Bob Bradshaw e l'amplificatore di Lukater
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/145409/600x0/00/redux-sistema_bradshaw_a_3_uscite.jpg" alt="Bob Bradshaw e l" class="legacy_body">Il guru delle pedaliere e dei rack parla del suo lavoro con Steve Lukather.</p>
Parliamo dell'amplificazione di Lukather. Per intendersi, le tre casse, una per il segnale pulito e le altre due per quelli effettati: è anche questa una tua idea?
Fondamentalmente sì; sicuramente ci avrà pensato anche altra gente, ma io non copio nessuno, cerco solo di realizzare le mie idee. Parlando di questo approccio a tre canali, c'è il canale dry al centro, mentre ai due lati ci sono i canali effettati. La gente iniziò a sperimentare questo tipo di concetto, e uno dei nomi più importanti all'epoca fu Van Halen.
In che anno era, più o meno ?
Nel 1986, era il "5150" tour e conobbi Eddie in quel periodo tramite Steve Lukather…in realtà Mike Landau aveva sviluppato questa tecnica di utilizzare gli ampli senza gli speaker e a volte utilizzavamo degli speaker dentro a delle scatole solo per stimolare le basse frequenze sull'ampli.
Così pensammo "Beh, iniziamo anche ad usare uno speaker di uscita, e facciamo che sia un dry speaker con gli effetti a destra e sinistra, in modo da mantenere sempre almeno un suono dry in particolare dal vivo, così il tecnico del suono può microfonare la cassa dry ed avere sempre un suono dry posizionandolo sul palco dove il chitarrista meglio crede ed aggiungere effetti od altro partendo da quel segnale sarà molto più semplice. Questo rese molto comodo il lavoro del tecnico del suono così come la registrazione, sai, e anche i chitarristi che usavano volumi altissimi potevano avere gli effetti che volevano sui loro cabinets mentre il tecnico del suono poteva gestire comunque il segnale un po' più pulito all'occorrenza… quindi questo è l'approccio da cui siamo partiti e con Steve questo è quello che facciamo a tutt'oggi, lui continua a usare i preamp 3+, usa due finali VHT, e microfoniamo tutti e tre i cabinet permettendo al tecnico del suono di ottenere molta versatilità da questa combinazione. Molta gente ha poi iniziato ad usare questo particolare tipo di approccio, che è ormai diventato piuttosto popolare; non c'è una regola, dipende da quello che stai cercando, alcuni effetti danno risultati migliori se li posizioni… se hai effetti basati sul tempo come riverbero, chorus e delay, questi suonano meglio se utilizzati nella maniera che ti ho appena detto, mentre cose come tremolo, compressore e EQ suonano bene anche mettendole sul segnale di base, quindi non ci sono regole, va visto di volta in volta.
So che anche Pat Metheny utilizza questo sistema, è sempre opera tua ?
Si, è vero, Pat Metheny ed anche Steve Morse utilizzano questo tipo di attrezzatura, da un sacco di tempo, però non conosco nessuno dei due; ho incontrato Steve Morse una volta ma non ho mai fatto nulla per lui… non pretendo di aver inventato nulla ma sicuramente non ho preso spunto da nessun altro (risate)… probabilmente abbiamo avuto la stessa illuminazione.
Riccardo Cappelli
Il resto dell'intervista a Bradshaw con i test dei controller Brunetti Vector e Advance LS42/OP128 su Chitarre di Maggio in edicola. |