Questo articolo era in cantiere, ma alimentati e sospinti anche dalle discussioni avviate dai nostri utenti zabu e onlyfender, proviamo a tirare le fila della terribile telenovela attualmente in corso.
Una precisazione è obbligatoria in questo caso: nell'articolo che segue sono allegati video provenienti da svariate fonti, e pertanto contenenti idee che non possono, e non sono, condivisibili sempre al 100% dalla redazione di accordo.it. Molte altre fonti sono rimaste escluse al momento della pubblicazione. È sempre consigliabile ascoltare e visionare quante più informazioni possibili, così da arrivare a formulare un pensiero stratificato e approfondito.
L'origine: una sentenza per default
Il punto della faccenda è che con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Düsseldorf, in Germania, si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore, qualificando il design come opera di espressione creativa originale piuttosto che come oggetto puramente funzionale: si tratta di una distinzione giuridica significativa, perché apre la porta a una tutela ben più ampia rispetto a quella offerta dai tradizionali diritti sui marchi. Al tempo il caso era stato intentato contro Yiwu Philharmonic Musical Instruments Co., brand che commercializzava su AliExpress chitarre a prezzi irrisori - copiando spudoratamente la Stratocaster - e nel corso del caso Fender era riuscita a dimostrare che il prodotto veniva distribuito e commercializzato in Germania. Fin qui, la vicenda sembrerebbe rientrare nella normale amministrazione della tutela della proprietà intellettuale contro la contraffazione.
C'è qualcosa di importante da precisare, però, perché la sentenza di Düsseldorf non è così "universale" come si potrebbe pensare, o come Fender ha fatto intendere nei primi comunicati fuoriusciti ufficialmente dopo la proclamazione. Il problema centrale è di natura procedurale e ha conseguenze che si estendono ben oltre il caso specifico.
La sentenza deriva da un giudizio contumaciale: il convenuto - il venditore cinese operante tramite AliExpress - non avrebbe risposto alla citazione né preso parte al procedimento. Nel diritto processuale tedesco questo tipo di decisione è definito Versäumnisurteil, ossia una sentenza emessa quando una delle parti non compare o non si difende in giudizio. In questi casi il tribunale può pronunciarsi in assenza della controparte. Nel contesto del caso di Fender contro il Mondo, ciò significa che il Tribunale Regionale di Düsseldorf avrebbe emesso la decisione in seguito alla mancata partecipazione del convenuto al procedimento. È però importante precisare che un Versäumnisurteil non equivale necessariamente a una pronuncia piena sul merito di ogni aspetto della controversia: la decisione può infatti derivare dall’assenza di difesa della parte convenuta, più che da un contraddittorio completo tra le parti.
Questo significa che oggi, mentre Fender tenta di utilizzare questa sentenza come precedente contro un numero sconfinato di produttori (piccoli e grandi), si potrebbe trovare - in realtà - ad affrontare un procedimento molto più rigoroso, nel quale le proprie tesi legali dovrebbero confrontarsi per la prima volta con controargomentazioni strutturate.
E quindi le basi su cui Fender fonda la sua campagna di diffide, hanno delle fondamenta più fragili di quanto i comunicati ufficiali di Fender lascino intendere.
Tornando all'oggi, tramite lo studio legale internazionale Bird & Bird, Fender sta inviando lettere di diffida a costruttori di chitarre grandi e piccoli, multinazionali e artigiani... I potenziali nomi coinvolti nella ricezione delle lettere di diffida sono moltissimi, ma nel momento in cui queste righe vengono scritte, un solo produttore ne ha confermato la ricezione, e si tratta di LsL Intruments, un produttore americano e non europeo. Per chi se lo stesse chiedendo questo elemento va sottolineato perché Fender aveva già tentato di ottenere la registrazione del design dei body di Stratocaster, Telecaster e Precision Bass come marchio registrato negli USA... Finendo per perdere.
Oggi le lettere citano la sentenza di Düsseldorf, un tribunale europeo, e richiedono ai destinatari di interrompere immediatamente le vendite europee di chitarre in stile Stratocaster e di distruggere lo stock esistente con una scadenza per il rispetto delle richieste intorno al 25 maggio 2026. La cifra che arriva ad un massimo di €250.000 euro per violazione, e che compare nelle lettere come elemento di pressione, proviene direttamente dalla sentenza originale ed era stata applicata al caso specifico del venditore su AliExpress. È questo numero che i legali di Fender stanno ora utilizzando per esercitare pressione su aziende del tutto legittime.
LsL Instruments ha avviato una raccolta fondi per sostenere le proprie spese legali, affermando che i costi necessari per difendersi da Fender potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza dell'azienda. È un dettaglio che racconta molto della logica sottostante a questa operazione: anche qualora Fender non avesse le basi legali per vincere ogni singolo caso portato in giudizio, il semplice costo di una difesa legale articolata è in grado di mettere in ginocchio realtà più piccole, indipendentemente dal merito delle rispettive posizioni.
Perché la sentenza del tribunale di Düsseldorf consente a Fender di inviare lettere di diffida anche a produttori statunitensi? La differenza sta tutta nella separazione tra marchio registrato e diritto d'autore, in quanto nella recente sentenza si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore.
Trademark vs Copyright
Per comprendere le reali possibilità di successo di questa campagna bellica di Fender, è necessario distinguere tra due categorie giuridiche che spesso vengono confuse nel dibattito: il marchio registrato (trademark) e il diritto d'autore œcopyright). Fender, negli anni passati, ha già tentato di percorrere la strada del marchio registrato. Come abbiamo detto - infatti - nei primi anni duemila, Fender ha tentato di registrare come marchio registrato (trademark) il design del corpo della Stratocaster, della Telecaster e del Precision Bass negli Stati Uniti. Una coalizione di oltre una dozzina di produttori, tra cui ESP, Schecter e Suhr, aveva contestato con successo la richiesta e, dopo anni di contenzioso, nel 2009, il Trademark Trial and Appeal Board aveva respinto tutte le richieste. Al tempo i tribunali stabilirono che quei design erano diventati così comuni da essere raffigurati come esempi generici in un dizionario.
La campagna attuale, invece, si muove su un terreno giuridico differente: non il marchio, ma il diritto d'autore. La sentenza di Düsseldorf ha stabilito che la forma del corpo della Stratocaster costituisce un'opera d'arte applicata, in linea con un crescente corpus di giurisprudenza europea e tedesca che riconosce la possibilità di estendere la piena protezione del diritto d'autore a design iconici. Il diritto d'autore, a differenza del marchio, non richiede registrazione per essere valido, bensì nasce con la creazione dell'opera; nel contesto specifico del design industriale, l'applicazione del diritto d'autore è tutt'altro che automatica o scontata, e la giurisprudenza europea ha elaborato nel tempo criteri precisi per distinguere le opere meritevoli di tutela da quelle che non lo sono.
Alcuni punti critici: genericity funzionalità e brevetti
Uno dei nodi fondamentali della questione, probabilmente quello che verrà sfruttato in maniera più forte in sede di disfida, è quello della funzionalità. Esiste una ragione per cui il corno superiore della Stratocaster ha quella lunghezza, ed è quello di posizionare l'aggangio della tracolla nel punto che mantiene la chitarra in un equilibrio più funzionale; c'è una ragione per cui le dimensioni e la posizione del corno inferiore sono quelle che si conoscono da anni: agevolare l'accesso ai tasti più alti e consentire un certo comfort nel momento in cui si decida di suonare da seduti. Queste informazioni sono importanti perché la forma della Stratocaster è nata principalmente per necessità funzionali, oltre che estetiche, e se il design dello strumento serve principalmente a soddisfare esigenze funzionali, la sua protezione come opera d'arte applicata diventa molto più difficile da sostenere.
Un altro dato estremamente significativo in questa vicenda è quello che emerge anche dalla dichiarazione pubblica di LsL Instruments: il design del corpo della Stratocaster non è mai stato oggetto di copyright da parte di Leo Fender stesso. La sua unica preoccupazione, all'epoca, era proteggere la forma della paletta, il corpo - invece - è sempre stato "open source", pensato per essere costruito e fatto evolvere dall'industria nel suo complesso. È esattamente ciò che è accaduto per i successivi settant'anni dalla nascita di quei design, senza alcuna obiezione significativa da parte di Fender che, a veder bene, solo oggi prova a far valere più la forza della sua presenza sul mercato, che quella dei suoi disegni più famosi.
Questo punto è centrale perché potrebbe indebolire alla base la posizione legale di Fender. Negli Stati Uniti esiste infatti il principio di genericity: quando una forma, un nome o un design restano per molti anni senza una tutela efficace e vengono utilizzati in modo diffuso da tantissimi produttori, possono perdere la loro esclusività e diventare di fatto “generici”, cioè percepiti dal mercato come uno standard condiviso più che come un elemento appartenente a un solo marchio. È già successo con un esempio molto recente riguardardante Gibson, che pur avendo ottenuto una vittoria parziale nella lunga causa contro Dean, ha perso la protezione esclusiva sulla forma della serie ES. Il tribunale ha ritenuto che, nel corso dei decenni, quel design fosse stato adottato da così tanti costruttori da non poter più essere identificato unicamente con Gibson. L’aspetto interessante in questo caso è che una situazione simile potrebbe teoricamente essere applicata anche alla Stratocaster.
La forma del corpo della Stratocaster è sul mercato dal 1954 ed è stata ripresa per oltre settant’anni da centinaia di aziende: da artigiani e costruttori boutique a grandi marchi industriali. Proprio questa diffusione massiccia potrebbe alimentare l’argomento secondo cui il design avrebbe assunto, almeno in parte, una natura “generica” agli occhi del mercato. In sostanza: l’idea sarebbe che la Stratocaster non venga più percepita solo come “una Fender”, ma come un linguaggio costruttivo diventato patrimonio comune dell’industria della chitarra elettrica.
Cosa significa una lettera di diffida: la dimensione pratica
Un elemento che rischia di andare perduto nel clamore mediatico che circonda questa vicenda è di ordine strettamente giuridico: una lettera di diffida è una richiesta, non un ordine del tribunale, e non ha alcuna capacità di esecuzione diretta: i destinatari non sono legalmente obbligati a ottemperare per il solo fatto di aver ricevuto la lettera. Perché Fender possa agire in caso di mancata conformità, dovrebbe avviare procedimenti legali separati nei confronti di ogni singolo costruttore o rivenditore e vincere ognuno di questi casi nel merito, contro convenuti che, a differenza del venditore su AliExpress preso in causa a Düsseldorf, è probabile si presentino in giudizio con una difesa articolata. La posizione legale di Fender presenta debolezze che i difensori di un contenzioso ben condotto avrebbero tutto l'interesse a mettere in luce... Detto questo, i brand più piccoli si trovano comunque di fronte a un problema reale, indipendentemente dalla solidità delle loro posizioni legali.
Difendersi da una diffida proveniente da una grande corporation è costoso, anche quando ci sono grandi probabilità di vittoria. La pressione finanziaria che comporta ingaggiare una rappresentanza legale per difendere una posizione che non avrebbe mai dovuto essere messa in discussione è concreta, e alcuni produttori potrebbero scegliere di conformarsi semplicemente perché l'alternativa non è - in alcun modo - un'alternativa economicamente sostenibile.
Arrivati a questo punto non è difficile capire che le implicazioni per il mercato sono, comunque, potenzialmente enormi. La parola chiave è "potenzialmente".
La prospettiva storica di Fender e i decenni di tolleranza
C'è un'ironia di fondo che attraversa tutta questa vicenda, e non è soltanto retorica, perché Fender ha trascorso decenni a fare ben poco mentre il mercato globale si riempiva di chitarre S-type, al punto che una corte statunitense ha determinato quello shape come "generico". Ora, invece, Fender sta tentando di usare una singola sentenza non contestata, e per di più fuori dagli Stati Uniti, come leva per ridisegnare a proprio favore il mercato europeo delle chitarre. Questa inerzia storica non è senza conseguenze legali. In molti ordinamenti, incluso quello europeo, la tolleranza prolungata nei confronti di comportamenti che avrebbero potuto essere contestati, specialmente quando accompagnata da assenza di azioni legali o di protocolli di licensing, può essere richiamata come argomento a favore della genericità del design o come elemento che mina la credibilità della pretesa di esclusività. È esattamente quello che è stato usato con successo nei procedimenti americani dei primi 2000, e che potrebbe essere riportato in aula qualora uno o più dei destinatari delle lettere decidesse di non cedere alla pressione del brand.
Voci di corridoio tra gli addetti ai lavori suggeriscono che alcuni dei produttori di maggiori dimensioni tra quelli coinvolti stiano iniziando a organizzare una risposta legale coordinata. Se aziende ben strutturate e dal potere economico rilevante scegliessero di presentarsi in giudizio anziché conformarsi alle diffide, l'intero "castello" costruito sulla sentenza di Düsseldorf potrebbe essere messo alla prova in modo da far tremare non poco le mura di casa Fender.
Ogni azione ha un prezzo... soprattutto per Fender
Al di là delle questioni strettamente legali, c'è un aspetto che è comunque importante ed è quello della percezione pubblica. Fender è un marchio che vive anche (se non soprattutto) di mitologa, di legacy, di emotività. La Stratocaster non è soltanto uno strumento: è un simbolo culturale che trascende l'azienda che lo produce, e anche per questo che milioni di chitarristi nel mondo non associano quella forma esclusivamente a Fender, ma alla chitarra elettrica - o almeno ad una sua parte - nella sua essenza più pura. Una campagna legale così aggressiva, perpetrata nei confronti di realtà che sono molto lontante da falsari di bassa lega -alcuni dei quali di piccole dimensioni, con storie artigianali care a tantissimi - è praticamente una catapulta pronta a sferzare un contraccolpo reputazionale di entità inenarrabile.
Tra le tante voci che stanno prendendo volume in questi giorni vogliamo citare quella di uno dei più autorevoli, ovvero Tim Pierce. Ci sono alcuni passaggi emblematici nel video che Pierce ha pubblicato al riguardo: Fender, if you made better guitars, you wouldn't have to do things like this. [...] Every six months there's a new Vintera 2 or Road Worn or I have no idea what an actual Stratocaster is anymore because they keep... You keep reselling the same thing and trying to pump up sales with a new iteration. At a certain point, it just becomes comical. I have no idea what a Stratocaster even is.
Tradotto: Fender, se costruiste chitarre migliori, non avreste bisogno di fare cose del genere. [...] Ogni sei mesi arriva una nuova Vintera II, oppure una Road Worn, o qualcos’altro… e ormai non ho nemmeno più idea di cosa sia davvero una Stratocaster, perché continuate… continuate a rivendere sempre la stessa cosa cercando di spingere le vendite con una nuova iterazione. A un certo punto diventa quasi comico. Non ho più idea di cosa sia davvero una Stratocaster.
Quante volte ci si è ritrovati a pensare esattamente quanto detto da Pierce? Quando il mercato circostante è estreamamente competitivo, ma soprattutto quando uno dei brand "fondatori" è rimasto un po' indietro nel giocare su delle regole che lui stesso ha contribuito a creare, le lettere di diffida oggi fanno alzare il sopracciglio in maniera quantomeno interrogatoria. Proprio quando il gioco si fa duro, qualcuno decide di provare a far leva su regole ignorate (in questo caso) per più di 70 anni...
Al momento in cui queste righe vengono scritte, la vicenda è in piena evoluzione. La scadenza del venticinque maggio 2026 per le risposte formali alle diffide rappresenta soltanto il primo atto di un confronto che potrebbe durare anni, e molto dipenderà da come i destinatari delle lettere sceglieranno di rispondere, da quanti si conformeranno per timore delle conseguenze finanziarie, e da quanti decideranno di resistere. Dipenderà soprattutto dai grandi marchi che sono, e saranno, colpiti, e da come questi sapranno costruire una risposta legale coordinata e finanziariamente sostenuta.
Al prossimo episodio.
C'è poi da considerare che la decisione ottenuta può fare effetto sugli investitori americani, abituati ad un sistema di diritto in cui il precedente ha un valore ben superiore a quello dei sistemi giuridici dell'Europa continentale, che saranno portati a credere che Fender abbia davvero acquisito con questa pronuncia una posizione inattaccabile, ma non sui giudici europei che si troveranno a decidere sui contenziosi che dovessero essere intrapresi.
Considerazione da consumatore: devo fidarmi a comprare qualcosa da un'impresa che usa espedienti, bluff e trucchetti per combattere la concorrenza?
Nel mondo della chitarra non c'è il monopolio, chiunque può prendere e produrre uno strumento. Il concetto semmai è perché un produttore debba per forza sfruttare QUEL design, più che quel concetto.
Innanzitutto, per ammissione degli stessi destinatari della lettera, questa è arrivata a "half a dozen" (ossia, sei...) piccoli produttori americani che immettevano sul mercato copie 1:1 della Stratocaster. Ecco, riduciamo la questione al perimetro più congruo alla vicenda. Detto questo, se tu non offri reali benefit rispetto al prodotto originale ma ti rendi competitivo solo sul prezzo, senza che ci siano delle differenze sostanziali che portino al consumatore dei vantaggi, sei destinato a sparire (e se vogliamo per forza fare un paragone "televisivo", è esattamente quello che è successo alle radio ed alle televisioni cosidette "libere", finite fagocitate dai grandi network). Se - poniamo - la CretinCola facesse una copia spudorata della Coca-Cola, nel gusto ed anche nel package ma a metà prezzo, il giorno che la gente cominciasse a bere meno Coca-Cola la prima a sparire sarebbe proprio la CretinCola. Paradossalmente questa azione, in caso di successo, andrebbe proprio a vantaggio dei piccoli produttori, che rimarrebbero sul mercato solo con prodotti con design proprio invece di andare a ricalcare quello della Strato.
N.B.: Non lo volevo scrivere questo intervento, anzi ho il timore che sia sintatticamente e grammaticalmente incomprensibile, ma mi espongo al pubblico ludibrio lo stesso!
Personalmente invece mi astengo ancora dal prendere posizione sulla richiesta della Fender (almeno fino a quando non avrò capito cosa chiede esattamente e a chi si rivolge esattamente). Quel che deploro è la massa di youtuber dal grilletto facile che senza attendere nulla giocano cavalcando i malumori che da sempre esistono su aziende dalla grossa fama e popolarità. Non sono l'avvocato difensore di Fender (tanto ho sia Fender che altri marchi, quindi sono appassionato quasi a 360 gradi), e anzi se cc'era criticare non mo tiro indietro, ma non mi piacciono i mischioni e non mi piace la disonestà intellettuale. I mischioni perché se tu, youtuber, vuoi parlare di prezzi, allora fammi un video sui prezzi (magari prima studiati che cos'è la inflazione e chi davvero la provoca). Se vuoi parlare di difetti, fammi un video sui difetti portando materiale che analizzi la questione ampiamente. Mi vuoi dire chi fa le chitarre migliori? Ottimo, vediamo se senza sponsorizzazioni riesci a farmi un discorso onesto facendo i nomi e spiegando perché; ci sarebbe molto da dire. Se vuoi parlare della lettera, parlami solo della lettera sulla questione copyright. Ma mettere tutto insieme perché così spargiamo fumo, fango e merda sul bersaglio (se non è Fender, allora è Gibson) è veramente una pezzenteria squallida.
Per questo ho lodato l'articolo di Accordo. È circostanziato, informativo ed equilibrato, non sfrutta l'occasione per fare giochini e manipolare i lettori.
sono un gran fan di Fender, ho comprato la mia prima stratocaster made in mexico negli anni 90! Ai tempi appena connessa all'ampli con un po' di distorsione fischiava che era una bellezza, a malapena si riusciva a suonare!
Indubbiamente dagli anni 90' al 2010, la qualita' delle Fender in generale, anche entry price (ci possiamo mettere anche le Squier, escluse le affinity), ha fatto passi da giganti. Chiarezza del suono, assemblaggio, finiture, ronzii quasi scomparsi (anche grazie ad amplificatori migliori). Negli ultimi 10-15 anni io ho solo constatato aumento prezzi e qualita' in declino (specialmente controllo qualita'). Avro' comprato e venduto una 20 ina di Fender (Messicane, Americane, Giapponesi) nella ricerca senza fine di qualcosa di meglio. Fender e' stata bravissima a creare una serie infinita di upgrades (teorici), quello che ho provato di prima mano e' che le differenze prezzo non sempre sono proporzionali a differenze in termini di qualita', suono e materiali. La differenza e' piu' percepita (grazie al marketing) che reale.
Parlando di qualita' vi posso raccontare che ho comprato una American Vintage II 61, che aveva bisogno di shim e fret level ... ora e' perfetta (e favolosa) ma con quello che costa avrebbe dovuto esserlo di fabbrica ...
Per le vicende recenti, pur non essendo un esperto legale, credo che in qualunque corte non avranno grandi chances di successo. A parer mio stanno facendo un gran casino per niente e probabilmente creeranno piu' reazioni negative che positive lato clientela finale. Il miglior commento e' di chi ha detto che se facessero chitarre migliori non avrebbero granche' di che preoccuparsi. D'altro canto innovazione e qualita' sono davvero l'unica strada che i produttori occidentali possono percorrere perche' competere con Donner, Mooer o Harley Benton sull'entry price penso sia virtualmente impossibile....
Parto con una nota leggera per stemperare. Sulla questione legale non mi esprimo perché è troppo complessa, però sulla questione degli youtuber e degli influencer ti do perfettamente ragione. Ci si buttano e ci si butteranno a pesce per le ragioni più squallide usando le argomentazioni più demagogiche. Se persino Tim Pierce se n'è uscito con delle frasi da avventore del baretto dopo qualche bicchierino di troppo, figuriamoci gli altri che ancora di più campano di visualizzazioni.
Aggiungo che quando si parla di Fender e Gibson spesso il commentatore arriva con un carico di astio e pregiudizi da cui raramente scaturiscono poi opinioni davvero ponderate.
Proprio alla luce di questa cascata di immondizia faccio i complimenti alla redazione per aver scritto questo articolo così informativo ed equilibrato.
E mi accodo ai complimenti alla redazione per l'equilibrio dell'articolo.
Oggi è una multinazionale che raggruppa molti marchi (Jackson, EVH, Gretsch, Charvel, Hamer, Ovation, PreSonus, ecc.) e capisco la diffida il produttore cinese che vende copie contraffatte a 100$ con tanto di decal taroccata. Non riesco invece a digerire l'attacco a un'aziendina familiare che fa delle riproduzioni custom diversificando la classica paletta e rendendo la copia facilmente identificabile.
Forse per il fatto che anche questo piccolo produttore... vende sul noto sito tedesco? Forse perché fa prodotti di qualità? Non lo so, io penso che chi compra Fender lo faccia per il nome e non solo per la forma del body.
Quindi morale della favola, pur essendo un fedele sostenitore della Fender... diciamo che se avevo mezza intenzione di comprare la Ultra 2, dopo questa mossa legale, un pò la voglia mi passa.
Un pianoforte a coda?
Questa battaglia di Fender e un chiaro segnale.di crisi....non entro nel merito legale,a livello di immagine però si,ci escono male male,forse dovrebbero avere tanta qualità da distruggere la concorrenza,o forse smetterla di fare pagare 3 volte tanto uno strumento che altri fanno meglio...il consumatore bada alla sostanza......diverso invece per chi applica il logo fender sulle proprie produzioni,li ci dovrebbe essere una causa legale di quelle toste....qualcuno lo abbiamo avuto pure in Italia......più di qualcuno....
Piccolo esempio...quanti ampli con estetica Plexi ci sono in giro?e parecchi sono marchi molto,molto famosi.....riflettere....
Fender ha inventato diversi tipi di chitarra e possiede linee di produzione in grado di produrle con qualità eccelsa, oltre ad aver dato il via alla leggenda di Tele, Strato, Jaguar, Jazzmaster, Precision e Jazz bass. Se continua a fare strumenti belli che rispondono alle esigenze del mercato può continuare a venderli al prezzo che ritiene opportuno.
Quando, nella sua storia, non è stata in grado di farlo, sono spuntati come funghi produttori asiatici che hanno fatto delle copie simili all'originale, e solo dopo profonde ristrutturazioni interne la Fender è stata in grado di proporre nuovamente prodotti degni del suo nome.
Adesso che bisogno c'è di fare tutto questo clamore? Un conto è scagliarsi giustamente contro i falsari che immettono sul mercato componenti o chitarre marchiate Fender ma che Fender non sono, ma prendersela contro altre aziende per un prodotto che tanto non sarà mai la Strato marchiata Fender... che senso ha?
La stessa cosa dicasi per Gibson. Meglio concentrarsi a fare bene quello che si sa fare, ci penserà il mercato a premiare, i premi presi per vie giudiziarie durano poco e costano molto.
Si sta parlando di una lettera di C&D indirizzata a 6 (sei) piccoli produttori all'interno del territorio degli Stati Uniti, un obiettivo ben preciso.
p.s.: pare che comunque le lettere siano state sicuramente inviate anche ai grandi retailers europei, e in particolare Thomann che possiede e distribuisce il marchio Harley Benton .
La paletta non mi piace, ma certamente sono chitarre ben fatte, come lo sono le SVL (queste proprio identiche a Fender).
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Per forza che copiano, è il progetto (idea, design, concetto, chiamalo come vuoi) perfetto.
Morale? Se Fender facesse bene le sue cose non lascerebbe buchi sul mercato per i piccoli produttori di copie. Invece non lo fa, si crea concorrenti e trova la maniera (se questi sono un minimo furbi) di farli pure crescere.
(Scusate lo sfogo, ma sono un fan del marchio da una vita e tutto questo mi fa imbestialire...)
-non tocca chi fa una strato-simile, ma una copia esatta.
-non ho mai capito il senso di chi copia 1:1 fender (o gibson), ovvero:
-in catalogo fender c'è tutto dalla bullet squier alla custom shop su ordinazione.
-il corpo di una strato non è puramente funzionale nella forma e nelle caratteristiche
-all'epoca di Leo Fender l'attenzione era spostata sui brevetti: nessuno si sarebbe sognato di fare una strato identica, ma temeva che avrebbero copiato il design funzionale del ponte tremolo ad esempio. La copia 1:1 è un fenomeno iniziato decenni dopo quindi dire che retrospettivamente non sono stati lungimiranti è tecnicamente vero ma contestualmente sbagliato.
A chi copia le fender su aliexpress: ma chi se ne frega, anzi sono contento che il mondo sia meno inondato di tarocchi spudorati
A chi dichiara di fare "fender meglio di fender" boutique: ho sempre pensato nasconda una mancanza endemica di capacità di trovare il proprio spazio sul mercato (ci sono liutai che fanno cose nuove bellissime) e per chi le compra, una specie di sindrome di stoccolma non diagnosticata.
Aggiungo anche che adesso il fenomeno è cavalcato da YouTube/Influencer esattamente come tempo fa gli stessi difendevano Behr*nger quando cominciò a fare i cloni dei synth analogici: al di là del fatto che tali cloni fossero esteticamente ed anche funzionalmente diversi dagli originali, il senso della levata di scudi era di lucrare sulla difesa a oltranza di “Robin Hood che ruba ai ricchi (e grandi) per dare ai poveri (noi)”. Poco importa(va) che il Robin Hood in questione fosse una multinazionale orientale con decine di migliaia di dipendenti e fatturati megamilionari…
il punto è che fare una strato identica, ricalcata è l'argomento. non fare una stratoide, una strato diversa. No, uguale.
oh, poi io ho una strato, una custom shop che male non suona eh, mai sentito il bisogno da andare da pincopallo che la fa uguale-ma-meglio
Se guardo solo al portafogli c'è anche l'usato. Dal punto di vista di una azienda che ti possano copiare in modo spudorato è inaccettabile, specie se basta cambiare dei dettagli irrilevanti allo scopo finale che è suonare. Poi quando copiano Ducati tutti urlano "cinesata" se copiano Fender sono tutti bravi, proprio non capisco.
Poi in ultima analisi c'è il rischio che "non ci perde nessuno ma ops è fallita Fender" così poi se vuoi una strato vera, addio. E loro e Gibson hanno rischiato davvero eh. E in fender non ci sono solo gli azionisti, ma chi ci lavora davvero.
Allo stesso modo, se sei capace di fare uno strumento meglio dell' originale e di farlo pagare meno, perché devi farlo uguale uguale???
Basta cambiare una linea, un cornetto, la posizione o la placca del jack o del battipenna..
Non ne intacca minimamente la qualità e la funzionalità, anzi, in alcuni casi puoi anche migliorarle.
Altrimenti stai solo sfruttando un design consolidato a tuo solo vantaggio.
E questo al netto del marketing o delle qualità costruttive oggettive dell' originale del quale , francamente, non me ne frega un bel niente..
a mio parere la questione e molto complessa, e come spesso accade il giusto sta in mezzo.
FENDER dovrebbe essere grata a tutti i produttori grandi e piccini che l'hanno imitata e continuano a farlo, perché hanno contribuito a rendere iconico e riconoscibile il suo prodotto. Al punto che nell'immaginario collettivo oggi la Strato è una chitarra, ma la Fender è quella "vera"... e così Fender può permettersi di scendere di qualità o alzare di prezzo (a volte anche le due cose insieme), perché l'originale è solo Fender e chi può se la compra.
Allo stesso tempo mi sono sempre chiesto: ma che gusto c'è a produrre copiando un design altrui?
E non parlo dei prodotti contraffatti (che andrebbero SEMPRE perseguiti e distrutti), ma di decine di produttori, dai grandi industriali agli artigiani che si definiscono "boutique", i quali evidentemente non sono in grado di disegnare un prodotto nuovo.
My 2 cents.
per forza che copiano, è il progetto (idea, design, concetto... chiamalo come vuoi) perfetto.
È dura inventarsi qualcosa di meglio.
Ma un minimo, dico un minimo, per differenziarsi e rendere il proprio prodotto originale e distinguibile!?! Anche un piccolo dettaglio, come hanno fatto in tanti (un corno più scavato, gli spigoli più vivi, le punte più appuntite, il "culo" con un'angolatura diversa... di esempi ce ne sono). E invece no, prendono tutti la dima di Fender e fanno copia&incolla.
Io non ho antipatie preconcette né per Fender né per Gibson né per tutti gli altri, mi piace solo capire bene.
Se poi ti chiedi perché ci sia qualcuno che la realizza identica in tutto, beh, questo è perché finora è stato lecito (e ancora lo è). E se una cosa è lecita, stai tranquillo che uno che la fa lo trovi sempre.
Ma su questo non mi esprimo, perché non conosco bene la dimensione esatta della faccenda e le sue implicazioni. Una cosa che invece evito di fare è generare confusione mettendo in mezzo il discorso prezzi/qualità degli strumenti con questa azione legale. Se un po' di youtuber vogliono cogliere l'occasione per cavalcare l'onda di chi aveva il dente avvelenato già da prima e e di chi trova un'altra occasione per sfogarsi, non apprezzo per niente.
Aggiungo anche che coloro che si sono stracciate le vesti su YouTube sono praticamente gli stessi dei videolini del tipo:”…UNA STRATO A META’ PREZZO?!?!” e giù a fare vedere chitarre cinesi che sovente sono un gradito omaggio da parte del produttore…
Nemmeno io ho antipatie. Anzi, ho sempre ammirato Fender per essere riuscita a mettere una strato in mano a tutti. Però se comincia con queste ripicche legali, evidentemente gran parte dell'etica degli albori si è persa per strada.
Comunque l'argomento dell'articolo è ristretto alla tutela del design delle chitarre Fender, design col quale han lasciato fare ciò che volevano a cani e porci per 70 anni.
Per la cronaca,ho appena comprato una pacifica Telecaster della Yamaha,lavorare così in fender......sarebbe già più credibile come storia,poi se vogliamo fare le ruote quadrate per essere diversi accomodatevi.
Fa già ridere così.ma ripeto ne io né te siamo parte in causa,io per il momento continuo a comprare con l.orecchio e con il portafogli,quando sarò amministratore delegato mi preoccuperò di cause legali.
La verità è che i liutai bravi che vedo in Italia non imitano 1:1 ma provano a trovare una loro identità.
oppure al lato opposto dello spettro, i miei preferiti, quelli che fanno una les paul che costa più di una murphy aged. Genio.
Non so se e come alla Fender possa giovare questa vicenda.
Ho letto di prezzi esagerati degli ultimi listini, se siete disposti a pagar dai 2000 € o più per uno strumento, rivolgetevi a un liutaio locale (o meno locale), avrete uno strumento dal valore aggiunto.
Io ero un "fanatico" di un' altro marchio famoso, ma solo per quel marchio/logo sulla paletta.
26 anni fa ho avuto l'occasione di acquistare in seconda mano uno strumento di liuteria italiana, di un piccolo e modesto liutaio (ho pure letto un' articolo a suo riguardo qui su accordo).
Beh, dopo anni e anni son riuscito a trovare la sua e-mail per scrivergli giusto un complimento....
lo so, i likes non ti danno da mangiare, ma mi auguro almeno di avergli scaldato il cuore.
Allo stesso tempo ho una chitarra di backup che era un modello scadente ed economico della metà degli anni '90... ma settata a dovere fa il suo lavoro da paura.
Dunque, so che sono andato fuori tema, ma trovo inutile costernarmi e indignarmi per l'azione di un "privato" che cerca di aumentare gli introiti, specialmente dopo 72 anni di tolleranza.
"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" la riadatterei nel nostro caso in : Non ragioniam di loro, ma guarda e suona senza guardare a logo sulla paletta.
Grazie per l'attenzione e per favore, non rispondete: raramente sono online, ma mi trovate spesso tra una chitarra e un' amplificatore.
Buon weekend.
Ancora con questa storia delle Jim Reed “chitarre di liuteria italiana”?
Cioè in conclusione, in molti post di chi difende l'azione di Fender viene dato per scontato che il trademark sulla forma di uno strumento (o di ogni altro prodotto) sia un diritto sacrosanto di in produttore. In realtà dal punto di vista legislativo se un produttore vuole mantenere quel diritto e non far scivolare la forma nell'uso comune deve assicurarsi di aver agito nel tempo a propria tutela. Da un punto di vista storico, Fender (qualunque siano le ragioni) questo non lo ha fatto per diversi shapes dei suoi strumenti. La sentenza tedesca è abbastanza problematica per garantire a Fender di recuperare tale diritto all'esclusività perché 1) si basa, come abbiamo visto, sul principio del copyright e non sul trademark 2) La sentenza è stata favorevole a Fender perché la ditta cinese non si è presentata in tribunale, ma questo pone delle precondizioni alla applicazione sul larga scala del giudizio. Ovvero non è scontato che se Fender cita un tribunale un'altra ditta e questa si presenti non possa cambiare l'esito del verdetto. In oltre il verdetto è limitato alla sola Europa 3) Non si può ignorare che dagli anni 70 è nata un'industria sulla customizzazione della Strato (produzione ad esempio di corpi di ricambio anche da parte di produttori artigianali), sono nati i produttori boutique etc.
Tutto questo rappresenta una ricchezza per il mercato e la cultura degli strumenti musicali e per i musicisti e consumatori. Fare tabula rasa di tutta questa tradizione non è secondo me una cosa buona per l'industria in generale. Inoltre credo che nella realtà la Fender non perda assolutamente nulla di introiti. Ormai tutti i chitarristi hanno più di uno strumento. In molti casi, una chitarrista la Fender originale la compra a prescindere, poi magari per curiosità o per avere qualcosa di diverso si prende anche la LsL o qualche altro strumento alternativo. Riguardo al discorso di chi dice "va beh, basta cambiare i dettagli", secondo me il discorso è appunto che dagli anni 70 c'è un mercato di versioni alternative, piccoli liutai che hanno basato il loro lavoro su quello shape.
Quello che io invece contesto dal primo istante è la tentazione di alcuni (ancora peggio se sono youtuber e hanno un pubblico che dovrebbero rispettare) di sfruttare questa notizia per parlare d'altro e fare il solito attacco demagogico a Fender, così come si fa con Gibson.
Come dici bene tu, questa storia è ancora tutta da scrivere. Concordo totalmente, ed è per questo che non mi affretto a trarre conclusioni. Anche perché si è generata una grande confusione in cui sono convogliate questioni spesso poco attinenti. Sappiamo bene che uno dei fattori di malumore verso il mercato USA* sono i prezzi, vista l'inflazione che da sei anni ci sta massacrando. Quando vedi i prezzi (di tutti i beni) schizzare su anche del 30-40-50% non per un incremento di qualità o di fascia, ma per un incremento dei costi che si sommano nel prezzo finale (che è dato in modo sostanzioso anche dal ricarico del distributore e del negoziante, i quali a loro volta scaricano l'inflazione sull'acquirente finale), è ovvio che il malumore cresca sempre più, e allora ecco che parte la ricerca al difetto e la ricerca di un'alternativa, e se poi arriva anche una lettera che ti vuole bloccare l'alternativa che ti sei cercato o comunque inasprisce il clima intorno alle alternative... come vuoi reagire? Di certo, non mettendoti comodo ad aspettare di vedere gli sviluppi, ma piuttosto con una certa rabbia che già covava.
*ho scritto mercato USA perché una superfetta di questo mercato è costituita da Fender e Gibson. Le lamentele verso il fatto che una Suhr classic sia passata da 2500 a 3600 euro, una modern plus sia passata da 3300-3500 a 4600-4900 euro, una ESP USA da 4000 a ben oltre 6000, una PRS cu24 altrettanto, e tutto ciò in pochissimi anni (mentre prima, quando l'inflazione era sotto controllo questi incrementi li vedevi in trent'anni), è ovvio che sono completamente minoritarie e molto meno sbandierate nei commenti, per ovvi motivi.
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“The focus is on products that completely replicate the exact body design”
Ma "stratificato" si può dire senza incorrere in rischio di denuncia? :-D
Saluti.
Bill1975