Liquid Sunshine, l’overdrive nella forma più pura
Da considerare a tutti gli effetti un pedale boutique, costruito interamente a mano in quel di Newberg (Oregon), lascia del tutto sorpresi dalla sua versatilità ed al contempo semplicità di utilizzo. Costantemente alla ricerca del Santo Graal degli overdrive, mi sono imbattuto nel pedalozzo in questione che è riuscito a incuriosirmi da subito per la sua atipicità, per poi appagarmi immediatamente e pienamente durante il suo utilizzo sino ad oggi.
Essendo nella mia pedaliera da ormai più di un anno, e avendo conquistato il fondamento di base del mio suono, posso tranquillamente affermare che mette alla portata di un click molte sfumature che hanno fatto la storia del blues e del rock degli anni d’oro.

Oltre al 3PDT switch che consente un true bypass, il pedale ci offre un classico controllo di volume e due controlli drive, viene subito da chiedersi che fine abbia fatto il controllo di tono, beh, semplicemente non serve. Il primo potenziometro del drive agisce sulle frequenze in generale nel loro insieme, mentre quello sotto spinge sulle frequenze medie e alte. L’escursione dei singoli controlli è molto omogenea e ampia, ne consegue una certa sensibilità lungo la loro corsa che però è stata lasciata libera. Sarebbe stato fantastico poter contare su di un movimento a scatti (quello che, per esempio, possiedono i controlli dei pedali HardWire) che consentirebbe regolazioni più mirate. Accedendo all’interno del pedale, svitando le quattro viti del pannello posteriore, si posso trovare altri due controlli supplementari di tipo on/off, che permettono di incrementare ulteriormente e rispettivamente i bassi e gli alti. Và comunque segnalato che questi due switch interni non stravolgono la natura del pedale ma ne modificano solo leggermente la pasta sonora.

In fine il prezzo attuale si aggira indicativamente ai 170€. Considerata la natura di questo strumento nonché le potenzialità rappresentate, mi sento di poter dire che il rapporto qualità/prezzo sia particolarmente conveniente.
Il video di presentazione che ho allegato, è quello che ho ritenuto più rappresentativo.
Per chi volesse approfondire l’argomento, lascio nelle risorse dell’articolo, il link al sito della Subdecay.
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