Di tutto un po'
<p>In questi ultimi quattro mesi siamo stati letteralmente sommersi dai vostri CD. </p>
Ringraziamo tutti per la preferenza accordataci, vi invitiamo a continuare (fa sempre piacere sentire la nuova musica made in Italy) e ci scusiamo per a) il ritardo con cui recensiamo li vostri CD e i vostri demo e soprattutto b) per la brevità dei giudizi (ma siete davvero tanti!) Vi assicuriamo però che i primi 9 CD di cui andiamo a palesare le nostre impressioni sono stati ascoltati più volte e anche i vostri curriculum sono stati letti ed archiviati e verranno forniti ai
promoter o alle agenzie che ce li richiederanno per offrirvi nuove opportunità di performance dal vivo. Non se ne abbiano a male coloro che ricevono un giudizio negativo e continuino per la loro strada. Dopotutto questa rubrica si chiama "Dangerzone" e il pericolo della stroncatura è sempre in agguato.
Dopo questa lunga ma necessaria spataffiata iniziamo con la raffinata bossa nova dei veneti NOSSA ALMA CANTA, il cui CD "Estrela" ci ha piacevolmente sorpreso per la freschezza delle proposte e per il respiro internazionale del progetto. 13 tracks sospese fra jazz e musica brasiliana con un sound decisamente contemporaneo (cfr. i Koop) a cura del chitarrista Renato Greco: complimenti.
Un po' pretenzioso ci è sembrato invece il CD mandatoci da JERRY MANGONI, i cui tappetoni new age - pur denotando un buon mestiere - poche novità aggiungono a un genere che non è mai stato nelle nostre corde.
Troppo casalingo, e in alcuni brani dilettantesco (per dirla alla Glen dei Zizzetope - e almeno accorda la chitarra,eccheccazzo!) il CD "Alterne Vicende" di ETTORE SETTANNI: ritenta.
Conferma per il bravo JIMMY JOE DESTRADI, già recensito in questa nostra rubrica: il CD "Live at Oxis" (Jimmy Joe Band) è bello grintoso e inciso bene. Ottime vibrazioni rock blues a go-go, bravi!
Quasi completamente illeggibili le tracks di "Subterraneans" di LUCA FORMENTINI (CD difettoso?): quel poco che siamo riusciti a sentire ci è sembrato alquanto strano ed ostico, ma sospendiamo il giudizio, in attesa - se lo riterrà opportuno - di un nuovo CD.
"A2A" il nuovo gruppo del chitarrista LELIO PADOVANI ci ha mandato il CD omonimo: senza nulla togliere alla professionalità del trio, ci è sembrato un lavoro un po' farraginoso e in un paio dei 4 brani anche freddo; Lelio ci ha abituato a prove di ben altro spessore, e forse insistere sul guitar synth e sulla fusion elettronica sottrae alla musica una buona dose di feeling.
Un bel tiro ha indubbiamente ARMANDO PETRINI, che nel CD "Good Mood" dimostra tutta la sua verve di formidabile chitarrista di rock strumentale, apprezzato professionista in Italia e all'estero. Complimenti anche a lui.
Non siamo dei fanatici di hardcore metal (o speed o nu o extreme o very very heavy o come volete chiamarlo voi) e dunque non i più adatti a recensire il CD dei W.O.M.P. (omonimo), ma delle 5 track ben 4 sono nella stessa tonalità e hanno gli stessi, identici power chords. Il tutto risulta leggermente stucchevole, sgolamenti di voce a parte.
E chiudiamo (pfiu!) questa prima infornata con il CD che ci è piaciuto più di tutti,"Cutting Bridges" (Music Academy Records - Bologna -MAR007) di GIACOMO CASTELLANO. Per freschezza di suoni, per impatto, per virtuosismo tecnico e per ricchezza di idee (unico peccatuccio veniale l'essersi ispirato un po' troppo alla base ritmica di "The Song remains the same" dei Led Zeppelin in "Gaztambide") questo disco non sfigura se paragonato a un lavoro di Satriani,di Vai o di Eric Johnson. Strepitoso.