A Guitarmaker's Canvas
<p>Le immagini di copertina lasciano perlomeno sbalorditi. Uno sguardo allucinato di Salvador Dalì circondato da manici di chitarre ricoperti da figure ricche di colori e rifrangenze. La prima impressione è che si tratti del solito fotomontaggio da computer. Poi si apre il volume, si inizia a sfogliare e, passando da uno stato iniziale di meraviglia estrema, si inizia un variopinto percorso all'interno di un'arte a molti sconosciuta o sottovalutata. L'arte dell'intarsio, la perfezione nella rifinitura racchiude forse l'aspetto meno "acustico" di uno strumento musicale, ma di sicuro uno dei più appariscenti. </p>
Difficile trasporre in parole le immagini del volume sul lavoro del liutaio e estroverso intarsiatore canadese. Ed è altrettanto difficile valutare solo come "intarsi" i suoi lavori. Forse sarebbe più giusto parlare di opere d'arte di un pittore bizzarro che preferisce manici e palette di chitarre acustiche e classiche al posto delle tradizionali tele per lasciare impressi incredibili giochi cromatici su immagini in equilibrio fra atmosfere da fumetto, locandine da film e atmosfere sognanti ed oniriche.
Grit Laskin nasce come liutaio e solo in seguito raffina e sviluppa l' arte dell'intarsio riuscendo a stravolgerne l'aspetto ormai classico di semplice finitura, donandogli una sua vita indipendente in grado di capovolgere l'ordine d'importanza fra finitura e strumento musicale, arrivando a rendere quest'ultimo dipendente dalle figure che lo ricoprono.
Grit Laskin cresce e sviluppa la sua arte nella costruzione di strumenti musicali come discepolo di una figura storica della liuteria canadese e mondiale: Jean Claude Larrivée , liutaio e titolare della casa omonima, famosa nel mondo per una delle produzioni più eleganti e rifinite di chitarre acustiche.
Non a caso le chitarre Larriveé sono famose per gli intarsi in madreperla presenti sulle palette della sua produzione. I disegni sono progetto di Wendy Jones, moglie di Larrivée. A quei tempi Laskin lavorava ancora per Larrivée e probabilmente furono proprio i primi lavori della Jones a ispirargli la sua futura linea progettuale d'intarsio.
Dopo il suddetto periodo di apprendistato, Laskin apre una prima bottega in una dependance della sua casa dove inizia a produrre chitarre classiche ed acustiche. Solo nel 1974 inaugura il suo primo vero negozio a Toronto. La sua produzione - che include modelli di chitarre classiche, da flamenco, a 10 corde, acustiche - è ricca di nuove idee progettuali e strutturali che hanno variato quasi sempre l'aspetto tradizionale di costruzione.
Interessanti i suoi esperimenti sugli spessori delle tavole armoniche delle chitarre - mai uguali, ma differenziati a seconda delle zone interessate dalla trazione delle corde o dalla risposta acustica di bassi e cantini - sull'innesto dei manici alle casse, sulla sagoma delle casse e sulle linee avvolgenti dei bordi.
Insomma Laskin è un vero vulcano di idee innovative che una volta indirizzate verso la tecnica di rifinitura hanno portato a risultati sorprendenti.
Per i suoi lavori d'intarsio Laskin utilizza moltissimi materiali, in modo da poterne sfruttare al meglio le diversità cromatiche e le rifrangenze e creare quegli effetti tridimensionali così evidenti e affascinanti delle sue composizioni.
Un elenco lunghissimo: madreperle e coralli di tutte le specie e zone del mondo, pietre dure come turchese, malachite, lapis, criscolla, ossidiana, sugilite, materiali naturali come avorio, osso, metalli preziosi, argento e oro. Insomma tutto ciò che possa rendere luce e colore è sfruttato al massimo della sua estetica.
Nel libro, oltre ad una sequenza di pagine dedicate ai suoi lavori fotografati con grande maestria e definizione, è presente una parte iniziale dove viene spiegata con foto e scritti la sua tecnica d'intarsio.
Laskin ammette di impiegare più tempo ad eseguire un lavoro d'intarsio che a costruire l'intera chitarra. E visti i risultati gli crediamo sulla parola!
Insomma, il libro edito dalla Backbeat Books di San Francisco è una vera "perla" (visto anche il quantitativo di madreperla utilizzata….); 130 pagine di pura arte per tutti, chitarristi e non.
Da non perdere.
di Leonardo Petrucci
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Su Chitarre di Maggio in edicola una breve storia illustrata dell'arte dell'intarsio e una lezione pratica per realizzare dei semplici intarsi. |