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Distorsione nei finali valvolari

Distorsione nei finali valvolari

Ben ritrovati a tutti, come promesso, siamo di nuovo qui a parlare questa volta della distorsione generata da un piccolo finale di potenza valvolare in classe A composto di un pentodo EL84 ed erogante circa 5 watt. Ho scelto questa soluzione per semplificare i calcoli al software Microcap nella simulazione del circuito e quindi ottenere risultati più attendibili. La piccola potenza non deve trarre in inganno perché a noi serve capire solamente quali e quante armoniche sono generate dalla saturazione di questa valvola e non pregiudica la qualità del finale.

di TidalRace 24 DIC 16
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Come negli articoli precedenti, anche qui, ho utilizzato una visualizzazione dei dati in stile analizzatore di spettro poiché mi è sembrato il sistema più intuitivo utilizzando delle barre colorate come descritto sotto e me ne scuso se per qualcuno è la terza volta che le legge, ma è utile per chi non ha letto i precedenti articoli.
Nelle tabelle la barra verde è la nostra fondamentale e quindi la nota che stiamo suonando, mentre con le barre rosse indichiamo le ottave superiori della fondamentale e quindi armoniche pari, con le barre azzurre le armoniche dispari e infine con le barre arancioni altre armoniche pari che però sono note diverse da quella che stiamo suonando. Se non fossi stato chiaro, considerate in maniera positiva l’apporto della barra verde e delle barre rosse e in maniera negativa quello delle barre azzurre e arancioni.

Il circuito rappresentato sotto è la riproduzione sul software prima citato dello stadio finale di un piccolo valvolare da 5 watt regolarmente in commercio. Naturalmente modificando i valori di tensione d'alimentazione e dei componenti del circuito si ottengono risultati diversi sia di risposta in frequenza, sia di potenza erogata, sia di armoniche riprodotte, ma in questo caso occorre tenere conto della dissipazione a riposo del tubo che altrimenti rischierebbe di bruciarsi.

Intanto dallo schema si possono notare, oltre i valori dei componenti e le tensioni d’alimentazione, anche la resistenza del primario del trasformatore d’uscita (TP1) che io ho calcolato con un valore di 150 ohm ed è rappresentata in grigio chiaro. Il suddetto software mi ha anche avvertito che la polarizzazione della valvola è effettuata fuori dai limiti di dissipazione quindi facendola durare molto meno per pochi decimi di watt in più. Un valore più corretto di resistenza catodica sono 270 ohm anziché 220.
I 5 watt dichiarati sono riferiti a una distorsione totale di oltre 8% ma la massima potenza erogata, in linea teorica è di circa 7,5 watt con il 32% di THD e quindi oltre il valore nominale.
Detto questo, si può intuire uno dei motivi per cui un 5 watt valvolare ci suoni più forte di un 5 watt a transistor. Un altro motivo e sicuramente più importante è che il finale saturando in maniera musicale permette lo sfruttamento della distorsione sull’attacco della nota che ha un’ampiezza di segnale molto più ampia della parte sostenuta permettendo quindi un maggior sustain e una sensazione acustica di potenza maggiore.
In un ampli a transistor tradizionale invece il clipping del finale produce uno sgradevole rumore obbligandoci a rimanere nella parte esente da distorsione abbassando quindi i volumi e di conseguenza perdendo gran parte del sustain ed è per questo che è preferibile utilizzare ampli a transistor di alta potenza.

La prima tabella riporta le armoniche in una situazione di suono pulito con uscita a 1,5 watt efficaci o rms e THD di circa 4%.
Ora andiamo a osservare il nostro analizzatore di spettro virtuale per verificarne la quantità e il tipo d’armoniche generate. Essendo il dB, un’unità di misura relativa occorre fare la differenza tra il valore della fondamentale e, ad esempio, la 2° armonica che in questo caso vale 28 dB (131 dB (f) - 103 dB (2°)) per capire quant’è il contributo in ampiezza di ogni armonica. Abbiamo quindi detto che la 2° armonica è a -28 dB dalla fondamentale mentre, ripetendo il calcolo, la 3° armonica è a -46 dB. Come si può notare la presenza delle armoniche è molto bassa e con andamento decrescente ma con la presenza sia d’armoniche pari sia dispari.

Nella tabella sotto riportata abbiamo la saturazione con uscita sul cono a 5 watt efficaci e THD di oltre 8%.
Osserviamo il nostro analizzatore di spettro virtuale per verificarne la quantità e il tipo d’armoniche generate in questa nuova situazione. Ripetendo i calcoli abbiamo quindi la 2° armonica è a -23 dB dalla fondamentale mentre la 3° armonica è a -28 dB. Come si può notare la presenza delle armoniche è relativamente bassa anche se superiore al caso precedente, con andamento decrescente ma con la presenza ancora sia d’armoniche pari sia dispari.

Infine nell’ultima tabella abbiamo invece la saturazione con uscita sul cono alla massima potenza erogata, in linea teorica, che equivale a circa 7,6 watt efficaci con THD al 32%.
Ripetendo il calcolo della differenza tra la fondamentale fissata a 400 hz e le altre armoniche abbiamo la 2° armonica a -12 dB dalla fondamentale mentre la 3° armonica è a -15 dB. Come si può notare la presenza delle armoniche è enormemente cresciuta a pari passo della relativa distorsione, con andamento decrescente e sempre con la presenza sia d’armoniche pari sia dispari.

Osservazioni durante il test: con questa simulazione ho osservato un segnale senza clipping fino alla potenza nominale di quasi 6 watt con prevalenza di 2° armonica e distorsione totale che non supera il 10%, sovra pilotando il finale si ottiene un clipping asimmetrico e aumentano un po’ le armoniche dispari raggiungendo come già detto il 32% di THD, superando infine questa soglia continua ad aumentare la distorsione totale che può superare il 60% mentre diminuisce la potenza erogata scendendo anche a 4 watt.
Conclusioni finali: come si può notare, anche nel caso di un finale di potenza a pentodo abbiamo la presenza d’armoniche pari e dispari sia in una situazione di finale in regime lineare dove il contributo delle armoniche è limitato, sia in quella di saturazione dove cresce di molto e abbastanza progressivamente la distorsione e tutte le armoniche.
E' quindi il mix d'armoniche pari e dispari in una valvola che ci fa apprezzare di più o di meno un certo suono rispetto a un altro.
Vorrei far presente che i triodi, normalmente usati nei circuiti di preamplificazione lavorano sempre in classe A, ed è per questo che ci sono grosse analogie tra la distorsione del preampli a triodo e quella di un finale a pentodo di questo tipo.
Paradossalmente però essendo il pentodo, un componente più complesso poiché ha cinque elementi al suo interno anziché i tre del triodo, da cui i nomi, le sue caratteristiche lo fanno assomigliare di più a quelle di un transistor, sia esso NPN, PNP, JFET o MOSFET.
Nelle risorse potete scaricare l'articolo completo delle sezioni precedenti e il riferimento al primo articolo che riguarda la valvola del preamplificatore.
La prossima volta vedremo come l'utilizzo di un altoparlante, piuttosto che un altro, possa incidere sul risultato finale.
Ciao e buona lettura.

 

amplificatori

Link utili

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  • link al secondo articolo
  • link al precedente articolo su Accordo



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genna65 • 16 anni fa
Complimenti per gli articoli, sono interessantissimi!

Vorrei farti una domanda: quando parli di 1,5 Watt efficaci, poi 5 W efficaci, poi 7,6 W efficaci ti riferisci alla sola fondamentale oppure alla totale emissione del tubo, armoniche comprese?

Perché se ti riferisci alla sola fondamentale allora credo di capire perché un valvolare a 5 Watt "suoni più forte" di un transistor a 5 Watt. Se invece ti riferisci alla totale emissione, beh... non ho capito! :-)
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TidalRace • 16 anni fa
Si, è riferito alla sola fondamentale, per semplicità di spiegazione e di calcolo. Considera le potenze citate con in più le armoniche aggiunta dalla non linearità del finale. Non pretendere che i grafici esposti e i valori di potenza siano effettivamente confermati al 100% da un test reale, che come sappiamo varierebbe anche tra valvola e valvola della stessa marca. E' solo un'esposizione simulata da un software per rendere l'idea di cosa ci si possa aspettare con tre livelli di potenza: in assenza di clipping, alla potenza massima dichiarata e alla potenza massima simulata. Auguri e grazie per l'interesse.
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genna65 • 16 anni fa
Grazie a te della risposta ed Auguri di Buon Natale e Buon Anno!
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gamby86 • 16 anni fa
Ecco... E' proprio ciò che sfuggiva anche a me quando tempo fa era sorta una piccola discussione sul volume di valvole e transistor. Ora è tutto più chiaro! (Almeno credo)

Praticamente nel pulito avendo forte predominanza della fondamentale la differenza tra stato solido e valvole è molto ridotta. Differenza che invece si accentua in distorsione con il subentrare delle altre armoniche... Giusto?
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Kata_ts • 16 anni fa
perchè parli delle mie 'amate' EL84 ;)))

Ti posso pure dare un'idea per futuri articoli !? Un bel finalino con due 12AX7 in self-split al finale (vedi FireFly) !? ;)))

SaluToneS
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TidalRace • 16 anni fa
Grazie Antonello, per i tuoi suggerimenti. Ma non credo di trovare il tempo per fare tutto. Questo era molto semplice ed abbastanza (credo) significativo e tra l'altro sono sempre articoli estratti dal mio sito. Ti rinnovo gli auguri. Ciao.
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Kata_ts • 16 anni fa
;)
l'ho buttata così .. al volo ehehehe
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smilzo • 16 anni fa
Premessa: ho letto i tuoi articoli, tra cui l'affermazione che il tuo scopo non è emulare ma ottenere un suono "musicale" e perfino più bello. Su questo mi trovi perfettamente d'accordo. Ma io ho un dubbio, che esprimo ora a te come feci in passato a Roberto (Blumusic): perchè prendete a riferimento ampli che riferimenti non sono?

Riuscirò a vedere emulati un un twin reverb, un trainwreck, un dumble, una plexi, un jcm800 e uno SLO100? E confrontarli con i reali? :)
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Kata_ts • 16 anni fa
ma io credo che lui NON cerchi di emulare ma solo fare un "confronto" sui funzionamenti valvole - IC - Fet -transistor
;M)

SaluToneS
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TidalRace • 16 anni fa
Se ti riferisci al finale da 5 watt so benissimo che non è il sogno di ogni chitarrista, ma non ho nessuna intenzione di simulare ampli tra quelli da te citati perchè poi occorrebbe un riscontro effettivo con tanto di strumentazione ad hoc per verificarne la corrispondenza con la realtà. Se però, tra i miei studi avessi già effettuato la simulazione sugli ampli che conosco meglio e cioè il Twin Reverb da 130 watt, da te nominato, e il Mesa Mark IIC+ da 60 watt potrei provare a farne un ulteriore articolo. Posso solo dirti che la simulazione da me effettuata sull'EL84 ha dato risultati secondo me più validi del test reale che avevo trovato in rete su un Fender Hot Rod de luxe da 40 watt. Come ha scritto giustamente Kata sopra la mia ricerca sul suono non è effettuata per ricreare il timbro di uno specifico valvolare ma per ottenere una maggiore musicalità dai transistor e questi articoli servono solo per far comprendere come funzionano in linea di principio i valvolari. Auguri anche a te.
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smilzo • 16 anni fa
La mia richiesta nasce da un considerazione che ho fatto per l'Axefx. Gli ampli da me citati sono dei punti di arrivo di 50 anni di ricerca musicale. In essi è condensata la richiesta dei musicisti, e l'offerta dei produttori. Se riesci ad emulare la loro risposta hai un prodotto che è equivalente a 50 anni di ricerca, concettualmente. Ed'è assolutamente musicale.
Se poi, strada facendo o come ulteriore sviluppo, ottieni anche dei suoni nuovi e migliori (non esiste l'ampli definitivo!)... ben venga, voglio essere il primo a goderne!!! :)

(Per il confronto con gli ampli citati... un'idea potrebbe essere quella di interessare la comunità dei musicisti, che potrebbero offire i loro ampli in cambio di futuri sconti).
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TidalRace • 16 anni fa
L'Emulazione di ampli storici è possibile solo ricorrendo al digitale e sulla bontà di questi non mi sento d'esprimermi dato che ci sono molti pareri discordanti. Non ho le conoscenze tecniche per buttarmi sul digitale, non m'interessa e oltretutto credo che ci voglia un bel team di ingegneri e tecnici per realizzarlo. Avevo acquistato un Line6 anni fa per confrontarlo con i miei progetti in cui si riportava il numero di personale impiegato e gli anni di studi occorsi per la realizzazione dei loro prodotti, che al momento del confronto con uno dei miei prototipi è stato subito bocciato da un chitarrista abituato a suonare con Fender e Mesaboogie. Probabilmente per questione di gusti personali. Non ti saprei dire a che punto è la ricerca in ambito digitale, alcuni ne parlano entusiasti per altri sono ancora molto lontani. Con i miei circuiti si potrebbero ricreare degli ampli famosi sostituendo le valvole e lasciando, nei limite del possibile, il circuito originale con i vari filtri, controlli ma non ci sarebbe nessuna garanzia sul risultato che si potrà ottenere e a questo punto preferisco essere originale al 100% proponendo un circuito mio.
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smilzo • 16 anni fa
Per il digitale il discorso ricalca quello di altre tecnologie: dipende dal circuito e dal software. Prova gli Hughes&Kettner ed il Fractal Axefx.


*** Con i miei circuiti si potrebbero ricreare degli ampli famosi sostituendo le valvole e lasciando, ..., il circuito originale con i vari filtri, controlli ma non ci sarebbe nessuna garanzia sul risultato... preferisco essere originale al 100% proponendo un circuito mio. ***

Non ho capito una cosa: intendi dire "originale" come circuito, riuscendo quindi a replicare anche i suoni classici, o "originale" come suono, creando suoni che piacciono a te?
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TidalRace • 16 anni fa
Originale a livello circuitale significa studiare circuitazioni diverse da quelle che si trovano in rete che porteranno sicuramente a suoni diversi che comunque dovranno piacere più che a me ai chitarristi che lo proveranno.
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slowfingers • 16 anni fa
Grazie per aver parlato di Microcap, utilissimo softw.
E grazie per queste robuste pillole formative, ti seguo con estremo interesse.
Buone feste a tutti
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Cukoo • 16 anni fa
Interessanti i tuoi articoli, complimenti. Ti suggerisco un tema per le vacanze: finora hai considerato un ingresso sinusoidale. Prova invece a considerare un suono di chitarra reale, che già di suo contiene le armoniche della fondamentale. Ad esempio un suono realistico (un MI cantino, controllo tono a 10, pickup al manico, suonato in corrispondenza del PU al ponte) è, in dB e trascurando le fasi delle varie componenti:
1:-9dB, f=330 Hz
2:-6dB, f=660 Hz
3:-9dB
4:-34dB
5:-10dB
6:-7dB
7:-9dB
8:-30dB
9:-12dB
10:-9dB
11:-13dB

E' un segnale 'ricchissimo di armoniche'.
Prova a passarlo dentro il tuo modello di amplificatore facendolo saturare.
Risultato? Dovrebbe PERDERE molto in contenuto armonico!
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