A guidare la serata è stato uno dei principali storici della Telecaster, Zac Childs, mentre il CEO Fender Edward “Bud” Cole ha aperto l’evento ricordando come l’idea originale di Leo Fender fosse estremamente semplice, e per questo eterna: costruire una chitarra affidabile, pratica e pronta per il palco, una filosofia che nel giro di pochi anni avrebbe cambiato il suono della musica popolare. Sul palco si sono alternati artisti appartenenti a generazioni e linguaggi differenti, con la house band diretta da Derek Wells pronta a accompagnare una line-up che ha visto alternarsi Billy Gibbons, Brad Paisley, Brent Mason, Christone "Kingfish" Ingram, Guthrie Trapp, Jack White, John Oates, Larkin Poe, Tommy Emmanuel, Trey Hensley e molti altri ancora.
Una menzione obbligatoria va dedicata a James Burton. C’è una parte della storia della chitarra elettrica che passa inevitabilmente dalle mani di James Burton. Il suo tocco tagliente, preciso e apparentemente semplice ha definito il linguaggio della Telecaster ben prima che diventasse un’icona da collezione. Da Ricky Nelson a Elvis Presley, Burton ha trasformato la chitarra in una macchina perfetta per il rock’n’roll, il country e tutto ciò che sarebbe arrivato dopo. Non ha soltanto suonato la Telecaster: ne ha scritto il vocabolario.

Spazio anche alla nuova generazione di chitarristi country e roots con Zach Top, Mateus Canteri e Nate Gregory, mentre il, reverendo, Billy Gibbons ha condiviso il palco con
Il momento più simbolico della serata è arrivato quando Zac Childs ha mostrato al pubblico la storica Telecaster rossa di James Burton. Originariamente Butterscotch Blonde, la chitarra venne rifinita direttamente in Fender nel celebre “Coronado Red”, colore scelto da Burton per abbinarla alla sua Cadillac rossa.
A chiudere l’evento è stato Brad Paisley, che ha accolto sul palco una vera leggenda del "Tele-sound": James Burton. Per celebrare quella che è sicuramente una grande occasione, Burton si è presentato indossando la stessa giacca utilizzata durante l’ultimo tour di Elvis Presley nel 1977, e come ciliegina sulla torta della serata Paisley gli ha regalato il prototipo numero 001 della sua nuova 1967 “Lost Paisley” Telecaster, costruita e dipinta personalmente come omaggio a uno degli uomini che più di tutti hanno reso la Telecaster sinonimo stesso di chitarra elettrica.
Poi arrivano Burton, Paisley, Gibbons, Jack White… e puntualmente la lezione è sempre quella: una Telecaster fatta bene basta e avanza
Forse perché più che una chitarra è proprio un modo di stare nella musica: zero fronzoli, tanto carattere.
Dopo una vita trascorsa a credere di essere nato per la sorella Strat (ne ho possedute sette, dalla Squier della giovinezza alle blasonate Custom Shop), il destino mi ha condotto a colei che reputo la mia Fender (o forse dovrei dire, “chitarra”) definitiva.
Anche se ho apprezzato alcuni dei modelli proposti per codesto anniversario… in particolare, la versione “Liquid Gold” è una trasposizione moderna e affascinante della nostra mitica “tavola”, ho incontrato l’amore su una 1960 Telecustom Custom Shop con finitura Heavy Relic. Uno strumento, a dir poco, eccezionale!
Il twang di una Tele vintage style, la cura costruttiva di una Custom Shop e… quella finitura consumata che ti regala la libertà di suonare (uno strumento da oltre 5k€) senza alcun pensiero :))
Quello che che rende ogni Tele speciale (credo lo sappiano già tutti) è quella sua anima rude, dal timbro sanguigno, che non nasconde alcun ripensamento. Al contrario, ti permette di tirare fuori ogni sfumatura del tuo pensiero e lo esterna in tutta la sua disarmante purezza.
Se dovessi dire le tre cose che amo di più di questa chitarra leggendaria:
1 • L’essenzialità costruttiva e la grande affidabilità: una Tele è come una Panda -“Quello che non c’è, non si rompe… e fa (sempre ) il suo dovere!”
2 • La personalità timbrica “non filtrata”; hai tutto il suono a portata di mano… dipende solo da te saperlo “cesellare” a dovere, se sai quello che vuoi!
3 • E’ una leggenda fatta chitarra. Quando la prendi in mano tutte le altre scompaiono (e di belle chitarre ne ho avute tante… praticamente, tutte!). Con una Tele ritrovi quel sapore che la tanta tecnologia e le finezze (a cui gli ultimi trent’anni ci hanno abituati) ci hanno rubato. Questo significa essere un autentico pezzo di storia. Ancora più iconicamente della Strato, più visceralmente di una Les Paul, piu’ matericamente di una SG, ecc… Come diceva Jack White, basta una tavola di legno, un posacenere con un pick-up avvitato sopra e… il gioco è fatto!