
Marshall stessa sintetizza così il rapporto con Hendrix: “Non si limitò a suonare attraverso i nostri amplificatori. Ridefinì ciò che potevano fare.” La nuova serie celebrativa comprende una testata 1959 JMH da 100 watt secondo la miglior tradizione Plexi, accompagnata da una cassa dedicata 1960 AJMH 4x12. A completare il pacchetto c’è anche un Fuzz Face esclusivo sviluppato per evocare il timbro più aggressivo e saturo del periodo finale di Hendrix, con particolare riferimento all’esibizione dell’Isle of Wight del 1970.
La collaborazione tra Marshall e Hendrix è stata la coltivazione di nuove tecniche e idee estreme per il loro tempo, che hanno elevato l’intero mezzo sonoro. Hanno portato qualcosa di nuovo che ha cambiato il modo in cui la musica veniva ascoltata. È lì che è nata l’eredità. Una volta aperta quella porta, ha generato un’audacia continua di idee e possibilità nel presente e per il futuro. Questo è l’impatto che quell’eredità continua ad avere sul mondo.
Marshall e Hendrix alimentavano reciprocamente la loro unicità e genialità. La tecnologia Marshall amplificava la musica di Hendrix in un modo che risvegliava ancora più creatività. La musica di Hendrix offriva a Marshall qualcosa di straordinario su cui lavorare ed espandeva la sua inventiva. Il loro lavoro musicale e la loro amicizia erano splendidi grazie a un desiderio condiviso di andare oltre ciò che si stava facendo e avventurarsi in qualcosa di mai sentito prima. Un territorio inesplorato che apparteneva a loro.
È stato incredibilmente emozionante parlare con Jim Marshall della sua amicizia con Jimi e dei loro risultati come pionieri. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato un forte rapporto con la famiglia Marshall Amplification e siamo riusciti a creare insieme prodotti straordinari. Ci siamo chiesti come Jimi dovesse sapere che tutto questo era destinato a succedere, non solo per il loro approccio al suono, ma anche per il fatto che condividevano i nomi James e Marshall — Marshall era il cognome di Jim e il secondo nome di Jimi. Era come se le stelle si fossero allineate per farli incontrare. Siamo entusiasti che l’alleanza nata tra Marshall e Hendrix abbia creato un legame duraturo che continuiamo ancora oggi a celebrare. L’opportunità di riunire nuovamente Hendrix e Marshall per questo progetto rappresenta il culmine definitivo di una connessione durata tutta la vita.
– Janie Hendrix

Dal punto di vista estetico, Marshall abbandona qualsiasi approccio minimalista e punta apertamente all’immaginario psichedelico legato a Hendrix: grafiche viola in stile Purple Haze, dettagli argentati e LED viola caratterizzano amplificatore, cassa e pedale. Sul piano tecnico, la testata rimane fedele alla struttura classica del modello 1959, mentre per quanto riguarda il pedale, il circuito del Fuzz Face utilizza transistor al silicio BC183. Il pedale sarà disponibile esclusivamente venduto insieme allo stack.
Accanto alla serie dedicata ai chitarristi arriva anche una versione celebrativa dello speaker wireless Action III, rifinita con la stessa estetica psichedelica viola e nera.
La testata 1959 JMH viene proposta a 3.400 dollari, mentre la cassa 1960 AJMH costa 1.599,99 dollari. Il bundle completo comprensivo del Fuzz Face viene invece commercializzato a 4.999,99 dollari (€4399,00 per il mercato italiano).
Ulteriori informazioni: www.marshallamps.com

Ora ho un 20W (marshall) valvolare che in modalità full power se alto di volume in casa è decisamente troppo. Il più delle volte lo uso a 5W o 10W.
D'altra parte ho suonato all'aperto e li .. non basta mai. ma d'altra parte anche un 100W se sei fuori dal cono di emissione o ti sposti di 10 metri e rischia di sparire.
e' tutto come è progettato l'ampli
Ora ho un 20W (marshall) valvolare che in modalità full power se alto di volume in casa è decisamente troppo. Il più delle volte lo uso a 5W o 10W.
D'altra parte ho suonato all'aperto e li .. non basta mai. ma d'altra parte anche un 100W se sei fuori dal cono di emissione o ti sposti di 10 metri e rischia di sparire.
Non mi è piaciuto granchè rispetto ad esempio ad una JTM45 che è molto più versatile
Poi è ovvio che il mainstream dei musicisti amatoriali italiani è fatto per lo più da una media di soggetti che si sono bevuti tutta la faccenda per cui si è passati da "quanto è bella la leggerezza" a "esiste solo la leggerezza", col 100w non si può suonare, col 50w nemmeno, 2w sono già troppi, il digitale va di moda, anzi no esiste solo il digitale, mettiti le in ear pure per suonare in garage, la musica la sento solo sullo smartphone, anzi manco la sento più tanto suono sulle backing track usando un plugin.
Però questo half stack hendrixiano non è per l'amatoriale medio. Poi quanti ce ne saranno disponibili in Europa? Pochi. Quindi non devono per forza finire in mano a un italiano.
Se stessimo parlando di soldi, posso pure capire che sono cifre per pochi. Ma addirittura stiamo parlando se la potenza della testata e UN cabinet sono ormai fuori dal mondo? :))
Fuori dal mondo dell'appassionato medio sì. Un mese fa sono andato a casa di un tizio che si diletta a riparare pedalini. In casa, una villetta, ha una sala prove di dimensioni piccole. Dentro c'erano due half stack Marshall (testate 100w e cab 4x12). Nulla che sia fuori dal mondo, sai quanti in Italia sono ancora intenditori così? Certo non è la media, ma nemmeno questo Marshall Hendrix di cui stiamo parlando è concepito per la media.
Non penso proprio che potresti ottenere lo stesso risultato con ciò che hai nominato. Però penso che potresti essere felicissimo con ognuno di quegli oggetti (modeller digitali o quegli ampli Marshall che hai citato) e ti ci potresti avvicinare, perché in fondo per essere contenti e suonare bene con ottime strumentazione non serve mica roba fuori dal comune. Grazie al cielo c'è tanta roba buonissima a disposizione, anche a prezzi, potenza e dimensioni abbordabili. Però una 100w half stack è un gradino più su (full stack: tre gradini più su). Vale la pena? Se te lo puoi permettere, sì. Sennò no. Ma noi siamo fatti anche per sognare. Quello che bisogna evitare di fare, a mio umile parere, è uccidere i sogni in partenza perché la media, il trend, il mainstream la pensano in un certo modo.
Intendo dire che il problema di come sfruttarlo viene dopo, prima bisogna portarselo a casa. Perché poi le occasioni che hai negli anni chi può saperle. Tu fai le stesse cose e vivi nelle stesse condizioni di dieci anni fa?Di vent'anni fa? E tra dieci anni farai le stesse cose? Forse sì o forse no. Per questo dico che a chi comincia oggi o ha iniziato da poco o che ha ancora entusiasmo non dobbiamo uccidere i sogni di poter avere questo e altro facendo discorsi da adulti disillusi e depressi. "E questo non si fa più, e questo non si può più fare" ecc. Ma chi l'ha detto? L'avrà detto qualche adulto frustrato o qualche ragazzo che si è bevuto tutta la pubblicità di qualche youtuber.