Carvin XT112 - Possibilità Sonore
<p><img alt="" src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/29834/600x0/00/t_carvinxt112.jpg"></p> Il giorno in cui ho deciso di comprare il primo valvolare avevo in tasca 420 euro, che non potevano certo bastarmi per fare una scelta a prescindere dal budget, nemmeno lontanamente. Il testata-cassa era fuori discussione e anche un combo serio sembrava difficile da raggiungere. Dopo tanto pensare se aspettare o meno, decido di recarmi al mio negozietto di fiducia, piccolo ma onesto e competente, a dare un occhio, e tra l'usato trovo un combo a valvole bruttissimo da vedersi e un po' ingombrante che però costa, guarda un po', 420 euro. Mai visto, c'è scritto solo Carvin e si vede solo che è all tube, che è quello che voglio.

Al primo accordo il clean si dimostra ottimo, molto caldo, ma quando tiro indietro il potenziometro mi trovo tra le mani un suono totalmente diverso. E' allora che comincio a intuire le infinite possibilità sonore che offre questo "bruttone". Decido di portarmelo a casa e dopo qualche ricerca scopro che è un Carvin XT112, un ampli uscito di produzione dall' inizio degli anni '90 ormai. Beh, l'impressione iniziale è stata quella giusta: possibilità sonore, esattamente ciò che cercavo.
Specs

Combo 50w, all-tube, tre valvole pre 12ax7a, due valvole finali el34 (originariamente GT), due ingressi (hi e lo -6db), Rhythm channel con "Pull Bright", Lead channel con "Pull High-Gain" (hot-rod +20db), controlli bass, middle, treble, presence, reverb (riverbero a molla lunga Accutronics), equalizzatore attivo post-pre 5 bande (assegnabile al canale Rhythm o Lead), uscita speaker aggiuntivo, selettore potenza RMS (100%, 50%, 25%), selettore impedenza speaker (4, 8, 16ohm), footswitch (autocostruito, controlla canale e fx-loop on/off), loop effetti con "level switch" (-10, 0, +4), uscita diretta del preamp, cono 12" Carvin British Classic 100w.
Funzioni
L'ampli in questione ha due canali, Rhythm e Lead, che cambiano radicalmente suono agendo sui potenziometri push-pull. Il clean di base (Rhythm) è piuttosto scuro, molto morbido, poco aggressivo, ma tirando la manopolina push-pull (Pull Bright) il suono si schiarisce, un'ottima soluzione per ottenere un bel pulito chiaro con gli humbuckers . Passando al distorto di base (Lead), troviamo due potenziometri, Gain e Master. La prima cosa che si nota è l'ampia gamma di distorsione ottenibile, da un overdrive morbido ad un crunch piuttosto aggressivo e, se opportunamente settato, molto alla Marshall. "Pullando" il potenziometro Master (Pull Hi-Gain) invece entra in gioco una sorta di Hot-Rod, che tira la saturazione, poche volte ho sentito amplificatori erogare una distorsione del genere senza l'ausilio di alcun pedale. Anche questo, se settato come si deve, diventa molto mesa-style. Naturalmente subito accanto si trova il classico equalizzatore a manopole bass, middle, treble, il controllo presence e il mix del riverbero, generato da un tank a molle Accutronics. Un pezzo forte dell' XT112 è l' equalizzatore grafico post-pre a 5 bande, che con una minima (davvero minima) variazione può cambiare il suono in modo veramente radicale. L'azione di detto equalizzatore può essere spostata sul canale Rhythm o Lead tramite lo switch alla sua immediata destra. Tale è la modifica al suono generata da questo "gadget", che risulta difficile impiegare poco tempo a trovare il settaggio che si desidera.
Altri aspetti rendono molto versatile questo "aggeggio". L'impedenza degli speaker è selezionabile (4, 8, 16 ohm), ha un' uscita aggiuntiva per speaker e la potenza è selezionabile al 100% (50w), al 50% e al 25%. In realtà non si sente un vero proprio cambiamento di volume, ma piuttosto un anticipo nella saturazione. Non ho mai usato la funzione FxLoop-Level, il mio TC Electronic G-Sharp non ne ha bisogno, come non ho mai provato l'uscita diretta del preamp. In definitiva, come suoni di base abbiamo 2 clean e 2 lead, peccato solo che col footswitch si possa passare solo tra clean e gain, e non tra tutti e quattro. Il cono non è affatto male, ma potrebbe forse migliorare sostituendolo con un Vintage30 o un bel Jensen serio.
Suoni
- Clean - suono clean di base, moltissima headroom, morbido, adatto anche al jazz, molto simile ai puliti Fender.
- Pull Bright - clean molto aperto, ricco di alte frequenze, adatto ad ottenere puliti limpidi con pickup a doppia bobina
- Lead - ritmiche crunch incidenti, blues elettrico, stile Marshall.
- Hot Rod - saturazione in quantità, è il canale meno facile da gestire, e forse quello che richiede più intervento da parte dell'equalizzatore a 5 bande, stile Mesa.
Conclusioni
Grande ampli, che può largamente competere con gli strumenti più blasonati e costosi. Un combo adatto a chi vuole creare un suono molto personale, suona in diverse formazioni e diversi generi e vuole un ampli in grado di portarlo dappertutto. Meno adatto a chi ha bisogno di diversi suoni durante una singola sessione, per quello ci vuole il midi, e assolutamente non adatto per chi punta all'emulazione o al "tipico suono". Chi suona solo blues e vuole un suono classico vada su un fender, ad esempio, gli sarà più facile ottenere ciò che vuole. Qui però è doveroso precisare che in linea di massima con un po' di pratica si riescono a ottenere sonorità davvero molto simili ai classici.
Il canale clean, con la sua qualità e l'ottima headroom, è perfetto per creare overdrive attraverso pedalini. Il TS9, ad esempio, suona incredibilmente bene su questo mostriciattolo, permettendo di ottenere caldissime sonorità blues.
Non è un ampli da fare vedere, di cui vantarsi, ma piuttosto uno strumento di lavoro di ottima fattura, praticità e funzionalità, pensato più per il "lavoratore" che non l'appassionato. Qui in Italia gli esemplari di questo combo sono veramente pochi. Non so se sia ancora così, ma all'epoca gli strumenti Carvin non erano reperibili nei negozi, bisognava invece procurarli direttamente dal produttore in California, ovviamente pochissimi in Italia hanno avuto l'idea di farlo arrivare da li (non c'era lo shopping online). Il modello in mio possesso risale al 1991, ma la serie X-amp viene prodotta dal 1982 al 1994, con continue minime variazioni (nel rivestimento e nei coni per lo più). Nella stessa serie Carvin produceva combo a 50w e 100w, con uno o due coni, Celestion, Eminence e Carvin. Il sito Carvinmuseum.com è un'interessantissima fonte di informazioni, non solo sui prodotti, ma anche sulle tendenze e sullo sviluppo della tecnologia al servizio del musicista, dateci un occhio.
Una curiosità; l' XT112 non è altro che la testata Carvin X50B unita ad un cono, per il resto è assolutamente identica alla sopracitata testata, usata da Frank Zappa e da Steve Vai negli anni '80.
Contro
- pesante e ingombrante
- bruttino assai da vedere
- difficile da gestire, non basta inserire il jack e suonare
- scarsissima reperibilità
Pro
- qualità eccellente
- molta headroom per i clean
- si adatta a qualsiasi cabinet grazie allo switch ohm
- solido, indistruttibile ed esente dal rischio di graffi
- gamma di suoni che spazia dal jazz al metal con grande efficienza
- grande potenza, 50w sono anche troppi
- basso costo (se lo si trova)
- ampli studiato per chi fa della musica una professione
Link utili