Sono arrivato a un punto morto
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/35672/600x0/00/t_scan_8726184621_1copy2.jpg" alt=""> Ciao a tutti, è ormai diverso tempo che suono ma sono ormai arrivato ad un punto morto. Mi sono sempre arrangiato come autodidatta e solo per un anno ho preso lezione. Proprio in quell'anno ho fatto grandi progressi. Putroppo per varie ragioni non ho la possibilità di continuare a prendere lezioni da un maestro e così mi ritrovo a dover fare da solo.

Il mio problema è che non riesco a trovare un filo conduttore nello studio. Non riesco a trovare un metodo che mi consenta di fare progressi. Ma soprattutto avrei una gran voglia di fare qualcosa di mio, oltre che imparare le solite cover. E qui mi scontro con la dura realtà. Non avendo il talento di Clapton, Gilmour o altri grandi mostri sacri e non avendo le conoscenze teorico pratiche necessarie non riesco a andare oltre la scintilla creativa, non riesco a trasforma quella stessa scintilla in una fiamma viva. Eppure sento dentro luna gran voglia di esprimermi.
Riesco anche a suonare i soliti soli famosi, anche con discreta espressività, ma non riesco ad entrare nel meccanismo (durante l'anno di lezione ho imparato le pentatoniche e ne vedo abbastanza agevolmente l'applicazione nei soli di Gilmour). Forse la domanda non ha una risposta ma voglio ugualmente chiedervi quale secondo voi è la strada da percorrere per imparare veramente a suonare e far venire fuori ciò che ho dentro?
Mi ricorda quando ero ragazzino ed avevo gli stessi tuoi problemi.
Non disperare, la crescita dipende da Te, e ricorda che da ogni crisi, di solito
esce un nuovo livello di maturazione.
Ti consiglio di avere sempre uno spirito di ricerca Vivo ! prendi più input possibile
dall'ambiente circostante, ormai con internet non è difficile...
Copia e sintetizza, cerca di capire i meccanismi della musica e della composizione a prescindere
dalla chitarra... entrerai in un iter di ricerca affascinante che ti farà sentire vivo e stimolato!
Registrati ed inventa il tuo approccio ad un brano famoso...poi è questione di tempo, ma soprattutto
di quanto hai realmente da sacrificare per dedicarti alla musica.
la musica è un linguaggio... Ti darà indietro quanto gli avrai dato...
Good Luck
Gabor .
Poi passa alle pentatoniche (3 maggiori, 3 minori ed una diminuita) che si ottengono dalle stesse sette scale citate.
Pentatonica Maggiore : 1 2 3 5 6. Pentatonica Minore : 1 3m 4 5 7m. Pentatonica Diminuita : 1 3m 4 5b 7m.
E questo vale ovviamente per tutte le altre tonalita'.
Ciao
Da quello che ho potuto capire dal poco che hai scritto sembri sentire la mancanza di basi per poter fare qualcosa di più interessante della solita pentatonica, e dire che ne clapton ne gilmour, che tu citi fanno largo uso di scale insolite o di armonie "esotiche", ma prediligono feeling tocco ecc.ecc.
Considera che HENDRIX, nonostante tutto ciò che ha fatto conosceva quasi nulla di armonia, eppure molte cose le ha imparate in maniera "empirica" perchè era un geniaccio, ma anche noi comuni mortali possiamo fare cose nostre, in fondo il blues, il rock si possono davvero comporre conoscendo molto poco di musica.
Un consiglio pratico: a me è servito molto imparare le diteggiature delle scale; al di la della teoria (che ho approfondito solo dopo), ti potrebbe insegnare dove "mettere le mani" senza tirare fuori solo dissonanze.
Potresti andare a lezione o comprarti un bel metodo, io ho imparato come e cosa fare a livello di solistica dopo aver divorato questo:
GAE MANFREDINI - FRASEGGIO ED IMPROVVISAZIONE NELLA CHITARRA ROCK (ma ce ne sono moltissimi altri validi)
Ovviamente se andassi a lezione potrebbe essere decisamente meglio, ma dipende anche dalla tua attitudine allo strumento.
Buona fortuna!
George Gershwin è, in ambito musicale. l' autodidatta più illustre.
Era ormai famosissimo ma sentiva che gli mancava qualcosa e chiese lezioni a Maurice Ravel, che gli rispose: "Perchè vuoi diventare un piccolo Ravel, quando sei già un grande Gershwin?".
Anche Popa Chubby è un autodidatta (almeno così dice), e suona magnificamente. Non credo che intenda chiedere lezioni a nessuno!
Se non fai progressi da solo vuol dire che... non hai talento. O ne hai poco, come tu stesso ammetti.
Scusa la franchezza, ma cerca di trovare un maestro, magari una lezione ogni tanto. Senza guida non si va da nessuna parte e finisce che uno appende la chitarra al chiodo.
buona musica!
marco
Non sono nessuno,ma metto le mani sulla tastiera cercando di apprezzare quello che ne viene fuori..ti faccio un esempio sciocco...io ho iniziato a suonare "stregato" dagli assoli...e le ritmiche non le curavo per niente!
Bè...con mia sorpresa,dopo aver curato maggiormente l'accompagnamento...è migliorato anche l'assolo!
Non sapevo fare il solo di Don't cry? ho imparato quelli un po piu semplici...e magia,è arrivato anche quello di don't cry!
Il consiglio umilissimo è questo...
Quando prendi la chitarra...apprezza il piacere di suonarla sempre...e non perderlo mai!
L'esercizio di imparare i soli famosi è utile per acquisire tecnica, imparare nuove posizioni , e per applicare quelle novità che impari al tuo stile tirandone delle novità magari... quindi prova a mettere su una band, oppure rispondi a qualche annuncio di band che cercano elementi, buttati senza timore di non essere all'altezza e ricorda che un chitarrista anche non tecnicissimo e velocissimo può essere espressivo e fondamentale per una band, specie se è pulito preciso ed efficace... migliorerai pian piano con la pratica.
Ho letto davvero con molto interesse il tuo post perchè mi ricordava le medesime sensazioni di quando cominciai a suonare a 18 anni...nessun metodo tanta voglia di fare ma poca capacità espressiva,..poco "linguaggio dello strumento" nessuna nozione di teoria...sono andato avanti un bel pò di anni cosi..poi 3 anni fa ho deciso di coltivare questa mia grande passione piuttosto seriamente e mi sono iscritto all' accademia di musica della mia città. Beh posso dirti che sto vedendo dei risultati davvero impressionanti...ormai da tre anni suono minimo due ore al giorno, cercando di coniugare teoria e pratica e vedo, seppur con molta fatica, che piano piano comincio a capire il linguaggio del nostro magnifico strumento. Non ho mai pensato di essere un talentuoso, anzi...continuo a non pensarlo...tuttavia posso assicurarti che con una buona dose di dedizione e di sacrifcio alla lunga otterrai dei bei risultati...basta avere pazienza e credo, affidarsi ad un buon maestro, sia davvero indispensabile..perlomeno per imparare un metodo di studio serio e strutturato.
Nel mio piccolo cerco di pormi sempre dei piccoli obbiettivi da raggiungere e persisto fino a quando i risultati non sono più che soddisfacenti, la cosa assolutamente importante è non perdersi d animo e persistere e smettere di suonare solo quando senti male ai polpastrelli delle dita :))
In bocca al lupo compagno accordiano!
Se non puoi però allora devi riflettere su alcuni punti:
-quali sono i tuoi obbiettivi.Desideri solo suonare tanto per, vuoi diventare molto bravo o altro.
-anche se autodidatta devi avere un "metodo" di studio.
Non cominciare argomenti su arogmenti senza aver ben approfondito quello che stavi studiando prima.Non saltare mai importanti passaggi.
Lo studio della chitarra deve seguire un percorso progressivo:non si può iniziare studiando le scale simmetriche senza aver fatto la scala maggiore e le scale modali per esempio.
Per finire i miei consigli:
1-cerca i vari metodi di chitarristi e insegnanti famosi come Gambale,Mock,Diorio, oppure gli ottimi metodi delle scuole di musica come la Lizard (se vuoi ti posso indirizzare visto che la frequento),CPM, S.Luis ecc.
Questi manuali seguono un iter preciso e insegnano molto.
2-in base ai tuoi obbiettivi cerca di avere uno dei programmi delle scuole di musica citate sopra e vedrai che lì vengono elencati gli argomenti che servono e sono messi in ordine di apprendimento.
Ciao maghjko plettroX
Consiglio di studiare la tecnica (inteso come gesto tecnico) e associarlo sempre alla sensazione, al feel che si vuole ottenere.
Consiglio infine di fare pratica in tre modi:
- invertarsi cantando (anche solo mentalmente) della musica e riprodurla... senza barare...
- ascoltare musica di diversi generi, e riprodurla, cambiarla, giocarci...
- trovare dei musicisti e suonare dal vivo.
Ho detto poco! ;)
Se, come dici, non ti senti addosso il talento dei grandi, questo non significa che tu non possa essere grande a tuo modo.
La mia ricetta è questa qui: studia, possibilmente, se ce la fai, con un maestro (io sono stato fortunato), e poi, quando ti senti ad un punto morto, espandi i tuoi interessi musicali e non.
A me è servito tantissimo studiare un altro strumento: mi ha obbligato a curare l'aspetto melodico e di scrittura dei brani che i chitarristi tendono a trascurare e a provare tecniche d'apprendimento a volte antitetiche a quelle normalmente suggerite a chi approccia alla chitarra.
Mi è servito molto: frequentare musicisti che avessero un approccio più maturo ed un esperienza maggiore della mia; leggere libri, non necessariamente a tematica musicale, che aggiungevano punti di vista ai miei ragionamenti; ascoltare ed analizzare musica diversa dalla "solita", cercando punti di interesse anche lì.
A volte la soddisfazione è dietro a porte che non pensiamo neppure che si possano aprire.
se riesci ad ottenere un grande suono ti bastera veramente poco per arrivare a comporre qualcosa di buono, altrimenti sarà dura!! inoltre registra sempre più che puoi!! possibilmente in analogico!
ciao!!
Poi ci vuole (auto)disciplina.
"se qualcosa e' difficile , stabilisci che e' facile"
Non avere paura di prenderti delle pause. Niente piu' di un viaggio (o un amore) portano ispirazione. Il tuo suonare dev' essere una tua "emanazione" non una cosa staccata e a se' stante dal tuo essere. La musica e' il linguaggio primario , e' la preghiera piu' perfetta , per chi ci crede.
ho finito.
Ti dico la mia...io non prendo lezioni per motivi economici, se spendo per il maestro, non posso spendere per le chitarre.
Però ho molto tempo libero e posso trovarmi con altri amici, con i quali suono, mi confronto, parlo tantissimo ed imparo ( e magari qualche dritta la dò pure io...)
Inoltre su web c'e' tantissimo, prova a considerare qualcosa tipo Guitarmasterclass.
Inoltre ti posso indicare Soundclick che per me è stata ed è una vera fonte d'ispirazione.
Ciao
link
costa un pò ma ne vale davvero la pena! semplice, graduale e completa!
L'unica cosa che mi piace di questa enciclopedia e' la parte teorica (almeno dove spiega quella tizia , che' e' davvero brava e chiara)
Con tutti quei soldi che costa io personalmente comprerei 20-25 dvd originali della serie lick library
Se non puoi andare a lezione , ti consiglio , ad un prezzo veramente molto abbordabile , i 3 lavori di Gianni Martini , "tecnica chitarristica e studio dell'improvvisazione" , in 3 volumi acquistabili separatamente ( da Ricordi o via web) . Tra l'altro ormai sono sempre in offerta e scontati.
Credi, coprono tutti gli argomenti di interesse per un musicista.
Sistema modale, sistema tonale , pentatoniche, accordi teoria e pratica in maniera molto esaustiva , accompagnamento , arpeggio , lettura musicale , una corretta visione d'insieme per l'improvvisazione.
Esempi . Esercizi . Consigli sulla tecnica, sull'ascolto.
Quello che nessun libro ti potrà dare, è l'emozione , il piacere , la carica di lavorare con un maestro.
Ma qui trovi tutto ciò che è necessario sapere . E anche quello che non sapevi ci fosse.
E' vero , Gianni è stato mio maestro, ma non è piaggeria o pubblicità, solo un consiglio dato senza interesse.
Buona musica.
prendi 3 chitarre: 2 le tieni accordate in aperta e uan in normale e suona ogni volta la stessa cansone sulle 3 chitarre: all'inizio non ti raccapezzerai con le diteggaiture e quindi sarai costretto a raggionare per note quando comincierai a farlo allora per te la tastiera della chitarra divenetra una autostrada saprai sempre dove metetre melodicamente le mani.
ti faccio un esempio pratico
"manish boy " di muddy
è facile suoanarla ma se al suoni in accorsture aperte ti si apre un mondo nuovo e quando la rifai in accordatura standard vedrai che sulla tastiera ti si apriranno delle piccole situazioni che esuleranno la pentatonica.
altro consiglio: l'80% dei chitarristi sa suonare a stento in 4\4 ma se imparerai a suonare scomponendo i tempi spesso non ti servira' fare l'assolo ti abstera variare il ritmo e avrai degli spunti magnifici: in questo Joaho gilberto e bob brozman sono maestri, pensa solo che uan volta Gilberto ad un clinc fece metetre tutti in panico facendo un solo con l'accordo di do maggiore e la scomposizione del ritmo del pezzo stesso......
Sì perchè dai la visione di "apertura mentale" necessaria proprio per esprimersi.
- conoscere le note sulla tastiera
- limitare le note utilizzando l'"espressività propria della chitarra"; bending, glissati, legati, VIBRATO e, come ti ha detto Zoeromeo ;), RITMO - spesso 'si và per sedicesimi' e basta ma in realtà in mezzo si sono INFINITE POSSIBILITA' senza dimenticarsi le PAUSE
Ciaoo
Io per esempio non ne sono uscito ancora del tutto, ma in confronto a due anni fa dove ogni solo su giri di blues in minore era quasi sempre uguale, e quindi mi sentitvo in qualche modo soffocare in una impasse creativa dal quale non andavo avanti, mi sono scrollato poano piano vecchi cliches' ripetitivi.
Non e' vero come dice qualcuno che basta il talento, perche' uno anche se non lo ha con lo studio e la giusta applicazione puo' fare tanto.
Studia licks, e applicali su diverse tonalita'
Analizza intavolature di pezzi che a te piacciono, per carpire e capire i passaggi
Compra magazine come Guitar Techniques che hanno pezzi + o meno famosi, con intavolature, basi musicali su cd, ecc dove allenarti
Usa Guitar Pro e tutto cio' che trovi in rete
Guarda i video della serie Lick Library, che sono fatti benissimo
Se ti capita guarda anche Riff interactive, fatti benissimo anche questi
ciao
alf
Bello !
Grazie Alf
alcuni links di lezioni video gratuite
link
link
Battute a parte, ti giro il consiglio del mio vecchio maestro: cerca di riprodurre assoli di sassofono, o di tromba.
Altro consiglio: per capire la tastiera lavora ORIZZONTALMENTE e VERTICALMENTE. Cioè pensa ai box, ma prova anche a improvvisare frasi su una corda sola. Tipo: solo sul mi cantino. Poi aggiungi il si. Poi il sol. Poi fai solo mi e sol.
Questo, credimi, funziona proprio tanto.
Espressività: mmmm... lascia perdere le note, cerca di "capire" come ragionano i Grandi. Senti Gilmour, per dire: Time, o Dogs. Tutto quel "masticare", il senso del parlato. Gilmour racconta storie. Anche Clapton, specie il periodo Derek. Dice una cosa, poi la ribadisce. Poi ci gira attorno. Page (la mia bestia nera di questi giorni): destra forte, al limite della zappata. E' prolisso, nervoso. Ha sempre fretta di aggiungere un concetto in più. Jimi lascialo stare... dà solo frustrazione :-)
- "non riesco a andare oltre la scintilla creativa, non riesco a trasforma quella stessa scintilla in una fiamma viva". Il difficile e' avere la scintilla, quello non si puo' insegnare, ma se quella sei in grado di trovarla allora lo studio (tecnica, teoria, armonia, lettura, ecc..)ti aiuta a trasformarla in fiamma. Metodi ce ne sono tanti, tutti piu' o meno interessanti ma non mi sento di consigliartene uno in particolare senza sentirti suonare. Prova qualcosa e vedi se ti trovi bene, di consigli buoni te ne hanno dati tanti.
- "Ma soprattutto avrei una gran voglia di fare qualcosa di mio, oltre che imparare le solite cover" Beh ci sono chitarristi con 30 anni di onorata carriera che a questo punto non ci sono mai arrivati, se ti poni questo problema sei gia' un gradino sopra...
- Vorresti fare musica tua? Falla! Provaci, non fermarti al secondo accordo perche' non ti dice nulla. Scrivi un pezzo intero (completo, dall'intro alla coda, assolo compreso se c'e') anche se ti sembra banale e non sei pienamente convinto di quello che verra' fuori ed analizzalo solo alla fine e cerca di capire cosa c'e' che non ti convince. Un quadro si guarda alla fine, non alla prima pennellata.
Tuttavia, una volta trovato un minimo di equilibrio (dopo diversi traslochi e vicissitudini varie che ci sono nella vita di tutti) la voglia di suonare è tornata prepotente e questa volta, consapevole che per un bel pò non avrei suonato con altri (per varie ragioni), ho deciso di ritornare al primo amore. Lo stimolo me lo ha dato la ripetuta visione ed ascolto di un DVD di Clapton ... mi sono detto: "perchè non provarci?". Così per un anno ho preso lezioni ed i risultati non sono tardati. Confermo che un buon maestro è una grande fonte di crescita ed un grande stimolo (purtroppo non posso più permettermelo, sia per questioni economiche che per questioni di tempo).
Non so se ho o meno talento (mia moglie dice che per lei sono bravissimo e a dire il vero i complimenti alla band dove suonavo il basso non sono mai mancati ... anche se facevamo cose semplici), ma non credo che questo possa o meno influire sulla voglia ed il piacere di suonare.
La risposta che posso dare a tutti è che la voglia, il desiderio di fare musica è molto forte, ascoltare un concerto in cuffia la sera quando i bimbi dormono è fonte di grandi emozioni (non vi nascondo che una sera sul secondo solo di Confotably Numb ho anche pianto ... quasi mi vergogno a dirlo). Quello che mi manca è il tempo. I bimbi assorbono tanta energia ed a volte la sera prorpio non ho la forza mentale per mettermi a studiare.
Il mio obbiettivo è riuscire a "suonare" musica, non solo "eseguirla", la mia musica, quella che so esserci dentro di me (varie volte in sogno ho ascoltato dei miei pezzi inediti favolosi ... che poi al risveglio sono scomparsi).
Ma forse la risposta è nella stessa domanda che ha riacceso in me il desiderio di suonare: "perchè non provarci?"
l'arte si fa... facendola..
se vuoi comporre devi semplicemente farlo.. senza aspettarti che la prima cosa che ti esce sia Yesterday..
accontentati, per ora, di fare delle cose che risultino "compiute", "corrette", il capolavoro, se vorra' venire, verra' da se.. e verra' "lavorando":. non aspettando staticamente l'ispirazione..
tutti gli artisti, anche quelli che hai nominato, per un certo numero di pezzi "storici", hanno tirato fuori anche un sacco di "fuffa"
Ripeto. Le regole non esistono. Teoria, armonia, che vada tutto a farsi fottere. Esisti solo tu.
Per esperienza personale scrivere pezzi è molto più utile di un benedetto psicologo.
Ma si non studiamo più musica così diventiamo tutti grandi musicisti.
Tanto per cominciare la tua prima frase mi suona molto come sfottio, il che mi disturba alquanto.
Per chi si approccia allo strumento ancora con candore, le regole sono la morte dell'ispirazione. Quando si capiscono i meccanismi, ecco che allora sono utili le regole per far quadrare il tutto.
Questa è libertà, per dio! Come credi che scrivesse kurt cobain? E Django? E Hendrix?
Non dico che le regole sono inutili. Dico solo: se si vuole esplorare il proprio "io in musica", che vadano di tanto in tanto a farsi fottere.
E ribadisco, quando componi ci sei solo tu. Il resto fuori. Se la tua testa vuole che scaturisca qualcosa di magico spetta a te fare che accada. E credimi, qualche regolina di armonia non ti renderà più facile farlo all'inizio. Anzi, la renderà più distante, meno tua, più strutturata. L'istintività scompare.
Mi fa ridere chi afferma che prima di scrivere un pezzo devi conoscere armonia, teoria eccetera. Frasi per pararsi il culo in verità, frasi per non scontrarsi faccia a faccia con la propria paura di non essere in grado di farlo. Perchè comporre è un operazione di autoanalisi tremenda, è come guardarsi allo specchio. Come riascoltarsi cantare. All'inizio è una bruttissima sensazione. A noi sembra scontato ma vi rendete conto di cosa vuol dire ascoltare te stesso? Essere critico nei confronti di te e nessun'altro? E' la cosa più difficile di tutte nella vita.
Dai a un bambino una chitarra in mano, e insegnagli la musica a partire dalle regole e la odierà.
Prima si impara a controllare l'emotività con lo strumento. Poi si imparano le regole. Se vuoi comporre. Se no che ne so, io parlo per mia esperienza.
E stai calmo.