Mr. Tone is back! Eric Johnson e il suo nuovo album
<p>Intorno ad Eric Johnson si è creata una vera e propria leggenda riguardo alla sua meticolosità nella ricerca del suono, a volte quasi maniacale e che lo ha portato a pubblicare i suoi lavori discografici con intervalli di tempo biblici. Esce finalmente il suo nuovo disco Bloom, anch'esso con una lunga fase di gestazione, e Johnson ci ha rilasciato un'intervista in cui parla anche della sua strumentazione. Eccone un estratto dove spiega qualcosa anche delle caratteristiche della sua Stratocaster Signature, introdotta lo scorso inverno dalla Fender.</p>
Che cosa hai utilizzato sul disco riguardo ad ampli ed effettistica?
Grosso modo le stesse cose di sempre, per quanto riguarda gli ampli, diversi Fender come i Vibroverb e i Twin Reverb, Marshall da 50 e 100 watt e poi… che altro ho usato… vecchi Tweed Champs… per gli effetti ho usato invece dei Fuzz Face, dei Tube Driver, lo Stereo Chorus della TC Electronic, le solite cose.
E riguardo alle chitarre, hai utilizzato il nuovo modello della Fender a tuo nome, la Eric Johnson Signature?
Oh no, la chitarra è stata terminata solo di recente, mentre le registrazioni risalgono a un po' di tempo prima ed erano già concluse quando ho avuto questa nuova chitarra. Ho utilizzato invece la mia solita Fender del '58, e poi la Gibson 335 su alcuni brani, un Les Paul, una SG ed un altro paio di Stratocaster.
Dimmi qualcosa di questo nuovo modello a tuo nome, quali sono le differenze principali rispetto a una Fender standard?
Dunque, il motivo per cui ho accettato di far uscire la Eric Johnson Stratocaster, che la Fender ha presentato allo scorso NAMM, è perché hanno trovato questi nuovi pickup hum canceling, non so se ne hai sentito parlare, sono appena usciti ed hanno un avvolgimento dei magneti totalmente differente dal solito, mi hanno mandato un prototipo e quando l'ho provata "Wow!!"; è la prima volta che sento un pickup hum canceling di una Strato suonare come un single coil, è davvero una figata, quindi sono davvero eccitato di poterli avere su questa nuova chitarra perché non li ho mai avuti. Sai, se hai una nuova chitarra, e se funziona davvero bene, perché non cogliere l'occasione per creare qualcosa di diverso, invece di fare una copia esatta di una Fender degli anni cinquanta? Questa è la chitarra che uso, ma non ho problemi a provare qualcosa di nuovo, se è una cosa che ne vale la pena, giusto? Fino ad oggi non avevo mai sentito una cosa del genere, sono rimasto davvero sbalordito. Per il resto, il corpo ha lo stesso profilo delle vecchie Strato, è in due pezzi di ontano, un legno molto leggero e molto caldo, con un ottima risonanza, mentre il manico è in acero, un'ottima combinazione di legni per ottenere dei grandi suoni; la curvatura della tastiera assomiglia più a quella di una Gibson che a quella di una Fender, i controlli di tono sono per i pickup al ponte ed al manico e il ponte è bloccato alla vecchia maniera, con le corde che non vanno molto dentro al corpo; queste sono le caratteristiche principali.
di Riccardo Cappelli
|
Il resto dell'intervista, completata dalla recensione dell'album e da alcuni esempi musicali su Chitarre di settembre in edicola |