione moderna. Questo lo portò a realizzare pickups Strato con magneti con un diametro leggermente più grande proprio per cercare di aggiustare il suono alle caratteristiche dei pickups vintage. Lui sosteneva di aver ottenuto un risultato praticamente uguale. Purtroppo personalmente non ne ho mai provato questi pickups, ma mi sembrava una idea interessante.

Da ultimo c’è il discorso dei legni. Se è vero che Fender non ha utilizzato legni particolarmente pregiati peri il body (ontano e frassino di palude erano all'epoca legni veramente comuni) bisogna anche dire che rispetto ad oggi le cose sono un po' cambiate. All'epoca Fender aveva probabilmente accesso a stock di legni ben stagionati, provenienti magari anche da alberi molto vecchi. Oggi il frassino di palude è diventato particolarmente raro a causa dei cambiamenti climatici nella regione del delta del Mississipi dove viene raccolto. L'ontano viene ormai da piantagioni ad accrescimento rapido. Non dico che queste cose in se abbiano chissà quali influenze: l'autore dell'articolo direbbe zero. Mi limito semplicemente a sottolineare che poi a ben guardare non è poi scontato che oggi, solo perché si usano macchina CNC che dovrebbe garantire maggiore precisione, sia possibile facilmente replicare una chitarra vintage. Sono discorsi però che rimangono molto accademici. In tanti hanno provato a spiegare le differenze tra uno strumento vintage e una replica, ma nessuno credo sia mai riuscito ad articolare una spiegazione che sia stata universalmente accettata. Certamente il fattore psicologico e il mito incidono parecchio sulla percezione degli strumenti vintage e questo lo sappiamo. Poi continuo a ribadire che il fatto che una replica suoni diversamente non significa necessariamente peggio, visto che -come spiegato sopra- in alcune situazione si tratta anche di scelte volute dal produttore.
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di redfive [user #41826]
commento del 20/01/2026 ore 13:31:1
I pickup non sono microfoni... Non attribuite a loro capacità magiche che non anno.....
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di MM [user #34535]
commento del 20/01/2026 ore 15:15:47
Per mia opinione la discussione (a parte qualche commento totalmente astruso) è interessante.
Ad ogni modo, se avete voglia, ascoltate la differenza di suono che si genera in una chitarra con body verniciato e in una con body sverniciato.... chiaramente la chitarra è la stessa, identica, e identici sono pure i pickup e i componenti.
vai al link
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di BizBaz [user #48536]
commento del 20/01/2026 ore 20:32:28
L'avevo visto anche io, non ci credeva nemmeno lui che l'ha fatto
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 12:14:36
La discussione è sicuramente molto interessante, anche se agli anzianotti come me sembra che certe questioni ricomincino sempre daccapo, anziché costruirsi su quanto già acquisito. :))
Sulle riviste di settori decenni fa trovavi già rubriche di liutai in cui la differenza tra una chitarra verniciata e una verniciata veniva data per scontata: era un fatto assodato. Oggi invece, con i social e YouTube sembra che, una volta che hai preso la licenza di quinta elementare, anziché andare alle medie, devi riprendere a trattare gli argomenti della prima elementare. Ma siccome nessuno ci obbliga a farlo, non ci si può lamentare.
D'altra parte, lo stesso Bettencourt è una vita che dice che la chitarra sverniciata suona diversa. Gente che ha la chitarra addosso tutto il giorno, suona a volumi stratosferici e sale su palchi mai visti dagli amatoriali. A gente del genere non è che puoi andare a dire "prova con una chitarra verniciata con la stessa altezza tra le corde e i pick up ecc. Sai le risate che si farebbe.
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di fraz666 [user #43257]
commento del 20/01/2026 ore 15:21:49
articolo bellissimo. finalmente una spiegazione fisica che "il suono è principalmente nelle mani". sembra il solito meme ma è così.
...a meno che non si usi un EMG81 :D
Rispondi
di Telecaster1967 [user #49288]
commento del 21/01/2026 ore 22:43:46
Grazie cern, approccio scientifico come solo leo fender. In soldoni, se vado dal falegname come riconosco il legno più risonante?
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 24/01/2026 ore 02:16:59
Tutto molto interessante.
Complimenti a CERN ed agli amici che hanno partecipato.
Ho appreso molte cose.
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