Rickenbacker 381 a Tallahassee, Florida
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/35479/600x0/00/t_ristampa.jpg" alt="ristampa"><i>NdR: Un articolo abbastanza recente (risale al settembre 2005), che abbiamo deciso di riproporre perché racconta una chitarra tanto interessante quanto poco diffusa, soprattutto in Europa. Alla faccia di alcuni utilizzatori di gran nome (John Kay su tutti), la 381 non ha mai goduto di un successo adeguato alla sua qualità, sempre superata dalle 300 beatlesiane. Eppure è un fior di strumento e vale la pena ti (ri)parlarne. </i>
Mi è capitato frequentemente nell’ultimo periodo di recarmi negli Stati Uniti, ma fino a questo momento, non avevo avuto modo di fare significativi acquisti di strumentazione. L’unica cosa che avevo riportato in Italia era stato... un set di pickups Texas Special!! Lo scorso Maggio è finalmente capitata l’occasione giusta. In mente avevo di cercare una Rickenbacker modello Vintage Series o almeno con pickups vintage. Suono Rickenbackers da diversi anni ormai, ne ho avute già un paio, una solid body e una a cassa semiacustica, oltre a possedere ancora un basso 4001 del ‘79. Dopo anni di familiarità con i prodotti di questa casa californiana rimango sempre stupito di come la Rick abbia il potere di farti sentiri come… una mosca bianca!!
Mi spiego: quando capita di farla provare a qualche altro chitarrista di norma la prima reazione è “Fighissima ‘sta chitarra!!”, poi quando inizia a suonare vedi dall’espressione che non ci si ritrova, vuoi per il manico con tastiera in palissandro completamente verniciato, vuoi perchè la tastiera risulta un pò troppo ostica sui bending. Io personalmente mi ci trovo benissimo, non sono chitarre che fanno della versatilità la loro virtù ma, per me, è un piacere ineguagliabile poterne imbracciare una.

L’occasione di trovare qualcosa che mi interessava mi è capitata a Tallahassee in Florida da Andy’s Guitars. E’ un negozio specializzato in usato e Vintage, abbastanza fornito, anche se con una scelta non illimitata di strumenti, i gestori sono simpatici. I prezzi sono sinceramente abbastanza altini, ma si riesce ad ottenere un pò di margine di sconto su quanto disponibile in negozio. Quando sono andato io avevano soltanto due Rick: una 360 a 12 corde e la 381 V69 entrambe nella finitura mapleglo (legno naturale) e in condizioni assolutamente Mint.
Avevo previsto un budget più basso di quello che poi ho realmente speso, ma ho preferito scartare la più “economica” 360 a 12 corde (sto gia in crisi con solo 6!!).
Le caratteristiche della 381 sono: body in acero massello figurato e selezionato (proveniente della Germania), doppio binding a scacchiera, hand-carved arch top and back (cioè top e retro del body dovrebbero essere scavati a mano). I segna tasti sono a veletta madreperlati e i pickups sono due classici “tostapane” stile vintage; completano l’hardware l’attacca corde a R e meccaniche vintage tipo Kluson deluxe. Il battipenna (normalmente a goccia) differisce rispetto agli altri modelli Rickenbacker: nella parte finale diviene infatti a due punte lievemente asimmetriche; la chitarra era accompagnata anche da una bellissima custodia argentata stile vintage.
La 381 v69 replica in modo assolutamente fedele l’omonimo modello proposto dalla Rick a partire dal 1969 e reintrodotto in catalogo dal 1988. Ne è uscita anche una versione Limited Edition con la signature di John Kay, leader degli Steppenwolf, che ebbi modo di provare a suo tempo in Italia.

L’esemplare che ho trovato a Tallahassee è nella finitura maplego che lascia vedere le bellissime venature e la media fiammatura della tavola di acero. Il body è in un pezzo unico scavato dal retro per renderlo semiacustico, e infine chiuso da una tavoletta di acero pure figurato, aperta a libretto. Il manico è in due pezzi di acero incollati ad un'anima centrale (penso in palissandro, come la tastiera).
Unica cosa che secondo me poteva essere fatta meglio era di utilizzare dell'acero figurato anche per le parti del manico, che invece risultano essere in plane maple creando un contrasto un pò troppo evidente con il body. Per il resto la chitarra era in condizioni assolutamente pari al nuovo, con ancora gli imballi originali, probabilmente mai suonata, con nemmeno un graffio.
Unico neo una microscopica imperfezione della verniciatura (veramente millimetrica) sul top vicino l'attacco del manico, come se in quel punto la finitura non avesse ben aderito. Questo peccato veniale di fabbricazione mi ha fatto controllare e ricontrollare la chitarra con la massima attenzione prima di procedere all’acquisto, nell'eventualità fosse sintomo di un qualche problema più grave. Tutto alla fine per fortuna è risultato però in ordine.
La prima cosa che mi ha colpito è stato il volume da spenta, sensibilmente maggiore che nelle altre semiacustiche Rick: ciò è spiegabile probabilmente con il fatto che il body è più largo che nei tradizionali modelli 330 e 360; nonostante sia una chitarra piuttosto ingombrante colpisce inoltre la relativa leggerezza. In negozio ho avuto modo di provarla con un piccolo amplificatore artigianale per Jazz solid state Evans che esaltava moltissimo il suo cristallino e definito dei pickups vintage, che risultano meno scuri degli attuali hi-gain pickups, montati sui modelli standard che ho avuto nel passato, ma comunque più che sufficentemente potenti.
Altro aspetto che mi piace moltissimo è la configurazione del manico a 21 tasti che trovo estremamente comodo. E’ proprio il contour del manico forse il punto di forza di questo modello che, a mio parere, risulta nella sonorità/suonabilità complessiva forse un pò meno beatlesiano delle altre chitarre del catalogo Rick e più disponibile ad aprirsi verso orizzonti moderatamente Hard Rock (vedi appunto l’uso di John Kay negli Steppenwolf).
Parlando, infine, di quanto ho speso, ho potuto portare a casa la chitarra a 1800 dollari tasse locali incluse (con il cambio favorevole che c’era a Maggio circa 1400 Euro). In effetti si tratta del modello più costoso del listino Rickenbacker: da un rapido controllo ho verificato che su qualche internet store americano veniva proposta, nuova e scontata, a circa 2200 dollari; in Italia dovrebbe aggirarsi a poco più di 2600 Euro.