Fermi tutti, Paul è intoccabile!
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17370/600x0/00/mini-macca-fori.jpg" alt="Fermi tutti, Paul è intoccabile!" class="legacy_param"><a href="mailto:strat65@libero.it">strat65</a> scrive <i>"Qualcuno lo ha definito un 'fantasma': ebbene il signore che in televisione ha detto ciò avrebbe fatto bene ad essere presente la sera dell'11 maggio, quando la folla che occupava tutta via dei Fori Imperiali è stata deliziata dall'impeccabile esibizione di Sir Paul McCartney."</i></p>

Qualcuno può criticare il fatto che si 'aggrappi' alle canzoni dei Beatles perché ormai non ha più niente da dire, certo sarebbe facile. Non è la prima volta che propone dal vivo canzoni che aveva inciso con i Beatles, ma ne ha pienamente il titolo per farlo, dato che in fondo è farina del suo sacco. Ascoltare quelle canzoni direttamente dalla sua voce è un'emozione impagabile, anche se il suo aspetto non è più quello di una volta. D'altra parte se si ritrova ancora quella faccia lì da bambino non può certo cambiarsi i connotati, magari il colore dei capelli, quello sì.
Dobbiamo ritenerci fortunati ed essergli grati se ancora ha la forza, a quasi sessantun'anni, di riproporre con vigore e credibilità le canzoni che ha scritto quasi quarant'anni fa. Se consideriamo che il nostro potrebbe comprarsi il mondo intero, forse non è certo il denaro che lo spinge a partire per faticosi tour, quanto piuttosto la voglia reale di imbracciare lo strumento come quando aveva vent'anni. Risultano infatti credibilissime e coinvolgenti le sue reinterpretazioni dei vecchi classici, tutt'altro che retoriche e nostalgiche, e ancora piene di vigore.
Dobbiamo ringraziarlo per le emozioni che suscitano ancora le canzoni dei Beatles così come non le avevamo mai sentite. Qualcuno ha scritto che Sir Paul vuole essere i Beatles: che lo sia. A parte il fatto di essere l'unico rimasto (non me ne voglia il buon Ringo, ma il suo apporto compositivo al patrimonio lasciatoci dal quartetto non può certo rivaleggiare!) mi sembra legittimato
ad esserlo nel nome della buona musica che è ancora in grado di regalare alle platee di tutto il mondo.
Quella sera di una giornata caldissima Sir Paul ha dimostrato tante cose, non ultima che occorre guardare avanti. Accompagnato, oltre che dal fedele Wix Wickens alle tastiere, da tre musicisti che avrebbero potuto essere suoi figli, Sir Paul passa dal basso, alla chitarra, al pianoforte con estrema disinvoltura, sfoderando un repertorio carico di energia e vitalità. Una band tonica e vigorosa, profondamente coinvolta in quello che faceva.
E quando intona Yesterday imbracciando la sua Epiphone Texan (la stessa chitarra che usò nel '65 per accompagnarsi durante la registrazione) a stento si trattengono le lacrime... Avreste voluto che tutto fosse finito nel 1970' A voi il giudizio, io non sono d'accordo, ma mi permetto di dare un consiglio a tutti: non giudicate Sir Paul per il suo aspetto, ma per quello che è ancora in grado di far provare a chi lo ascolta.