Gibson SG Standard 2008
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/28532/600x0/00/t_350px-sg1.jpg" alt=""> Molto si è scritto su questo prodotto, articoli, recensioni, e quant'altro, ma penso si debba parlare ancora di queste chitarre, anche perchè queste non sono uguali per filo e per segno a quelle di qualche anno fa, tanto meno alle prime produzioni! Prenderò in esame la mia, nuova, di rosso fiammante SG standard con numero seriale 032480317, scelata fra ben altre 3 SG identiche per modello e finiture(ovviamente scelsi quella che mi pareva al orecchio migliore!). Partendo dal estetica, la chitarra appare subito immacolata, senza difetti apparenti, ma ad un analisi più dettagliata si nota che il montaggio delle manopole dei potenziometri non è stato molto preciso, infatti sono leggermente storte, tutte, ma si parla di millimetri.

La verniciatura è come dovrebbe essere su una chitarra da 1060€, cioè precisa, e senza pecche, e fa vedere le bellissime venature delle due tavole di mogano incollate fra loro che compongono il corpo della chitarra, senza però far vedere il punto di giunzione delle due, che si nota solo per il disegno differente delle fibre del legno.
stessa cosa vale per il manico,profilo 50°, incorniciato da un binding in materiale plastico color crema.
La paletta pur se verniciata benissimo, e abbellita con i due classici intarsi in madre perla con nome della casa, e simbolo a corona, presenta una piccola anomalia, è assimmetrica, anche se di un inezia, ma è pur sempre di forme leggermente differenti per lato. A parere mio, non preoccupa la cosa, perchè bisogna essere davvero pignoli per notarlo subito, e aggiungo anche che non è fatto con uno stampo, quindi l'errore umano ci può stare.
Prendendo in mano la chitarra appare subito manigevole e leggera se paragonata alla sorella maggiore les paul, ma non eccessivamente, tanto che pare molto solida, e piena di corpo(e ci fa presagire che anche non amplificata, avrà una gran bella voce).
Alla prima pennata si ha subito la conferma che non è una chitarra elettrica qualunque, anche se la sua personalità non si fa sentire acusticamente come dovrebbe. La mano sinistra corre con facilità su e giù per il manico, egregiamente profilato, anche se il gusto è soggettivo, e quindi a qualche d'uno potrebbe non andare "comodo".
la tastiera in palissandro ospita tasti ben spessi e installati, in cui si alternano intarsi trapezoidali dalla precisone moderna e pulita.
Ah, dimenticavo, al 22esimo tasto si arriva con una facilità estrema ! A qualcosa dovevano servire quelle due corna!
Attaccata al ampli mostra quello che è veramente, una chitarra spiccatamente "piccante" ma che non disdegna assolutamente i contesti più soft , aiutata anche grazie l'accoppiata dei due pick up HB 490R al ponte e al 498T manico.
Il primo risulta secco, potente, ma non invasivo, e accentua la mediosità e il suono impastato della chitarra che da distorta da filo da torcere a chitarre con il look ben più aggressivo.
La posizione dello switch a metà da un suono adatto forse a sezioni acustiche, e risulta come molti altri sostengono privo di personalità.
Il pick up al manico invece "squilla" e questo rende felici, perchè permette di passare da ritmiche infuocate, ad assoli ben risaltati da questa liquidità sonora che il 498T regala alle note.
In conclusione, la qualità del prodotto è acresciuta, sopratutto in questi 2 anni. Queste chitarre paragonate rispetto ad esemplari di 4-5 anni fa non presentano problemi di verniciatura alla paletta, o montaggio delle mascherine impreciso, o ancora grossolani errori di regolazione delle chitarre, anzi, si è agito sui componenti come sul punte, che oggi è privo di quella fastidiosa astina di metallo che reggeva le salette e che vibrava a più non posso.
Certo non è priva di difetti, ma se non ne avesse, che gusto ci sarebbe? resta comunque una delle armi da rock n'roll più affilante di sempre!