Cinquantesimo anniversario della Stratocaster
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17650/600x0/00/mini-stratocaster.jpg" alt="Cinquantesimo anniversario della Stratocaster" class="legacy_param">È durata da giugno ad ottobre l'esposizione allestita a Bologna nelle sale del prestigioso palazzo Aldini Sanguinetti (sede del nuovo museo degli strumenti musicali). Migliaia di visitatori hanno potuto ammirare ed ascoltare così la storia di questa normalissima/straordinaria chitarra elettrica, grazie anche ai pregevoli filmati di repertorio. In vetrina molti pezzi rari e ricercati, messi a disposizione soprattutto da collezionisti ed appassionati, come la Strat n. 0886 del 1954 o anche la Broadcaster del 1949 e la Telecaster del 1952.</p>

All'interno di una panoramica che abbracciava la storia di questa
sei-corde dagli inizi ai nostri giorni, particolarmente ammirate - come
prevedibile - alcune chitarre 'storiche' come la variopinta
Stratocaster di George Harrison (accompagnata in automobile sotto
scorta dall'Inghilterra) o la '61 - ormai quasi priva di vernice sulla
cassa - di Rory Gallagher, fornita dal fratello del chitarrista
irlandese scomparso una decina di anni fa.
Ben rappresentati sia il periodo pre-CBS che quello immediatamente
successivo alla vendita della ditta da parte di Leo Fender, con parata
finale relativa alla rinascita del marchio sotto la guida dell'attuale
proprietario, Bill Schultz.
Esposte, dunque, sia le ultime e moderne American Deluxe (vedi
test in questo numero), sia le numerose repliche dei modelli vintage,
sia alcuni esempi dell'estro del custom shop come la Jimi Hendrix
Monterey Pop Stratocaster, la copia-carbone della n.1 di Stevie Ray
Vaughan, la Harley Davidson 90th Annivversary con cassa in alluminio,
la Playboy 40th Anniversary con una sensuale Marilyn Monroe nuda
dipinta sulla cassa e anche la "Dodicaster" realizzata per Dodi
Battaglia dei Pooh.
Prregevole il lavoro fatto dagli artigiani della Fender per
confezionare uno strumento dedicato alla città di Bologna, di cui
riporta un'antica immmagine sulla cassa e lo stemma suulla tastiera.
Un ringraziamento a Casale Bauer, importatore Fender fin dal 1962,
per lo sforzo fatto nel realizzare un evento unico anche nel suo
rapporto con le istituzioni (in questo caso, il comune di Bologna), a
Roberto Agostini che ha seguito con attenzione il percorso storico
scrivendone le note nel catalogo e raccontando giornalmente ai
visitatori storia e aneddoti del mondo Fender.
A chi tocca, ora?
Su Chitarre di Dicembre il resto della cover-story sul mezzo secolo della Fender più amata, con galleria delle Strato più famose e la cronaca della celebrazione londinese a Wembley. |