U2: lo stile di The Edge
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/36781/600x0/00/t_u2chitarre.jpg" alt=""> Non ci sono vie di mezzo, lo si ama o non lo si considera minimamente... ma – a dispetto dei detrattori - rimane comunque uno dei chitarristi più originali e riconoscibili degli ultimi trent’anni. Il lavoro chitarristico di The Edge è il marchio di fabbrica degli U2 assieme alla voce di Bono ed è un sound che ha lasciato il segno in buona parte delle produzioni musicali contemporanee.

Cercare di riprodurlo non è un’operazione troppo facile e abbiamo pensato di chiedere a un esperto quali sono gli ingredienti, le dosi e... i tempi di cottura. Il nostro consulente è Alex Petroni, chitarrista degli Achtung Babies, cover band degli U2 a livello internazionale, e si è prestato per mostrare nei filmati come è possibile ottenere il suono di The Edge, completando la cosa con schemi e settaggi pubblicati su Chitarre di Maggio assieme ad un articolone sulla band di Sergio Staffieri, che analizza anche il nuovo disco, No line on the horizon.
Nel primo filmato qualche consiglio generale e “Bad”. Nel secondo, “Pride”, “Mysterious Ways”, “Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me”, “I Will Follow”, “The Electric Co.” e “Vertigo”
sono anni che cerco in commercio quei plettri ma non sono ancora riuscito a trovarli
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Li ho ordinati, in pochi giorni mi è arrivata la busta e poi ho fatto il bonifico..
gradissimo
Qualcuno mi sa dire le impostazioni del delay per "The Electric Co" ?
Achtung Baby eZooropa mi hanno fatto, a suo tempo, impazzire. Sono stati tra le primissime musicassette originali comprate, avevo 12 o 13 anni.
Qualche anno fa trovavo molto interessanti anche gli altri personaggi U2.
Non è una questione di mentalità chiusa, francamente li ho visti anche dal vivo all' Olimipico due o tre anni fa, e sebbene sia impossibile non riconoscere che sono una band straordinariamente brava dal vivo, non c'è un singolo momento chitarristico che mi sia rimasto in mente l'istante dopo essere stato suonato.
Mi concentrerei solo su un trittico musicale composto da Joshua Tree, Rattle and Hum e Acthung Baby per dire che inevitabilmente con quel passaggio storico Edge e tutta la band hanno segnato la differenza nel mondo del rock.
Quando li seguivo in quel periodo, quello delle uscite di quei pezzi, ascoltarli era qualcosa di sensazionale perchè agganciavano assieme canzoni di protesta, ricerca del suono mai raggiunta prima, una voce mai più ripetuta in futuro (soprattutto dallo stesso Bono), stile e coinvolgimento.
Oggi non è la stessa cosa certamente per questo ti capisco bene.
Per questo non è importante che si sappia suonare nel vero senso della parola, quando si cerca lo stile di Edge, ma piuttosto che si sappia creare il suono. La canzone vi crescerà intorno in maniera naturale.
Lo spiegano Edge ed Eno in un documentario girato per commemorare dopo molti anni l'uscita di Joshua Tree quando discutono a proposito di Where the streets have no name. Edge arrivò in sala di registrazione con un nastro con cui aveva inciso quel suono e quel giro che generava una struttura armonica molto molto particolare... di li nacque il resto.
Bono recentemente ha rilasciato una intervista a proposito di quella canzone dicendo che oggi a distanza di molti anni se ne vergogna un pò. Ecco la sintesi della evoluzione U2 sta forse in queste parole. Io li preferivo allora: epici, retorici ma disgustosamente coinvolgenti.
...io credo che molte canzoni siano rimaste in mente e te o magari a molte altre persone....indipendentemente dalla chitarra perche seconde me alla fine gli U2 fanno canzoni....non so se mi spiego :)
Questo, ovviamente, al di là che gli u2 possano o meno piacere, chiaro
Io il mio suono lo trovo così, ma non mi sento di dire che il fatto che The Edge usa il delay a manetta lo renda meno bravo o meno puro come chitarrista. Ci vuole un' abilità di diverso tipo anche per sapere usare e sfruttare bene questi effetti, cosa che magari un chitarrista da chitarra-jack-ampli non sa fare, o non sa andare oltre un utilizzo banale..
L' unico grosso nome che penso suoni diretto diretto nell' ampli credo che sia Angus Young francamente..tecnici e cura del suono a parte, il timbro è quello, SG e plexi, SG e jtm, SG e jmp..certo il suo setup suona da paura anche perchè può permettersi di tirare tutto a cannone, che fa una grossa differenza.
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Non ho mai sentito che Angus usasse Mesa, per cominciare..
E anche le orecchie mi portano a pensare che il suo setup sia questo
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Guitargeek di solito è molto affidabile.
Ma che importanza può avere?! Che strane deformazioni... Stiamo parlando di The Edge, uno che conoscono tutti, anche i più snob, perché ha saputo imporre un suo stile espressivo e creare belle emozioni. Fino a prova contraria, l'arte ha a che fare molto più con questo, che con lo sfoggio di perizia esecutiva sul manico di uno strumento tutto sommato volgarotto come la chitarra.
Per quanto mi riguarda considero moltissimi shredder niente più che dei bravi, zelanti manovali. Servono anche loro, ma non è di loro che ci si ricorderà.
Non credo che siamo qui per valutare la pulizia del tocco di The Edge, non trovo l'utilità di un simile giudizio.
Inoltre un delay come questo ti costringe a suonare a tempo, un orecchio allenato becca immediatamente il fuori tempo sul delay.
The Edge è sempre stato un chitarrista che ha interessato poco gli shredders ed i bluesettari. E' stato invece fonte di ispirazione e di idee per chi ha sempre badato alla musica nella sua sostanza e non per quelli che si coltivano e guardano soltanto il loro orticello.
Questi articoli sono davvero utili e fanno capire tante cose.
Ancora complimenti !
Quello che mi preme di dire ,sempre premettendo il "secondo me", è che The Edge è uno dei più grandi innovatori della musica Rock.
E....si è pure uno dei più grandi chitarristi della musica Rock.
Questo perchè ha creato, come si è già detto più volte, uno stile riconoscibile, apprezzato e imitatissimo.
Quoto Nevskji quando dice che non ci si può far tutto con chitarra-jack-ampli....The Edge ne è la dimostrazione lampante.
E a chi lo critica a livello tecnico ricordo che lo stesso Jimi Hendrix, a livello tecnico, se paragonato ai "mostri sacri" o "guitar heroes" di oggi, è il nulla più assoluto. Eppure è ritenuto dalla maggioranza dei chitarristi ,anche da me, il più grande chitarrista Rock di sempre.
Perchè?
Perchè ha "creato". Ha portato l' innovazione, nel bene e nel male, in un mondo fissato su altri canoni.
Quanti sono, attualmente, i chitarristi che possono vantare un tale status? Secondo me si contano sulle dita...a dispetto dei tanti superlativi chitarristi che ci sono in giro (e che apprezzo molto sia chiaro).
Ecco, pur non volendo fare sciocchi paragoni con Hendrix, secondo me The Edge dovrebbe fare parte di questa schiera.
E' bravo? Si.
E' musicale? Indubbiamente si.
Punto fondamentale:
E' DIVERSO da tutto quello che c'è intorno, e tuttavia, è apprezzato da un grandissimo numero di persone, chitarristi compresi? Si.
E allora...
Detesto, cordialmente, The Edge ritenendolo uno dei chitarristi più inutilmente sopravvalutati degli ultimi 30 anni (aò, so gusti. Che ce devo fa?).
Appurati questi due punti e comprendendo le esigenze commerciali che vogliano un nome "di grido" in copertina onde richiamare l'attenzione del lettore non abituale (vedasi SVR, vedasi Beatles, vedasi Stones, vedasi The Edge) pratica che - in ambito editoriale - reputo SACROSANTA e di cui è ben lungi da me la volontà di lamentarmi ammetto tuttavia mi piacerebbe vedere nei prossimi numeri un "servizio di copertina" (con relative 6 pagine di approfondimenti interni) su qualche nome maggiormente di nicchia: magari acustico come Frank Vignola (ultimo numero) o Riccardo Zappa per citare due nomi; magari meno conosciuto (Kurt Rosenwilken per dirne uno che adoro) anche per vedere dimostrata un'attitudine a mostrare il "Bello" e "Valido" che, peraltro, nelle pagine interne della rivista è già ampiamente palese.
Un plauso ad esempio per la scelta di Bonamassa in copertina (anche se in fondo è mainstream pure lui) sottolineandoo che la mia NON è una critica quanto più il desiderio di uno che vi legge dal 94.
E visto che a giugno faccio 30 anni che dire... Mettetevi una mano sul cuore e regalatemi un numero monografico su Bireli Lagrene o Manu Codjia. E' probabile avreste una tiratura ristrettissima della copia mensile suddetta ma v'assicuro che una statua sotto casa mia non ve la leva nessuno :)
Cmq The Edge è importante nell'economia della band non in quanto chitarrista in assoluto.
Anche chi lo odia deve ammettere che senza lui il sound degli U2 non esisterebbe e probabilmente non sarebbero così famosi.
Io sono neutrale non lo amo e non lo odio, però gli rendo merito dell'esplorazione dell'uso del delay come parte integrante del suo suono, il dealy come parte ritmico/melodica e non solo come effetto di ambiente
Un paio di domande:
Se si dovesse trascrivere un pezzo di the Edge, bisogna scrivere il settaggio del delay ad inizio canzone?
Bisogna riportare sullo spartito anche le note create ritmicamente dal delay o solo quelle realmente suonate?
Veramente un peccato che non abbia raggiunto il livello di popolarità di Edge, secondo me è tecnicamente e artisticamente molto più preparato, lo frega probabilmente la limitata ricerca sui suoni.
Quello che in molti non capiscono è che The Edge è un chitarrista ritmico, e come tale va considerato. Se la gente (più che la gente, aimè, i chitarristi.. la schiera più becera degli ascoltatori di musica purtroppo, non dite che non è vero perchè lo siamo) ascoltasse i chessò Ruttle&Hum pensando solo ed esclusivamente che Edge è un chitarrista ritmico, lo considererebbe un genio. E il suo stile non è affatto semplice. E' delicato, concentratissimo, preciso come una stella incastonata, scintillante ma senza confondere.
Ed è un autore meravigliosamente culturale, con molte influenze, e che ha dimostrato una impressionante capacità di innovazione, almeno fino ai primi anni novanta. Gli U2 sono davvero stati il più grande gruppo di sempre per quindici anni e chiunque volesse fare musica a livello professionale e a livello di "massa" dovrebbe studiarli, esattamente come un ingegnere studia la matematica.
complimenti anche ad Alex Petroni.
C'è una cosa però negli schemi dei set up su chitarre che non viene specificata bene.
Quando di Edge usa per i distorti macchine del tipo: Korg A3, Pod XT pro, Roland etc..
dato che sono anche dei preamp... COME LI COLLEGA AL VOX????
nel senso che li usa come semplici distorsori, e poi entra nell'input del vox,
oppure gli usa come preamp e poi entra nell'ingresso return del vox????
ciao
USA IL PREAMP
usare semplici distorsori nel Vox senza rischiare di essere sferzati da un brivido di suono glaciale è impossibile, neanche con mastercard ci riesci, giuro.
a presto a Milano?
mi chiedo come sia possibile che su una rivista specializzata nel mondo delle chitarre e parla a chitarristi e non a persone comuni affronti un tema impegnativo e complesso come sono i suoni di edge non spiegando minimante come usa il dual delay, lo shimmer il percorso del segnale insomma affrontare il tema sapendo di parlare a chitarristi e non a utenti " comuni "
nessuna polemica Alex sa benissimo queste cose mi chiedo perche non se ne sia parlato, nemmeno alla lontana.
Il link sotto è un'articolo che ho scritto l'anno scorso. Ascolatate"Outside In"al Rockpalast nel 1978!!, per capire che quel tipo di sound non è proprio proprio innovativo....
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