Slideling - Ian McCulloch
<p>Gli anni 2000 sono capaci di produrre immani ciofeche come solo gli anni '80 erano in grado di fare. E' il caso di questo CD di Ian Mc Culloch, "artista" lanciato con gran dispendio di mezzi e di energie, la cui trascurabilissima musica ritroveremo, siamo pronti a scommetterlo, in qualche patinato e pretenzioso spot pubblicitario.</p>
Mc Culloch ha una voce roca abbastanza sgradevole, il cui timbro non ha nè la confortante dolcezza di un Chris Rea, né la spiritosa"nasalità" di un Elvis Costello, né la sacrale gutturalità di un Tom Waits.
I suoni sono quelli che ci si aspetta (ahinoi) da un disco contemporaneo: grossi, grossolani e prevedibili.
Si parte con "Love in Veins", riff rubato a Eddie Cochran e ritornello con tastiere zuccherosamente stomachevoli.
"Playgrounds and City parks", come del resto "Another Train", é una lagna.
"Seasons" é fra le cose più mosce che abbiamo mai sentito, "Sliding" é stucchevole in modo imbarazzante con lyrics ridicole: "If you see me sliding, say we're gonna slide together; if you see me hiding, tell me I can hide forever (magari)".
"Arthur" e "She sings" : da sbadiglio.
No, amici, non pensate che questo sia un disco orrendo, c'é in giro anche di peggio.
E' orribile tutto ciò che questo disco rappresenta, in quanto frutto di una discografia "ufficiale" fatta da alcuni (grazie a dio non tutti) sedicenti direttori artistici saccenti e presuntuosi che non amano affatto la musica, discografici che monopolizzano le radio e le televisioni senza conoscere i suoni del passato e ciò che oggi viene suonato ogni giorno nei pub, nei locali, in certi festival, e tutti coloro che ci impongono modelli,stili, look musicali senz'arte né parte, ma soprattutto senza cuore.