Nick Drake - Made to love magic
<p>Un inedito assoluto ("Tow the line"), l'ultima incisione in studio effettuata da Nick Drake incredibilmente mai più ascoltata e miracolosamente riapparsa trent'anni dopo la sua morte è una ragione più che sufficiente per acquistare questo CD.</p>
Se poi aggiungiamo le sublimi "Joey" e "Clothes of sand" apparse solo sul postumo "Time of no reply", la inedita versione di "Three hours" con l'accompagnamento dei conga di Reebop Kwaakhn Baah, le due inedite, stupefacenti versioni di "River man" (senza orchestrazione) e di "Mayfair" (demo) più la nuova "Made to love magic" con una orchestrazione aggiunta amorevolmente da John Wood un po' come fecero Paul, George e Ringo per "Free as a Bird", questo disco è da considerare imperdibile.
Chi ci segue da alcuni anni ricorderà che annoverammo "Fruit Tree" fra i primi CD "indispensabili". In quella recensione cercammo di sviscerare - a livello personale - il fenomeno Drake, questo genio straordinario morto giovanissimo, e la sua "legacy" di soli tre album passati ai tempi quasi inosservati. Ebbene, più il tempo passa e più il mito di Nick Drake si rafforza e si ingigantisce. Ribadiamolo: Drake non è da tempo un autore di culto, segreto gelosamente custodito da pochi intenditori e inguaribili romantici, ma è assurto a faro di luce universale ispiratore di artisti, musicisti, poeti e sognatori. Le sue originalissime accordature aperte vengono studiate nel dettaglio, le sue melodie senza tempo prese a modello, la inimitabile voce portata ad esempio.
Unico per la semplicità perfetta delle sue canzoni, fonte inesauribile di emozioni per la bellezza infinita della musica e dell'interpretazione, Nick Drake non ci ha lasciato esclusivamente un messaggio sulla caducità dell'esistenza, sarebbe ingiusto e riduttivo solo pensarlo. La felicità delle piccole cose, la meraviglia di fronte allo spettacolo della natura e la nostalgia per i sapori e gli odori del passato, la speranza che nasce da un sorriso inaspettato, la passione e lo struggimento, l'amore e il rimpianto: nelle canzoni di Nick Drake c'é la vita in tutti i suoi aspetti.
Quando Garcia Marquez ascoltò i Beatles per la prima volta si rese conto di "assistere alla nascita delle proprie nostalgie"; nella nostra già citata recensione parlammo di una "dolorosa dipendenza": di fatto l'ascolto di Nick Drake ha - ma solamente su chi è "toccato" da lui, un effetto curioso. Viene voglia, chissà perché, di fare un bilancio della propria vita e di chiedersi se si ha amato abbastanza. Nessuno di noi ama mai quanto dovrebbe, o no?