Deep Purple, Riff Factory
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17440/600x0/00/mini-morse_chitarre.jpg" alt="Deep Purple, Riff Factory" class="legacy_param">I Deep Purple dal vivo garantiscono sempre uno spettacolo che vale i soldi pagati per il biglietto. A tal riguardo, rileggetevi le impressioni di Max Mingardi nel numero di Settembre di Chitarre: nonostante certe esecuzioni portate avanti con il pilota automatico, i musicisti rimangono importantissimi alfieri del rock composto, suonato ed eseguito degli ultimi 30 anni. La formazione attuale, composta da Ian Paice, Roger Glover, Steve Morse, Don Airey e Ian Gillan, richiede la configurazione di palco ormai tradizionale, con le pedane di batteria e tastiere posizionati dietro sul palco, rispettivamente a sinistra ed al centro per chi guarda, e le posizioni per basso e chitarra alle estremità sinistra e destra del palco; Ian Gillan è libero di muoversi al centro del palco e, tra una strofa e l'altra, può scattare nel backstage grazie al corridoio lasciato aperto tra le due pedane di batteria e tastiere. Niente cavi, basso e chitarra sfruttano wireless transmitter e la cosa permette a Glover di salutare i fan sulla parte opposta del palco; stessa libertà di movimento per Steve Morse, ormai del tutto calato nei panni del rockettaro con la chitarra sotto la cinta dei pantaloni.</p>
Sul lato destro del palco: il guitar rig di Steve Morse consta di solo sei casse Peavey da 4x12". Tutte e sei le casse sono del tipo slanted, quelle cioè nate per essere posizionate sopra al guitar stack; per questo motivo - e per contenere l'altezza generale dell'intera costruzione - il guitar technician le posiziona coricate sul fianco destro (notate che le scritte sulla griglia di protezione risultano verticali…). Tre microfoni Shure SM-57 riprendono altrettanti coni di ciascuno stack. Per la cronaca, la coppia di casse centrali (e la testata corrispondente) amplifica il segnale diretto della chitarra - un'ovvia Music Man mod.Steve Morse, presente in diversi esemplari; i due stack di destra e sinistra amplificano i segnali trattati con diversi delay e linee di ritardo. Tutto il sestuplo stack, quindi, lavora come tre linee mono alternativamente inseribili e sovrapponibili. Anche in questo caso, i microfoni sono puntati sul centro del cono.
Ed ecco arrivare le testate! Quattro Peavey 5150 standard; il guitar technician sta provvedendo al cablaggio delle singole unità; terminato questo compito, provvederà a cambiare le corde su ciascuna chitarra, a pulire i manici e a controllare l'accordatura con un bel Conn Strobotuner. Ahhh, il fascino della tradizione… Il rack contiene gli effetti necessari al trattamento del segnale: un Lexicon PCM80 della penultima generazione per i riverberi e gli ambienti sonori; due vecchi delay Lexicon PCM41 e 42 (quest'ultimo con memoria espansa) ed un DigiTech DSP21 Legend.
Morse/pedaliera Il segnale di Steve Morse viene controllato con cinque pedali di volume, uno per ciascun percorso differenziato come delay e trattamento effetti; i pedali utilizzati sono i robustissimi Ernie Ball. Due switch box permettono di passare alternativamente ai due canali clean/drive della testa e switchare diversi percorsi di amplificazione.
Saldamente ancorate per il trasporto, le cinque Music Man Steve Morse sono pronte alle amorevoli cure del guitar technician: cinque chitarre uguali? Le prime tre - azzurre - sono perfettamente identiche, le ultime due - quella nera e quella sunburst - sono differenziate, oltre che per il colore, per l'assenza del tremolo. Cinque chitarre = trenta corde da cambiare ad ogni concerto...
Guitar Technician all'opera: ogni chitarra viene sottoposta al cambio di corde, pulita, accordata e controllata nel funzionamento. Si noti l'apposito blocco sagomato in legno che permette di appoggiare il manico in tutta sicurezza senza rischio di graffi indesiderati. Il body poggia su un apposito tappetino in gomma antiscivolo.
di Enrico Cosimi
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