Rag Tap Boom - Forastiere
<p><strong>Giudizio: Ottimo.</strong> Ci arriva da Roma fresco fresco il nuovo CD di Forastiere, da più parti salutato come "il Michael Hedges" italiano.</p>
Nato vicino a Potenza e trasferitosi da una decina d'anni a Roma, Forastiere si diploma in chitarra classica col massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia (esame sostenuto con una chitarra a dieci corde), ma è presto affascinato dal suono e dalle potenzialità dell'acustica.
L'ascolto attento e appassionato di Hedges fa si' che in breve tempo si impadronisca - aggiungiamo magistralmente - di espedienti tecnici quali tapping, muting, hammer on-off, uso percussivo delle parti in legno della chitarra insieme all'uso di accordature aperte (standard e originali).
L'esauriente comunicato stampa delle edizioni Sfera-Tre Lune (www.s3l.it) che accompagna questo "Rag Tap Boom" , eccellente lavoro strumental/acustico, fornisce oltre ad una dettagliata biografia brevi descrizioni dei 13 brani - creati e suonati "in presa diretta" da Forastiere e prodotti dallo stesso Forastiere e da Daniele Saracino - descrizioni con le quali non sempre ci troviamo d'accordo, ma non importa.
Il chitarrismo di Forastiere è assolutamente cristallino, oseremmo dire perfetto: non una sbavatura, non una imprecisione, non una esitazione.
Il succitato comunicato stampa parla di - citiamo testualmente - "...una capacità virtuosistica che si esprime in favore di una scrittura rigorosa e assolutamente "allergica" all'improvvisazione...", frase quest'ultima che potrebbe far storcere il naso a qualche nostro lettore, ma che invece è sacrosanta per il mondo musicale di questo suo secondo lavoro.
Chi trova Hedges troppo introverso o addirittura ostico per i propri gusti difficilmente apprezzerà "Rag Tap Boom".
Chi invece ha orecchie fini e, consentitecelo, palato raffinato, ne rimarrà deliziato.
Fra le 13 composizioni che hanno disegnato mosaici di rara bellezza nell'aria del nostro studio, abbiamo apprezzato in modo particolare la delicatezza di "Nonsense" e la struggente crepuscolarità di "November", la brillantezza di "Rag Tap Boom" le fini armonie di "Hidden 7" e "Wild Parking", la generosità di "Uni-verse" e la dolcezza minimalistica di "Piccolo Tema".
Un disco che dopo il primo ascolto si ha voglia di riascoltare, e riascoltare e riascoltare........
Info: www.forastiere.it