La lineup si allarga di conseguenza. Tre Stratocaster (late '50s, early '60s, late '60s), Telecaster in configurazione late '50s e mid '60s più una Early '60s Custom in tiratura limitata, la famiglia offset con Jazzmaster, Jaguar e Mustang mid '60s, e sul fronte basso Jazz Bass early '60s e early '70s, Precision late '60s, più un Bass VI early '60s che qualcuno aspettava da un po'.

Ogni modello porta con sé le specifiche del periodo dichiarato: profili del manico differenziati (il "V" e il "D" per i '50s, il "C" medio per gli early '60s, il "C" più sottile man mano che ci si avvicina ai '70), headstock coerenti con l'epoca (palettone incluso per le versioni tardo '60s) e pickup progettati sugli archivi interni con Alnico II e V a seconda del momento storico replicato. Non è solo un makeup estetico, Fender sostiene che l'obiettivo fosse restituire anche la risposta timbrica degli originali di riferimento, non solo l'aspetto. Quanto ci si avvicini davvero al bersaglio è materia di discussione, ma l'approccio è chiaramente più rigoroso rispetto alle generazioni precedenti della serie.

I prezzi (in maniera differente in base al negozio) oscillano tra i circa €1.249,00 e i €1.399,00, qualcosa in più rispetto alla Vintera II, ma non un salto drammatico. Sembra quindi che chi ha sempre trovato le linee vintage-oriented di Fender un po' troppo approssimative ha qualcosa di concreto su cui riconsiderare la propria posizione.
Ulteriori informazioni: www.fender.com
D'altro canto bisogna dire che, a leggere le specifiche, ci sono dei dettagli oggettivamente interessanti rispetto alla serie precedente: dalle diverse tastiere in palissandro slab o laminated, alle decals vere sulla paletta. Magari non cambiao il suono, ma impreziosiscono lo strumento. Anche a livello di modelli offerti ci sono delle novità non male, tipo la Stratocaster Late '60s. Fino a questo momento era un modello disponibile (ad eccezione dei modelli CS) solo nella produzione giapponese e non in vendita sul mercato internazionale. Peccato solo che abbiano messo un logo transazionale del 67 e meccaniche con la F, sarebbe stata una chitarra più carina con il logo nero introdotto nel 68 o avrebbero dovuto lasciare altrimenti le meccaniche Kluson style. Credo esistano esempi con le meccaniche ad F e il logo transazionale, ma non è l'abbinamento che normalmente si associa agli strumenti del periodo.
In conclusione, secondo la mia personale opinione la Fender fa il suo gioco, che è quello di vendere chitarre al prezzo più alto che il mercato può sostenere nelle varie fasce di prezzo. Nel campo degli strumenti che replicano i modelli storici, lo fa da una posizione di assoluto vantaggio su tutte le fasce di prezzo, perché se vuoi l'estetica giusta, il nome sulla paletta etc. a loro ti devi rivolgere. Alla fine, come sempre, sta a noi musicisti e acquirenti decidere se comprare o no un prodotto del genere. Io sulla maggior parte di questi modelli Vintera III passeri tranquillamente, soprattutto per un discorso di prezzo/caratteristiche. Come scrivevo nel post sopra, sono strumenti che costavano molto meno (al netto dell'inflazione) nei primi anni 2000. Poi va beh, magari un pensierino sulla Strato late '60s ce lo farei pure perché una chitarra con le caratteristiche dell'era Hendrix con il palettone non è facile da trovare in quella fascia di mercato.
E comunque se guardo alle mie e a quelle che ho provato (mai abbastanza, ma sono mancino e me le sono dovute andare a cercare col lanternino) la sensazione è che sappiano molto bene come fare a giustificare i vari livelli di prezzo, nel senso che mi è capitato molto raramente che un loro strumento più economico fosse più interessante di uno più costoso. Non parlo sempre in termini di suono in senso stretto (anche perché è molto soggettivo) ma come pacchetto complessivo. Se la differenza sia sempre giustificabile dipende ed è una questione molto personale. Del resto, anche tra la prima e l’ultima macchina in Formula 1 balla meno di un secondo al giro e hanno quasi la stessa velocità di punta, solo che con una vinci il Mondiale e con l’altra arrivi quando scorrono i titoli di coda…a volte i dettagli contano eccome, e per ciascuno di noi conta qualcosa di diverso.
Poi, nella mia percezione avendo provato varie fasce, sotto la Vintera sembrano intenzionalmente livellate al basso con pickup spompi o altro che con poco migliorerebbe tantissimo la resa.
"Fin'ora vi abbiamo preso per il culo, la versione III è corretta."
Fino alla IV ovviamente.
Suona veramente bene, è fatta benissimo e le finiture sono impeccabili.
Il prezzo è più che giustificato
Sicuramente sono già ottime di partenza, ed hanno particolarità in più(la decal sulla paletta ad esempio), ma la novità sta nei imodelli non presenti nel vecchio catalogo dalla classic in poi. E in fondo tutto questo non è poco.
Se avessi voglia di una Jazzmaster o Jaguar, ci farei un pensiero, per il resto andrei sull'usato.
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