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Peavey Bandit 112 II - 12" di versatilità

Peavey Bandit 112 II - 12" di versatilità

<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/16766/600x0/00/mini-bandit112.jpg" alt="Peavey Bandit 112 II - 12&quot; di versatilità" class="legacy_param"><a href="mailto:mike2000@email.it">Mike2000</a> scrive <i>&quot;Sentendomi parlare su Accordo di valvole e valvolari, sembrerebbe impossibile che sia uno stimatore di alcuni aggeggi a stato solido, ed invece è proprio così. <a href="http://www.peavey.com/">Peavey</a>, produttrice di apparecchi di qualità comprovata da molti, questa volta ha fatto davvero tanto ad un prezzo che oserei ritenere quantomeno ridicolo. 375€ è il cosiddetto street price del <a href="http://www.peavey.com/products/shop_online/browse.cfm/action/details/item/00481370/wc/1A1B214/fam/TT/tcode/4/transtub.cfm">Bandit 112 II</a>. In qualche negozio di Roma sono riuscito a trovarlo a 400, mentre in altri fuori dalla capitale anche a meno. Preso qualche mese fa per una moltitudine di esigenze è diventato subito il fiore all'occhiello della mia band. I suoi maggiori vantaggi sono indiscutibilmente due: un suono incantevole (grazie alla simulazione valvolare davvero ben riuscita) ed una versatilità meravigliosa. La tecnologia TransTube che distingue l'omonima serie di amplificatori Peavey la fa da padrone nel risultato finale.&quot;</i> </p>

di Mike2000 26 FEB 67
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Con questa circuiteria si riesce difatti ad ottenere una timbrica ed una pasta sonora molto, ma davvero molto vicina ad un amplificatore a valvole. La dinamica, il tallone di Achille di molti amplificatori a stato solido, è in questo caso generosa e lascia trasparire il tocco individuale in una miriade di sfumature che non sono davvero immaginabili in un combo di questa categoria e natura.

Lasciando un momento da parte il suono, vorrei introdurre il discorso "versatilità".

Due canali indipendenti con equalizzazione separata e molto completa danno una libertà di espressione per il pulito ed il distorto, che non è da tutti. Sul secondo canale, poi, troviamo ben due potenziometri dedicati alla distorsione: Pre e Post Gain. Nella sezione dedicata al Master è presente un riverbero davvero ben realizzato e di sicura utilità ai più, un controllo di Presence altrettanto sfruttabile ai fini della personalizzazione del suono, e ultimo ma non ultimo per importanza quel misterioso potenziometro con sotto scritto "T.Dynamics". Quest'ultimo altro non è che un versatile compressore incluso nel prezzo del nostro Bandit 112. Oltre ad aiutare nel restituire la pasta sonora tipica dei valvolari più blasonati, dà quella botta particolare al suono che lo imbellisce ulteriormente. Notare che subito di fianco è presente uno switch manuale per scegliere due modalità: una molto funzionale (Loud) e l'altra un po meno... "presente" (Tight). Subito accanto vi è un raggiungibilissimo interruttore di accensione mentre completamente opposto a questi si trovano due input per il jack: High e Low Gain. inutile spiegare per l'ennesima volta in cosa si differiscono le due entrate. Posteriormente, situate in alto specularmente ai jack-in troviamo una panoramica di entrate ed uscite da far gola ad ampli di classe nettamente superiore (e costosa): l'ingresso del footswitch è il primo ad essere presente, seguito dalle due prese per il Send/Return con relativo switch di attivazione/disattivazione della catena di eventuali effetti collegati in essi; si notano poi l'ingresso per un preamp esterno "Preamp IN" e per un finale diverso da quello integrato, "Power OUT". Ultimo in senso direzionale è l'uscita Speaker Out con la quale si può collegare il nostro ampli ad un sistema esterno di casse di pari impendenza (8ohm con un massimo di 80W RMS) e di impendenza diversa (100W RMS su 4 ohm) per un risultato devastante specie se parliamo di due cabinet 4x12" (non voglio davvero immaginare). Una nota piacevole: il footswitch è incluso ed è semplicissimo: selezione canale e attivazione o disattivazione EFFECTS (Send-Return). Sicuramente particolare quest'ultima funzione, ma personalmente avrei preferito l'opzione che hanno i modelli "inferiori" della stessa serie, e cioè la gestione del riverbero incorporato.

Torniamo per un momento al suono ed ai relativi canali del Bandit 112.

Principalmente sono due, è vero, ma hanno delle peculiarità che aumentano la versatilità a dismisura: il Clean possiede ben due voci mentre il canale sporco addirittura tre!

Analizziamole velocemente in modo individuale. Ho piacevolmente intuito sin da subito che avevano carattere tutte e 5 le sopracitate voci... ma ho anche afferrato il perchè! Vogliono simulare le timbriche di famosissimi ampli che hanno davvero fatto la storia della musica nel secolo appena trascorso.

Il selettore del canale pulito, dicevamo, è caratterizzato da due modalità: Vintage e Modern. La prima è palesemente di impostazione Fenderiana, tirando fuori un suono che realmente riesce a riprodurre quel genere di sound che è diventato un punto di riferimento per molti musicisti. La variante Modern, invece, sembra rifarsi decisamente alle impostazioni pulite di casa Mesa Boogie. Tutti i dubbi si sono sciolti appena ho provato superficialmente ad emulare le gesta dei miei più antichi beniamini musicali, i Metallica. Conoscendo alla perfezione ogni loro sfumatura sonora in studio e live, e sapendo l'attrezzatura che solitamente impiegano per il loro famoso sound, ho notato un'estrema somiglianza con testate che fanno tremare le budella solamente nominandole: Dual e Triple Rectifier.

Sia ben chiaro che non voglio assolutamente paragonare direttamente questo combo con delle signore testate, ma l'intenzione principale è di sottolineare la grande somiglianza fra essi nonostante non sia presente alcuna SIMULAZIONE DIGITALE in tale combo. Il suono è in entrambe le modalità molto tondeggiante e se è un pregio gia di suo, aggiungo che anche lavorandoci sopra con effetti di terze parti il sound finale rimane estremamente gestibile.

I distorti. Molti staranno aspettando questo momento sin dall'inizio della recensione. Ci sarebbe molto da dire, ma ancora una volta mi trovo costretto a riassumere per cause di forza maggiore che non sto qui a spiegare. Come gia detto ci sono due potenziometri per gestire il PRE e il POST Gain. Gia questo basterebbe ad avere una miriade di sfumature e di tipi di distorto. Ma se non basta abbiamo anche qui un selettore con ben tre timbriche: Vintage, Modern e Hi-Gain.

Vintage altro non è che una sonorità che non sono riuscito ben a ricollegare ad un ampli in particolare, benchè sia il genere di distorsione che uso di più per canzoni alla Ac-Dc e Guns And Roses vecchio stile (insomma, una specie di JCM 800 non troppo crunckato). Modern è palesemente una distorsione genere anni 90, emulando benissimo il famoso suono Mesa che ancora una volta ho riconosciuto grazie al Black Album dei Metallica (che ci volete fare... :-)) e, ovviamente, da esperienze dirette con tali "arnesi". Sparato a volumi esorbitanti è qualcosa di incredibile fintanto che non si sente in prima persona. Hi Gain è una distorsione con una grande riserva di guadagno ma con altrettanto feedback pronto a saltare fuori non appena si mollano le corde da sotto le dita. Sicuramente qui stiamo di fronte ad un simil-JCM 800 sparato sopra ogni vetta immaginabile. Scusate i paragoni con nomi tanto blasonati, ma proprio in merito a ciò son sicuro di avervi reso più chiare le idee sul tipo di suoni che si possono -facilmente- ottenere.

Che dire... molto versatile.

Il cono che monta di serie è uno Sheffield da 12" con particolare resa positiva sulle note fondamentali. I bassi sono effettivamente molto presenti e alcune volte potrebbero mandare lo speaker in saturazione se l'equalizzazione non è regolata più che bene. E' sicuramente possibile sostituire suddetto cono con modelli e marche più blasonate ma non ne ho ancora trovata una sufficiente necessità. E' efficiente e svolge il suo dovere senza causare troppe rogne. Non è poi così raro doversi lamentare degli altoparlanti di serie, ma qui non noto lacune eclatanti.

Conclusioni? Beh... un amplificatore che può essere locato in camera e suonarci molto bene a volumi contenuti ma senza lasciare in secondo piano la completezza della gamma sonora, sicuramente sfruttabile appieno in sala prove dove lo si spara "a palla" e utilissimo in situazioni live dove è richiesta versatilità e potenza sonora. Microfonarlo è un gioco da ragazzi, e anche in registrazione è usabile al 100%. Le pecche sono la mancanza di una presa per la cuffia, la succitata "deficienza" del pedale di multi-switch nei confronti del riverbero incorporato, la pesantezza (credo intorno ai 30kg) con relativa difficoltà di trasporto grazie anche all'UNICA maniglia posta superiormente (e son dolori per la schiena), l'ingombro (grosso modo pari a quello di un Classic 30 della stessa casa produttrice) ed un particolare problema che ho riscontrato trasportandolo in continuazione: una fastidiosa dissaldatura dei contatti delle prese del Send/Return che creava falsi contatti e problemi di diversa natura. Rimediato (più volte) portandolo in assistenza sotto garanzia. E' stata cmq una bella noia... noia che NON HO MAI AVUTO con nessun valvolare, checcè se ne dica. Evviva i pregiudizi.

Insomma, un ampli versatilissimo che ha dalla sua delle distorsioni davvero ottime, dei puliti che fanno la loro bella figura, tutti gli input e gli output di connessione che si possono desiderare, un prezzo abbordabile e sicuramente basso per ciò che offre, uno speaker valido, un riverbero, un doppio equalizzatore ed un compressore. Alla faccia del risparmio!

Mike

amplificatori peavey bandit 112



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