SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
Cease and desist: la forma della Stratocaster appartiene ancora a Fender o è diventata patrimonio comune?
Cease and desist: la forma della Stratocaster appartiene ancora a Fender o è diventata patrimonio comune?
di [user #116] - pubblicato il

Una sentenza ottenuta in Germania e una raffica di diffide stanno scuotendo il mercato delle chitarre elettriche. Fender punta a tutelare il design della Stratocaster tramite il diritto d’autore, ma la mossa apre interrogativi giuridici, storici e culturali che vanno ben oltre la semplice proprietà intellettuale. Sullo sfondo resta una domanda fondamentale: la forma della Stratocaster è ancora esclusiva o è ormai parte del linguaggio collettivo della chitarra?
Nella primavera del 2026, il mondo chitarristico fa i conti con una mossa legale che in pochi, almeno nella sua estensione attuale, avrebbero potuto prevedere. Fender ha avviato una campagna di diffide sistematica nei confronti di produttori e distributori citando la sentenza ottenuta a Düsseldorf all'inizio dell'anno come fondamento giuridico per le proprie pretese. Le richieste contenute in queste lettere - cessazione immediata delle vendite, ritiro dei prodotti dal mercato europeo e loro distruzione fisica, con penali fino a duecentocinquantamila euro per violazione - hanno (giustamente) generato un'ondata di allarme trasversale nel settore. 

Questo articolo era in cantiere, ma alimentati e sospinti anche dalle discussioni avviate dai nostri utenti zabu e onlyfender, proviamo a tirare le fila della terribile telenovela attualmente in corso. 

Una precisazione è obbligatoria in questo caso: nell'articolo che segue sono allegati video provenienti da svariate fonti, e pertanto contenenti idee che non possono, e non sono, condivisibili sempre al 100% dalla redazione di accordo.it. Molte altre fonti sono rimaste escluse al momento della pubblicazione. È sempre consigliabile ascoltare e visionare quante più informazioni possibili, così da arrivare a formulare un pensiero stratificato e approfondito.

L'origine: una sentenza per default
Il punto della faccenda è che con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Düsseldorf, in Germania, si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore, qualificando il design come opera di espressione creativa originale piuttosto che come oggetto puramente funzionale: si tratta di una distinzione giuridica significativa, perché apre la porta a una tutela ben più ampia rispetto a quella offerta dai tradizionali diritti sui marchi. Al tempo il caso era stato intentato contro Yiwu Philharmonic Musical Instruments Co., brand che commercializzava su AliExpress chitarre a prezzi irrisori - copiando spudoratamente la Stratocaster - e nel corso del caso Fender era riuscita a dimostrare che il prodotto veniva distribuito e commercializzato in Germania. Fin qui, la vicenda sembrerebbe rientrare nella normale amministrazione della tutela della proprietà intellettuale contro la contraffazione.
C'è qualcosa di importante da precisare, però, perché la sentenza di Düsseldorf non è così "universale" come si potrebbe pensare, o come Fender ha fatto intendere nei primi comunicati fuoriusciti ufficialmente dopo la proclamazione. Il problema centrale è di natura procedurale e ha conseguenze che si estendono ben oltre il caso specifico. 

La sentenza deriva da un giudizio contumaciale: il convenuto - il venditore cinese operante tramite AliExpress - non avrebbe risposto alla citazione né preso parte al procedimento. Nel diritto processuale tedesco questo tipo di decisione è definito Versäumnisurteil, ossia una sentenza emessa quando una delle parti non compare o non si difende in giudizio. In questi casi il tribunale può pronunciarsi in assenza della controparte. Nel contesto del caso di Fender contro il Mondo, ciò significa che il Tribunale Regionale di Düsseldorf avrebbe emesso la decisione in seguito alla mancata partecipazione del convenuto al procedimento. È però importante precisare che un Versäumnisurteil non equivale necessariamente a una pronuncia piena sul merito di ogni aspetto della controversia: la decisione può infatti derivare dall’assenza di difesa della parte convenuta, più che da un contraddittorio completo tra le parti.



Questo significa che oggi, mentre Fender tenta di utilizzare questa sentenza come precedente contro un numero sconfinato di produttori (piccoli e grandi), si potrebbe trovare - in realtà - ad affrontare un procedimento molto più rigoroso, nel quale le proprie tesi legali dovrebbero confrontarsi per la prima volta con controargomentazioni strutturate.
E quindi le basi su cui Fender fonda la sua campagna di diffide, hanno delle fondamenta più fragili di quanto i comunicati ufficiali di Fender lascino intendere. 

Tornando all'oggi, tramite lo studio legale internazionale Bird & Bird, Fender sta inviando lettere di diffida a costruttori di chitarre grandi e piccoli, multinazionali e artigiani... I potenziali nomi coinvolti nella ricezione delle lettere di diffida sono moltissimi, ma nel momento in cui queste righe vengono scritte, un solo produttore ne ha confermato la ricezione, e si tratta di LsL Intruments, un produttore americano e non europeo. Per chi se lo stesse chiedendo questo elemento va sottolineato perché Fender aveva già tentato di ottenere la registrazione del design dei body di Stratocaster, Telecaster e Precision Bass come marchio registrato negli USA... Finendo per perdere. 

Oggi le lettere citano la sentenza di Düsseldorf, un tribunale europeo, e richiedono ai destinatari di interrompere immediatamente le vendite europee di chitarre in stile Stratocaster e di distruggere lo stock esistente con una scadenza per il rispetto delle richieste intorno al 25 maggio 2026. La cifra che arriva ad un massimo di €250.000 euro per violazione, e che compare nelle lettere come elemento di pressione, proviene direttamente dalla sentenza originale ed era stata applicata al caso specifico del venditore su AliExpress. È questo numero che i legali di Fender stanno ora utilizzando per esercitare pressione su aziende del tutto legittime.
LsL Instruments ha avviato una raccolta fondi per sostenere le proprie spese legali, affermando che i costi necessari per difendersi da Fender potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza dell'azienda. È un dettaglio che racconta molto della logica sottostante a questa operazione: anche qualora Fender non avesse le basi legali per vincere ogni singolo caso portato in giudizio, il semplice costo di una difesa legale articolata è in grado di mettere in ginocchio realtà più piccole, indipendentemente dal merito delle rispettive posizioni. 

Perché la sentenza del tribunale di Düsseldorf consente a Fender di inviare lettere di diffida anche a produttori statunitensi? La differenza sta tutta nella separazione tra marchio registrato e diritto d'autore, in quanto nella recente sentenza si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore.



Trademark vs Copyright
Per comprendere le reali possibilità di successo di questa campagna bellica di Fender, è necessario distinguere tra due categorie giuridiche che spesso vengono confuse nel dibattito: il marchio registrato (trademark) e il diritto d'autore œcopyright). Fender, negli anni passati, ha già tentato di percorrere la strada del marchio registrato. Come abbiamo detto - infatti - nei primi anni duemila, Fender ha tentato di registrare come marchio registrato (trademark) il design del corpo della Stratocaster, della Telecaster e del Precision Bass negli Stati Uniti. Una coalizione di oltre una dozzina di produttori, tra cui ESP, Schecter e Suhr, aveva contestato con successo la richiesta e, dopo anni di contenzioso, nel 2009, il Trademark Trial and Appeal Board aveva respinto tutte le richieste. Al tempo i tribunali stabilirono che quei design erano diventati così comuni da essere raffigurati come esempi generici in un dizionario. 

La campagna attuale, invece, si muove su un terreno giuridico differente: non il marchio, ma il diritto d'autore. La sentenza di Düsseldorf ha stabilito che la forma del corpo della Stratocaster costituisce un'opera d'arte applicata, in linea con un crescente corpus di giurisprudenza europea e tedesca che riconosce la possibilità di estendere la piena protezione del diritto d'autore a design iconici. Il diritto d'autore, a differenza del marchio, non richiede registrazione per essere valido, bensì nasce con la creazione dell'opera; nel contesto specifico del design industriale, l'applicazione del diritto d'autore è tutt'altro che automatica o scontata, e la giurisprudenza europea ha elaborato nel tempo criteri precisi per distinguere le opere meritevoli di tutela da quelle che non lo sono.

Alcuni punti critici: genericity funzionalità e brevetti
Uno dei nodi fondamentali della questione, probabilmente quello che verrà sfruttato in maniera più forte in sede di disfida, è quello della funzionalità. Esiste una ragione per cui il corno superiore della Stratocaster ha quella lunghezza, ed è quello di posizionare l'aggangio della tracolla nel punto che mantiene la chitarra in un equilibrio più funzionale; c'è una ragione per cui le dimensioni e la posizione del corno inferiore sono quelle che si conoscono da anni: agevolare l'accesso ai tasti più alti e consentire un certo comfort nel momento in cui si decida di suonare da seduti. Queste informazioni sono importanti perché la forma della Stratocaster è nata principalmente per necessità funzionali, oltre che estetiche, e se il design dello strumento serve principalmente a soddisfare esigenze funzionali, la sua protezione come opera d'arte applicata diventa molto più difficile da sostenere.

Un altro dato estremamente significativo in questa vicenda è quello che emerge anche dalla dichiarazione pubblica di LsL Instruments: il design del corpo della Stratocaster non è mai stato oggetto di copyright da parte di Leo Fender stesso. La sua unica preoccupazione, all'epoca, era proteggere la forma della paletta, il corpo - invece - è sempre stato "open source", pensato per essere costruito e fatto evolvere dall'industria nel suo complesso. È esattamente ciò che è accaduto per i successivi settant'anni dalla nascita di quei design, senza alcuna obiezione significativa da parte di Fender che, a veder bene, solo oggi prova a far valere più la forza della sua presenza sul mercato, che quella dei suoi disegni più famosi.



Questo punto è centrale perché potrebbe indebolire alla base la posizione legale di Fender. Negli Stati Uniti esiste infatti il principio di genericity: quando una forma, un nome o un design restano per molti anni senza una tutela efficace e vengono utilizzati in modo diffuso da tantissimi produttori, possono perdere la loro esclusività e diventare di fatto “generici”, cioè percepiti dal mercato come uno standard condiviso più che come un elemento appartenente a un solo marchio. È già successo con un esempio molto recente riguardardante Gibson, che pur avendo ottenuto una vittoria parziale nella lunga causa contro Dean, ha perso la protezione esclusiva sulla forma della serie ES. Il tribunale ha ritenuto che, nel corso dei decenni, quel design fosse stato adottato da così tanti costruttori da non poter più essere identificato unicamente con Gibson. L’aspetto interessante in questo caso è che una situazione simile potrebbe teoricamente essere applicata anche alla Stratocaster.

La forma del corpo della Stratocaster è sul mercato dal 1954 ed è stata ripresa per oltre settant’anni da centinaia di aziende: da artigiani e costruttori boutique a grandi marchi industriali. Proprio questa diffusione massiccia potrebbe alimentare l’argomento secondo cui il design avrebbe assunto, almeno in parte, una natura “generica” agli occhi del mercato. In sostanza: l’idea sarebbe che la Stratocaster non venga più percepita solo come “una Fender”, ma come un linguaggio costruttivo diventato patrimonio comune dell’industria della chitarra elettrica.

Cosa significa una lettera di diffida: la dimensione pratica
Un elemento che rischia di andare perduto nel clamore mediatico che circonda questa vicenda è di ordine strettamente giuridico: una lettera di diffida è una richiesta, non un ordine del tribunale, e non ha alcuna capacità di esecuzione diretta: i destinatari non sono legalmente obbligati a ottemperare per il solo fatto di aver ricevuto la lettera. Perché Fender possa agire in caso di mancata conformità, dovrebbe avviare procedimenti legali separati nei confronti di ogni singolo costruttore o rivenditore e vincere ognuno di questi casi nel merito, contro convenuti che, a differenza del venditore su AliExpress preso in causa a Düsseldorf, è probabile si presentino in giudizio con una difesa articolata. La posizione legale di Fender presenta debolezze che i difensori di un contenzioso ben condotto avrebbero tutto l'interesse a mettere in luce... Detto questo, i brand più piccoli si trovano comunque di fronte a un problema reale, indipendentemente dalla solidità delle loro posizioni legali.

Difendersi da una diffida proveniente da una grande corporation è costoso, anche quando ci sono grandi probabilità di vittoria. La pressione finanziaria che comporta ingaggiare una rappresentanza legale per difendere una posizione che non avrebbe mai dovuto essere messa in discussione è concreta, e alcuni produttori potrebbero scegliere di conformarsi semplicemente perché l'alternativa non è - in alcun modo - un'alternativa economicamente sostenibile. 
Arrivati a questo punto non è difficile capire che le implicazioni per il mercato sono, comunque, potenzialmente enormi. La parola chiave è "potenzialmente".

La prospettiva storica di Fender e i decenni di tolleranza
C'è un'ironia di fondo che attraversa tutta questa vicenda, e non è soltanto retorica, perché Fender ha trascorso decenni a fare ben poco mentre il mercato globale si riempiva di chitarre S-type, al punto che una corte statunitense ha determinato quello shape come "generico". Ora, invece, Fender sta tentando di usare una singola sentenza non contestata, e per di più fuori dagli Stati Uniti, come leva per ridisegnare a proprio favore il mercato europeo delle chitarre. Questa inerzia storica non è senza conseguenze legali. In molti ordinamenti, incluso quello europeo, la tolleranza prolungata nei confronti di comportamenti che avrebbero potuto essere contestati, specialmente quando accompagnata da assenza di azioni legali o di protocolli di licensing, può essere richiamata come argomento a favore della genericità del design o come elemento che mina la credibilità della pretesa di esclusività. È esattamente quello che è stato usato con successo nei procedimenti americani dei primi 2000, e che potrebbe essere riportato in aula qualora uno o più dei destinatari delle lettere decidesse di non cedere alla pressione del brand.

Voci di corridoio tra gli addetti ai lavori suggeriscono che alcuni dei produttori di maggiori dimensioni tra quelli coinvolti stiano iniziando a organizzare una risposta legale coordinata. Se aziende ben strutturate e dal potere economico rilevante scegliessero di presentarsi in giudizio anziché conformarsi alle diffide, l'intero "castello" costruito sulla sentenza di Düsseldorf potrebbe essere messo alla prova in modo da far tremare non poco le mura di casa Fender.



Ogni azione ha un prezzo... soprattutto per Fender
Al di là delle questioni strettamente legali, c'è un aspetto che è comunque importante ed è quello della percezione pubblica. Fender è un marchio che vive anche (se non soprattutto) di mitologa, di legacy, di emotività. La Stratocaster non è soltanto uno strumento: è un simbolo culturale che trascende l'azienda che lo produce, e anche per questo che milioni di chitarristi nel mondo non associano quella forma esclusivamente a Fender, ma alla chitarra elettrica - o almeno ad una sua parte - nella sua essenza più pura. Una campagna legale così aggressiva, perpetrata nei confronti di realtà che sono molto lontante da falsari di bassa lega -alcuni dei quali di piccole dimensioni, con storie artigianali care a tantissimi - è praticamente una catapulta pronta a sferzare un contraccolpo reputazionale di entità inenarrabile. 

Tra le tante voci che stanno prendendo volume in questi giorni vogliamo citare quella di uno dei più autorevoli, ovvero Tim Pierce. Ci sono alcuni passaggi emblematici nel video che Pierce ha pubblicato al riguardo: Fender, if you made better guitars, you wouldn't have to do things like this. [...] Every six months there's a new Vintera 2 or Road Worn or I have no idea what an actual Stratocaster is anymore because they keep... You keep reselling the same thing and trying to pump up sales with a new iteration. At a certain point, it just becomes comical. I have no idea what a Stratocaster even is. 

Tradotto: Fender, se costruiste chitarre migliori, non avreste bisogno di fare cose del genere. [...] Ogni sei mesi arriva una nuova Vintera II, oppure una Road Worn, o qualcos’altro… e ormai non ho nemmeno più idea di cosa sia davvero una Stratocaster, perché continuate… continuate a rivendere sempre la stessa cosa cercando di spingere le vendite con una nuova iterazione. A un certo punto diventa quasi comico. Non ho più idea di cosa sia davvero una Stratocaster.

Quante volte ci si è ritrovati a pensare esattamente quanto detto da Pierce? Quando il mercato circostante è estreamamente competitivo, ma soprattutto quando uno dei brand "fondatori" è rimasto un po' indietro nel giocare su delle regole che lui stesso ha contribuito a creare, le lettere di diffida oggi fanno alzare il sopracciglio in maniera quantomeno interrogatoria. Proprio quando il gioco si fa duro, qualcuno decide di provare a far leva su regole ignorate (in questo caso) per più di 70 anni...



Al momento in cui queste righe vengono scritte, la vicenda è in piena evoluzione. La scadenza del venticinque maggio 2026 per le risposte formali alle diffide rappresenta soltanto il primo atto di un confronto che potrebbe durare anni, e molto dipenderà da come i destinatari delle lettere sceglieranno di rispondere, da quanti si conformeranno per timore delle conseguenze finanziarie, e da quanti decideranno di resistere. Dipenderà soprattutto dai grandi marchi che sono, e saranno, colpiti, e da come questi sapranno costruire una risposta legale coordinata e finanziariamente sostenuta.

Al prossimo episodio.
approfondimenti chitarra elettrica chitarre elettriche fender fender lawsuit fender strat lawsuit stratocaster
Mostra commenti     109
Altro da leggere
Cinque nuove finiture e pickup aggiornati: torna la Harley Benton ST-Modern HH
La paternità della forma Stratocaster
Dal 1951 a oggi, Fender festeggia il Precision Bass con una collezione anniversario
Bilt e JHS trasformano la celebre demo guitar di Josh Scott in un modello signature
La signature di John Petrucci torna in versione “royal”: Music Man Majesty Premium Select
Misha Mansoor ha finalmente la sua signature a 8 corde: ecco la Juggernaut ET8
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964